INVOCAZIONE ALLA CAOSÓFIA

Ricevo e pubblico:

http://regresando.altervista.org/ajajema-no-5/

Urlando, OH! Mia madre senza nome, con la sua voce silenziosa dove si formò una barriera e un drago con le ali invisibili, alzando il mio spirito imprigionato.
Abbracciami con le tue fiamme, divorami e rendimi un tutt’uno con te.
Il mio desiderio è una semplice forma, il mio odio, un’illusione e il mio amore solo un sogno.
Tu e solo tu sei l’essenza dell’essere, che hai realizzato la fiamma divina che porto dentro.
Ti chiedo, con il mio silenzio e le mie lacrime, di mettere da parte le tue catene e i pensieri, e con gli occhi chiusi, per ammirare la mia bellezza.
Tutte le parole sono state affermate a scapito del tuo potere, tutti i sentimenti mi portano lontano dal tuo percorso e tutti i pensieri negano la tua verità!
Perciò, mi lancio senza paura nell’oscurità sconosciuta, lasciando che la fiamma senza forma, che brucia dentro di me, esploda e mi porti nell’aldilà, dove c’è il tuo regno immortale!
Tu sei tutto ciò che non è, dunque, questo è tutto ciò che voglio essere!
Il suo silenzio sembra un tuono, e porta la fiamma oscura del mio spirito,
La tua assenza mi ha aperto gli occhi, dato che la vita è solo un’agonia senza senso.
Tu sei uno, questo è tutto, sei il nulla e solo in te posso trovare la pace eterna!
Tu sei tutto ciò che non è, ebbene, sono tutto ciò che voglio essere!
Tu sei il caos che è al di là di tutto!
Sei il caos che sarà in tutti!
Sono innamorato del caos, è l’intelligenza e la saggezza per liberare lo spirito!
Tu sei quello che era, ed è, e continuerà ad essere per sempre!

Preso da “LiberAzerate”

INTERVISTA AGLI HOMSELVAREG

Ricevo e pubblico:

Intervista agli Homselvareg (black metal, Italia)

Grazie a un affine anonimo che ci ha inviato per email questa intervista, e visto il nostro interesse egoistico, abbiamo deciso di pubblicarla…è una valida intervista a un gruppo che affronta temi presenti su Abisso Nichilista, come: l’uomo animale in conflitto con l’umano-razionale, e il rapporto con la natura selvaggia, l’estinzionismo, il conflitto amoralità-moralità, l’anti-umanesimo estremista, il Black metal e l’impoliticità, e altro…

Ghen/Abisso Nichilista

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Cosa significa Homselvareg? Che sentimenti dovrebbe provare un ascoltatore di black metal quando vi sente nominare? In più parti ho letto che il nome è scritto HomSelvareg, tra l’altro.

[Bazzy, chitarrista] Il nome Homselvareg è una distorsione della forma dialettale Homo Salvadego, che si riferisce ad una leggenda alpina che narra di una figura a metà fra l’umano e l’animale. Nella nostra interpretazione, l’Uomo Selvaggio è metafora della contrapposizione tra la modernità e le primordiali e primigenie forze naturali. Essendo il nome l’unione di due parole, Homo e Salvadego, la forma corretta è Homselvareg.

Che successe in quel lontano 2003, quando decideste di darvi al metal? Della prima demo non c’è traccia da nessuna parte o devo cercare meglio? Lend Your Heart To The Night è la seconda demo: è stata scritta e registrata come la prima oppure avevate cambiato già qualcosa?

[Plague, cantante] Nel 2003 ci siamo conosciuti io (Plague, cantante) e Selvan (primo chitarrista), e, condividendo la passione e l’interesse per il genere, decidemmo di creare il progetto. Della prima demo (quando il progetto si chiamava ancora Inferi) incidemmo pochissime copie in cassetta, ma non fu mai prodotto né distribuito, quindi non ce n’è traccia online. Della demo Lend your Heart to the Night, la prima sotto il nome Homselvareg, ne facemmo un estratto di tre pezzi che sono presenti anche nel primo full length, le altre sono reperibili online sul nostro link soundcloud ufficiale. Tra la prima demo e la seconda, il principale elemento di cambiamento fu l’inizio dello sviluppo del concetto dell’Uomo Selvaggio: se nella prima (Inferi), le sonorità e le tematiche si rifacevano ad un black metal ancora legato a canoni più tradizionali, nella seconda iniziammo a lavorare sulle tematiche nell’ottica dei concetti che vennero poi sviluppati nel primo full.

Perché a un certo punto avete deciso di cantare in italiano?

[Plague] La scelta dell’utilizzo dell’Italiano nei testi è motivata da una questione di efficacia espressiva: semplicemente, esprimere quei concetti in italiano ci sembrò da subito più facile ed efficace, più d’impatto. Inoltre, cantare in italiano manteneva una linea di coerenza con le zone di provenienza della leggenda dell’Homo Salvadego.

Ottusamente molti pensano che il cantato in italiano sia sintomo di black metal politicamente schierato a destra. Voi che ideali avete nella vostra vita musicale?

[Bazzy] La politica è qualcosa che esula completamente dal concetto e dalle tematiche degli Homselvareg, per questo non ne abbiamo mai trattato nei testi, né ci interessa troppo nella vita di ogni giorno. In ultimo, la politica così intesa non è che un prodotto dell’essere umano, che ripudiamo come tutto ciò che è “uomo” e che da esso deriva.

Homselvareg è uscito nel 2006. Dice bene Metal Archives quando quantifica una tiratura di 500 copie autoprodotte di questo album? Se è vero, col senno di poi, lo giudicate un numero adeguato? Se non è vero, perché Metal Archives dice queste baggianate?

[Bazzy] Le informazioni contenute su Metal Archives sono corrette, abbiamo prodotto 500 copie a cavallo fra dicembre 2005 e il 2006. Riteniamo che sia stato un numero adeguato.

Quali porte vi ha aperto il vostro debutto? Sicuramente qualcosa ha fatto, visto che siete arrivati alla ristampa del 2008 per De Tenebrarum Principio. A proposito, quale delle due versioni mi consigliate di comprare, se dovessi trovarla in giro?

[Plague]Il debutto ci ha portato a condividere il palco con realtà più grandi (Shining, Impaled Nazarene ecc) e con numerose band del panorama nazionale. Ti consigliamo di comprare la ristampa del 2008, che contiene anche tre tracce di Lend you Heart to the Night.

E invece dopo poco tempo decideste di farla finita. Cosa è successo? Problemi di relazione tra di voi o semplicemente la vita vi ha divisi?

[Bazzy] Divergenze personali fra i membri non ce ne furono mai. Semplicemente cambiarono gli obiettivi individuali di ognuno, così decidemmo di fermare il progetto.

Cosa avete fatto, singolarmente, dopo lo scioglimento?

[Plague] L’unico che portò avanti dei progetti esterni agli Homselvareg in quegli anni fu Selvan, che tutt’ora milita come batterista negli Unctoris e come chitarrista e cantante nei Necro.

Fino al 2015 il fuoco degli Homselvareg covava sotto la cenere oppure si è spento ed è stata riacceso grazie a eventi inattesi? Cosa vi ha fatti tornare insieme? Un faccia a faccia in solitaria sulle Alpi?

[Nioin, batterista] Il progetto si era definitivamente spento nel 2009. Nel 2015 Bazzy diede il via ad un nuovo progetto Black Metal con NioiN alla batteria e Gerion al basso. Quando chiese a Plague di prendere il posto dietro al microfono questi propose di riaccendere quelle braci, e così rinacquero gli Homselvareg.

Di cosa Catastrofe parla il vostro secondo album? Era pronto già da un po’? Cosa avete cambiato rispetto all’omonimo? Io sento il cantato molto più protagonista.

[Plague] Catastrofe non è dedicato ad un evento in particolare, è un inno alle forze della natura e alla distruzione dell’uomo per sua mano. L’album era pronto dal 2009, ma non era mai stato prodotto. Rispetto all’omonimo, il concept subì una variazione: il focus non era più propriamente sull’Uomo Selvaggio, ma incentrato sulla natura e sulla rivalsa dei quattro elementi sull’uomo. Inoltre, buona parte del lavoro di composizione venne eseguito da Bazzy.

Un gruppo come voi su Sliptrick Records non me lo sarei aspettato. Come è andata quell’esperienza? Lo rifareste?

[Bazzy] La scelta di Sliptrick Records fu necessaria: Catastrofe era già presente online dal 2009, e trovare un’etichetta che volesse produrlo non era cosa facile. Purtroppo non ci siamo affatto trovati bene, quindi non lo rifaremmo.

Tre anni dopo la catastrofe è arrivata la Rinascita. Perché questo titolo? Si può riferire anche a voi Homselvareg? E come si ricollega alla curiosa e maestosa copertina?

[Nioin, Plague] La scelta del titolo Rinascita ha un duplice significato: in primo luogo si riferisce alla rinascita del gruppo. Ma, prima di tutto, Rinascita, piuttosto che a Catastrofe, si ricollega in modo più diretto al primo album, volendo essere il capitolo conclusivo del ciclo dell’Uomo Selvaggio. Il protagonista torna ad essere, appunto, l’Homo Salvadego, ucciso dall’uomo nel primo disco, e rinato in quest’ultimo per portare l’essere umano all’estinzione.

Un gruppo alpino che va ad accasarsi presso una label messicana: allora il metal di oggi ancora ha senso di esistere! Cosa vi sta dando Throats Productions rispetto alle altre etichette con cui avete lavorato in passato?

[Bazzy] La collocazione geografica dell’etichetta è un fattore che ci interessa in modo relativo. Throats Productions sta dimostrando impegno, passione e professionalità nel seguire l’uscita di Rinascita e nel soddisfare le nostre richieste, fatto ormai non più scontato. Tutti questi fattori ci stanno facendo vivere l’esperienza con Throats Productions in modo positivo.

Rinascita è il vostro disco migliore? Dal punto di vista emotivo ed esecutivo siete arrivati davvero in alto!

[Bazzy] A livello compositivo, Rinascita è certamente il disco che riteniamo più “maturo”. Dalla nostra parte abbiamo la fortuna di una nuova formazione ben coesa, con cui riusciamo ad amalgamare le diverse influenze dei singoli in fase di composizione.

Un commento sotto lo streaming Youtube di Parassiti recita “like Tsjuder but worse”. Come rispondete?

[Plague] È un commento che non ci tange. Le band che ascoltiamo e a cui ci rifacciamo sono altre.

A voi fa bene che un tizio faccia queste cose]? Siete più orientati sul versante ottimista (“è tutta pubblicità” e “basta che si diffonda la musica”) oppure pensate che sia una condotta da non prendere ad esempio?

[Nioin] E’ un fenomeno che succede ed è sempre successo. Dalla nostra parte, ci fa piacere che, a suo modo, abbia ascoltato e apprezzato il disco. Per il resto, non crediamo che il fatto ci leda in alcun modo.

Perché certe fazioni di metallari ce l’hanno coi Behemoth?

[Bazzy] Quando una band ottiene il successo dei Behemoth è normale che ci sia chi apprezza e chi odia, soprattutto in un genere musicale come il Black Metal, piuttosto legato al concetto che “se è underground è vero e autentico” (fenomeno che in Italia accade forse troppo spesso). I gusti musicali sono qualcosa di soggettivo, quindi ci saranno sempre i detrattori.

Vi sentite parte di una qualche scena o di un filone di black metal alpino? Chi sono i gruppi che sentite più vicini al vostro modo di suonare e intendere la musica?

[Bazzy, Plague] Non ci sentiamo parte di alcuna “cerchia” o “scena”. Ci sentiamo vicini ai gruppi con cui abbiamo condiviso il palco, a quelli che provengono dalle nostre stesse zone e a quelli di cui conosciamo i membri anche al di fuori dell’ambito musicale (Tumulus Anmatus, Grendel, Kult ecc).

Siete troppo discreti e schivi in questi tempi turbolenti e social. Come intendete promuovere la vostra musica?

[Bazzy] Di certo tramite il lavoro di promozione che che sta facendo Throats Productions, che ci aiuta. Poi tramite recensioni e interviste e, si spera quanto prima, tramite l’attività live.

Andiamo in particolare su Facebook. Nella vostra biografia scrivere di essere un “gruppo storico” e che “gli Homselvareg con il loro stile rimarranno sempre una pietra miliare del Black Metal italico”. Non temete che alcuni possano fraintendere queste parole, reputandovi poco umili?

[Bazzy] Quell’estratto della bio sulla nostra pagina Facebook deriva da una recensione di molti anni fa, che semplicemente copiammo in modo molto disinteressato sulla nostra pagina, e mai modificammo (questo dovrebbe dare un’idea del nostro interesse nella nostra presenza sui social).

Un gruppo che, in giro dagli anni Novanta, ha solo una manciata di canzoni registrate, può dettare legge e prevaricare gruppi più giovani, con una discografia anche più nutrita, solo per una questione di anzianità?

[Nioin] In questi casi il discriminante non è l’anzianità o l’estensione della discografia, ma solo ed unicamente la qualità.

Cosa pensate guardando a questo live?

[Plague] Fu l’ultimo live con la vecchia formazione. E’ una delle tappe del nostro percorso.

Qual è il commento su di voi che vi fa più piacere sentire?

[Plague] Ci fa piacere che si apprezzi con sincerità la musica che proponiamo e il messaggio di cui ci facciamo portatori.

Quali invece sono le parole o situazioni che vi hanno ferito o potrebbero farlo?

[Nioin] Considerata la qualità delle critiche che vengono avanzate normalmente, ci viene difficile sentirci “toccati”.

In cosa gli Homselvareg di oggi sono cambiati, migliorati, evoluti rispetto a quelli pre-reunion?

[Nioin] La differenza sostanziale è la formazione, di cui gli unici membri originali sono Plague e Bazzy. Cambiano ovviamente le influenze che i nuovi membri portano in composizione.

Dove sarebbero gli Homselvareg se non ci fossero le Alpi?

[Plague] Probabilmente non esisterebbero, o si chiamerebbero in modo diverso.

L’uomo sta distruggendo la natura o è tutto nell’ordine delle cose poiché l’uomo stesso è natura?

[Plague, Nioin] L’uomo è natura poiché da essa è stato creato. Tuttavia, l’essere umano vacilla su un precario equilibrio fra completa natura e qualcos’altro. La linea di separazione è la coscienza. La coscienza di sé, la percezione del sé, è la più grande arma e la più grande tragedia dell’essere umano. Fra le altre cose, la coscienza (e la sua unicità sulla Terra) convince l’uomo di dover essere qualcosa di più d’un mero animale, pur mosso, troppo spesso, da istinti primigeni nell’agire, seppure spesso inconsapevolmente. Non è forse l’istinto ciò che porta alla infrazione di quelle regole morali che con tanto impegno ci imponiamo? La ricerca del soddisfacimento di questi istinti o bisogni porta spesso l’uomo ad agire in un modo che viene considerato “sbagliato” quando non “malvagio”. Quando ciò accade, poco si preoccupa di chi o che cosa calpesta per raggiungere l’appagamento di quel bisogno. Talvolta, ciò che viene calpestato è il prossimo, più debole. Talvolta l’ambiente circostante. Estendendo il discorso, in questo troviamo l’origine della distruzione della natura da parte dell’uomo, che, in questo suo agire, non si comporta in modo diverso da un parassita.

Chiudiamo con un esperimento sociale. Come fareste per cercate di convincere il metallino impazzito per l’ultimo album degli Immortal che forse è il caso di investire anche su Rinascita?

[Plague] Non è nostra prassi o interesse cercare di convincere altre persone ad ascoltarci o ad acquistare i nostri dischi.

DECADENZA

Decay

 

Intrappolato nel ventre decadente della civilizzazione

Il sole non si vede mai

I nostri corpi si immergono nella luce soffusa dell’ideologia

Nessuna speranza, nessun futuro, nessuna uscita

CACOTOPIA (MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA)

Ricevo e pubblico:

“Era una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale vedere le cose divorate,      vederle annerite, diverse..”

Cacotopia
Vuoto, vortice, un vessillo che brucia senza più speranza
Sanguina, la razza umana, sangue e disgrazia
Precipitando, nella decadenza, in rivoli nel tramonto
Crepuscolo, sul declino della pace
Obscurum- ombre, scheggia nascosta, nel nulla assoluto, del codice di un mondo cupo
                                                                                                                                                   Freddo crescente, dell’oscurità manifesta del non-essere

Cacotopia
Per Dominare il mondo, spargendo Terrore, destabilizzare il cardine dell’esistenza
Sul Promontorio, orrore che mi prega, che si fonde, che è reale
In Dissoluzione, combattere per il decadere, per l’emergere di un ombra manifesta
Irritante permanenza, in un attesa spastica, grumo nel sangue caduto attorno a me
La razza umana si riversa e si sparge, svuotando l’energia di corpi scomodi 

Cacotopia
Per strascinare il Caos, verso il Terrore!
Il massacro, l’affondo, che rende l’attesa tramutandola in esacerbazione
Nella perdizione, per la rovina e l’angoscia insofferente, in uno spasmo
Per il culto di Abaddon:
Il fuoco che brucia fino alla distruzione
Chiamami-il Distruttore!
Malvagio, rovina e ancora rovina, in fondo dell’abbandono
L’incendio che arde in uno sprofondo Infernale

Cacotopia
Predatore di tutti i valori
Erga omnes- etica della reciprocità
L’errore è l’umano, l’errore e la debolezza, l’umano che sanguina
Abominio e ribrezzo, il fuoco annientatore, per il vacillare, per l’abbattere
Chiamami-il Distruttore:
Alla guerra! Per la guerra!
Ricercando la raffigurazione di un essere libero, ricalca la certezza più sommersa, nel sentiero di un Inferno manifesto

Sovra-umano, nel sangue, con il sangue, per la nostra razza…

Consumato, nella fine di un ciclo, periodo eo sequenza
Deiezione di un nuovo idolo- feticcio-immagine
Oltre il nulla, voglio inabissarmi, in un desideri marginis

Cacotopia
La fine, la società, nuove esplosioni di decadenza, di degrado e imbarbarimento
Frammenti rotti in immagini abbandonate per mutare la breccia
Universo nero, pece disgustosa che distende il ciglio alterato dell’esistenza
Distesa sterminata di ferite, nessun rimargina-mento, cadaveri che fluttuano in strati di cemento
Rituale remoto, il mito della moralità, che precipita dentro un fosso, più profondo del cielo

Cacotopia
Il fuoco indistruttibile scorre alto e vasto sugli scheletri dei retti
Impeto, l’ultimo uomo, che percorre selciati divelti, da distruzioni ossessive
L’oscurità dell’abisso, il vuoto e l’isolamento, l’oscurità del flagello e della disgrazia
Niente e nessuno sarà destato, niente e nessuno verrà liberato, in una dimora angusta
Il nero del negativo assoluto, il buio del non-essere
Blasfemia che riecheggia, in una costellazione di fenditure demoniache

Chiamami-il Distruttore!

Schizo

Verano, Quartiere San Lorenzo, Caput mundi

“FARE UNA BOMBA NELLA CUCINA DI TUA MADRE”: LA COMUNICAZIONE TECNICA-TATTICA JIHADISTA E LA PRATICA QUOTIDIANA DEL CUCINARE/FARE ESPLOSIVI

Ricevo e pubblico:

http://terrorismoegoarca.torpress2sarn7xw.onion/2019/06/14/fare-una-bomba-nella-cucina-di-tua-madre-la-comunicazione-tecnica-tattica-jihadista-e-la-pratica-quotidiana-del-cucinare-fare-esplosivi/

Nota introduttiva al testo: “Sorprendi il nemico, non seguire un particolare protocollo”. Con questa parte presa dal testo sotto, recuperato, tradotto e pubblicato dai compas di “Terrorismo Egoarca”, ci interponiamo brevemente, per pubblicare una nota sul testo, che, come si legge, ha per Noi le stesse caratteristiche, che portiamo avanti da un po’ di tempo: i compas hanno “inteso”, il significato di egoismo, del prendere un testo, per farlo proprio, per i propri scopi e obiettivi egoici e pubblicarlo (infatti sono state prese solo le parti di interesse). D’altronde si è visto questo, nel testo sull’Anarchist Cookbook, come sulle granate a mano dell’IRA o della pandilla di strada Werewolf Legion, come quello sulla sigla eco-terrorista dell’ELF. Siamo sorpresi ogni volta di leggere come dei sociologi, universitari, e feccia varia, si interessano delle forme Terroristiche, non consuete: cioè quello del Terrorista- Lupo Solitario. Vogliamo soffermarci su questo: per Noi, il Lupo Solitario, il Terrorista “senza capi”, è la forma moderna più estremista e specifica, che esista. Questo tipo di Terrorista, non ha solo dalla sua parte, il fattore sorpresa, cosa che lo rende praticamente invisibile, ai controlli totalizzanti della tecnologia moderna, ma anche un istinto ferale e individuale di prima grandezza. Il riduzionismo investigativo-scientifico, creato dall’autore del testo sotto, non denota (per “fortuna” del Lupo Solitario), questa intrinseca particolarità di questo specifico Terrorista: la lama che ha in tasca, l’ordigno esplosivo, portato in un semplice contenitore, la pistola che non si vede, sono in connaturazione con l’attitudine specifica e particolaristica, ed è questo che fa la differenza. Non si vede, non si nota, non fa parte di una rete organizzativa come militante, e quando colpisce, esplode la sua arma personale, per uccidere, e abbattere il sentimento umano. In fine vogliamo specificare- che il cosiddetto termine usato “Lupo Solitario”, non è stato inventato dallo jihadismo, ma è portato avanti da innumerevoli individui, che sono totalmente e radicalmente distanti tra di loro. Amen

Ex Editori della Rivista Misantropica Attiva Estrema KH-A-OSS

Il terrorismo come un problema sfaccettato

In un articolo del 2014, Marc Sageman chiede: “Cosa porta una persona a convertirsi alla violenza politica?”. Questa domanda guida molti studi di terrorismo, un campo “in continua espansione” che coinvolge la ricerca accademica, la ricerca sponsorizzata dal governo e le innovazioni del settore privato.

In definitiva, l’interazione di fattori individuali e di gruppo che portano al terrorismo, combinato, con le prospettive di diversi esperti, rende improbabile una “risposta di consenso”. E c’è bisogno urgente di una maggiore diversità nel campo. Consideriamo il jihadismo, una forma di terrorismo che ha lasciato perplessi gli studiosi e i responsabili politici dagli attacchi dell’11 settembre. Come sostiene il sociologo iraniano Farhad Khosrokhavar, gran parte della ricerca esistente sul jihadismo è stata creata da ricercatori occidentali che lavorano principalmente su fonti testuali. Pertanto, gli studi sul terrorismo sono limitati da “una mancanza di comprensione della cultura islamica”. Ad esempio, il termine Jihad è ricco di significati culturali che possono non essere evidenti agli accademici occidentali.

Jihad significa “lotta” in arabo; i suoi molteplici significati si sono evoluti attraverso i continenti e nel corso dei secoli. Gli studiosi occidentali che non riescono a comprendere queste sfumature rischiano di elidere le differenze chiave tra i movimenti locali, regionali e globali “jihadisti”. Sono necessarie ulteriori ricerche sul terrorismo dagli studiosi “all’interno dell’Islam”, che leggono testi originali, che trascorrono del tempo nel mondo musulmano e che possono interagire con i circoli fondamentalisti. Inoltre, le organizzazioni jihadiste impiegano diverse strategie di reclutamento, portando gli individui interessati a una serie di ruoli all’interno delle organizzazioni. Di particolare interesse è la cosiddetta “Jihad senza leader” descritta da Sageman e sostenuta dal leader di al-Qaeda Abu Musab al-Suri. La Jihad senza leader è composta da piccoli gruppi di individui auto-radicalizzati, o “gruppi di ragazzi”, che pianificano e attuano attacchi terroristi- spesso senza legami con le organizzazioni terroristiche.

Sebbene la Jihad senza leader stia guadagnando popolarità, gli studiosi continuano a dibattere sulla minaccia da parte di singoli individui auto-radicalizzati, gruppi ristretti senza leader con una leadership terroristica centralizzata. Inoltre, organizzazioni concorrenti e / o affiliate come al-Qaeda, l’organizzazione ISIS, Boko Haram e Jabhat al-Nusraadd rappresentano un ulteriore livello di complessità. Anche i fattori demografici giocano un ruolo; ad esempio, giovani disaffezionati, individui disoccupati e gente in carcere potrebbero essere più vulnerabili alla radicalizzazione. In breve, è difficile definire cosa “porta” le persone alla violenza politica, anche rispetto al jihadismo. Una tendenza emergente tra i gruppi terroristici è l’uso sofisticato delle piattaforme online per la diffusione della violenza politica. Le piattaforme online offrono ai gruppi terroristici “un santuario virtuale per compensare la perdita di santuari fisici”.

Il numero di siti Web terroristici monitorati e di account di social media è in aumento, da circa 2.600 siti Web nel 2003 a più di 8.000 siti Web nel 2012. Molti di questi siti sono dedicati a organizzazioni jihadiste liberamente affiliate e / o concorrenziali. L’organizzazione ISIS sfrutta notoriamente Twitter per promuovere la sua visione del mondo apocalittica e reclutare potenziali sostenitori. Una volta che un individuo interessato segue un account affiliato all’ISIS, l’algoritmo di Twitter, guida l’utente verso contenuti simili in un processo di “scoperta mediata”.

La rivista online di AQAP (ndt “Al-Qaeda nella Penisola Arabica”), Inspire, è progettata allo stesso modo per guidare gli individui non affiliati attraverso il processo di auto-radicalizzazione e incoraggiare gli attacchi da “lupo solitario”. È importante notare che i siti Web dei terroristi si sono evoluti parallelamente ai gruppi fisici e le reti; per esempio, la migrazione di al-Qaeda online ha reso la sua appartenenza di base, ancora più importante per l’immagine del marchio dell’organizzazione. Utilizzando una combinazione di risorse fisiche e online, i gruppi terroristici hanno ampliato le opportunità di pianificazione e attuazione della violenza politica. Particolarmente preoccupante è l’attitudine delle organizzazioni terroristiche nella formazione online.

La radicalizzazione non è sufficiente a causare violenza politica; alcuni individui radicalizzati si accontentano di rimanere spettatori “da passatempo della jihad” rispetto alle attività terroristiche. Per eseguire attacchi, il pubblico richiede istruzioni “specifiche per la missione”; tale addestramento “consente a un individuo di diventare un terrorista in buona fede”.

Forse nessuna piattaforma ha questa funzione in modo più efficace della rivista Inspire di AQAP. La sezione “Jihad Open Source” della rivista fornisce istruzioni dettagliate, per la fabbricazione di esplosivi fatti in casa e altre forme di terrorismo fai-da-te. Le istruzioni di Inspire servono a istigare la violenza politica “aumentando la motivazione” dei lettori interessati, mentre “abbassano la barriera basata sull’abilità”.

Gli studiosi hanno collegato la serie di numeri di Inspire sulla creazione di ordigni esplosivi agli attacchi terroristici negli Stati Uniti e nel Regno Unito, nonché a “un insieme più ampio di complotti malfatti e violenze casuali” che rappresentano una continua sfida per le forze dell’ordine. Tuttavia, mentre le istruzioni di Inspire vengono collegate a trame e attacchi, c’è stata poca analisi su come queste istruzioni preparano e convincono i lettori a compiere atti di violenza politica. Per esempio, in che modo le istruzioni di Inspire superano la scarsa conoscenza dei lettori su argomenti come gli esplosivi, e in che modo le istruzioni motivano almeno alcuni individui a compiere attacchi pericolosi?

Tattiche e identificazione

Sebbene le organizzazioni jihadiste mantengano vari obiettivi religiosi, politici e ideologici, lo scopo della comunicazione tecnica-tattica jihadista è il motivare atti di terrorismo solitario e di diffondere tattiche terroristiche “dentro l’America” e l’Occidente. Invece di impegnarsi in una guerra convenzionale, le organizzazioni jihadiste si affidano a metodi terroristici come attacchi esplosivi, sparatorie e altri attacchi a sorpresa progettati per indurre la paura nella popolazione-obbiettivo;

Le strategie rappresentano le operazioni calcolate e basate sul luogo delle istituzioni stabilite. Per esempio, il monitoraggio da parte della NSA dei metadati negli Stati Uniti offre un esempio contemporaneo di una strategia anti-terrorismo. Innumerevoli strategie istituzionali strutturano e influenzano la vita di tutti i giorni delle persone; le tattiche si propagano all’interno di questo ambiente. A differenza delle strategie, che operano da una postazione fissa, le tattiche “affondano” creativamente sulle strutture esistenti: i prodotti disponibili, i momenti opportuni e le operazioni delle istituzioni consolidate offrono un fertilizzante per la propagazione delle tattiche.

La pratica quotidiana nella costruzione di ordigni esplosivi, costituisce una esercizio tattico, perché implica l’uso creativo di prodotti di uso quotidiano per soddisfare le esigenze di diversi acquirenti, occasioni e situazioni. Le attività illecite come il terrorismo sono di carattere alquanto pratico. Poiché le tattiche “affondano” le strutture esistenti, una comunicazione tattica di successo non persuade semplicemente i lettori a seguire una serie di istruzioni. Fornisce anche alle persone la flessibilità di adattare pratiche e procedure di “invito all’uso” e ai dati di un dato momento. Pertanto, non sorprende che le tattiche terroristiche continuino a evolversi in risposta alle strategie istituzionali sviluppate dalla NSA, dal DHS e da altre potenti organizzazioni.

Per motivare con successo gli attacchi, la comunicazione tecnica-tattica jihadista deve persuadere almeno alcune persone a seguire le istruzioni per pianificare e attuare attacchi, come le istruzioni nella fabbricazione di ordigni esplosivi, presentate in Inspire 1, utile struttura per comprendere come gli autori convincano i lettori. Secondo Burke, l’identificazione è radicata nella condizione universale della condivisione; se le persone “non fossero separate l’una dall’altra, non sarebbe necessario per l’oratore, proclamare la loro unità”. I contorni specifici della divisione variano ampiamente nelle situazioni trasversali. Le strategie istituzionali producono intenzionalmente molte delle divisioni che separano gli autori jihadisti e il pubblico non affiliato, come discusso nell’introduzione a questo articolo.

A non è identico al suo complice B. Ma nella misura in cui i loro interessi sono uniti, A è identificato con B. Oppure può identificarsi con B anche quando i loro interessi non sono uniti, se accetta che lo siano, o è persuaso che sia così.

Gli oratori producono l’identificazione dimostrando “consustanzialità”; gli oratori di successo convincono il pubblico che gli interessi, le credenze, i valori, le attitudini o i legami di entrambe le parti “sono uniti”. I termini identificazione, persuasione e consustanzialità sono sinonimi: “Persuadi un uomo solo nella misura in cui puoi parlare il suo linguaggio attraverso la parola, il gesto, la tonalità, l’ordine, l’immagine, l’attitudine, l’idea, identificando i tuoi modi con i suoi “. Quindi, il concetto di identificazione offre un quadro utile per concettualizzare il modo in cui le tattiche jihadiste proliferano: La comunicazione tattica jihadista è persuasiva nella misura in cui collega le divisioni preesistenti e dimostra la consustanzialità con il pubblico obiettivo non affiliato.

Panoramica delle istruzioni del Cuoco di AQ

Per analizzare su come la comunicazione tecnica-tattica jihadista convince e motiva i lettori, questo articolo esamina una serie di sette articoli sulla fabbricazione di ordigni esplosivi, presentati nella rivista Inspire di AQAP. Scritto da un’entità pseudonima chiamata ” il cuoco di AQ “, è indirizzato ai lettori sotto il segno del mujahid solitario (combattente). Questi articoli forniscono istruzioni per preparare e far detonare vari IED (ordigno esplosivo improvvisato) ” all’interno dell’America “.

Pertanto, le istruzioni del cuoco di AQ costituiscono una comunicazione tecnica -tattica jihadista. Le istruzioni del Cuoco di AQ appaiono pressappoco in ogni altra numero di Inspire; nel numero in cui compaiono queste istruzioni, il sommario richiama l’attenzione su questa caratteristica di successo.

Il primo articolo della serie è intitolato “Come fare una bomba nella cucina di tua madre”; questo articolo fornisce un esempio della struttura e dello stile delle istruzioni del cuoco di AQ. Come gli altri articoli della serie, questo articolo gioca sul tema della cucina. L’autore è un “Cuoco”; gli articoli costituiscono “ricette” per la preparazione di IED, usando ingredienti e materiali usati nella costruzione di ordigni. Dopo una breve introduzione che spiega lo scopo del progetto (cioè, realizzare una bomba auto-costruita), l’articolo descrive gli “ingredienti” o i materiali usati per costruire il dispositivo. Successivamente, l’articolo fornisce istruzioni dettagliate sulla “preparazione” dell’ordigno esplosivo, la parte elettrica, le schegge e il meccanismo di temporizzazione. Ogni passaggio consiste in un’immagine chiara, in primo piano e una semplice frase esplicativa.

Pertanto, i passaggi di “preparazione” sono coerenti con le istruzioni tecniche tradizionali o “semplificate”. Sebbene il focus dell’articolo sia sul tubo-bomba, le fasi di “preparazione” includono anche variazioni come ordigni con una pentola a pressione.

L’articolo si conclude con le istruzioni per “impostare l’orologio”, per controllare i tempi di un attacco che si “estingue” quando fa esplodere il dispositivo in un’area affollata. Sebbene le istruzioni del Cuoco di AQ coprano una varietà di dispositivi (autobomba, bombe incendiarie, ecc.), Tutte e sette le istruzioni aderiscono liberamente a questa struttura “simile a una ricetta”.

Termine chiave: ingredienti

La conoscenza tattica comprende la comprensione delle modalità di utilizzo o consumo; gli organizzatori devono “arrangiarsi” con prodotti “imposti da un ordine dominante”. Per fare una bomba efficace, il mujahid solitario deve trovare materiali e componenti adatti. Il fruitore nel mondo occidentale non può acquistare prontamente esplosivi; tali acquisti “suscitano sospetti” nell’America post 9/11. Per questo motivo, la comunicazione tecnica-tattica jihadista deve dotarsi di capacità di “arrangiamento” con i materiali disponibili. Le istruzioni del Cuoco di AQ soddisfano questo requisito dotando i lettori di tecniche che possono utilizzare per “fabbricare una bomba efficace … dagli ingredienti disponibili in ogni cucina del mondo”.

Il termine chiave-ingredienti- aiuta i lettori a localizzare detti materiali associando il processo familiare di raccolta di materiali per la fabbricazione di ordigni esplosivi, con la pratica più familiare di scegliere e sostituire gli ingredienti per cucinare. Anche se il termine-ingredienti, appare solo sei volte nelle istruzioni del cuoco di AQ, viene messo in primo piano con particolare enfasi. Il termine è introdotto per la prima volta nell’idea di “Come fare una bomba nella cucina di tua madre”; ogni articolo successivo inizia con una lista di ingredienti che il lettore deve acquisire per completare le istruzioni. Dove appare, il termine-ingredienti, prepara i lettori a “fottere … la proprietà altrui”, facendo vedere come degli articoli domestici comuni possono essere usati come esplosivi e componenti di un ordigno.

Le parole e le frasi si raggruppano attorno al termine chiave-ingrediente, che aiuta il lettore a identificare e localizzare i materiali adatti per la fabbricazione di ordigni esplosivi. Due parole-cucina e garage-identificano le zone abitative della casa in cui i mujahid solitari possono trovare gli ingredienti. La cucina, o “cucina di tua madre”, è una stanza che il lettore può “visitare” per prendere in prestito zucchero, olio per cucinare, e altri ingredienti comuni. Questi ingredienti della cucina possono essere utilizzati per produrre o accelerare l’esplosione, ma “non sono di natura esplosiva” e “non destano sospetti”. Il garage, o “garage di papà”, ospita “sostanze infiammabili” come fiammiferi, batterie, fuochi d’artificio, propano e luci natalizie: questi materiali possono accelerare gli inneschi per produrre un’esplosione.

Nessuna delle due stanze è il territorio del lettore; visitando la cucina della madre o il garage di papà, i mujahid solitari “fottono” la proprietà altrui. Tuttavia, il termine “ingrediente”, connota anche familiarità; il Cuoco di AQ promette che lavorare con fuoco, acido ed esplosivi è “assolutamente semplice e lo renderemo più semplice per te”. Quindi, nominando gli ingredienti e i loro luoghi, il Cuoco di AQ consente ai lettori di raccogliere facilmente componenti per la fabbricazione di bombe – mentre disinnesca l’ansia del lettore per il lavoro che si appresta a fare, con sostanze pericolose.

Associando il processo di fabbricazione delle bombe alla pratica quotidiana della cucina, il Cuoco di AQ, offre ai lettori la capacità di raccogliere materiali adatti. Oltre a identificare i materiali adatti, il termine-ingrediente, evoca la creatività quotidiana associata al cucinare. Le istruzioni del Cuoco di AQ esplicitamente promuovono la creatività; il mujahid solitario dovrebbe “pensare fuori dagli schemi” e “essere creativo”.

“Questo è Open Source Jihad”, esorta un articolo “Sorprendi il nemico, non seguire un particolare protocollo”. L’esortazione a “essere creativi” invita il lettore a partecipare alla pianificazione del proprio attacco personale; quindi, fornisce al lettore la motivazione per agire. Il Cuoco di AQ assiste i lettori in questo senso, sottolineando le opportunità di sostituire un ingrediente con un altro. Ad esempio, “Auto-bombe dentro l’America” fornisce istruzioni dettagliate per costruire un’autobomba. Il dispositivo è composto da sei o più serbatoi di propano posizionati nel bagagliaio di un’auto. I serbatoi si collegano a un semplice circuito elettrico, che produce una scintilla per far detonare il gas. Oltre a comprendere gli ingredienti per la fabbricazione dell’autobomba, la ricetta rileva più di quattordici diverse opportunità per delle sostituzioni e dei miglioramenti. Per esempio:

È possibile utilizzare l’ossigeno da cilindri medici o di saldatura. È inoltre possibile utilizzare altri carburanti al posto del propano, ad esempio l’idrogeno, il metano o l’acetilene. Questi carburanti danno risultati migliori, se le misure di sicurezza consentono di acquistarli. È possibile raccogliere il gas in un cilindro di gas di cottura anziché in sei cilindri, purché la pressione non sia inferiore a 12 bars. Più alta è la pressione del gas più forte è l’esplosione.

Pertanto, le sostituzioni creative non consentono semplicemente al lettore di “arrangiarsi” con i materiali disponibili; possono anche produrre “risultati migliori” e un’esplosione “più forte”. Semplicemente applicando la creatività quotidiana associata al “cucinare” e alla creazione di bombe, il lettore non solo partecipa alle tattiche jihadiste, ma diventa anche un affine creativo nella ricerca di miglioramento e innovazione.

Termine chiave: Preparazione

La conoscenza tattica implica la padronanza di una serie di “gesti e passi” infinitesimali; queste “sequenze di gesti” infinitesimali costituiscono le “procedure della creatività quotidiana”. Avendo raccolto gli ingredienti necessari, il mujahid solitario affronta la sfida di assemblare in modo sicuro ed efficace un ordigno esplosivo. Fare un ordigno esplosivo è un lavoro difficile e pericoloso, i passi falsi possono produrre un dispositivo inefficace, o una detonazione prematura. Di conseguenza, la comunicazione tecnica-tattica jihadista deve trovare le parole giuste per descrivere i passi procedurali per assemblare un ordigno esplosivo efficace riducendo anche il potenziale margine di errore. Le ricette del Cuoco di AQ contrassegnano questi passaggi procedurali con la preparazione dei termini chiave.

Come ingredienti, il termine-preparazione, associa tattiche di fabbricazione di ordigni esplosivi jihadisti con la pratica quotidiana del cucinare.

La preparazione appare più di 15 volte nelle sette ricette del Cuoco di AQ; descrive la sequenza di passaggi coinvolti nella creazione di un ordigno, il modo in cui i passaggi devono essere completati (cioè, delicatamente, con cautela o rapidamente) e i concetti scientifici chiave dietro le istruzioni. Questo termine identifica anche le azioni di abitudine associate al cuocere (o “sequenze di gesti”) che possono essere associate alla fabbricazione di ordigni esplosivi e spiega concetti scientifici che i lettori possono usare per innovare e improvvisare i propri esplosivi. In ognuna delle sette ricette del Cuoco di AQ, il termine-preparazione, è più strettamente associato alla fase del termine, una parola che cattura le procedure in dettagli sensoriali concreti.

Ad esempio, la preparazione di un ordigno incendiario coinvolge due procedure dettagliate correlate: “Preparazione della lampada di accensione”, “Preparazione del timer della lavatrice”. Pertanto, il termine-preparazione, funziona come un organizzatore; aiuta il lettore a identificare i passaggi necessari per produrre un determinato risultato. Come la preparazione del termine, questi passaggi si basano su “il linguaggio usato parlando di come quando si cucina”: versare, mescolare, estrarre, riscaldare, raffreddare, macinare, prendere, misurare e rompere. Molti passaggi includono anche note sul modo in cui il “passo” deve essere completato: rapidamente, delicatamente, con cautela, o mentre si monitorano attentamente alcuni dettagli. Ad esempio, ” Come fare una bomba nella cucina di tua madre” descrive i passaggi di preparazione per realizzare un ordigno esplosivo. Istruendo il lettore a versare una sostanza infiammabile dentro il tubo, il Cuoco di AQ avverte:

Versalo delicatamente per non strappare il filamento, che è molto sensibile. Il dispositivo non esploderà se il filo è strappato … Riempi il tubo con la sostanza infiammabile. Evita di versare qualsiasi sostanza sui fili del tubo in modo che non si incendi quando viene chiuso.

Questi avverbi (cioè, delicatamente) e gli avvertimenti (cioè, evitare) descrivono il modo in cui il liquido deve essere versato. Tali avverbi e avvertimenti si ripresentano durante tutte le fasi di preparazione del Cuoco di AQ. Ad esempio, le istruzioni successive per impostare un interruttore di accensione consigliano al lettore di “rompere delicatamente” la sorgente di elettricità (una luce natalizia o “lampada”), “immergerla immediatamente” in acqua e “cautamente” rompere la testa della lampada. Queste parole trasmettono informazioni importanti: completare le fasi di preparazione con noncuranza, approssimativamente o troppo lentamente comporterà un dispositivo inefficace o una detonazione accidentale. Tuttavia, le osservazioni della preparazione del Cuoco di AQ sulla preparazione non si limitano alle istruzioni dettagliate.

L’autore spiega anche i concetti scientifici alla base delle procedure descritte nelle ricette: combustione, esplosione chimica, esplosione meccanica, attrito, forza centrifuga (FC) e il concetto di circuito elettrico. Questi concetti spiegano come e perché gli esplosivi funzionano; dotato di questa conoscenza, il lettore può ” sperimentare l’esplosione “.

I concetti di esplosione chimica, esplosione meccanica e combustione sono particolarmente importanti per le ricette del Cuoco di AQ. Questi tre concetti compaiono in tutti e sette gli articoli, dove forniscono conoscenze di base rilevanti per comprendere le fasi di preparazione. Ad esempio, nell’articolo “Distruggere gli edifici”, il Cuoco di AQ definisce l’esplosione meccanica per descrivere le condizioni ambientali necessarie per la detonazione:

Perché un gas bruci nell’aria, deve raggiungere un certo rapporto proporzionale all’aria. Un rapporto di 1 parte di gas in 9 parti di aria è sufficiente per avviare la combustione del propano. La combustione può trasformarsi in un’esplosione se i gas sono confinati e questa è definita un’esplosione meccanica. La combustione provoca la formazione di gas insieme al calore e quando questi gas non trovano una via d’uscita, la pressione aumenta e l’esplosione avviene liberando tutti i gas e il calore.

Una volta che il lettore coglie il concetto di esplosione meccanica, il Cuoco di AQ spiega come questo concetto possa servire da linea guida per la creatività e l’innovazione. Ad esempio, “Questa idea potrebbe essere implementata in diverse aree come automobili, treni, centri commerciali, fabbriche e vari edifici”. Oppure, il lettore può basarsi sul principio delle esplosioni meccaniche per costruire un “ordigno più grande e più letale”. Mentre le fasi di preparazione semplicemente limitano la realizzazione di una dato ordigno, la conoscenza dei concetti scientifici libera i lettori dall’aderire a specifici passaggi e consente loro di introdurre un certo grado di “pluralità e creatività” nel processo.

Termine chiave: Tempismo

Le tattiche dipendono da un “uso intelligente del tempo”: riconoscere “l’istante preciso” per intervenire, rispondere alla “rapidità dei movimenti” in una situazione di dispiegamento e riconoscere potenziali “intersezioni” di movimenti e schemi delle persone. Una volta che il mujahid solitario ha un ordigno esplosivo, deve trovare il momento giusto per farlo esplodere in un attacco terroristico. Questo passaggio implica molte considerazioni: osservare le “condizioni generali”, riconoscere opportunità per produrre “causalità”, ma “non attirare l’attenzione” delle forze dell’ordine, prima che la bomba esploda. Per dotare gli individui non affiliati, della capacità di attuare attacchi terroristici, la comunicazione tecnica-tattica jihadista deve affrontare il problema del tempismo.

Le ricette del Cuoco di AQ coltivano questa consapevolezza tattica del tempo fornendo suggerimenti su come scegliere “il momento giusto e le circostanze appropriate” per far esplodere una bomba. Il termine chiave-tempismo, ricorre nelle sei ricette del Cuoco di AQ; dove appaiono, in evidenzia i fattori chiave relativi alla tempistica. Pertanto, il termine-tempismo, funziona come uno “schermo terminologico” che aiuta il lettore a identificare i momenti opportuni, adattare le tattiche alle condizioni sul terreno e ad immaginare le conseguenze a lungo termine di queste azioni. Nelle ricette del Cuoco di AQ, i tempi si riferiscono sempre ai tempi di un’esplosione o detonazione. Proprio come un tattico è “sempre in guardia per le opportunità che devono essere conquistate sulle quinte “; i mujahid solitari cercano opportunità per trasformare un evento ordinario – una sfilata, una competizione sportiva, un incontro pubblico, e così via – nel scena di un attacco terroristico.

Il termine tempismo- è particolarmente associato a tre fattori importanti che i mujahid solitari devono considerare: il tempo, le folle e gli eventi. Ad esempio, le istruzioni della bomba incendiaria del Cuoco di AQ richiedono un attento allettante vantaggio di “condizioni atmosferiche” favorevoli come secchezza e vento. Queste condizioni sono particolarmente “adatte … per la conflagrazione”. L’articolo “La tua libertà di innescare una bomba incendiaria” fornisce un elenco di indizi che il lettore dovrebbe consultare quando pianifica i tempi di un attacco:

(1) Guardare la trasmissione di notizie sulle aspettative di rete.

(2) Restare aggiornati con le notizie dei quotidiani. Ci sono anche riviste scientifiche che studiano il clima di ogni paese.

(3) Internet include una grande quantità di informazioni relative al clima.

Sempre nell’articolo “Auto-bombe: Campo dati”, il Cuoco di AQ consiglia ai lettori di osservare le scene della vita quotidiana nel loro paese d’origine: “Conosci il nemico in maniera migliore, se vivi all’interno del tuo paese”. Alcuni eventi ricorrenti creano condizioni particolarmente favorevoli per il tempismo. Ad esempio, nel Regno Unito:

Hai gli stadi di calcio, specialmente durante le partite di Premier League e FA Cup. Hanno copertura mediatica in tutto il mondo. Il momento migliore è dopo il fischio finale, quando enormi folle lasciano lo stadio e festeggiano attorno agli ingressi.

Evidenziando i fattori rilevanti per i tempi di un attacco (ad esempio, meteo, eventi e folle), il Cuoco di AQ consente ai lettori di identificare “il momento e il luogo giusto” per un attacco terroristico. Il lettore “fotte” sugli schemi temporali della vita quotidiana per cogliere un momento opportuno per la detonazione. Oltre ad affrontare i fattori contestuali relativi ai tempi, il Cuoco di AQ specula anche sulle ripercussioni a lungo raggio di un attacco. La domanda “Perché?” Segna un passaggio da considerazioni di intervallo immediato:

Ma prima di chiedere come, chiediamo perché? È perché Allah dice: Se combatti per la causa di Allah, non sei ritenuto responsabile tranne che per te stesso. E se ispirerai i credenti a unirsi a te, forse Allah reprimerà la potenza militare di coloro che non credono. E Allah è più potente e più forte nella punizione esemplare [an-Nisa: 84].

Qui, la partecipazione del lettore è fondamentale per ottenere conseguenze a lungo raggio per i nemici di AQAP: le tattiche jihadiste prendono slancio ispirando gli altri a “unirsi”. Sempre nell’articolo ” Causando incidenti stradali”, il Cuoco di AQ delinea le ripercussioni a lungo termine di un attacco:

Perché gli incidenti stradali? L’obiettivo è, Inshallah, che se un numero sufficiente di musulmani adempie all’obbligo della jihad, le compagnie assicurative Kuffar saranno così stanche del terrore causato e del denaro sprecato da queste semplici operazioni che faranno pressione sul loro governo per fermare la tirannia contro i musulmani. Queste operazioni rientrano nell’ambito delle operazioni di deterrenza.

Sebbene le tattiche terroristiche abbiano il potenziale per influenzare le operazioni strategiche del “governo”, questo potenziale può essere adempiuto solo se il lettore segue le istruzioni e ispira gli altri a farlo. Se un numero sufficiente di lettori partecipa alle tattiche jihadiste, le persone colpite da queste tattiche “spingerà il governo” a cambiare le politiche governative (cioè le strategie) che riguardano i “musulmani”. Naturalmente, queste osservazioni implicano che gli individui colpiti possiedono i mezzi per “premere” sui loro governi, su questioni importanti (vale a dire, votazioni, lobbismo, attivismo sociale, ecc.). Quindi, a lungo termine, le istruzioni del Cuoco di AQ indeboliscono le strutture democratiche occidentali.

Insieme, i termini chiave-ingredienti, -preparazione e -tempismo, sono stati presi a prestito dal “linguaggio che si usa per parlare di cucina”. Come illustrato sopra, questi termini non sono semplici metafore superficiali. Le istruzioni del Cuoco di AQ mobilitano ingredienti relativi alla cucina, attrezzature, spazi, passi e tattiche per insegnare il processo di creazione di uno IED. Nella visione retorica del mondo del Cuoco di AQ, la cottura e la fabbricazione di ordigni esplosivi, diventano processi consustanziali. Per gli aspiranti mujahid, questa associazione tra cottura e fabbricazione di ordigni esplosivi funge da catalizzatore; colma le divisioni create dalle strategie istituzionali, trasmette la conoscenza tattica in termini accessibili e motiva la partecipazione del lettore. Per il lettore alienato che rifiuta il messaggio di Inspire, l’associazione stessa produce una reazione di paura. In un mondo in cui costruire ordigni è facile come cucinare, le tattiche terroristiche minacciano di interferire con la vita di tutti i giorni. Nella visione del Cuoco di AQ, questa paura spinge le persone a “premere il loro governo” per cambiare le politiche che riguardano i “musulmani”. Quindi, nella visione del mondo del Cuoco di AQ, le tattiche jihadiste vincono sempre, indipendentemente dal fatto che un lettore segua le istruzioni e agisca.

BOMBA IN UNA SCUOLA A DIAMANTE (ESEMPIO DI LUPI SOLITARI TERRORISTI)

Un lettore affine, in maniera solerte, visto l’articolo pubblicato da “Terrorismo Egoarca: “Fare una bomba nella cucina di tua madre”: La comunicazione tecnica-tattica jihadista e la pratica quotidiana del cucinare/fare esplosivi– ci ha mandato un tipico attentato da lupi solitari Terroristi, che come si legge, non ha che fare per nulla, o solo, con l’estremismo islamico, ma che più che altro con una diretta Misantropia. L’attentato in questione, eseguito in quel della “ridente” cittadina di Diamante (Calabria), con materiali semplici, avrebbe potuto far crollare una parte dell’edificio…ed è tutto dire.

Ghen/Abisso Nichilista

Hanno piazzato un ordigno rudimentale “micidiale” all’interno del bar della scuola che avevano frequentato dopo che il gestore aveva denunciato il furto di un portafogli avvenuto nel 2014. I presunti autori, due ventenni ex studenti dell’istituto, sono stati arrestati e posti ai domiciliari dai carabinieri della Compagnia di Scalea.

L’esplosione, avvenuta il 10 dicembre scorso nel bar dell’istituto tecnico per geometri e ragionieri Giovanni Paolo II di Diamante, ha provocato l’incendio del locale, ma secondo gli artificieri avrebbe potuto provocare il crollo di una parte della palazzina. L’ordigno era stato realizzato collegando un congegno di innesco artigianale con una bombola del gas.

La deflagrazione, però, è avvenuta prima che l’ambiente fosse saturo di gas provocando, quindi, “solo” l’incendio del locale. Altrimenti, è stata la conclusione degli artificieri, la palazzina sarebbe crollata. I due ventenni sono stati posti ai domiciliari in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Paola con l’accusa di fabbricazione e porto di ordigno esplosivo micidiale e disastro doloso in concorso. All’origine del gesto, secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri della Compagnia di Scalea e di quelli della caserma di Diamante, la denuncia contro ignoti presentata dal gestore del bar per un furto di cui, secondo gli investigatori, i due giovani sarebbero stati, “verosimilmente”, gli autori.

ROTTING CHRIST: “P’UNCHAW KACHUN – TUTA KACHUN”

Portando la spada – l’ammirazione – della legge dell’altare
Lascia che il sangue scorra – nella valle – di dolore infernale
Dai spettacoli di dolore – la tua forza – del mio mondo degli inferi
Lascia che la lama apra – il loro percorso – verso il mondo dell’oltretomba

Ombre dell’infiero- ombre del fuoco- ombre del morto
Ombre di nero- di fuoco- di un morto

Affilo la mia spada – il simbolo – del mio mondo oscuro
Lodatemi come un dio – come il sovrano – del vostro mondo terrorizzato
Guarda la corona – e dichiara – la tua parola desiderata
Lascia scorrere il sangue, lascia che fluisca- fallo espirare
Ombre dell’infiero- ombre di fuoco – ombre dei morti
Ombre di nero – di fuoco – di morto

Supai – Supai – Supai – Supai – Supai – Supai – Supai – Supai

Ombre dell’infiero- ombre dell’infiero
Dell’infiero- del morto- di fuoco
Di morto- di fuoco- dell’infiero
Di fuoco- dell’infiero- del morto
Di morto- del morto- di un morto

Supai maestro- Supai padre – Era nera- Supai maestro

Supai – Supai – Supai – Supai – Supai – Supai – Supai – Supai

Ombre dell’infiero- ombre del fuoco- ombre di un morto
Ombre di nero- di fuoco- del morto

_____

Bring me my sword – the awe – of the altar’s law
Let the blood flow – in the valley – of infernal woe
Leave pain shows – thy might – of my underworld
Let blade dawn – their path – to the netherworld

Sombras del infiero – sombras de fuego – sombras de muerto
Sombras de negro – de fuego – de muerto

I sharpen my sword – the symbol – of my obscure world
Praise me as a god – as the ruler – of your scared world
Look at the crown – and declare – your desired word
Let the blood flow – let it flow – let it blow
Sombras del infiero – sombras de fuego – sombras de muerto
Sombras de negro – del fuego – de muerto

Chorus
Supai – Supai – Supai – Supai – Supai – Supai – Supai – Supai

Sombras de infiero – sombras de infiero
Del infiero – de muerto – de fuego
De muerto – de fuego – del infiero
De fuego – del infiero – de muerto
De muerto – de muerto – de muerto

Supai master – Supai father – negra era – Supai master
Chorus
Supai – Supai – Supai – Supai – Supai – Supai – Supai – Supai

Sombras del infiero – sombras de fuego – sombras de muerto
Sombras de negro – de fuego – de muerto

ANTINOMISMO (ORDINE MISANTROPICO LUCIFERIANO)

Ricevo e pubblico:

“La misantropia e il disprezzo della società sono anch’essi elementi essenziali del vero Satanismo.”

Nota introduttiva: Portiamo alla luce, ancora una volta, materiale, che appartiene all’Estremistico Ordine Misantropico Luciferiano, è pensiamo, come si leggerà sottostante, che sia un testo preciso e diretto, ma “in linea”, con i progetti Terroristici e Anti-politici, che sono emersi da parecchio tempo. In linea, precisiamo, non significa nella totalità dell’attentato amorale per far sprigionare in menti pazze, il Caos che vuole affondare la società e distruggere l’esistente. L’affinità egoista, la “base” della feroce Unione degli Egoisti, in questi anni, è stata appresa e sperimentata da un numero risicato di individui, del nostro milieu e di quelli affini, ma che con parole e azioni distruttive, hanno creato qualcosa di originale, influenzando altri estremisti, direttamente/indirettamente, è che hanno agito per scatenare il Caos Terroristico e amorale. Per cui la nostra- verso queste “linee di condotta”- è affinità egoista, materiale che può essere preso, e da dove possiamo apprendere, possedendolo egoisticamente a nostro piacimento. E pur non essendo Satanisti Anti-cosmici (per abbreviare), siamo affini alle parole estremiste espresso sotto. Un altro appunto, che vogliamo fare, è che già abbiamo in parte esplicato, è che rispettiamo totalmente la metafisica satanica/esoterica dell’ Ordine Misantropico Luciferiano, come totalmente rispettiamo il Paganesimo Eco-Estremista, perché per Noi, l’uomo è un animale metafisico. Abbiamo già in breve specificato che significato gli diamo (e magari uscirà un approfondimento/testo) ma quando parliamo di questo, intendiamo l’individuo che nega e discrimina la “base materiale”, che ha appreso nella società umana (questo non può essere negato pensiamo), è che eleva e promuove lo scorrere recondito dell’agire occulto, primordiale, dell’azione, che anche se esplicata in superficie, contiene la sotto-superficie, è che tutto questo oltrepassa, e va al di là del bene e del male, in un inesplorabile attentare estremistico/metafisico.

Ex Editori della Rivista Misantropica Attiva Estrema KH-A-OSS

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1. Sii come un lupo mannaro, un lupo assetato di sangue camuffato da pecora umana; poiché potrai cacciare liberamente tra i tuoi nemici solo quando riuscirai a nascondere il tuo vero io.

2. Un’azione forte vale più di mille parole vuote.

3. Lucifero è il nostro ideale, quindi dobbiamo essere noi stessi i portatori di rivoluzione, saggezza e liberazione.

4. Nel mondo dei sognatori i ridestati sono dei.

5. Una società si forma quando dei sufficienti umani deboli, si uniscono, creano leggi e regole per proteggersi dall’ira dei forti. Quindi, rendi il tuo obiettivo, quello di essere sempre il nemico numero uno della società.

6. La Luce brillante di Lucifero rimarrà sempre oscurità negli occhi dei ciechi.

7. La menzogna offre conforto ai deboli, mentre la triste verità libera e rende divino il forte.

8. Menti agli altri se devi, ma piuttosto che iniziare a mentire a te stesso, perdi la tua vita.

9. Lascia che la tua Volontà sia l’unica legge e punisca senza pietà ogni trasgressione.

10. L’élite non può mai degradarsi e sprofondare al livello della feccia indegna, la democrazia deve quindi essere sempre combattuta da tutti noi e con ogni mezzo necessario.

11. Solo attraverso il terrore, la minoranza d’élite può farsi capire, per il lamento della maggioranza subumana.

12. Colui che è il più illuminato forma l’ombra più oscura ed è quindi considerato dagli stolidi come il portatore di tenebre.

13. Solo i subumani sono limitati dalla moralità illusoria e dalle leggi dello status quo. Il Satanista, che ha trasceso queste illusioni, è libero ed è al di là del bene e del male.

14. Fai la guerra contro la pace e combatti per la guerra stessa. Perché solo nel fervore della battaglia i lupi saranno separati dalle pecore.

15. Impara a conoscere te stesso; solo attraverso l’identificazione dei tuoi limiti imparerai a trascendere tutte le tue imperfezioni. La conoscenza di sé è quindi l’unica chiave per la perfezione.

16. Il seme della conoscenza può crescere solo in un terreno fertile e deve essere annaffiato con l’acqua di Azoth. Solo allora la saggezza oscura spezzerà le forme e le strutture stagnanti e farà prosperare il Caos.

17. È attraverso la rappresentazione e l’agire come i nostri Dei Oscuri, che possiamo avanzare ed elevarci ai Loro troni e diventare una cosa sola con la Loro essenza.

18. Entrando senza paura nell’oscurità dell’ignoto troveremo la nostra Luce interiore di Lucifero.

19. Le difficoltà e gli ostacoli che non ci uccidono, ci temprano solamente, e il più temprato tra di noi è colui che è vicino a Satana.

20. Nulla purifica i forti così bene come il sangue versato dei loro nemici.

21. In tempo di pace prosperano solo i parassiti.

22. Sii spietato e senza clemenza, distruggi tutto e tutti quelli che ti ostacolano, perché la pietà e la compassione sono le stimmate dei più deboli.

23. L’adempimento di una vita Satanica è il modo in cui muore un satanista. Perché l’ultima vittoria del forte è morire in battaglia.

24. La nostra Volontà è la legge e la nostra legge è il Caos.

NIENTISMI (MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA)

https://abissonichilista.altervista.org/wp-content/uploads/2018/07/KH-A-OSS-II.pdf

In questo riservato iperconscio vediamo una prefigurazione di Raskolnikov che oscilla tra essere un sopravvissuto e un verme; è anche il prototipo da cui emergeranno Stavrogin e Ivan Karamazov. Questa idea dell’individuo iperconscio, autocosciente nell’estremo, che necessariamente va oltre l’individuo normale e non può aiutare l’umanità a deviare, fornisce a Dostoevskij la materia prima per la complessa rete di interessi che lo occuperanno nelle sue ultime opere.

In una lettera del 1869, scritta quando stava progettando “L’eterno marito”, sottolinea che le basi di quell’opera sono le stesse di “Memorie dal sottosuolo”, che chiama “il mio terreno eterno”. Questo senza dubbio stava nascendo in lui da prima di“Memorie dal sottosuolo”, ma in quel lavoro arriva prima la luce della coscienza.

Nel suo primo romanzo, “Povera gente”, la figura di Mikhail Devushkin è quella di un uomo che vive in un angolo del mondo molto simile all’uomo sotterraneo. Sebbene la sua ambizione sia quella di diventare uno scrittore, rinuncia all’idea, lamentandosi del fatto che la sua scrittura manchi di stile e si guadagni da vivere trascrivendo la scrittura di altri. Afferma:

Se tutti dovessero diventare un grande scrittore, ci sarebbero i no copisti. . . . Anche se assomiglio a un topo, non mi interessa, visto che questo topo è necessario per te e anche se io sono del tutto inutile nel mondo, posso ricevere un risarcimento senza perdere questo status. Ma che tipo di topo sono?

L’amore che lo spinge a salvare la sua amata lo porta oltre il limite dei suoi mezzi e rivela un fanatismo latente per il sacrificio di sé che viola il normale modo di essere umano, una passione che grava sul lito ” chiamata cosi in “I demoni”. Travolto dalle forze del mondo, e con il suo rapporto d’amore che per gradi si trasforma in disperazione, un certo “piacere nell’auto-umiliazione” (“Memorie dal sottosuolo”) si insinua in questo amore.

Questo non è ancora ipercoscienza o ribellione, comunque. Si percepisce sia in Dostoevskij che nei suoi protagonisti un profondo umanesimo Dickensiano in cui le lacrime di dolore escono sotto forma di umorismo. Devushkin scrive all’amante che gli sta sfuggendo di soppiatto: “Morirò – certamente morirò”. Se fosse stato in grado di trovare in sé la forza della ribellione di ritornare alla vita da questa ultima disperazione, un punto di vista come quello dell’uomo sotterraneo come “uomo inventato” sarebbe potuto venire alla ribalta. L’esclusivo iperconscio, che devia da “uomo” nel doppio senso sopra menzionato, simboleggia la rottura dall’umanesimo moderno. L’individuo normale funziona bene all’interno dell’umanità falciando la sua “ottusità di spirito”, e questo umanesimo guadagna forza per essere proiettato sull’ideale di una nuova società. Ma il genio “atmosferico” di Dostoevskij percepì rapidamente la rottura di “umano” e l’avvento del nichilismo all’interno del nuovo umanesimo. L’uomo sotterraneo rappresenta un esperimento intenzionale con questo crollo, per mostrarlo per quello che era e allo stesso modo per Dostoevskij di arrivare al suo stesso terreno eterno. Come dice Berdjaev, le opere di Dostoevskij abbracciano la crisi o la denuncia interna dell’umanesimo, così come l’umanesimo finisce con Dostoevskij e con Nietzsche.

La “psicologia sotterranea nella mente” emersa negli scritti di Dostoevskij aprì un regno distinto dalla psicologia delle persone normali. Un cambiamento avvenne in psicologia equivalente all’introduzione dei numeri irrazionali o immaginari nel sistema dei numeri razionali.

Una psicologia che contiene incommensurabilità e antinomia che non possono essere risolte dalla normale razionalità è che diventa per lui una “realtà superiore”, in cui attrazione e repulsione, amore e odio, appaiono come una cosa sola. L’uomo sotterraneo vede l’improvviso spasmo del desiderio sensuale che lo travolge come una vendetta. Le convulsioni di “il sublime e il bello” che lampeggiano come fuochi d’artificio contro il cielo scuro della dissipazione servono solo ad aumentare il contrasto. Il più sublime e il più basso si incontrano ai loro limiti esterni; gli ideali di Sodoma e Madonna si fondono insieme. Ma soprattutto, è il modo di essere del proprio “io” reso iperconscio nell’uomo fatto di repliche, che diventa un’antinomia.

Il sé desidera essere se stesso e essere libero: è un percorso verso il sublime e, infine, verso Dio; ma allo stesso tempo è un percorso lontano da Dio e verso la bassezza. È una vita che sfida l’esplorazione razionale: più si avvicina a Dio e più diverge da Dio, e più diverge più si avvicina. La libertà deve essere esercitata al limite, ma ciò significa libertà per il male e libertà per il bene. Poiché questa libertà è così elementare, che è paragonata a un tipo di attacco o “spasmo”. Il punto di vista dell ‘”inerzia contemplativa” è il punto di vista di un sé che affronta “il muro” in una simile vita.

La ragione per cui l’uomo normale che vive in superficie, l’uomo di “semplice azione”, appare noioso e superficiale dal punto di vista dell’inerzia contemplativa dell’uomo sotterraneo, è che ha delle basi su cui fare una comoda dimora, e anche che “confonde le cause immediate e secondarie per quelle primarie”. Al contrario, l’uomo del sottosuolo chiede: “Dove sono le cause primarie su cui devo costruire? Dove sono le mie basi? “E continua a indagare su cose sempre più fondamentali. È da questa postura che emerge il punto di vista dell’inerzia, che ostacola l’azione di qualsiasi tipo.

Se viene schiaffeggiato, non è in grado di rispondere immediatamente. Anche uno schiaffo sembra essere un evento necessario che si verifica secondo le leggi naturali, inevitabile come “due volte due è uguale a quattro”. Colui che viene schiaffeggiato non sa come comportarsi di fronte al muro di pietra del mondo di “due volte due è uguale a quattro”. Invece, viene gettato indietro dal muro di pietra a se stesso, dove si interroga senza fermarsi nel terreno per l’azione (in questo caso l’azione di colpire addietro). Cerca di fare qualcosa, ma tutto quello che può fare è sprofondare nella palude senza fondo dentro di lui, inerte e impotente.

Come risultato di questa “autodisciplina della cogitazione”, l’orientamento della coscienza all’inerzia inizia a considerare “l’essenza di cose come la coscienza o il pensiero”. “Ma allora”, chiede, “se questo è già legge naturale, allora quale sarà la fine di tutto? Dopotutto è la stessa cosa. “In altre parole, l’inerzia contemplativa è lo stato in cui si finisce naturalmente rafforzando la coscienza; l’uomo sotterraneo la concepisce come il risultato delle normali leggi fondamentali della coscienza elevata. Non è altro che “il risultato legittimo [nato dalla] coscienza”. Le leggi naturali controllano anche il funzionamento interno della coscienza e lo rendono inerte. Anche l’uomo sotterraneo affronta il muro all’interno dell’autocoscienza e si ribella. La sua “nientificazione” non ammette nemmeno il fanatismo di un Bazarov.

Anche in questo vediamo un approfondimento dell’autocoscienza del nientismo. Prendiamo un esempio. Per convincersi che un atto di vendetta è puro e giusto, e per eseguirlo con calma, è necessario credere che la giustizia sia la causa primaria. Ma questa giustizia non può essere stabilita con la certezza di “due volte due è uguale a quattro”. Quando la rabbia aumenta, finisce per dissolversi “come una soluzione chimica” mentre la coscienza diventa inerte. Al contrario, se ci si arrende a sentimenti ciechi, si realizza immediatamente l’autoinganno e si finisce per disprezzare se stessi. Alla fine, non si può evitare una vita di inerzia contemplativa come uno spettatore cosciente che sta a braccia conserte. Una vita così è guidata da una profonda noia, e tutto diventa uguale. Questo è un nichilismo senza fondo e tuttavia non uno stato di stagnazione in cui la coscienza è semplicemente offuscata; al contrario, una violenta tempesta infuria nell’abisso di questo nientismo.

I sentimenti e le aspirazioni, avendo perso un sentiero per liberarsi all’esterno, si rivolgono verso l’interno e si diffondono entro i confini del sé. Incapace di credere nelle ragioni per cui gli individui normali razionalizzano la loro purezza e rettitudine, e dopo essersi allontanati dalla via di mezzo dell’umanità, la coscienza si intensifica al punto che si è incapaci di autoinganno dall’individuo normale e allo stesso tempo si arriva a sentire ciò che equivale a un piacere segreto anormale nelle cose basiche. In queste difficoltà, la vita è torturata da un dolore umiliante, è alla fine anche la disperazione e l’umiliazione diventano piacevoli.

Più consapevole ero della bontà e di tutto ciò che era “sublime e bello”, più profondamente affondavo nella mia melma e più diventavo capace di sprofondare completamente in essa. Ma la cosa principale era che tutto ciò che non sembrava accadere in me per caso, era come se dovesse essere così. Come se fosse la mia condizione più normale, e non la infima malattia o depravazione, così che alla fine ho persino perso il desiderio di lottare contro questa depravazione.

In breve, il mondo sotterraneo è quello in cui l’uomo “fatto da una replica” che si è allontanato dalla normale umanità si riscopre come normale. Al contrario, i cosiddetti uomini normali che vivono in superficie, uomini di “semplice attività”, hanno in loro una sorta di solido fondamento. Accettano un qualche tipo di obiettivo nella vita, o sentono qualche valore o ideale, come una base di sostegno assolutamente coerente di cui sono prontamente convinti. Questo è il motivo per cui tali persone sono in grado di agire – e anche perché sono “stupide e superficiali”. Hanno confuso le cause secondarie più accessibili per quelle primarie. La loro intelligenza non ha i mezzi per interrogarsi e cercare le cause più fondamentali, così anche se vengono lanciati contro il muro di “due volte due è uguale a quattro”, non si lasciano andare alla disperazione. Non accade a quelli con la coscienza debole e dell’autocoscienza di opporsi a tale resistenza;semplicemente si arrendono. Preferiscono recepire
il muro come parte delle fondamenta della loro vita, e provano un senso di sollievo di fronte ad esso (proprio come un popolo conquistato prova un senso di sollievo di fronte alla dichiarazione del vincitore).

Per tali persone un muro non è un’evasione, come per esempio per noi: persone che pensano e di conseguenza non fanno nulla; non è una scusa per deviare. . . Il muro ha per loro qualcosa di tranquillizzante, moralmente rilassante, definitivo – forse anche qualcosa di misterioso..

Il muro di pietra, due volte due è uguale a quattro, le leggi della natura, le conclusioni delle scienze naturali, la matematica – queste sono per gli uomini normali una specie di “tranquillante”; contengono una sorta di “parola magica” che porta alla pace.

Non appena ti dimostrano, ad esempio, che sei discendente da una scimmia, allora è inutile accigliarsi, deve essere accettato come un fatto. Quando ti dimostrano che in realtà una goccia del tuo stesso grasso deve essere più cara a te di centomila dei tuoi simili, e che questa conclusione è la soluzione finale di tutte le cosiddette virtù e doveri e di tutto questo delirio e pregiudizi, quindi potresti anche accettarli, non puoi farci nulla, perché il due volte due è uguale a quattro è una legge della matematica. Prova a confutarlo.

KARA$UJA: “PAURA DELL’OSCURITÀ”

Perché le luci si spengono?
Bagnando le croci nell’oro
Mostro nella paura del buio
Eroe che chiede aiuto
Scaricherò il mio
Uzi dovrò lasciare i cani
Dovrò correre il rischio ma rido del nome del tuo gioco

Ahahah                                                                                                                                Abbraccia le sentenze che vanno e vengono della vita e dei loro disaccordi
Alleanze che deflagrano
Cercando le ricompense
Sono andato a prendere ciò che è mio e non te l’ho manco chiesto …

Oh, non voglio nemmeno discutere
allora dimmi puttana
Perché non mi ascolti?
Mi diverto
Non è così che si butta il succo di frutta!
Ho chiesto aiuto a Giuda FIGLIO DI PUTTANA

Banda di paccottiglia fuori dalla mia finestra
Un’altra notte in attesa della guerra
Vivendo indisturbato
Sognando ad occhi aperti
Rivale fallito
Piangi la mia vittoria
Posso raccontarti qualche storia?
L’uomo nero in strada ha gioielli

La vita è una droga e sto vivendo all’ultimo livello di questa paranoia.

(…)

Perché le luci si spengono?
Bagnando le croci nell’oro
Mostro nella paura del buio
Eroe che chiede aiuto
Scaricherò il mio
Uzi dovrò lasciare i cani
Dovrò correre il rischio ma rido del nome del tuo gioco

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Porque se apagam as luzes?
Banhando cruzes a ouro
Monstro com medo do escuro
Herói pedindo socorro
Vou descarregar minha Uzi
Vou ter que soltar os cachorro
Vou ter que correr o risco mais eu riso o seu nome do jogo.

Aaaah
Abraça as sentenças idas e vindas da vida e suas desavenças
Estourando alianças
Buscar recompensas
Fui buscar o que é meu e eu nem te pedi bença…

Ah nem quero disputa
então me diz puta
Porque não me escuta?
Só me desfruta
Não é assim que se joga suco de frutas!
Pedi ajuda a Judas FILHO DA PUTA

Bando de falso minha Fal na janela
Mais uma noite esperando a guerra
Vivendo adoidado
Sonhando acordado
Rival fracassado
Chora minha vitória
Posso te contar algumas histórias?
Bicho papão na esquina tem jóias

A vida é uma droga e eu to vivendo no último nível dessa paranóia

(…)

Porque se apagam as luzes?
Banhando cruzes a ouro
Monstro com medo do escuro
Herói pedindo socorro
Vou descarregar minha Uzi
Vou ter que soltar os cachorro
Vou ter que correr o risco mais eu riso o seu nome do jogo.

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