OLTRE L’ASSOLUTO-VERSO L’IM-POSSIBILE

 NON ESISTE

«Poiché dell’eterno ritorno aveva la visione che conosciamo, per l’intensità dei sentimenti Nietzsche rideva e tremava insieme. Pianse troppo: erano lacrime di esultanza. Percorrendo la foresta lungo il lago di Silvaplana, si era fermato vicino a una enorme roccia che si elevava a forma di piramide, non lontano da Surlej. Immagino di arrivare io stesso alla sponda del lago, e, immaginandolo, piango.

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LA NON-OVVIETÀ DELL’OGGETTO

NIENTISMI

 

 

 

 

Capita a chi voglia misurarsi con il pensiero di Nietzsche quello che Theodor W. Adorno dice dell’estetica alle prese con la definizione dell’arte: si imbatte nella non-ovvietà dell’oggetto.

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