OLTRE L’ASSOLUTO-VERSO L’IM-POSSIBILE

 NON ESISTE

«Poiché dell’eterno ritorno aveva la visione che conosciamo, per l’intensità dei sentimenti Nietzsche rideva e tremava insieme. Pianse troppo: erano lacrime di esultanza. Percorrendo la foresta lungo il lago di Silvaplana, si era fermato vicino a una enorme roccia che si elevava a forma di piramide, non lontano da Surlej. Immagino di arrivare io stesso alla sponda del lago, e, immaginandolo, piango.

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L’INESSENZIALITÀ DELL’IO INDIVIDUALE

INESSENZIALITÀ DELL’IO INDIVIDUALE

 

 

 

 

 

 

Riandando al passo che ha stimolato il nostro intero studio, leggiamo che, per Severino, il presupposto dell’intersoggettività è un «presupposto che è suo» – in questo caso di Habermas, ma in realtà comune a tutta la filosofia occidentale –, e che non corrisponde a un dato, bensì a una convinzione che resiste «solo stando all’interno della fede, cioè della volontà interpretante».

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