INVOCAZIONE ALLA CAOSÓFIA

Ricevo e pubblico:

http://regresando.altervista.org/ajajema-no-5/

Urlando, OH! Mia madre senza nome, con la sua voce silenziosa dove si formò una barriera e un drago con le ali invisibili, alzando il mio spirito imprigionato.
Abbracciami con le tue fiamme, divorami e rendimi un tutt’uno con te.
Il mio desiderio è una semplice forma, il mio odio, un’illusione e il mio amore solo un sogno.
Tu e solo tu sei l’essenza dell’essere, che hai realizzato la fiamma divina che porto dentro.
Ti chiedo, con il mio silenzio e le mie lacrime, di mettere da parte le tue catene e i pensieri, e con gli occhi chiusi, per ammirare la mia bellezza.
Tutte le parole sono state affermate a scapito del tuo potere, tutti i sentimenti mi portano lontano dal tuo percorso e tutti i pensieri negano la tua verità!
Perciò, mi lancio senza paura nell’oscurità sconosciuta, lasciando che la fiamma senza forma, che brucia dentro di me, esploda e mi porti nell’aldilà, dove c’è il tuo regno immortale!
Tu sei tutto ciò che non è, dunque, questo è tutto ciò che voglio essere!
Il suo silenzio sembra un tuono, e porta la fiamma oscura del mio spirito,
La tua assenza mi ha aperto gli occhi, dato che la vita è solo un’agonia senza senso.
Tu sei uno, questo è tutto, sei il nulla e solo in te posso trovare la pace eterna!
Tu sei tutto ciò che non è, ebbene, sono tutto ciò che voglio essere!
Tu sei il caos che è al di là di tutto!
Sei il caos che sarà in tutti!
Sono innamorato del caos, è l’intelligenza e la saggezza per liberare lo spirito!
Tu sei quello che era, ed è, e continuerà ad essere per sempre!

Preso da “LiberAzerate”

DECADENZA

Decay

 

Intrappolato nel ventre decadente della civilizzazione

Il sole non si vede mai

I nostri corpi si immergono nella luce soffusa dell’ideologia

Nessuna speranza, nessun futuro, nessuna uscita

CACOTOPIA (MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA)

Ricevo e pubblico:

“Era una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale vedere le cose divorate,      vederle annerite, diverse..”

Cacotopia
Vuoto, vortice, un vessillo che brucia senza più speranza
Sanguina, la razza umana, sangue e disgrazia
Precipitando, nella decadenza, in rivoli nel tramonto
Crepuscolo, sul declino della pace
Obscurum- ombre, scheggia nascosta, nel nulla assoluto, del codice di un mondo cupo
                                                                                                                                                   Freddo crescente, dell’oscurità manifesta del non-essere

Cacotopia
Per Dominare il mondo, spargendo Terrore, destabilizzare il cardine dell’esistenza
Sul Promontorio, orrore che mi prega, che si fonde, che è reale
In Dissoluzione, combattere per il decadere, per l’emergere di un ombra manifesta
Irritante permanenza, in un attesa spastica, grumo nel sangue caduto attorno a me
La razza umana si riversa e si sparge, svuotando l’energia di corpi scomodi 

Cacotopia
Per strascinare il Caos, verso il Terrore!
Il massacro, l’affondo, che rende l’attesa tramutandola in esacerbazione
Nella perdizione, per la rovina e l’angoscia insofferente, in uno spasmo
Per il culto di Abaddon:
Il fuoco che brucia fino alla distruzione
Chiamami-il Distruttore!
Malvagio, rovina e ancora rovina, in fondo dell’abbandono
L’incendio che arde in uno sprofondo Infernale

Cacotopia
Predatore di tutti i valori
Erga omnes- etica della reciprocità
L’errore è l’umano, l’errore e la debolezza, l’umano che sanguina
Abominio e ribrezzo, il fuoco annientatore, per il vacillare, per l’abbattere
Chiamami-il Distruttore:
Alla guerra! Per la guerra!
Ricercando la raffigurazione di un essere libero, ricalca la certezza più sommersa, nel sentiero di un Inferno manifesto

Sovra-umano, nel sangue, con il sangue, per la nostra razza…

Consumato, nella fine di un ciclo, periodo eo sequenza
Deiezione di un nuovo idolo- feticcio-immagine
Oltre il nulla, voglio inabissarmi, in un desideri marginis

Cacotopia
La fine, la società, nuove esplosioni di decadenza, di degrado e imbarbarimento
Frammenti rotti in immagini abbandonate per mutare la breccia
Universo nero, pece disgustosa che distende il ciglio alterato dell’esistenza
Distesa sterminata di ferite, nessun rimargina-mento, cadaveri che fluttuano in strati di cemento
Rituale remoto, il mito della moralità, che precipita dentro un fosso, più profondo del cielo

Cacotopia
Il fuoco indistruttibile scorre alto e vasto sugli scheletri dei retti
Impeto, l’ultimo uomo, che percorre selciati divelti, da distruzioni ossessive
L’oscurità dell’abisso, il vuoto e l’isolamento, l’oscurità del flagello e della disgrazia
Niente e nessuno sarà destato, niente e nessuno verrà liberato, in una dimora angusta
Il nero del negativo assoluto, il buio del non-essere
Blasfemia che riecheggia, in una costellazione di fenditure demoniache

Chiamami-il Distruttore!

Schizo

Verano, Quartiere San Lorenzo, Caput mundi

ANTINOMISMO (ORDINE MISANTROPICO LUCIFERIANO)

Ricevo e pubblico:

“La misantropia e il disprezzo della società sono anch’essi elementi essenziali del vero Satanismo.”

Nota introduttiva: Portiamo alla luce, ancora una volta, materiale, che appartiene all’Estremistico Ordine Misantropico Luciferiano, è pensiamo, come si leggerà sottostante, che sia un testo preciso e diretto, ma “in linea”, con i progetti Terroristici e Anti-politici, che sono emersi da parecchio tempo. In linea, precisiamo, non significa nella totalità dell’attentato amorale per far sprigionare in menti pazze, il Caos che vuole affondare la società e distruggere l’esistente. L’affinità egoista, la “base” della feroce Unione degli Egoisti, in questi anni, è stata appresa e sperimentata da un numero risicato di individui, del nostro milieu e di quelli affini, ma che con parole e azioni distruttive, hanno creato qualcosa di originale, influenzando altri estremisti, direttamente/indirettamente, è che hanno agito per scatenare il Caos Terroristico e amorale. Per cui la nostra- verso queste “linee di condotta”- è affinità egoista, materiale che può essere preso, e da dove possiamo apprendere, possedendolo egoisticamente a nostro piacimento. E pur non essendo Satanisti Anti-cosmici (per abbreviare), siamo affini alle parole estremiste espresso sotto. Un altro appunto, che vogliamo fare, è che già abbiamo in parte esplicato, è che rispettiamo totalmente la metafisica satanica/esoterica dell’ Ordine Misantropico Luciferiano, come totalmente rispettiamo il Paganesimo Eco-Estremista, perché per Noi, l’uomo è un animale metafisico. Abbiamo già in breve specificato che significato gli diamo (e magari uscirà un approfondimento/testo) ma quando parliamo di questo, intendiamo l’individuo che nega e discrimina la “base materiale”, che ha appreso nella società umana (questo non può essere negato pensiamo), è che eleva e promuove lo scorrere recondito dell’agire occulto, primordiale, dell’azione, che anche se esplicata in superficie, contiene la sotto-superficie, è che tutto questo oltrepassa, e va al di là del bene e del male, in un inesplorabile attentare estremistico/metafisico.

Ex Editori della Rivista Misantropica Attiva Estrema KH-A-OSS

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1. Sii come un lupo mannaro, un lupo assetato di sangue camuffato da pecora umana; poiché potrai cacciare liberamente tra i tuoi nemici solo quando riuscirai a nascondere il tuo vero io.

2. Un’azione forte vale più di mille parole vuote.

3. Lucifero è il nostro ideale, quindi dobbiamo essere noi stessi i portatori di rivoluzione, saggezza e liberazione.

4. Nel mondo dei sognatori i ridestati sono dei.

5. Una società si forma quando dei sufficienti umani deboli, si uniscono, creano leggi e regole per proteggersi dall’ira dei forti. Quindi, rendi il tuo obiettivo, quello di essere sempre il nemico numero uno della società.

6. La Luce brillante di Lucifero rimarrà sempre oscurità negli occhi dei ciechi.

7. La menzogna offre conforto ai deboli, mentre la triste verità libera e rende divino il forte.

8. Menti agli altri se devi, ma piuttosto che iniziare a mentire a te stesso, perdi la tua vita.

9. Lascia che la tua Volontà sia l’unica legge e punisca senza pietà ogni trasgressione.

10. L’élite non può mai degradarsi e sprofondare al livello della feccia indegna, la democrazia deve quindi essere sempre combattuta da tutti noi e con ogni mezzo necessario.

11. Solo attraverso il terrore, la minoranza d’élite può farsi capire, per il lamento della maggioranza subumana.

12. Colui che è il più illuminato forma l’ombra più oscura ed è quindi considerato dagli stolidi come il portatore di tenebre.

13. Solo i subumani sono limitati dalla moralità illusoria e dalle leggi dello status quo. Il Satanista, che ha trasceso queste illusioni, è libero ed è al di là del bene e del male.

14. Fai la guerra contro la pace e combatti per la guerra stessa. Perché solo nel fervore della battaglia i lupi saranno separati dalle pecore.

15. Impara a conoscere te stesso; solo attraverso l’identificazione dei tuoi limiti imparerai a trascendere tutte le tue imperfezioni. La conoscenza di sé è quindi l’unica chiave per la perfezione.

16. Il seme della conoscenza può crescere solo in un terreno fertile e deve essere annaffiato con l’acqua di Azoth. Solo allora la saggezza oscura spezzerà le forme e le strutture stagnanti e farà prosperare il Caos.

17. È attraverso la rappresentazione e l’agire come i nostri Dei Oscuri, che possiamo avanzare ed elevarci ai Loro troni e diventare una cosa sola con la Loro essenza.

18. Entrando senza paura nell’oscurità dell’ignoto troveremo la nostra Luce interiore di Lucifero.

19. Le difficoltà e gli ostacoli che non ci uccidono, ci temprano solamente, e il più temprato tra di noi è colui che è vicino a Satana.

20. Nulla purifica i forti così bene come il sangue versato dei loro nemici.

21. In tempo di pace prosperano solo i parassiti.

22. Sii spietato e senza clemenza, distruggi tutto e tutti quelli che ti ostacolano, perché la pietà e la compassione sono le stimmate dei più deboli.

23. L’adempimento di una vita Satanica è il modo in cui muore un satanista. Perché l’ultima vittoria del forte è morire in battaglia.

24. La nostra Volontà è la legge e la nostra legge è il Caos.

NIENTISMI (MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA)

https://abissonichilista.altervista.org/wp-content/uploads/2018/07/KH-A-OSS-II.pdf

In questo riservato iperconscio vediamo una prefigurazione di Raskolnikov che oscilla tra essere un sopravvissuto e un verme; è anche il prototipo da cui emergeranno Stavrogin e Ivan Karamazov. Questa idea dell’individuo iperconscio, autocosciente nell’estremo, che necessariamente va oltre l’individuo normale e non può aiutare l’umanità a deviare, fornisce a Dostoevskij la materia prima per la complessa rete di interessi che lo occuperanno nelle sue ultime opere.

In una lettera del 1869, scritta quando stava progettando “L’eterno marito”, sottolinea che le basi di quell’opera sono le stesse di “Memorie dal sottosuolo”, che chiama “il mio terreno eterno”. Questo senza dubbio stava nascendo in lui da prima di“Memorie dal sottosuolo”, ma in quel lavoro arriva prima la luce della coscienza.

Nel suo primo romanzo, “Povera gente”, la figura di Mikhail Devushkin è quella di un uomo che vive in un angolo del mondo molto simile all’uomo sotterraneo. Sebbene la sua ambizione sia quella di diventare uno scrittore, rinuncia all’idea, lamentandosi del fatto che la sua scrittura manchi di stile e si guadagni da vivere trascrivendo la scrittura di altri. Afferma:

Se tutti dovessero diventare un grande scrittore, ci sarebbero i no copisti. . . . Anche se assomiglio a un topo, non mi interessa, visto che questo topo è necessario per te e anche se io sono del tutto inutile nel mondo, posso ricevere un risarcimento senza perdere questo status. Ma che tipo di topo sono?

L’amore che lo spinge a salvare la sua amata lo porta oltre il limite dei suoi mezzi e rivela un fanatismo latente per il sacrificio di sé che viola il normale modo di essere umano, una passione che grava sul lito ” chiamata cosi in “I demoni”. Travolto dalle forze del mondo, e con il suo rapporto d’amore che per gradi si trasforma in disperazione, un certo “piacere nell’auto-umiliazione” (“Memorie dal sottosuolo”) si insinua in questo amore.

Questo non è ancora ipercoscienza o ribellione, comunque. Si percepisce sia in Dostoevskij che nei suoi protagonisti un profondo umanesimo Dickensiano in cui le lacrime di dolore escono sotto forma di umorismo. Devushkin scrive all’amante che gli sta sfuggendo di soppiatto: “Morirò – certamente morirò”. Se fosse stato in grado di trovare in sé la forza della ribellione di ritornare alla vita da questa ultima disperazione, un punto di vista come quello dell’uomo sotterraneo come “uomo inventato” sarebbe potuto venire alla ribalta. L’esclusivo iperconscio, che devia da “uomo” nel doppio senso sopra menzionato, simboleggia la rottura dall’umanesimo moderno. L’individuo normale funziona bene all’interno dell’umanità falciando la sua “ottusità di spirito”, e questo umanesimo guadagna forza per essere proiettato sull’ideale di una nuova società. Ma il genio “atmosferico” di Dostoevskij percepì rapidamente la rottura di “umano” e l’avvento del nichilismo all’interno del nuovo umanesimo. L’uomo sotterraneo rappresenta un esperimento intenzionale con questo crollo, per mostrarlo per quello che era e allo stesso modo per Dostoevskij di arrivare al suo stesso terreno eterno. Come dice Berdjaev, le opere di Dostoevskij abbracciano la crisi o la denuncia interna dell’umanesimo, così come l’umanesimo finisce con Dostoevskij e con Nietzsche.

La “psicologia sotterranea nella mente” emersa negli scritti di Dostoevskij aprì un regno distinto dalla psicologia delle persone normali. Un cambiamento avvenne in psicologia equivalente all’introduzione dei numeri irrazionali o immaginari nel sistema dei numeri razionali.

Una psicologia che contiene incommensurabilità e antinomia che non possono essere risolte dalla normale razionalità è che diventa per lui una “realtà superiore”, in cui attrazione e repulsione, amore e odio, appaiono come una cosa sola. L’uomo sotterraneo vede l’improvviso spasmo del desiderio sensuale che lo travolge come una vendetta. Le convulsioni di “il sublime e il bello” che lampeggiano come fuochi d’artificio contro il cielo scuro della dissipazione servono solo ad aumentare il contrasto. Il più sublime e il più basso si incontrano ai loro limiti esterni; gli ideali di Sodoma e Madonna si fondono insieme. Ma soprattutto, è il modo di essere del proprio “io” reso iperconscio nell’uomo fatto di repliche, che diventa un’antinomia.

Il sé desidera essere se stesso e essere libero: è un percorso verso il sublime e, infine, verso Dio; ma allo stesso tempo è un percorso lontano da Dio e verso la bassezza. È una vita che sfida l’esplorazione razionale: più si avvicina a Dio e più diverge da Dio, e più diverge più si avvicina. La libertà deve essere esercitata al limite, ma ciò significa libertà per il male e libertà per il bene. Poiché questa libertà è così elementare, che è paragonata a un tipo di attacco o “spasmo”. Il punto di vista dell ‘”inerzia contemplativa” è il punto di vista di un sé che affronta “il muro” in una simile vita.

La ragione per cui l’uomo normale che vive in superficie, l’uomo di “semplice azione”, appare noioso e superficiale dal punto di vista dell’inerzia contemplativa dell’uomo sotterraneo, è che ha delle basi su cui fare una comoda dimora, e anche che “confonde le cause immediate e secondarie per quelle primarie”. Al contrario, l’uomo del sottosuolo chiede: “Dove sono le cause primarie su cui devo costruire? Dove sono le mie basi? “E continua a indagare su cose sempre più fondamentali. È da questa postura che emerge il punto di vista dell’inerzia, che ostacola l’azione di qualsiasi tipo.

Se viene schiaffeggiato, non è in grado di rispondere immediatamente. Anche uno schiaffo sembra essere un evento necessario che si verifica secondo le leggi naturali, inevitabile come “due volte due è uguale a quattro”. Colui che viene schiaffeggiato non sa come comportarsi di fronte al muro di pietra del mondo di “due volte due è uguale a quattro”. Invece, viene gettato indietro dal muro di pietra a se stesso, dove si interroga senza fermarsi nel terreno per l’azione (in questo caso l’azione di colpire addietro). Cerca di fare qualcosa, ma tutto quello che può fare è sprofondare nella palude senza fondo dentro di lui, inerte e impotente.

Come risultato di questa “autodisciplina della cogitazione”, l’orientamento della coscienza all’inerzia inizia a considerare “l’essenza di cose come la coscienza o il pensiero”. “Ma allora”, chiede, “se questo è già legge naturale, allora quale sarà la fine di tutto? Dopotutto è la stessa cosa. “In altre parole, l’inerzia contemplativa è lo stato in cui si finisce naturalmente rafforzando la coscienza; l’uomo sotterraneo la concepisce come il risultato delle normali leggi fondamentali della coscienza elevata. Non è altro che “il risultato legittimo [nato dalla] coscienza”. Le leggi naturali controllano anche il funzionamento interno della coscienza e lo rendono inerte. Anche l’uomo sotterraneo affronta il muro all’interno dell’autocoscienza e si ribella. La sua “nientificazione” non ammette nemmeno il fanatismo di un Bazarov.

Anche in questo vediamo un approfondimento dell’autocoscienza del nientismo. Prendiamo un esempio. Per convincersi che un atto di vendetta è puro e giusto, e per eseguirlo con calma, è necessario credere che la giustizia sia la causa primaria. Ma questa giustizia non può essere stabilita con la certezza di “due volte due è uguale a quattro”. Quando la rabbia aumenta, finisce per dissolversi “come una soluzione chimica” mentre la coscienza diventa inerte. Al contrario, se ci si arrende a sentimenti ciechi, si realizza immediatamente l’autoinganno e si finisce per disprezzare se stessi. Alla fine, non si può evitare una vita di inerzia contemplativa come uno spettatore cosciente che sta a braccia conserte. Una vita così è guidata da una profonda noia, e tutto diventa uguale. Questo è un nichilismo senza fondo e tuttavia non uno stato di stagnazione in cui la coscienza è semplicemente offuscata; al contrario, una violenta tempesta infuria nell’abisso di questo nientismo.

I sentimenti e le aspirazioni, avendo perso un sentiero per liberarsi all’esterno, si rivolgono verso l’interno e si diffondono entro i confini del sé. Incapace di credere nelle ragioni per cui gli individui normali razionalizzano la loro purezza e rettitudine, e dopo essersi allontanati dalla via di mezzo dell’umanità, la coscienza si intensifica al punto che si è incapaci di autoinganno dall’individuo normale e allo stesso tempo si arriva a sentire ciò che equivale a un piacere segreto anormale nelle cose basiche. In queste difficoltà, la vita è torturata da un dolore umiliante, è alla fine anche la disperazione e l’umiliazione diventano piacevoli.

Più consapevole ero della bontà e di tutto ciò che era “sublime e bello”, più profondamente affondavo nella mia melma e più diventavo capace di sprofondare completamente in essa. Ma la cosa principale era che tutto ciò che non sembrava accadere in me per caso, era come se dovesse essere così. Come se fosse la mia condizione più normale, e non la infima malattia o depravazione, così che alla fine ho persino perso il desiderio di lottare contro questa depravazione.

In breve, il mondo sotterraneo è quello in cui l’uomo “fatto da una replica” che si è allontanato dalla normale umanità si riscopre come normale. Al contrario, i cosiddetti uomini normali che vivono in superficie, uomini di “semplice attività”, hanno in loro una sorta di solido fondamento. Accettano un qualche tipo di obiettivo nella vita, o sentono qualche valore o ideale, come una base di sostegno assolutamente coerente di cui sono prontamente convinti. Questo è il motivo per cui tali persone sono in grado di agire – e anche perché sono “stupide e superficiali”. Hanno confuso le cause secondarie più accessibili per quelle primarie. La loro intelligenza non ha i mezzi per interrogarsi e cercare le cause più fondamentali, così anche se vengono lanciati contro il muro di “due volte due è uguale a quattro”, non si lasciano andare alla disperazione. Non accade a quelli con la coscienza debole e dell’autocoscienza di opporsi a tale resistenza;semplicemente si arrendono. Preferiscono recepire
il muro come parte delle fondamenta della loro vita, e provano un senso di sollievo di fronte ad esso (proprio come un popolo conquistato prova un senso di sollievo di fronte alla dichiarazione del vincitore).

Per tali persone un muro non è un’evasione, come per esempio per noi: persone che pensano e di conseguenza non fanno nulla; non è una scusa per deviare. . . Il muro ha per loro qualcosa di tranquillizzante, moralmente rilassante, definitivo – forse anche qualcosa di misterioso..

Il muro di pietra, due volte due è uguale a quattro, le leggi della natura, le conclusioni delle scienze naturali, la matematica – queste sono per gli uomini normali una specie di “tranquillante”; contengono una sorta di “parola magica” che porta alla pace.

Non appena ti dimostrano, ad esempio, che sei discendente da una scimmia, allora è inutile accigliarsi, deve essere accettato come un fatto. Quando ti dimostrano che in realtà una goccia del tuo stesso grasso deve essere più cara a te di centomila dei tuoi simili, e che questa conclusione è la soluzione finale di tutte le cosiddette virtù e doveri e di tutto questo delirio e pregiudizi, quindi potresti anche accettarli, non puoi farci nulla, perché il due volte due è uguale a quattro è una legge della matematica. Prova a confutarlo.

LA BESTIA INCATENATA

Ricevo e pubblico:

https://www.chaosophie.net/2015/07/la-bete-enchainee/

Liber Azerate

Nota introduttiva: abbiamo recuperato e tradotto questo interessante testo di Frater Nemidial, dell’Ordine Misantropico Luciferiano, testo che descrive il caos primordiale che rimane “in sonno”, pronto a scatenarsi. Come per il testo qua presente, potremo fare anche Noi una metafora: “La Bestia Incatenata”, da un punto di vista Misantropico e Nichilistico, è quella sotterranea lotta dell’individuo, contro le induzioni morali della società, quelle costruite e posizionate per far credere che esisti una realtà vera. Perché lotta sotterranea? Di nuovo qua emerge, che l’animale/umano, l’individuo intuitivo/estremista, anche se si crede possa essere prodotto dalla causa e dall’effetto, ha dentro di sé, nel profondo di se stesso, la forza oscura, che non è tangibile, che lo porta a compiere un certo tipo di azioni, ma che anche esso possa riuscire a possederla. Possesso, non come logica reazione a una sensazione, ma istinto dell’animale/umano, che sente che un azione che distrugge la morale della società, emergere dall’abisso dentro di sé, che forza un certo tipo di limiti, che spezza la visione unilaterale delle leggi cosiddette universali, che sprona a cibarsi della paura del prossimo, possa portare questo istinto/forza demoniaca, a essere vissuta come intensità e vertigine, come un orgasmo all’apice dell’estremo, non prodotto da un fenomeno biologico, organico a leggi e legacci scientifici. Il Caos o “Bestia Incatenata”, non è vergato per essere capito in una totalità materiale, su un piano fisico, o da interpretare in maniera tangibile. Chi pensa che sia così, è perchè rifugge dalla metafisica dell’agire, barricandosi nel concreto. L’Individuo Misantropico/Nichilista, che si libera delle catene della società morale, può sentire, attraverso mille rivoli istintuali, questa forza, questa voce, questo sprono, questa disarmonia, dove è posseduto e possiede- attentando l’armonia mundi.

Ex Editori della Rivista Misantropica Attiva Estrema KH-A-OSS

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Questo breve testo è il capitolo 14 di “Liber Azerate – Il Libro del Caos Iracondo” di Frater Nemidial, Anti-Cosmic Productions, 2002.

In tutte le tradizioni esoteriche sinistre, presenti nelle varie culture, c’è il concetto- questo anche nel OML (Ordine Misantropico Luciferiano)- chiamato “la Bestia incatenata”. Questo concetto è una metafora e un simbolo dell’impulso anti-cosmico che giace dormiente, nascosto nel profondo di ogni anima umana.

Nella demonologia dell’antica Persia, questa forza oscura era chiamata “il drago a tre teste”, Azi-Dahak. Viene affermato che questo drago, che era il più potente dei discendenti di Ahriman, era incatenato dagli dei cosmici sotto una montagna. Perché il potere di Azi-Dahak è così maestoso che gli dei della luce non possono ucciderlo. Dalle profondità dell’abisso dove rimane intrappolato, cioè dal profondo dell’anima del mondo, Azi-Dahak continua ad attaccare l’ordine cosmico, e lancia i suoi oscuri dardi di impulsi tenebrosi e anti-cosmici. Secondo la leggenda, Azi-Dahak, all’alba della battaglia finale, sorgerà dall’abisso dopo aver strappato le proprie catene e, con Ahriman, Drugh, Aeshma Deva e le legioni sanguinarie, distruggerà il demiurgo, Ahura-Mazda e la sua creazione.

Una storia analoga si trova nella mitologia nordica dove Fenrir recita lo stesso ruolo di Azi-Dahak, quello di un prigioniero anti-cosmico che, alla fine dei tempi, si libererà dal giogo che lo incatena. Fenris gridando, scatenerà il “Crepuscolo degli Dei”, ucciderà il dio Odino e contribuirà così alla distruzione dell’attuale ordine cosmico. Fenrir, che è uno dei discendenti di Loki, è uno dei simboli più potenti della terribile forza tenuta prigioniera nelle zone più oscure della psiche umana, ma che lotta costantemente per prendere il controllo dell’uomo e renderlo un’incarnazione della furia degli antichi dei del Caos.

La stessa forza primordiale, oscura, selvaggia e caotica è anche descritta nella mitologia ellenica, dove è incarnata dal formidabile Titano Tifone. In questa mitologia, il drago Tifone è descritto come l’antico potere del caos (è anche chiamato “Titano”, il numero del Titano è 666), nemico degli dei dell’Olimpo, che riesce ripetutamente a sconfiggere e sottomettere al suo potere. Alla fine, è il dio cosmico supremo. Zeus alla fine riesce a imprigionare Tifone negli inferi, mettendo un vulcano all’ingresso, per impedire che lo scavalcasse (confrontare questo con la leggenda di Azi-Dahak). Ma, anche se è rinchiuso nel sottosuolo (l’inconscio), il potere di Tifone è così grande che continua a lottare contro l’indegna adunanza degli dei e ad influenzare gli eventi che si verificano sul piano fisico. Quando la guerra finale avrà luogo, il Caos, personificato da Tifone e dai suoi Titani, tornerà per vendicarsi delle forze che hanno sostituito l’ordine cosmico con il Caos originale.

Sul lato oscuro delle tradizioni ebraiche della Cabala, troviamo la leggenda della bestia incatenata che agisce come una forza satanica, minacciando l’ordine cosmico e il Demiurgo. Nell’albero qliphotico, chiamato anche “albero della morte”, è nella sesta emanazione – in qliphoth Thagirion – la bestia 666 sta aspettando di prendere il controllo. Il dio / dea che regna in Thagirion, è l’apparenza del sole nero chiamato Belfagor.

Belfagor è descritto come il sole nero, la cui luce luciferiana può generare un seme oscuro (ciò che rimane del Caos da cui è stato creato l’uomo), capace di schiudere e riportare alla sua origine l’essere umano che è il Caos.

Belfagor, che è comunemente manifestato agli uomini sotto le spoglie di una bella demone nuda, o un demone seducente quando appare a una donna, mostra il suo vero volto, quello di una bestia selvaggia, a quelli prescelti e premiati, è che non sono morti nello spavento di questa terribile visione, permettendo loro di diventare tutt’uno con il demone solare Sorath – il cui numero è 666 e che è il Principe di Thagirion. Sorath è il potere descritto nel Vangelo come l’anticristo e la bestia 666.

Colui che risveglia in se stesso le forze del Sole Nero / Fiamma Nera diventa la Bestia 666, che è il potere nascosto nel cosmo, destinato ad aprire le porte al Caos Iracondo, in attesa fuori dai confini cosmici. Il sole nero è la parte dell’Anima che il demiurgo, per fini stupidi ed egoistici, ha rinchiuso nell’abisso / oscurità dell’inconscio, per essere in grado di arginare la Fiamma Nera nella schiavitù della carne e della materia. Ma il Sole Nero sorgerà tra gli eletti, mentre ci avviciniamo all’avvento dell’eone delle Tenebre, le ere passate hanno alimentato la rabbia degli antichi dei del caos, saremo quindi in grado di mostrare il vero volto del demiurgo, la sua faccia sporca. Il sangue dei nostri nemici sarà versato nel nome degli dei oscuri e il debole sarà sacrificato in onore della Bestia.

Troviamo ancora un altro aspetto della Bestia Incatenata, nella Cabala qliphotica, chiamata Tanin’iver. Questo dio oscuro, il cui nome significa “drago cieco”, può essere descritto come la kundalini nera e la forza demoniaca che mira a riconciliare gli opposti, a trascendere la dualità e quindi a stabilire un caos paradossale in grado di distruggere l’ordine. Tanin’iver, che si dice sia stato accecato nella tradizione sinistra dalla luce dell’indegno Demiurgo e immerso in un sonno artificiale, può essere paragonato alla Fiamma Nera nella sua forma passiva.
Solo dirigendo il flusso anti-cosmico nell’anima e agendo come una porta sul piano del qlifotico possiamo predire / ottenere la gnosi del caos e catturare la nostra vera origine. Apriamo quindi gli occhi di Tanin’iver e attiviamo in noi il Fuoco interiore ed esteriore del Caos. Quando gli occhi di Tanin’iver saranno aperti e Satan si sarà unito a Lilith Taninsam, gli undici angoli saranno uniti e il nome di Azerate aprirà il portale macro-cosmico al piano Caotico. Sarà quindi il momento di istigare l’incursione anti-cosmica.

Scatenare la Bestia, aprire gli occhi del Drago e diventare tutt’uno con la sua ombra del Fuoco Oscuro / Ahriman, equivale a raggiungere la gnosi caotica, il più alto livello di Satanismo anti-cosmico e dell’MLO, che conduce il satanista ad un’eterna unione con gli dei del Caos.

ALCUNE NOTE SU MAX STIRNER E L’ANARCHISMO (PRIMA PARTE)

http://www.projektmaxstirner.de/anarst.htm

Ricevo e pubblico da Kaosa Övgü, un affine Misantropo Egoista, dal luogo chiamato “Turchia”, questo prima parte del testo in questione, che viene prontamente tradotto da Mortui Mundi:

Il fatto che Max Stirner venga ancora definito anarchico, di volta in volta, si basa su una deliberata e infondata insofferenza: nel 1886, Friedrich Engels, nella propaganda anti-anarchica, definì Stirner il vero padre dell’anarchismo. Engels non offre un approfondimento, ma piuttosto dichiara Stirner, anarchico per confutare l’anarchismo nella propria battaglia politica. (Egli usa il termine “l’uomo come anarchico”, in maniera blasfema) Nell’ articolo “Ludwig Feuerbach und der Ausgang der klassischen deutschen Philosophie”, Engels, che mette insieme l’anarchismo e Stirner, definisce Stirner una strana persona e il profeta dell’anarchia attuale.

Un altro aspetto dubbioso della questione è che nessun anarchico di quel periodo ha obiezioni e osservazioni che porta avanti, rispetto ai quesiti di Engels, né approva o accetta l”anarchismo’ di Stirner. Tutto questo in qualche modo alla fine termina. La propaganda anti-anarchica di Engels viene quindi portata avanti con lo stesso metodo e lo stesso interesse da vari marxisti (E. Bernstein, G. Plechanow, ecc.). E dagli inizi del 1900, Stirner è ora definito anarchico nelle pubblicazioni filosofiche e scientifiche. Questi studi filosofici-scientifici sono scritti principalmente da storici dell’anarchismo non anarchico. E. V. Zenker, P. Eltzbacher e E. Zoccoli , sebbene non anarchici, sono avvocati e teorici di stato. Queste opere sono state tradotte in molte lingue poco dopo la pubblicazione e diventano una abitudine per definire come anarchico Stirner in vari paesi (Il libro di Eltzbacher è tradotto in meno di due anni in spagnolo, francese, russo, inglese, olandese, ebraico, bulgaro e giapponese).

Gli anarchici (tranne gli anarchici individualisti) sono essenzialmente silenziosi sull’anarchismo di Stirner. I noti anarchici del tempo, come Proudhon e Bakunin, non danno nessuna spiegazione sull’anarchismo di Stirner. Sebbene Proudhon critichi “L’Unico e la sua Proprietà”, su questo non dice nulla. Ma di cose di dire a Stirner ne avrebbe molte.

Gli storici che hanno scritto la storia dell’anarchismo in seguito si avvicinano alla “filosofia” di Stirner. Max Nettlau, per esempio, nel suo lavoro in tre volumi, “Geschichte der Anarchie”, dà a Stirner un piccolo spazio, con un linguaggio casuale e freddo. Non parla mai dell”anarchismo” di Stirner. Sappiamo anche da Nettlau che a Kropotkin non piace Stirner, ed è arrabbiato quando sente questo nome.

L’anarchia o l’anarchismo sono generalmente conosciuti per la loro critica allo stato, e contro l’apparato statale. La negazione dello stato di Stirner (e di tutte le istituzioni autoritarie) in questo senso ricorda innanzitutto l’anarchismo. Tuttavia, quando guardiamo alla parte profonda del problema, vediamo che l’anarchismo è una filosofia e un modo di vivere in sé. L’anarchismo fornisce un’organizzazione sociale basata su una particolare etica dell’individuo. In Stirner, non possiamo trovare alcuna organizzazione sociale, etica sociale o alcun ordine.

I critici affermano che l’anarchismo non è un’etica sociale, ma solo una critica allo stato che viene dal fronte anti-anarchico. Questi “antipatici” a Stirner ” rappresentano i delegati dell’anarchismo. Alcuni anarchici accettano questa critica senza farsi delle domande. Che strano!

Il pensiero più morale e umanista dell’occidente non coincide con la filosofia Unica di Stirner:

1. L’anarchismo, anche se è contro la legge, richiederà successivamente, un sistema legislativo socializzato, prevenendo ogni moto di rivolta.

2. Stirner non turba più di tanto, l’anarchismo in materia di diritto, giustizia, uguaglianza, coesione, violenza: l’anarchismo giustifica sempre, legittima sempre. Stirner non riconosce un pensiero o un sentimento legittimo (contro l’ingiustizia dei giusti o contro il padrone dello schiavo, ecc.). Pertanto, termini come diritti e giustizia, che servono a giustificare l’azione umana, sono negati come una “idea fissa” (un ossessione). Un anarchismo anti-violenza non può coincidere con la filosofia di Stirner. Stirner sceglie le azioni violente come necessarie, senza nessuna giustificazione a chicchessia.

3. L’origine dell’anarchismo è l’etimologia del non dominio. In se stessa è la legge fondamentale dell’anarchismo. Pertanto, l’anarchismo è come prima impressione generalista. La liberazione generale dal dominio, il suo ingresso nella dominazione – che è il punto focale dell’anarchismo – contraddice il concetto di Stirner di “Unicità”. Ogni individuo, nonostante sia Unico, si oppone alla generalizzazione, anche se è generalmente incontrollabile. Ogni principio esclude l’Unico, con il solo principio. L’Unico non è un principio. Secondo Stirner, la non-oppressione è, un’ossessione come la libertà. (L’Unicità sarebbe per essi, un’ossessione) L’anarchico stabilisce un nuovo dominio con la distinzione dal dominio generalista (di ogni anarchico) e convertendo il fenomeno del dominio nel principio del «dominio». Questo è il punto principale che separa l’anarchismo da Stirner.

PACCO-BOMBA (TRADOTTO)

Ricevo e pubblico:

http://terrorismoegoarca.torpress2sarn7xw.onion/2019/05/22/pacco-bomba-tradotto/

Materiali:
-Cavi elettrici
-Lampadina piena di polvere di fiammiferi (fosforo)
-Pila di 9 v
-Esplosivo
-Videocassetta tipo VHS o una scatola di cartone o di legno
-Tubo galvanizzato o esplosivo artigianale con miccia

È importante avere una scatola in quanto è la base, dal momento che su questo elemento il meccanismo inizierà ad essere assemblato.
La scatola può essere fatta di cartone, e l’esplosivo deve poter essere inserito dentro, come nella foto qui sotto. (Ndt, l’abbiamo posta sopra come immagine principale)

Nel caso di questa immagine, l’esplosivo è congiunto a una bottiglia di benzina attaccata al tubo, come materiale aggiuntivo, per generare il maggior danno all’obiettivo.
Si noti che l’intero meccanismo si adatta perfettamente nella scatola.
È interessante notare che questo ordigno è stato il primo pacco-bomba che le ITS hanno fatto esplodere in un’università in Messico nel 2011. Il pacco-bomba è stato indirizzato a un professore in nanotecnologia, ma è stato aperto da un curioso impiegato universitario che ha subito ustioni di primo e secondo grado sulle mani e la faccia. Il tappo del tubo ha impattato su un occhio lasciandolo guercio.

Per rompere la lampadina, che verrà successivamente riempita di polvere di fiammiferi (molto ben sbriciolati), puoi seguire le istruzioni dei jihadisti della rivista “Inspire” numero 14.

Per prima cosa, si riscalda la lampadina con un accendino, rapidamente si mette dentro un recipiente di acqua fredda perché il vetro si indebolisca, poi si rompe semplicemente con le dita o con delle pinzette e si riempie di polvere di fiammiferi (fosforo).

In questa foto si vede chiaramente tutto il meccanismo.

La lampadina riempita con polvere di fiammiferi deve essere collegata rispettivamente al cavo 2 e 3. La lampadina deve entrare all’interno del tubo galvanizzato, che sarà riempito con dinamite, polvere nera o qualsiasi altro esplosivo (il tappo del tubo deve essere perforato con un trapano per fare uscire i cavi).

Nel caso della foto, dei compas del “Circolo di Attacco Punta di Ossidiana” utilizzarono per l’ordigno esplosivo del 2014, un tubo galvanizzato da 5 pollici e ¾ con tappi dello stesso materiale.

Nella foto, il cavo 3 è libero, e questo deve essere incollato alla copertina della VHS, sotto il cavo 1 in modo che quando la videocassetta viene aperta fa esplodere il meccanismo.

Il cavo 1 è collegato alla batteria da 9 V. Come si può vedere nella foto, il cavo 1 è sbucciato e quando il pacco-bomba sarà pronto per essere chiuso, non dovrebbe essere così vicino al cavo 3. Si deve essere prudenti e evitare che il cavo 3 e 1 si uniscano, questo per evitare incidenti.

Maggiori dettagli sopra questo dettaglio dei cavi, sono nell’immagine qui sotto (che è un prototipo in cui è stato usato un esplosivo artigianale di cartone rinforzato con miccia invece di un tubo galvanizzato).

In questa foto scattata dalla stampa, è evidente che il pacco-bomba, che è stato abbandonato dalle ITS nel 2016 a Jalisco, e che si mostra sopra, non è esploso (questo perché la pila era in cattive condizioni), ma vediamo come è composto il meccanismo che detona l’esplosivo.

Per illustrare in maniera migliore l’esempio sulla posizione dei cavi, sotto proponiamo un immagine in Paint mal fatta (ahah), sulla posizione dei cavi 1 e 3.

Resti di un ordigno esplosivo di questo tipo che è esploso nel 2011, provocando ferite a due tecno-nerd in Messico (ustioni di primo e secondo grado, gravi affezioni alle gambe e al torace, perforazione polmonare e avvelenamento da gas aspirati pochi secondi dopo dell’esplosione; il solfato di ammonio è stato posto come veleno). In questa occasione è stato utilizzato un tubo galvanizzato di ¾ e da 8 pollici, con ottimi risultati.

ITS

Note:

* Si consiglia di riempire il tubo galvanizzato in una capacità di tre quarti in modo che l’esplosivo deflagri con successo; non è consigliabile riempirlo completamente.

* Puoi aggiungere altri oggetti come maggiore distruzione come la benzina (come nella prima foto), chiodi, dadi, pezzi di metallo, veleno in polvere (quando detona viene aspirata dall’obiettivo), ecc.

* Quando si chiude il pacco-bomba, si deve fare molta attenzione, che i cavi non si tocchino; si consiglia di isolare uno dei cavi nel caso in cui ciò accada.

* Di nuovo, acquista i materiali in parti diverse, non è consigliabile acquistare il tubo e i due tappi nello stesso negozio; puoi acquistare tutto separatamente e nei negozi di seconda mano; evita di acquistare materiali in grandi supermercati e luoghi in cui ci sono molte telecamere, questo in modo che non si sia rintracciabile.

PACCO BOMBA (IN SPAGNOLO)

http://terrorismoegoarca.torpress2sarn7xw.onion/2019/05/21/pacco-bomba-in-spagnolo/

Prossima traduzione in italiano

https://archive.org/details/@maldi_o_ancestral

https://archive.org/details/PaqueteBomba

http://nicevscina.torpress2sarn7xw.onion/wp-content/uploads/sites/846/2018/05/Paquete-Bomba.pdf

NUOVO PROGETTO/BLOG SULLA DIFFUSIONE DI MANUALI/VIDEO DI TERRORISMO ANTI-POLITICO

Ricevo e pubblico:

http://terrorismoegoarca.torpress2sarn7xw.onion/

http://terrorismoegoarca.torpress2sarn7xw.onion/2019/05/21/introduzione/

Introduzione

Presentiamo un nuovo progetto che si rifà al terrorismo, di un certo tipo, specifico, è che non ha che fare con la politica. Questo “concetto” è già stato espresso varie volte su blog o riviste affini, per quello che pensiamo del terrorismo. Parliamo in questo caso della corrente Terroristica Misantropica Attiva, di quella Eco-estremistica, del Nichilismo Terrorista, degli Individualisti amorali e asociali, di tutta quella “specie”, che è odiata e temuta, perchè toglie fiato alla pace, non solo quella “sociale”, ma anche quella della morale di oggi giorno. Pubblicheremo su questo blog, solo ed esclusivamente, manuali/video sugli ordigni esplosivi, quelli incendiari, le formule chimiche per produrre sostanze detonanti, ma anche manuali sulla sopravvivenza urbana e non, sulle tecniche clandestine per procurarsi documenti falsi o altro ancora… Sotto mettiamo il nostro contatto elettronico a disposizione, per eventuali interesse in materiale affine al contesto, più alcune tecniche elettroniche per riuscire ad usare meglio Tor o Tails, dato che il nostro blog usa determinate tecniche di sicurezza (naturalmente non tutto è perfetto e c’è sempre da migliorarsi)

cultoabaddon@secmail.pro

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https://darkwhite666.blogspot.com/2016/11/tor-e-tracciabile-come-eliminare-lo.html

TOR E’ Tracciabile? Come Eliminare Lo State File (Entry Guard Relays)

Quello che TOR fa è semplicemente nascondere la tua posizione, la comunicazione invece non è crittografata.
Invece di intraprendere un percorso diretto (dalla sorgente alla destinazione cercata), le comunicazioni che utilizzano la rete TOR prendono un percorso casuale attraverso molti relays che ne coprono le tracce.
Quindi, nessun attaccante situato in un dato punto del “percorso”, può dire da dove vengono i dati e dove arrivano.
Una connessione TOR di solito passa attraverso 3 Relays con l’ultimo che stabilisce la connessione effettiva alla destinazione finale cercata.
Dunque l’ultimo Exit Relays è quello che stabilisce la connessione effettiva al server di destinazione.
Quello che invece TOR non fa e non può fare è crittografare il traffico tra un Exit Relays e il server di destinazione, qualsiasi Exit Relays è in grado di intercettare il traffico che lo attraversa.
Ad esempio, nel 2007, un ricercatore di sicurezza intercettò migliaia di messaggi di posta elettronica privati ​​inviati da ambasciate straniere e gruppi per i diritti umani in tutto il mondo per spiare le connessioni in uscita di un Exit Relay.
Per proteggersi da tali attacchi si dovrebbe utilizzare la crittografia “end-to-end”.
Una buona soluzione è ovviamente la distribuzione Linux chiamata Whonix (sistema operativo) che include molti strumenti che consentono di utilizzare sistemi di crittografia durante la navigazione, l’invio di e-mail, chat, etc
Whonix che comprende due macchine virtuali (Workstation e un TOR Gateway) però non maschera l’utilizzo di TOR.
TOR cerca di nascondere i siti visitati anonimizzando l’IP ma chi di dovere (tipo un provider) sa che lo state utilizzando (non che di per sè sia illegale ma viene meno la privacy).

Infatti se non si utilizza una configurazione apposita, il vostro provider o amministratore di rete può dimostrare facilmente che vi state collegando ad un server TOR e non ad un normale sito web.
In altre parole, a meno di utilizzare un tunnel proxy / SSH / VPN configurati con TOR, il server di destinazione a cui ci si sta collegando attraverso TOR può sapere da dove proviene la vostra connessione, consultando le liste pubbliche di Exit Relays (ad esempio, utilizzando il TOR Bulk Exit List Tool di TOR Project).
Quindi, a meno che non si stia utilizzando configurazioni opzionali per impedire ciò, la soluzione ideale è Whonix che rende “uguali” tutti gli utenti quindi non è possibile identificare chi transita da un dato Exit Relay.

MAN IN THE MIDDLE E CERTIFICATI SSL
Pericolosi attacchi sono quelli detti “man in the middle“.
Con questi attacchi, il malintenzionato fa credere a due utenti/due client/due server che stanno dialogando tramite una connessione privata, quando invece l’intera conversazione è controllato da lui stesso.
Con TOR, l’Exit Relays può agire come man in the middle.
Anche in questo caso, per proteggersi da tali attacchi si dovrebbe utilizzare la crittografia “end-to-end” verificando anche l’autenticità del server.
Di solito, questo viene avviene automaticamente attraverso i certificati SSL.
Se si riceve un messaggio di eccezione di protezione come questo di sotto, si potrebbe essere vittima di un attacco man in the middle.
Messaggio che non andrebbe ignorato, a meno che non si disponga di un altro modo affidabile di verifica dei certificati del sito web.

Ad esempio, nel 2011, Comodo, una delle principali società di certificati SSL, ha riferito che un account utente con autorità di registrazione (della filiale) era stato compromesso.
E’ stato poi utilizzato per creare un nuovo account utente che ha emesso le richieste di firma per 9 certificati (7 domini): mail.google.com, login.live.com, www.google.com, login.yahoo.com (3 certificati), skype.com, addons.mozilla.org.
Poi, nel 2011, anche DigiNotar, una società olandese di certificati SSL, si vide alcuni certificati compromessi mesi prima (se non 2 anni prima).
Questo lascia ancora aperta la possibilità di un attacco man in the middle, anche quando il browser utilizza una connessione HTTPS.
Strumenti che forniscono una certa sicurezza di connessione sono Monkeysphere, Convergence e gli hidden services di TOR.
Da un lato, prevedendo l’anonimato, TOR rende più difficile eseguire un attacco di tipo man in the middle destinato ad una persona specifica.
Ma paradossalmente questo tipo di attacchi sono resi possibili utilizzando i già citati exit relays, tramite attacchi mirati ad un server specifico.
Proprio per questi motivi crittografare i messaggi è molto importante (GPG, Kgpg e Mozilla Thunderbird con TorBirdy ed Enigmail con un GPG add-on).

PERSISTENT TOR ENTRY GUARD RELAYS
TOR non può proteggerci contro la correlazione end-to-end (riferita al traffico), in cui un aggressore cerca di monitorare il vostro traffico (in altre parole i Persistent TOR Entry Guard Relays possono rendervi tracciabili).
Persistent TOR Entry Guard è usato per motivi di sicurezza da TOR, Whonix, TOR Browser (TBB) ma in alcune situazioni è più sicuro non usare il Guard Relay.
Infatti il Guard Relay raccolto dal vostro client TOR può rendere il vostro TOR attaccabile per via del fingerprint (impronte) in diversi punti di accesso, deanonimizzando la vostra connessione.
Se utilizzo TOR da casa lascio appunto un’impronta (state file), lo stesso succede utilizzandolo da un altro luogo.
Il client utilizzando la stessa Entry Guard (anche se da un’altra posizione “fisica”, cioè da un altro luogo) dà la sicurezza che i messaggi provengono dalla stessa persona che era collegata a quello specifico Guard Relay da casa (e poi in un dato luogo al di fuori di essa).
Questa tecnica è simile al tracciamento degli utenti tramite gli indirizzi MAC.

Detto in parole povere il problema è il file “state” dove sono inseriti in sequenza una serie di “Guard” usati per inviare e ricevere dati da TOR. Il primo è quello da cui ci si collega normalmente, poi ce ne sono altri predisposti per altre funzioni. Ogni “state” file ha una sequenza univoca e quindi è automaticamente tracciabile, anche utilizzando una VPN, modificando l’IP o utilizzando Whonix. Cioè ci si collega a TOR utilizzando gli stessi percorsi. Pur usando distinte identità, esse sarebbero comunque collegate al medesimo soggetto grazie allo state file.

CANCELLARE LO STATE FILE Questo problema viene risolto cancellando di tanto in tanto lo state file o utilizzando Tails (che per ogni riavvio genera uno state file diverso, rendendo impossibile il tracciamento). Per cancellare lo state file, andare nella cartella TOR Browser (con TOR non avviato), poi schiacciare su Data, TOR e poi eliminate il file “State”. Fatto ciò, potete avviare TOR e navigare.

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