IL TRAMONTO DI ZARATHUSTRA III

NIETZSCHE 3

 

 

 

 

 

«Perché una dottrina diventi albero — scrive Nietzsche in un aforisma della Gaia scienza dedicato all’inconfutabilità del “suono” (“La musica come mediatrice”) — deve essere ritenuta irrefutabile. All’albero sono necessari turbini, dubbi, vermìnai, malvagità per manifestare la qualità e la for za del suo germoglio: può rompersi, se non è forte abbastanza! Ma un germoglio è sempre soltanto annientato — non confutato!»

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IL TRAMONTO DI ZARATHUSTRA II

NIETZSCHE 3

 

 

 

 

 

Siamo così tornati al regno della danza.

Se è vero che i filosofi «come eredi dei bisogni del gregge e delle angosce del gregge» hanno tributato i più alti onori solo a un «mondo semplice, uguale a se stesso, prevedibile,  fisso», Zarathustra, come erede degli «spiriti liberi», altro non vede in essose non «il regno dell’incerto, del mutevole, di ciò che è capace di trasformarsi, che ha molti significati—un mondo pericoloso forse» , «un mondo così sovranamente ricco di cose belle, ignote, problematiche, terribili e divine»”.

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IL TRAMONTO DI ZARATHUSTRA

NIETZSCHE 3

 

 

 

 

 

«Also begann Zarathustras Untergang.» «Così cominciò il tramonto di Zarathustra.» Dopo queste parole, con cui si conclude la Vorrede,hanno inizio i «discorsi»: il tramonto è la discesa tra gli uomini, a cui Zarathustra recherà il proprio annunzio (Superuomo e Eterno Ritorno), ma è anche il principio di un viaggio tra i morti o tra i non-nati.

Quello di Zarathustra è altresì un ingresso nel labirinto, nelle pieghe e nei tortuosi avvolgimenti della sua stessa anima, per la quale vale la metafora assoluta del labirinto perfettamente adeguata— come afferma Nietzsche —ali’«architettura»dell’anima moderna,/’àme monstreuse.

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L’ETERNO RITORNO NELLA PARABOLA DI ZARATHUSTRA-III

ETERNO R

 

 

 

 

 

 

Ma come può l’uomo proiettarsi in modo sovra-umano fuori dalla sua condizione di esser-gettato? È sufficiente a questo scopo il coraggio che dice: « Nano! Tu! O io »? Il coraggio, si dice, uccide perfino la vertigine in prossimità degli abissi, come anche il dolore ela compassione e perfino la morte — quando dice: « Questo fu la vita? Orsù! Daccapo! ».

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COLUI CHE ANNUNCIA

ZARATHUSTRA E

 

 

 

 

 

Prima di iniziare l’esposizione dei contenuti del Così parlò Zarathustra dobbiamo chiarire la figura dello Zarathustra, capire perché Nietzsche ha scelto questa figura per annunciare le sue tesi di fondo. Lo Zarathustra non è certamente un personaggio che Nietzsche si è inventato.

Zarathustra è colui che deve annunciare una nuova dimensione del mondo e quindi dell’essere. In primo luogo quindi lo «Zarathustra è l’espressione originaria, ricca di immagini e di parabole, di una “rivelazione”».

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¿QUIÉN ES EL ZARATUSTRA DE NIETZSCHE? II

NIETZSCHE ABLO 3

 

 

 

 

 

 

Si Zaratustra debe llegar a ser primero el maestro del eterno retorno, entonces no puede empezar de entrada con esta enseñanza. Por esto al principio de su camino están estas otras palabras: «Yo os enseño el ultrahombre».

 

Ahora bien, con la palabra «ultrahombre» lo primero que tenemos que hacer es mantenernos a distancia de todos los acentos equivocados y perturbadores que suenan habitualmente en las opiniones. Con la denominación «ultrahombre», Nietzsche precisamente no menciona a un hombre simplemente de dimensiones mayores que las que ha tenido el hombre hasta ahora.

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¿QUIÉN ES EL ZARATUSTRA DE NIETZSCHE?

NEGATIVE

 

 

 

 

 

Contestar a esta pregunta parece fácil. Porque encontramos la respuesta en el mismo Nietzsche, en proposiciones claramente formuladas Y además en itálicas. Se encuentran en aquella obra de Nietzsche que presenta de un modo expreso la figura de Zaratustra. El libro consta de cuatro partes, surgió entre los años 1883 y 1885 y lleva el título de Así hablaba Zaratustra.

Nietzsche dio a este libro un subtítulo, como compañero de viaje. Dice así: «Un libro para todos y para nadie». «Para todos», es decir, sin duda no para todo el mundo en el sentido de para cualquiera.

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EL ETERNO RETORNO DE LO MISMO:LOS ANIMALES DE ZARATUSTRA

INCIPIT ZARATHUSTRA

 

 

 

 

 

 

Interrumpimos en este lugar la interpretación del capítulo «De la visión y el enigma» para volver a recogerla posteriomente, en un contexto de las lecciones en el que, después de exponer la esencia del nihilismo como ámbito del pensamiento del eterno retorno, estemos más preparados para comprender lo que sigue. Dejaremos de lado los capítulos siguientes de la tercera parte y sólo destacaremos algunos elementos del que ocupa el cuarto lugar comenzando por el final: «El convaleciente».

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