VERSO L’IDEALE SOVRA-UMANO

SOVRAUMANOZ

 

 

 

 

 

 

Giunto a questo punto delle sue riflessioni, e dopo averle espresse in Così parlò Zarathustra, Nietzsche era “maturo per il silenzio misterico”. Aveva annunciato il suo pensiero più abissale, aveva indicato in quale modo l’uomo possa diventare grande.

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PRIMO IDEALE TERRENO NON NICHILISTICO

VIVENTE IMMORALE

 

 

 

 

 

 

 

 

Giunti a queste domande, ritengo opportuno compiere una deviazione del pensiero prima di affrontare il senso della metafora nietzscheana pianta-uomo.Tale deviazione che passera per altri, ben più famosi concetti elaborati dal filosofo (l’ultimo uomo, il sovra-uomo, l’eterno ritorno dell’uguale) dovrebbe avvicinarci al fisiologismo e biologismo di Nietzsche, dei quali il concetto di pianta-uomo e uno delle metafore più rappresentative.

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VIVENTE IMMORALE

VIVENTE IMMORALE

 

 

 

 

 

 

 

 

1 L’uomo, al pari della pianta e dell’animale, è un vivente immorale. L’uomo appartiene interamente alla phýsis. Gli uomini buoni non sono buoni (altruisti, compassionevoli, miti), né quelli malvagi sono malvagi (egoisti, crudeli, immorali). La natura umana è puramente egoistica, avida, vanitosa, senza che i termini “egoismo”, “avidità” e “vanità” vengano intesi in senso morale.

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STORICISMO E NICHILISMO GIURIDICO IV

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4. Qua e là nella dissacrante analisi della giustizia, ma più nelle ultime pagine, si discopre la schietta visione del Foscolo, che si direbbe di un acerbo e poetico nichilismo.

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STORICISMO E NICHILISMO GIURIDICO III

juridical 2

 

 

 

 

 

3. Proprio dal filosofo napoletano il Foscolo trae la sentenza, onde la ragion di stato – cioè, la ragione che determina l’uso della forza – non è naturalmente conosciuta da ogni uomo, ma da pochi pratici di governo, che “sappiano vedere ciò che appartiensi alla conservazione del genere umano”.

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STORICISMO E NICHILISMO GIURIDICO II

JURIDICAL 4

 

 

 

 

 

2. Il guerreggiare di popoli contro popoli sospinge gli uomini, proprio per difendersi da aggressioni esterne, a riunirsi in società e a sottomettersi ad un comune potere. Ma è forse giustizia la legge, che vincola, all’interno di una società, cittadino a cittadino, governanti e governati?

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ETHICAL TRANSVALUATION AND CONSEQUENTIALISM II

TRANVALUATION

 

 

 

 

 

 

Transvaluation of the Concept of Violence: Ethical Behavior Made Compatible with Violence

Machiavelli and Nietzsche’s views on violence clearly stem from their ethical transvaluations, in which they both recognize the need for “evil”. To recapitulate, in Nietzsche’s case, evil is to be embraced simply on the basis that it composes only part of a unity, that is, extramoral life. 

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ETHICAL TRANSVALUATION AND CONSEQUENTIALISM

TRANVALUATION

 

 

 

 

 

 

 

 

As secularized accounts of morality’s social origins, the theories of Italian Renaissance political thinker Niccolo Machiavelli and the 19th century German continental philosopher Friedrich Nietzsche call for a transvaluation of morality. 

If we analyze their systems of thought through the distorting, reductive lens of conventional modern connotations, we see the repugnancy of Nietzsche’s sexism or anti-Semitism or the cold, calculating, seemingly self-interested tactics of Machiavelli; as a consequence, we fail to delve deeper into the complexity of these works. 

This dismissive approach needs to be unlearned and replaced with a more detailed examination of how these figures redefine the notions of good and evil as the foundations of their philosophy and political theory, respectively.

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