THE TWO FACES OF SILENCE

VERTEZZ

Nothingness as Experience of oneself – Nothingness as Escape from oneself.

‘The ego, therefore, exists. But does it exist in the way it appears to me? No, because it appears to me in a way that involves the conformation of my senses and intellect, i.e. in a way that does not reflect reality in itself. My appearance is nothing but a sign, not a copy of reality.  The awareness of my ego is made by my appearance.
It makes me aware of an ego that is not my real ego.  Nevertheless this real ego reveals itself in flashes, as quite rarely and in an incomplete way, it bursts from the subterranean and dark abysses of the subconscious; and it gives me the vague and confused impression that I’m not what I seem to be but something mysterious and different. The real ego, the true ego, cannot be found but in the unconscious. And it is there that it is necessary to look for it, and understand it, as much as possible.’
Enzo Martinuci – NEMO ME IMPUNE LACESSIT

The Cell as a place – which I’d widely extend to all the redemptive and non redemptive Cells that noisily clutter close morals and all ethical behaviours – where the act of depersonalization is carried out (here too it would be the case to start a full debate on the possibility of the individual, as a whole in its fragmentation, to be able to be a nonsense and a personal contradiction).

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“ECCE EGO!”-LA MORTE DELLE ORE IN TRE MORSI – I° MORSO

cerbero 45

Ho colpito e colpirò come un Erinne il grave delitto perpetuato in nome della sacralità delle cose sul mio Io,il portatore di un’eredità che ride,un’eredità egoista che ha urlato contro il vostro delitto e che ora ride e sorge! Vi ho osservato e ora vi osservo remare nel fiume Stige nel vostro ultimo tragitto funereo,e ancora noto in voi la stessa accozzaglia di carne anonima che in vita,sacrificando la vita stessa, benedicevate nelle vostre ultime ore come Umanità devota a Themis.

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Ο Θρίαμβος της Καταστροφικής Ιδιοφυΐας

CKER

NICHILISTICA MENTE COMPLICE

Ω! Η ευωδία και η δυσωδία ανακατεμένες.
Για να σκαρφαλώσεις στην κορυφή χρειάζονται νύχια κοφτερά και χέρια έτοιμα για τις πιο επίπονες πληγές.
Καθώς σκαρφαλώνεις στην κορυφή μιας παρηκμασμένης ανθρωπότητας, πέφτουν, οι πέτρες που θρυμματίζονται κάτω από τα δάχτυλα σου πέφτουν.

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IL BOSCO BRUCIA – UN DIBATTITO AMORALE

VERTIX

Oh!

Non sono solito segnarmi date sul calendario,sfortuna vostra ho una memoria di ferro,ma ammetto che questa – se ce ne fosse stata l’Abitudine- non sarebbe da trascurare.

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I FIORI DELL’ADE

VERTEZZ

C’è chi scrive le proprie pagine di vita con il sangue,e chi invece,come dilettanteschi artritici si affannano nel tratto in firme sbiadite e tremolanti.

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ECCE EGO!

cerbero 45

Il mio mefistofele ride,contorce il suo fallo e lo masturba in un eco di gemeti e risate…
Lo sento…non ride di me.
No!e so che non lo farà,anche se desidera farlo,oh come vorrebbe!.
Ride della decadenza e della messianeria di quattro ciarlatani che si affannano e si accalcano nel teatro dell’umanità.

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LE DUE FACCE DEL SILENZIO

VERTIX

IL NULLA COME ESPERIENZA DI SE – IL NULLA COME FUGA DA SE

“L’io, quindi, esiste. Ma esiste come appare a me?
No, perché mi appare nel modo che comporta la conformazione dei miei sensi e del mio intelletto, ossia in unmodo che non rispecchia la realtà in sé. La mia apparenza non è che un segno, non una copia della realtà.La coscienza del mio io è formata dalla mia apparenza. Essa mi rende consapevole di un io che non è il mio vero io. Pure questo vero io si rivela, raramente e incompletamente, a sprazzi, prorompendo dai sotterranei e tenebrosi abissi del subcosciente e dandomi l’impressione, vaga e confusa, che non sono quello che a me sembra, mabensì qualche cosa di misterioso e diverso. L’io vero, l’io reale, non si trova che nell’inconscio. Ed è lì che è necessario cercarlo e comprenderlo, per quanto è possibile.”
Enzo Martucci – NEMO ME IMPUNE LACESSIT

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SOBRE DEBATE Y SOBRE LENGUAJE…

VERTEZZ“Por lo cual en sí, el lenguaje hablado y escrito, en una vestidura omnicompren-siva tiene que poder ser aniquilado, en una búsqueda extensiva de la singulari-dad.”

Aguardas seguramente algo no fácil, o mejor te mueves sobre el borde de la con-tradictoriedad.

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¡ECCE EGO!

cerbero 45

 

 

 

 

 

EGO ISTI CAMENTE

“…el cielo encima de nosotros es oscuro, porque está cubierto de la nube del egoísmo, de la incomprensión y del engaño…”1

Mi mefistófeles ríe, contorsiona su pene y lo masturba en un eco de gemidos y risas…
Lo escucho…no ríe de mí.
No! Y ya sé que no lo hará, incluso si deseara hacerlo, ¡oh, como le gustaría!
Ríe de la decadencia y del mesianismo de cuatro charlatanes que gastan su vida y se abren paso en el teatro de la humanidad.

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IL DOMINATORE E L’INDOMABILE

cerbero porcu

ANNOTAZIONI AL DI FUORI DEL CODICE PENALE

“Sicuro. Voi soffrite di un caso complicato.Prima d tutto questa inquietante febbre di giustizia;e poi quel che è peggio …voi siete sempre nel torbido delirio di un’adorazione;sempre dovete avere un oggetto da ammirare fuori di voi.”
(Henrik Ibsen,”L’anitra selvatica”)

Finire,certo,nelle mani lorde dell’Autorità -quale essa sia- eticomorale esecutiva,dai G.I.P o G.U.P1 ai loro cani da guardia e maiali vari,disposti appunto al giudizio e alla carcerazione(di qualsiasi forma stessimo parlando,da l’obbligo di firma al fine pena mai),senza nessuna distinzione tra colori e gradazioni

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