SCORRETTI: INTERVISTA A REAZIONE SELVAGGIA

https://archive.org/details/INCORRECTOSEntrevistaAReaccinSalvaje

Michoacán, Messico
Autunno 2015

Nota della Rivista Regresión: l’intervista al gruppo Reazione Selvaggia, è stata ultimata poco dopo il suo comunicato finale (14 agosto 2015) e fino ad ora (ottobre 2015) era prevista nella pubblicazione del nuovo numero (4) della rivista Regresión. Apprezziamo la collaborazione di tutti coloro che hanno reso possibile questo lavoro. I redattori di questa rivista rispettano le opinioni espresse sia da chi ha posto le domande sia da chi ha risposto. Anche così, non possiamo non dire che come Regresión ci consideriamo affini alle pratiche e agli atti di ciò che una volta era RS e dei gruppi che si sono separati da essa.

R.

Nota esplicativa di Xapiri Thëpë (XT): questa intervista è stata condotta attraverso internet, senza contatto con nessuno dei membri del gruppo estinto Reazione Selvaggia (RS); questo attraverso la intermediazione della rivista Regresión e il progetto concluso El Tlatol. Un contatto elettronico con questi ultimi, che si sono offerti di girare le domande. Pertanto, il portale Xapiri Thëpë non è responsabile né affine alla posizione del gruppo disciolto; il portale ha una natura storico-documentarista, per conoscere un po’ di più sulle posizioni del gruppo, cercando di non generare, né precedenti, né sostenere la violenza, né le azioni, che non supportiamo. Tutto quanto sopra porta alla conclusione che non esiste alcuna connessione organica o di ascendenza o di affinità tra Xapiri Thëpë e RS.

Xapiri Thëpë (XT): Questa conversazione è stata effettuata in maniera elettronica attraverso la Rivista Regresión e il portale El Tlatol. Attraverso una richiesta via e-mail, abbiamo avuto l’opportunità di una conversazione, senza che ciò rappresentasse un’adesione, vicinanza, simpatia o sintonia con ciò che è stato esposto da questo gruppo oramai estinto. Sulla base di ciò vorremmo chiedere: A febbraio, la rivista “Distruggi le prigioni” ha criticato fortemente la vostra proposta di ecologia radicale; che cosa avete da dire rispetto alle valutazioni elaborate da questa rivista anti-carceraria? Quali critiche potete fare all’abolizionismo, come proposta alternativa alla privazione della libertà?

RS: Prima di tutto, ringraziamo i redattori della rivista Regresión e i ragazzi del blog El Tlatol per aver organizzato questa conversazione, e per lo spazio che ci forniscono per la “contro-risposta” di cui parlano le persone che hanno posto le domande e per chi ha espresso i propri approfondimenti in questo lavoro. Molte delle cose che abbiamo incontrato in maniera rilevante, le abbiamo affrontate nel nostro comunicato dal titolo: “Abbiamo tardato: Reazione Selvaggia in risposta a “Distruggi le prigioni”; le critiche fatte da queste persone rimangono in questo testo, in quella risposta, non vogliamo allargare ed estendere di più gli stessi punti di dibattito, che già sono stati pubblicati, quindi ci concentreremo sull’ultima parte della tua domanda. Si fa riferimento all’abolizione delle prigioni?

XT: Si l’abolizionismo delle prigioni.

RS: Beh, per rispondere a questa domanda, in primo luogo ci sarebbero altri problemi da tenere a mente dato che: è possibile abolire tutte le carceri? Se la risposta è Sì, in che modo si verificherà questa abolizione? L’abolizione sarebbe regionale, internazionale, universale o in che modo? Quest’ultimo aspetto, ovviamente, ha un senso sarcastico, come ogni persona seria e realista saprà in anticipo, l’abolizionismo è pura fantasia infantile e utopismo idealizzato, le prigioni non saranno abolite se la civilizzazione, rimarrà ancora in piedi, è ovvio; occhio, con questo non intendiamo che la cosa migliore sia che queste persone combattano per la distruzione della civilizzazione, perché cadremmo nella stessa criterio irreale.

Le prigioni umane sono state create per contenere gli impulsi, le reazioni e gli istinti di coloro che rifiutano di convivere in modo pacifico nella società, il sistema tecnologico svolge un ruolo importante SUL sistema carcerario. Ci sarebbero molte più evasioni, se non fosse per le telecamere di sicurezza, i sensori di movimento, i droni, le reti elettrificate, e altro. Brevemente concludiamo, affermando che l’obiettivo delle critiche, quindi, non è totalmente la galera, ma le grandi società di sviluppo tecnologico, che fanno si che una prigione sia davvero un luogo di contesa per quelle persone così pericolose per il sistema.

La vita civilizzata, lo stile di vita sedentario, la convivenza anormale con tante persone sconosciute accalcate nelle città, le frustrazioni, i bisogni artificiali, la ricerca di uno status sociale più elevato, il cosiddetto “stress”, il cibo spazzatura che intossica il sangue, e molte altre cose, sono azioni che portano a una reazione, alcune persone manifestano questa reazione saltando le leggi, muovendosi nell’illegalità. Ma, ripetiamo, tutto è dovuto al principio di causalità, azione-reazione, se vivi nella civilizzazione, naturalmente, sarai influenzato da questo modus vivendi.

Anche se qui vale la pena ricordare che, sì, detestiamo le carceri umane, sia il luogo che le persone arroganti che lavorano in esse, che per i detenuti recidivi, sono luoghi ripugnanti.

Inoltre, quando menzioniamo la parola prigione, non ci limitiamo alle galere e le prigioni degli umani, ma a tutti i tipi di prigioni e gabbie. Un’altra domanda che può essere inserita in dato contesto è, che tipo di prigioni sono referenti per essere abolite? Molte volte gli anarchici tipo anti-carcerario, sono situati nel respingere e attaccare – in alcuni casi – le prigioni dove ci sono i loro compagni di detenzione, provano ostilità per i cosiddetti centri di riabilitazione sociale perché i loro principi indicano che in tali luoghi si limita la “libertà” per cui essi combattono.
Molti vegani, freegani, liberazionisti, ecologisti e altre varianti di tutti questi, saranno d’accordo con noi sul fatto che le prigioni non sono solo questo tipo di luoghi, ma sono anche le gabbie dove si situano molti animali racchiusi nei circhi, nei laboratori , nelle università, allevamenti, ecc.

Le persone che si posizionano contro l’istruzione scolastica, saranno d’accordo con noi sul fatto che quando si parla di carceri non solo si deve parlare di prigioni, o di gabbie con animali dentro, ma di classi e delle scuole.

Coloro che si posizionano contro il lavoro salariato saranno anch’essi d’accordo che non ci sono solo le prigioni, i carceri, le gabbie, le scuole, ma anche le fabbriche sono prigioni. E quindi potremmo menzionare quelli che si oppongono alla psichiatria, ai manicomi, alle droghe, forse alle loro stesse menti, ma nel complesso, la grande gabbia, la più grande, è la civilizzazione.

Un giorno ho letto un fumetto di un vignettista ben noto in Messico, dove presentava un personaggio che andava e veniva al lavoro tutti i giorni, che sopportava tutta la routine soffocante, improvvisamente vide che aveva le ali, le dispiegò e cominciò a volare, volò sull’inquietante traffico veicolare, sulle conglomerazioni di persone che erano schiave per mostrare loro che poteva andare dove voleva con le sue ali, con la faccia gonfia di felicità volava sempre più in alto, si sentiva veramente libero, tanto che butta via la sua valigetta e i suoi vestiti, finché improvvisamente, colpisce violentemente una grata, e cade; voleva volare più in alto degli altri supponendo che non ci fossero più barriere per fermarlo, ma ha scoperto che c’era, la Grande Gabbia chiamata civilizzazione; la lezione qui è: Chi dice di essere totalmente libero, è perché non ha volato abbastanza in alto per colpire le sbarre della Grande Gabbia. Molti – anche se non tutti – degli anarchici tipo “anti-carcerario” suppongono, come il personaggio, che facendo uscire, o liberando i loro compas dalla prigione saranno liberi e che la loro lotta possa finire, forse alcuni pensano che l’obiettivo basilare siano le carceri: spero che un giorno tengano in considerazione la presenza della Grande Gabbia.

XT: In alcuni dei vostri testi criticate gli orientamenti di Kaczynski, negando la sua importanza ma la riconoscete come un precedente della vostra proposta. Non pensate che sia ingiusto non dargli il riconoscimento nell’essere una delle figure significative del movimento anti-tecnologia? Sebbene i contesti siano diversi, cosa differenzia la vostra proposta da quella del matematico?

RS: Il riconoscimento in alcune delle sue proposizioni, l’abbiamo dato al suo momento; alcuni gruppi che hanno creato RS, antecedentemente hanno ripreso molto del discorso del signor Kaczynski e lo hanno dichiarato pubblicamente, cosa che non accadeva nemmeno quando arrivarono le critiche del gruppo editoriale Último Reducto; nel 2012, è arrivato il momento di iniziare ad elaborare cosa che non avremmo condiviso in quella rivoluzione contro il sistema tecno-industriale e altre cose simili, è così abbiamo iniziato a creare i nostri postulati. Come già detto, abbiamo sempre riconosciuto il lavoro del Freedom Club e l’analisi di Don Ted, in seguito abbiamo respinto molto di esso, e questo è stato il momento in cui abbiamo smesso di menzionarlo; ma se ci chiedete in questo momento se riconosciamo il suo lavoro, senza problemi, affermiamo di sì. E poi la differenza tra ciò che Kaczynski propone e i suoi allievi, in primo luogo è la strategia; noi non aspettiamo che la cosiddetta Grande Crisi Mondiale inizi ad attaccare e attentare alle strutture fisiche e morali del sistema tecnologico, attacchiamo il presente, perché il futuro è incerto, non si può tracciare una strategia basata su semplici ipotesi, credendo che tutto andrà secondo i piani e sicuramente si vincerà. Abbiamo posto tutto questo da parte, quando abbiamo visto l’enormità del sistema, i suoi componenti e il livello mostruoso che ha condensato sia su questo pianeta che al di fuori di esso. Se la civilizzazione cadrà domani, o entro 30 o 50 anni, da parte nostra, da parte della nostra individualità, sapremo che abbiamo dato battaglia. È divertente, ci hanno catalogato come “anarchici” all’interno del movimento “anticiv” del 21 ° secolo, proprio come fecero per gli anarchici originari del diciannovesimo secolo, che non aspettavano che le condizioni fossero mature per iniziare ad attentare e giustiziare, Gli anarchici legalisti che sognavano la “rivoluzione” con coloro che morivano di fame, spesso li respingevano e li etichettavano come criminali apolitici. Facendo una comparazione tra i teorici che si aspettano la “rivoluzione anti-tech” e noi- dato che è verità delle cose, che sia un contesto simile- è ciò che abbiamo e stiamo marcando con gli atti che abbiamo fatto e le parole che abbiamo pubblicato. La seconda differenza, è che abbiamo costituito una tendenza basata e ispirata dalle lotte selvagge di resistenza dei gruppi originali dei nomadi cacciatori-raccoglitori; quelli che costituiscono RS, hanno ancora nel sangue l’essenza guerriera dei nostri antenati sebbene siamo molto consapevoli di essere degli individui civilizzati; con questo percepiamo il richiamo della natura e diamo libero sfogo agli attacchi contro ciò che è per noi, alieno. Rispetto alle teorie di Don Ted che rimangono solo all’interno di un un’analisi della società tecnoindustriale e un confronto tra la vita attuale e quella dei più antichi gruppi etnici. Fondamentalmente la nostra proposta è qualcosa di molto simile, solo che ci siamo concentrati su ciò che abbiamo avuto nell’antica Mesoamérica Settentrionale.

XT: Negli Stati Uniti ci sono ecologisti radicali che portano avanti la proposta “post-apocalisse”, la loro analisi si basa sul fatto che la società altamente tecnologizzata ha raggiunto il suo apice, che la caduta è inevitabile. Richard Duncan ha parlato della “teoria di Olduvai”, in cui stabilisce che l’attuale civilizzazione industriale avrebbe una durata massima di cento anni, a partire dal 1930 fino al 2030. La transizione sarebbe iniziata nel 2007 quando la produzione globale di energia pro capite ha cominciato a diminuire a causa di una diminuzione dei tassi di estrazione dei combustibili fossili per fine dell’esaurimento, contemporaneamente alla domanda di aumento al crescere della popolazione. Ciò potrebbe causare un catastrofico collasso sociale ed economico negli anni seguenti, e poco alla volta, l’umanità arriverebbe a livelli di civilizzazione paragonabili ad altri precedentemente vissuti. Se questa opinione difesa da Duncan è vera: perché agire invece di aspettare? Nel momento in cui agisci non sei un avanguardia?

RS: Non sappiamo per quanto tempo dureranno le strutture che mantengono in piedi questa civilizzazione nella decadenza, possiamo leggere molto e tanto sulle varie teorie che esistono ma vogliamo aspettare sempre l’anno profetico in cui tutto questo potrebbe finire in una sola volta. In ogni caso, tutto ciò che gli studiosi possono prevedere sono solo teorie.

Il qui e ora afferma che tutto va a male, le persone marciscono perché vogliono la loro conformità, la loro schiavitù e il loro bisogno di seguire il gregge, i progressi tecnologici stanno diventando sempre più invasivi, gli ecosistemi sono stati alterati, l’economia ogni giorno va peggio, ci sono esplosioni sociali qua e là, la realtà artificiale ci consuma e sembra che tutto esploderà prima o poi, prima di questo, come individualisti abbiamo deciso di prendere nelle nostre mani ciò che rimane delle nostre vite, e non aspettare che la crisi arrivi, perché? Perché viviamo in essa. Non vogliamo aspettare gli altri, anche se la natura li incoraggia a restituire i colpi che hanno subito.

Possiamo raccontare un aneddoto: una notte dell’agosto 2011, una parte del gruppo Its, penetra nel Cinvestav di Irapuato, Guanajuato. Saltiamo sopra le sbarre e scaliamo il tetto del Laboratorio Nazionale di Genoma e Biotecnologia; dall’alto vediamo che la guardia si sta facendo i cazzi suoi, parla al telefono, mentre incappucciati e con l’oscurità la osserviamo. Ci spostiamo nel luogo dove fanno i test, è sorprendentemente ci rendiamo conto che in una delle stanze, c’è un grande impianto supportato da cavi e diversi computer che da vicino monitorano le informazioni di osservazione. L’unica cosa che abbiamo sentito in quel momento era aberrazione e l’immenso desiderio di distruggere l’intero luogo.

Ciò che abbiamo visto è il vero metodo per cui la tecnologia cerca di sottomettere la natura selvaggia, cerca di ottenere maggiori informazioni su di essa, sotto il giogo scientifico, sottomettendo e artificializzando. Pensi che potremo sederci o aspettare che tutto appaia “giusto” perché il sistema cada, mentre sappiamo che questo tipo di prove esecrabili si avverte ancora nel presente? NO. E se questo presunto crollo non arrivasse nel 2030? Ci potremo fidare di un altro teorico letto in maniera “convincente” ed aspettare fino all’anno 2100? NEMMENO.

Riguardo a ciò che affermi sull’avanguardismo, sappiamo di non esserlo ora, o quando arriveremo a esserlo; siamo stati una proposta differente e realistica per tutti coloro che si sentono identificati con noi, la nostra intenzione non è quella di prendere la “buona strada” per tutti quelli che sono classificati come critici del sistema tecnologico, abbiamo spiegato la nostra tendenza sin dall’inizio perché ci sembrava importante che gli atti avessero una ragione d’essere, solo questo. Non vogliamo creare un movimento o qualcosa del genere. L’unico aspetto che dovrebbe essere in prima linea-in questa guerra, sono gli atti sinceri di persone che apprezzano realmente quello che fanno, e decidono di portarsi avanti fino alle ultime conseguenze nella difesa estremista della natura selvaggia. Solo questo. Nessun gruppo è davanti, né dietro.

XT: Ci sono gruppi nel Cono Sud, che stanno riproducendo alcuni dei vostri metodi, non considerate questo come un “franchising” della vostra proposta?

RS: No, niente di tutto questo, se queste persone hanno riprodotto le nostre idee, avranno i loro buoni motivi. E come dici tu, ciò che difendiamo è una PROPOSTA aperta per coloro che vogliono possederla; le persone intelligenti che vogliono brandire alcune delle nostre idee e agire, finché sono sincere, saranno sempre viste con buoni occhi da tutti i gruppi di RS.

XT: Lo storico Eric Hobsbawm ha considerato il movimento Luddista come una forma di “contrattazione collettiva per il disturbo”, dato che sarebbe, questo enunciato, una tattica usata in Gran Bretagna dalla Restaurazione, poiché la diffusione delle fabbriche in tutto il paese che hanno causato le manifestazioni su larga scala, erano poco pratiche. Non credi che tutta questa virulenza anti-tecnologia serva come preludio alle riforme decrescenti che lo Stato dovrebbe usare se vuole sopravvivere ? Non si starà “servendo il tavolo” al potere senza volerlo?

RS: Oggi vediamo che c’è una critica crescente alla tecnologia in vari settori, ci sono molte persone che hanno iniziato a mettere in discussione e capire che l’attuale sistema è putrido, il che porta a una domanda positiva per la guerra contro il sistema tecnologico?

Beh, se le critiche non sono negoziabili questo può essere positivo, ma vedendo la realtà capiamo che la maggior parte delle critiche che vengono fatte alla tecnologia hanno uno sfondo riformista, dicono “la tecnologia ci sta portando all’interazione non personale, più che limitarla “,” la vita nello stile sedentario in questa civilizzazione causa problemi di salute, dobbiamo allenarci più spesso “,” l’artificiale ci consuma, non posso sopportare la vita in città, andiamo in campagna “,” la spazzatura inonda i mari, devi comprare prodotti che siano amici per l’ambiente “,” la tecnologia non è il problema, il problema è l’uso che ne viene fatto “, ecc. Queste presunte critiche sono quelle che sono negoziabili e sono persino delle proposte per il sistema nel continuare a crescere, riformarsi e rafforzarsi.
Ma che ne dici se affermiamo: “La tecnologia è il problema, bruciamo questa o quella società di innovazione tecnologica con tutti dentro”, “la civilizzazione si espande pericolosamente distruggendo la natura che rimane, assassiniamo l’ingegnere di un mega progetto”, “la stupida società segue solo le regole, e fa avanzare il meccanismo, fanno parte del problema, facciamo detonare un esplosivo in un luogo pubblico con un’importante carica simbolica “, ecc. Questo tipo di critica estremista è quella che non è negoziabile e che difendiamo, quindi rispondendo alla tua domanda, RS difficilmente vede che lo stesso sistema può essere riformato con questo tipo di idee e prassi, o che queste sono delle proposte in modo che il sistema continui a crescere.

XT: Affrontare il vasto tessuto della società di oggi, è un compito titanico, in cui le possibilità di perdere la vita o di languire in una cella sono alte … Perché assumere un disfattismo come proposta finale ? Non lo considerate come una sorte di martirio?

RS: Il pessimismo ci ha invaso quando abbiamo tolto la benda dagli occhi, visto che è impossibile distruggere l’intero sistema dalle nostre prospettive individualistiche. Non aspiriamo alla distruzione totale di esso, questo comporterebbe a un certo punto la gestione e la formazione delle masse stupide. Piuttosto puntiamo alla destabilizzazione, è anche se ci piacerebbe distruggere tutto l’intero sistema tecnologico, è qualcosa che non è nelle nostre possibilità. Ultimo Reducto ci ha definito dei disfattisti, ma questa parola può anche essere molto relativa, siamo disfattisti in termini di distruzione del sistema attraverso atti di un gruppo ristretto di persone che riescono ad “aiutare” a fare aumentare la crisi, proposta dal tipo di cui sopra. Per cui non siamo disfattisti, perché non abbiamo abbandonato la nostra guerra, stiamo continuando e continueremo ad agire finché le nostre forze o condizioni lo consentiranno.

E non c’è nulla di reale a cui aspirare, potremo ingannarci, se dicessimo che elimineremo tutta la mega-macchina; questo è ciò che non vogliamo fare. Né siamo martiri, brandiamo semplicemente la nostra posizione come persone che fanno tutto il possibile per difendere se stessi e la natura di ciò che è alieno, senza essere interessati a quello che si realizzerà in futuro; non siamo interessati a nulla di quello che potrebbe giungere. Nella guerra estremista contro il sistema tecnologico bisogna essere disinteressati, senza aspettarsi qualcosa di positivo. Ci nutriamo dagli atti realmente sinceri, che apprezziamo, e alla difesa della natura selvaggia. Questo è ciò che ci guida, non abbiamo bisogno di obiettivi concreti per il futuro, rispondere alle minacce è una delle necessità biologiche dei guerrieri, e come tale ci comportiamo.

XT: Non è meglio prendere una posizione pubblica e discutere con i diversi “attori” e lasciare che le persone decidano quale dovrebbe essere il loro destino?

RS: La gente può prendere la strada che vuole, quella che è fatta apposta per loro, mentre le proposte che criticano la civilizzazione, sono sul tavolo, in modo che essa, decida cosa scegliere. La nostra, la nostra proposta, è come una moneta lanciata in aria su quello stesso tavolo: chi si sente capace e con la sufficiente astuzia per prenderla, lo farà. Non vogliamo che la nostra tendenza sia la più “coerente” con gli altri, dato che siamo noi quelli che la difendono ed è qua presente.

XT: C’è un numero della rivista “Green Anarchy”, in cui viene fatto uno studio comparativo tra le proposte primitiviste del gruppo dell’Oregon e l’esperienza del comunismo agrario di Pol Pot in Cambogia, con il titolo: “I Khmer Rossi praticavano il primitivismo?” ; non consideri che vi sia una continuità in alcune delle vostre proposte con questa esperienza, facendo delle ovvie eccezioni riferite alla costruzione di uno Stato? Quale sarebbe la differenza tra voi e le politiche di agraria forzata e il primitivismo promosse dal Partito Comunista della Cambogia di quel tempo?

RS: Ciò che il leader dei Khmer rossi in Cambogia ha promosso nei suoi anni di dittatura maoista, è stato un comunismo ispirato agli antichi modelli agrari dei Khmers, il popolo originario di quel paese. Ciò che attirato la nostra attenzione da questa esperienza storica è che ha completamente bloccato l’infrastruttura della civilizzazione, la valuta ha cessato di esistere, le scuole e i mercati sono stati chiusi, dato che volevano trasformare il paese in uno stato autosufficiente, agrario ed estremo. Ma perché l’intera nazione cooperasse, il dittatore ha costretto ampi settori della popolazione affinché insieme, come insegna il comunismo, potessero concretizzare il modello imposto.

Non vediamo come possa essere supportata una presunta continuità tra ciò che pensiamo e ciò che è accaduto in quel paese. Sebbene non fosse un primitivismo, se per primitivismo intendiamo il ritorno a uno stile di vita più simile a quello del cacciatore-raccoglitore-nomade di quello dei contadini prima della rivoluzione industriale. Le differenze tra ciò che Pol Pot ha portato avanti e ciò che RS difende, è che noi non vogliamo spingere o costringere le persone a tornare ai vecchi modi di vita; le persone sono stolte e gli piace vivere tra la merda moderna, i pochi che rifiutano la civilizzazione e decidono di isolarsi in montagna, sono quelli che meritano di essere riconosciuti. NON puntiamo su una vita comunitaria prima o dopo il crollo del sistema.

XT: Kevin Tucker è un’altra delle figure rilevanti nel cenacolo dei primitivisti anglosassoni. Stabilisce che il principio della guerra primitiva, è come una traccia e copia della guerra sociale, esposta da Johan Most, è che è stata resa virale tra i gruppi informali. La vostra difesa della natura turbolenta dei Teochichimecas e dei Chichimecas, così come la Guerra del Mixtón, cerca di stabilire precedenti storici per le vostre azioni? C’è una connessione tra quello che ha delineato Tucker e voi?

RS: Non abbiamo davvero letto molto sulle proposte di Tucker, sappiamo solo che è vicino a Zerzan e che è stato convocato dall’FBI, perché accusato di conoscere alcune cose delle azioni dell’ALF / ELF. Tuttavia, prima ancora della risposta alla domanda, vogliamo sottolineare qualcosa, che crediamo sia stato male interpretato o che non abbiamo affrontato con la dovuta attenzione.

Noi in RS riconosciamo e ricordiamo le guerre del Mixtón e Chichimeca come riferimenti storici SOLO per l’evidenza nella difesa di gruppo dei guerrieri selvaggi, dei loro stili di vita, delle loro convinzioni e dei loro luoghi. È che alcuni potrebbero pensare che quando si parla di queste guerre, vogliamo che questo evento storico si ripeta, ma in questo secolo. Forse qualcuno ha erroneamente pensato che vogliamo che i gruppi etnici indigeni si uniscano in qualche modo, ribellandosi e si ergano in maniera simile ai riferimenti di cui sopra, ma non è così.
Studiando specificamente queste rivolte selvagge, abbiamo assunto forti basi storiche che ci hanno uniti alla difesa realmente estrema della natura selvaggia in queste aree, in questi eventi possiamo vedere che gli aborigeni teochichimecas non si arresero mai né ai mesoamericani civilizzati né agli europei, mantenendo sempre la loro essenza guerriera, la difesa delle loro origini più primitive e di conseguenza le loro credenze legate alla natura, che erano considerate pagane e punite dalla chiesa cattolica; la loro “crudeltà” li caratterizzava, i loro attacchi indiscriminati contro il nemico erano contro i soldati, gli indigeni alleati , i neri, i mulatti, le donne, i bambini, ecc .; il loro stile di vita cacciatore-raccoglitore e nomade o semi-nomade li rendeva difficili da individuare, i loro migliori nascondigli erano le aspre montagne, la natura li proteggeva durante e dopo la battaglia, il loro rapporto uomo-natura era pienamente sviluppato in luoghi come i deserti, le foreste o i semi-deserti, dove gli spagnoli dissero che là, in quei luoghi, nessuno poteva sopravvivere; tutte queste prove storiche che abbiamo appreso sia dalla ricerca antropologica e / o archeologica, sia dagli anziani di alcuni gruppi etnici che vivono sulle colline, ci riempiono di orgoglio, e li rivendichiamo. Gli incoraggiamenti dei nostri degni antenati hanno posseduto le nostre menti e i nostri corpi, è tempo, oggi, di continuare con il conflitto contro la civilizzazione e tutto ciò che vuole sottometterci completamente.

XT: Quindi, la guerra sociale è uguale alla guerra primitiva?

RS: La guerra sociale è un termine coniato e preso alquanto dagli anarchici del tipo insurrezionalista, aspetto molto di moda in questi tempi. Noi in RS ci posizioniamo in una guerra individualistica, pianificata, scatenata e eseguita da noi stessi contro una variabilità di obiettivi che sono in tempo reale e / o rappresentano la modernità, la tecnologia, la civilizzazione, l’artificialità, il liberalismo e l’umanesimo.

I termini sono simili, se della cosiddetta guerra primitiva avete letto e affermate che è una deviazione e un bastone della guerra sociale; se è cosi suppongo che abbiate ragione, non potremmo dare una risposta concreta a qualcosa che non abbiamo proposto e di cui non conosco nemmeno i dettagli.

XT: Collegandoci con quanto sopra, in alcuni dei vostri scritti, leggiamo che criticate gli anarchici per la speranza in una futura società libertaria, pero voi date un carattere millenario alla natura selvaggia. Ciò è dimostrato dalla vostra difesa degli studi archeologici del “luogo delle sette grotte” (Chicomoztok). Non state esattamente cadendo nello stesso paradigma? Cosa vi differenzia? Alla fine non perseguite, entrambi, un mondo idilliaco che nemmeno avete vissuto? Non è una specie di “cristianesimo” che cerca la redenzione in un mondo ideale?

RS: Non crediamo o non abbiamo fiducia in nessuna società futura, non ci aspettiamo di vedere l”Armageddon” dove la natura distrugge il male della civilizzazione; non crediamo in nessuna di queste cose, se così fosse, se avessimo in mente la stessa cosa, anche con differenze marcate, non potremmo criticare gli anarchici che sognano un futuro “migliore”,

Non sappiamo se un giorno il sistema collasserà totalmente e mondialmente, gli studiosi dicono di sì, ma noi non possiamo saperlo con certezza. Ma forse si, se la natura risorgesse dalle macerie, dato che il sistema potrebbe essere un passo avanti e diventare autosufficiente e auto-riparante in maniera semplice. Come diciamo, non conosciamo il futuro, anche se vorremmo conoscerlo, ma la realtà è diversa.

Il Chicomoztok è solo uno sguardo al passato, nel manoscritto puoi vedere e interpretare graficamente la vita che i nostri antenati hanno portato avanti, puoi vedere come hanno creato il fuoco, per attrito; si vede come molte tribù si incontrarono nelle loro rispettive caverne; si vede il frutto del raccolto; la fauna degli ambienti in cui vagavano, la caccia; i loro vestiti, le pelli, gli ornamenti, le piume, ecc., ci sono persino simboli che rappresentano la guerra, ci sono molte rappresentazioni che erano incorporate in questo manoscritto, e che ci sembrava importante riprendere, perché è una finestra sulla vita dei nostri antenati in condivisione con la natura.

È un posto mitologico e sconosciuto, cosa credono, dato che i gruppuscoli si firmano dal presunto Chicomoztok ? Questo tipo di “firma”, è come una presa per il culo alle autorità, per non far sapere dove trovarci o per localizzarci automaticamente in un luogo che non ha una posizione esatta, giusto? Per non errare poniamo le parole dell’introduzione del lavoro editoriale “Il luogo delle sette grotte”, che raccomandiamo ampiamente nella sua lettura: 

” Reazione Selvaggia (RS), interpreta il Chicomoztok come quel luogo isolato dalla civilizzazione, luogo che è stato l’arrivo di diverse tribù selvagge nomadi, che rappresenta la vita selvaggia, pienamente goduta dai nostri antenati prima di essere attratti nell’adottare una vita sedentaria.

È uno sguardo al passato che tende al regresso e al ricordo di ciò che stiamo perdendo poco a poco.

Simboleggia l’attaccamento al nostro passato primitivo e quindi alla difesa estrema della natura selvaggia, è il fuoco iniziatore che incita il conflitto individuale e di gruppo contro ciò che rappresenta l’artificialità e il progresso.

Molti ricercatori hanno cercato di trovare questo posto chiamato “sette grotte”, ma fino ad ora è ritenuto un luogo sperduto nell’area che includeva la “Grande Chichimeca” secoli fa. Questo luogo buio e lugubre, dove si nasconde l’essenza selvaggia, dove la storia non viene mai raccontata, memore di innumerevoli esperienze, avventure e conflitti che l’inverno prese con le ceneri degli aborigeni teochichimecas, posto che noi, gruppuscoli di RS, lo ricordiamo paganamente, mentre semplicemente ci nascondiamo, nella clandestinità e l’anonimato terroristico “.

XT: Su questo e tornando alla redazione di Green Anarchy, lo storico John Zerzan è una delle figure chiave del primitivismo, le sue proposte di dialettica negativa anche se audaci non cessano di essere impeccabili nella loro costruzione. Qual è la vostra opinione su questo storico, concentrandoci sulle sue proposte e non sulla sua vita? Qual è la vostra opinione sull’uso del linguaggio e dell’aritmetica come uno degli elementi di dominio tra le specie? Ritenete che uno di questi argomenti sia attuabile?

RS: Zerzan è diventato uno dei teorici più “radicali” nei circoli primitivisti degli Stati Uniti per diversi anni, anche se per noi è un romantico, un ottimista e un politicamente corretto al peggio, le sue proposte sono state causa di commozione e disapprovo, soprattutto in quello che riguarda il tema del linguaggio, recentemente in un’intervista con Vice magazine, in una domanda sul linguaggio e sul dominio ha detto:

“Devo dire che questo è l’argomento più speculativo su cui ho scritto. Non scarto questa linea e sto cercando di raccogliere argomenti per mettere in discussione l’attività simbolica, incluso il linguaggio, sebbene sono più chiaro sul tempo, i numeri e l’arte. È speculativo perché nessuno sa con certezza quando l’essere umano ha iniziato a parlare. Non c’è modo di dimostrarlo. “

Come si legge, Zerzan non è nemmeno sicuro di quello che ha postulato diversi anni fa.

Non siamo antropologi specializzati in linguistica e non abbiamo molta familiarità con questo dibattito, perché è molto effimero in una certa misura, anche se qualche tempo fa abbiamo scritto qualcosa in un saggio intitolato “Nietzsche e la sua critica allo scientismo nell’attualità “, che detta:

“L’essere umano moderno è obbligato a vivere nella società, ad essere spalla a spalla, avendo a che fare con le persone della stessa specie, è così che per mezzo del linguaggio sono dettate le leggi della validità delle cose, così che l’uomo vive in pace all’interno della società senza entrare in conflitto costante con gli altri, deve adattarsi a quel bisogno di coesistenza con certi concetti, come “verità” e “menzogna”. Ha inventato queste parole così preziose per l’umano razionale e le ha dotate di certezza convalidante, dando luogo a valide designazioni, una delle tante fantasmagorie antropomorfiche. “

La lingua ha generato la ragione in questa era moderna o piuttosto, postmoderna, la ragione antropomorfica ha dato luogo allo scientismo che a sua volta tende al progresso artificiale umano, quando attenta contro la natura selvaggia, questo è un dato di fatto . Altre varianti di questo postmodernismo come l’arte, la lingua, l’aritmetica, ecc., sono solo conseguenze della complessità civilizzata, sono strumenti utilizzati dal sistema per dare un significato a tutto ciò per cui non hanno una risposta esatta o ragionevole, questi strumenti sono solo fantasmi perché nel piano della realtà, nel piano della natura non esistono, il pensiero antropomorfico non è nulla per l’universo, e anche allora l’umano è posizionato erroneamente al centro di esso.

XT: In Messico esistono gruppi in isolamento volontario, come accade nell’Amazzonia e la cui esistenza, a parte le dinamiche occidentali, è abbastanza vicina ad alcune proposte dell’anarchismo?

RS: Gli unici gruppi etnici che conosciamo e vivono isolati sono alcuni raramuris e wixárika, anche se sono pochi, vagano per le montagne e (semi) deserti del nord-sud, nord e ovest del Messico, anche se non dubitiamo che ci siano più gruppi che lo fanno, vivendo in modo molto semplice, sono semi-nomadi, raccolgono il loro cibo dalle terre aride della antica Mesoamerica settentrionale come facevano i loro antenati teochichimecas, cacciano alcuni animali e hanno ancora le loro credenze molto, ma molto marcate, nonostante si può dire, riferendosi alle loro convinzioni, che sebbene siano per lo più mescolati con il cattolicesimo, è comunque interessante conoscere la loro percezione delle cose che hanno mantenuto dai loro antenati più remoti e primitivi.

E così, facendo una rapida comparazione della loro vita con l’anarchismo di cui chiedi, vedo pochi comparazioni, in primo luogo all’interno di questi gruppi etnici c’è una figura di autorità, in cui il resto crede, anche se non è semplicemente un’autorità iniqua, può essere l’uomo più forte o coraggioso fino allo sciamano, ma in essi c’è sempre una figura autoritaria, che è uno dei primi punti di disapprovazione di molti anarchici, che non vogliono che qualcuno li guidi in nessun modo; nella loro idea questa cosa può imporre “qualcosa” su di essi.

Secondo. Le persone che compongono questo tipo di gruppi hanno un compito specifico da portare avanti, hanno gerarchie, gli uomini possono lavorare di più nella caccia, o le donne possono lavorare di più nei periodi di raccolto, essendo nomadi; o entrambi possono lavorare alla pari se hanno un raccolto, essendo semi-nomadi, cioè non c’è eguaglianza, la divisione del lavoro è accettabile e il ruolo che ogni individuo svolge, è ciò che mantiene il gruppo stabile e senza problemi, poiché quelli sono i loro costumi, è così che sono sopravvissuti fin dai tempi antichi, quindi non si può dire che in questo, essi assomiglino all’anarchismo perché uno dei loro valori, di quest’ultimi, che è l’equità, non è compatibile in questi gruppi originari.

Terzo. L’anarchismo promuove l’ateismo, non creando dei o divinità che stanno al di sopra dell’individuo, in controparte, questi gruppi di seminomadi (come abbiamo detto), hanno una credenza molto forte nelle divinità e negli spiriti molto “più grandi” di essi , e sono strettamente legati alla natura. In realtà, divenire dei o avere una credenza in un’autorità spirituale dalla quale tutto emana, è qualcosa di completamente contrario all’anarchismo o mi sbaglio?

Quarto. Sebbene queste piccole società non abbiano uno stato o una polizia, sono troppo piccole perché qualcuno possa controllarle o assumerne tale responsabilità. Non ci sono nemmeno giudici, anche se è necessario dare alcune punizioni, gli anziani sono quelli che li eseguono o indicano quale sarà il miglior correttivo per chi ha lavorato “male” nelle loro tradizioni e costumi. E anche se non imprigionano nessuno, ci sono punizioni.

Quinto. Uno dei postulati dell’anarchismo è che tutti gli esseri umani sono uguali, che tutti dovrebbero avere le stesse opportunità e la libera associazione è uno dei pilastri per la costruzione di un “nuovo domani”, qualcosa che nei termini dell’eco-estremismo è assurdo, non c’è eguaglianza, siamo tutti diversi e non abbiamo tutti le stesse opportunità, accettiamo un’associazione libera ma NON lavoriamo per un “nuovo mondo”, ma per svilupparci come individui nella nostra cerchia di affini e non con persone estranee o aliene.

Questa proposta dell’anarchismo è abbastanza umanista e rientra in quei parametri sciocchi dell’occidente, perché questo valore segna una chiara tendenza al progresso dell’essere umano e quindi al progresso della civilizzazione, sebbene in maniera più “libera”, “giusta” , “compassionevole”, ecc., e non smette di essere spazzatura. Rimarchiamo in questo modo, che questa è la nostra opinione sull’anarchismo, dato che l’anarchia è un’altra cosa. E così si espresso, uno dei teorici più rappresentativi della tendenza anarchica, Gustavo Rodríguez, quando in un’intervista ha affermato quanto segue:

“Non crediamo nei miracoli, tanto meno nelle” società utopiche “, quindi, non ci logoriamo nel” migliorare “l’immagine per il consumo pubblico di questo prodotto intangibile che chiamano” Utopia “. Siamo convinti che la “società anarchica” non si materializzerà domani mattina. Inoltre, abbiamo quasi la certezza che molto probabilmente non si materializzerà mai. È questo ci tiene tranquilli.”

“Per noi, l’Anarchia non solo è possibile, ma si materializza in modo effimero ogni volta che viene eseguita un’espropriazione di successo; può essere notato, nei brevi momenti in cui la notte risplende di fuoco refrattario; è confermato in ogni fuga di prigione; è verificato con l’eliminazione fisica dei nostri nemici … “

Anche se abbiamo già affrontato l’argomento affermando la nostra opinione su questo punto, continuiamo. La questione centrale, è che le società isolate non hanno un codice morale del tipo proposto dall’anarchismo, quindi nel secondo punto non ci sono le stesse opportunità, che è un’altra delle incompatibilità con l’anarchismo che vediamo.

Pensiamo che se vuoi un confronto più attaccato alle linee guida, ai valori e alla pratica dell’anarchismo, dovresti chiedere sulle comunità di libertari, hippy, campiranos e altri, che sono andati a vivere in un modo più “autonomo” o sostenibile, poiché in riferimento alle piccole società in isolamento volontario c’è ben poco da confrontare. Anche se, dopo tutto questo, la mia domanda obbligatoria dovrebbe essere: cosa intendi per anarchismo? Dal momento che ci sono un’infinità di significati e interpretazioni che escono dallo stesso “controllo” anche degli stessi anarchici.

XT: Interessante quello che avete detto sui gruppi di isolamento volontario in Messico, ma cosa ne pensate delle teorie anti-sviluppo di Miquel Amorós?

RS: Le proposte anti-sviluppo di Amorós sono interessanti sul modo in cui spiega la funzionalità della mega-macchina, non solo nell’aspetto economico ma anche nell’aspetto civilizzatore, in un modo molto specifico in cui il progresso moderno, ha finito per pervertire gli ecosistemi e come che la crescita della popolazione ha invaso gli ambienti naturali.

Anche se dobbiamo dire che ciò che non ci convince pienamente di queste proposte, è quello che Amorós ha scritto nel suo libro “Prospettive anti-sviluppo” in cui esprime: “(l’anti-sviluppo) È una forma particolare di coscienza la cui generalizzazione dipende dalla salvezza dell’epoca. ”

La salvezza dell’epoca? Forse con le sue teorie, lo storico dice, pensa che un giorno molto lontano, quando le sue idee saranno “generalizzate”, le persone ancora viventi “salveranno” l’epoca dello sviluppo dannoso, qualcosa che ricade di nuovo nei termini della vaga espressione di “rivoluzione”. E non lo diciamo ad occhi nudi, l’amico degli “Amici di Ludd”, propone una “nuova rivoluzione di questo tipo”.

La sua critica è buona (potrebbe essere ripetuta), e al suo interno attira l’attenzione sulla proposta che fa quando scrive contro il lavoro e contro il consumo, il rifiuto costante delle idee anti-sviluppo, ma ciò con cui non siamo d’accordo è che propone questo, per aprire allo scenario immaginario di sempre, come una possibile “rivoluzione”.

Non puoi facilmente mantenere la critica in movimento, la negazione dell’esistente e l’incoraggiamento ad incitare l’individualista a prendere le redini della sua stessa vita, rubandole e riappropriandole, senza voler “trascendere” in ” qualcosa “di più come una” rivoluzione “?

XT: Significa che per te la proposta di Almoros è valida, ma non siete d’accordo con l’approccio futuro, che nasconde senza dubbio una “Rivoluzione di nuovo stile” … A proposito di qualcosa che non abbiamo mai letto su di voi, qual’è la vostra opinione su alcuni settori della società che vengono colpiti: non abbiamo letto nessuna opinione sulla diversità sessuale, le persone con disabilità, le popolazioni indigene in lotta, i prigionieri sociali, ecc. Non pensate che quando focalizzate le vostre critiche sullo sviluppo tecnologico, state lasciando da parte un’infinità di conflitti e che allo stesso tempo vi state tecnicizzando, cosa che vi porta a essere specializzati, che è uno dei valori della società di oggi?

RS: un’ottima domanda, ma preparati perché sono sicuro che non ti piacerà.

Sul “popolo indigeno in lotta” come scrivi, ne abbiamo parlato nella risposta al “Distruggi le prigioni”:

“Riconosciamo la resistenza che hanno i Purépechas nel difendere e morire per i boschi di Michoacán, ammiriamo i ribelli Huicholes che si oppongono con tutti i mezzi, allo sviluppo delle miniere in San Luis Potosí, appoggiamo i Chichimecas che negano la cristianizzazione delle loro native credenze in Guanajuato, appoggiamo ai Mixtecos che respingono ad ogni costo le medicine delle città e preferiscono continuarsi a curare con le piante che raccolgono nella catena montuosa di Oaxaca davanti al rischio di essere segnalati come stregoni, rispettiamo la decisione dei Kiliwa di preferire l’estinzione prima che la loro cultura sia assorbita dalla vita occidentale, esaltiamo la resistenza che distingue alcuni Raramuris nell’essere lontani dalla civilizzazione e mantenere una vita semi nomade nei deserti di Chihuahua. Alla fine, di tutto questo, la lotta contro il progresso e in difesa della terra comprende tanto le etnie originarie che resistono a tutto questo, nei loro ambienti, come a quelli civilizzati che abitano nelle città, è che intraprendono azioni di sabotaggio e terrorismo contro lo stesso progresso. Perché la lotta per la natura non è una sola, variano le strategie, i contesti, le situazioni, i rischi,”

Per quanto riguarda i “prigionieri sociali” ci sarebbe molto da dire: se non condividiamo le loro posizioni politiche e il loro attivismo non vediamo perché dovremo rivendicarli. Quelli che sono in prigione per tali attività hanno i loro gruppi di supporto, che assicurano la loro integrità all’interno dalla prigione. Si potrebbe dire che RS non ha prigionieri direttamente collegati all’organizzazione, ed è un orgoglio dirlo, è la verità. Per questi anarchici invidiosi, e sappiamo molto bene che ci criticano, chiediamo, quanti sono i prigionieri di RS? Nessuno. Quanti anarchici in carcere ci sono? Diversi. Questo dice molto della considerazione che abbiamo preso nella nostra sicurezza, oltreché dove in cui abbiamo recentemente perseguito, con una serie di atti e rapine (Nota: questo si riferisce alla controffensiva di Aprile 2015). Ne siamo sempre usciti illesi, dato il nostro coraggio e la nostra oculatezza, questa non è arroganza, è realtà, per chi vuole accettarla, per chi non è cosi, che continui con le sue chiacchiere e sterili critiche.

Qualche tempo fa il “Gruppuscolo Cacciatore Notturno” di RS, fece detonare un esplosivo nella Fondazione Teletón México, nel municipio di Tlalnepantla, Stato del Messico. L’esplosivo a base di gas butano e tubi galvanizzati, esplose nell’ingresso principale distruggendo il vetro che proteggeva molte sedie a rotelle per i bambini disabili, che bruciarono. Nel comunicato il gruppo ha spiegato quanto segue:

“La” Fondazione Telethon “è anche un’organizzazione che, insieme alle due università più prestigiose del Messico (UNAM e ITESM), è responsabile per l’aumento dell’innovazione tecnologica e scientifica a fini terapeutici, cioè, sono insieme, completamente legati all’idea di progresso civilizzato, per far sì che questo sistema prosegua con il suo corso. Certo, molti si chiederanno: e cosa c’è di sbagliato in questo tipo di beneficenza per le persone indifese? Forse gli interroganti non si sono resi conto che il sistema si veste sempre da “suora ben intenzionata” per continuare a perpetuarsi. La tecnologia complessa avrà sempre lo stesso fine in qualsiasi sua forma, sia essa terapeutica o armata, educativa o di distruzione massiccia, medicinale o velenosa. E questo obiettivo è continuare a esistere al di sopra della natura selvaggia, ecco perché il nostro attacco. ” Senza ulteriori spiegazioni” : Noi non siamo cristiani, né siamo caratterizzati dalla nobiltà, siamo selvaggi, non cerchiamo o difendiamo la carità di nessuno con nessuno! “

Desunto da questo attacco, alcuni Zerzaniani ci hanno definito crudeli, disumani, al punto di fare il confronto con il gruppo terrorista “Stato Islamico”, qualcosa che invece di causarci fastidio ci ha fatto ridere molto. È che molti dei cosiddetti “primitivisti” al di là del “gringo”, anche se non tutti, sono molto corretti, molto romantici su questa immagine del “nobile selvaggio” che ha radici profonde, e si scandalizzano quando i critici del sistema tecnologico “messicano”, espongono e fanno questo genere di cose. Le persone con disabilità non si preoccupano, poiché le persone senza disabilità fanno parte di questo complesso sistema e attaccano le loro istituzioni indipendentemente dal fatto che abbiano bisogno di arti, che siano malate o meno, è quello che abbiamo fatto e continueremo a fare, succeda quello che succeda..

La diversità sessuale è molto di moda, i difensori dei diritti omosessuali e di altre persone hanno vinto la loro lotta che hanno portato avanti per anni, ora possono legalmente sposarsi, avere un lavoro formale o di alto livello, medicarsi se sono infetti, dopo un po ‘di feste, possono adottare bambini, ecc. La loro lotta li ha portati ad integrarsi nella società (con tutti i pregiudizi), e ad essere uno strumento in più che rende questo sistema continuante nel funzionare: è lo stesso problema con diversi settori della società che sono vulnerabili, le femministe hanno chiesto l’uguaglianza di genere, ora possono essere sfruttate proprio come fanno i loro datori di lavoro con i loro mariti, padri e figli.

I neri possono ora occupare posizioni elevate anche nel governo, guarda il succhia sangue di Obama! Non sono così esclusi come lo erano 50 anni fa, ora fanno parte di questo sporco sistema. È la stessa cosa che succede con i disabili, se mettiamo un uomo comune, un uomo di colore, una donna, un disabile, un gay e un difensore dei diritti degli animali in una stanza, vedrai che ognuno è diverso per quanto riguarda il carattere, i pensieri, le regole morali, le attitudini, ecc., ma qualcosa li unisce, ognuno di loro ha un ruolo da svolgere nella società, e quel ruolo è che la stabilità del sistema rimanga in piedi.

Per noi c’è differenza, e allo stesso tempo no, perché vediamo una regola generale, e cioè, l’UOMO (come tale), contribuisce espressamente alla distruzione della natura selvaggia, la sua civilizzazione devasta tutto sul suo cammino, la tecnologia trasforma tutto sempre più in meccanico e la scienza soggioga il naturale e lo rende artificiale. Non ci concentriamo sui problemi delle persone o sui problemi di un settore specifico.

Penso che le persone che vedono, curano e “combattono” per le cause minori, come ottenere “diritti”, nuove leggi, riforme, sostegno a gruppi vulnerabili, ecc., si stiano specializzando in questi problemi, e non noi, che ci siamo concentrati sul sistema tecnologico e sulla civilizzazione perché sono le radici di tutti i mali che ci affliggono come specie, il resto è solo un effetto del problema reale.

XT: La verità è che siamo totalmente in disaccordo con questi ultimi propositi, cioè il metodo con cui abbordate sulle opinioni dei gruppi vulnerabili. Ma tocchiamo un tema di congiuntura; attualmente esiste una guerra a bassa intensità in Messico in relazione al narcotraffico , infatti la fuga di Chapo Guzmán dimostra una complicità di alcuni elementi delle autorità con questo mondo. Qual è la tua opinione sul narcotraffico?

RS: Sai? Il Messico è una merda vile, è un paese conflittuale, corrotto, prostituito al miglior offerente, arrendevole, in rovina, e anche se alcune persone dicono che ha delle “cose buone”, la verità è che vediamo più “cose cattive” che “cose buone”. In effetti, non si può essere sicuri che la persona che hanno imprigionato in quel carcere di massima sicurezza fosse davvero il famoso Chapo Guzmán, o qualcuno, che gli assomiglia in maniera molto convincente, innanzitutto. Le bugie coperte da più bugie sono il pane di tutti i giorni, personalmente non mi fido di nulla di quello che i media balbettano, ognuno di essi sputa pura spazzatura. Che ci sia una guerra di bassa intensità, questo sì, c’è, ma non si può parlare solo della questione del traffico di droga, ci sono altri sopranomi per questo, come quelli politici, gli interessi privati, ecc.

Il traffico di droga esiste, perché le persone consumano molte droghe, perché la vita nelle città ha completamente corrotto la nostra specie, la felicità è ricercata in certe sostanze che causano solo danni alla salute, è un affare molto redditizio, più ci sono soggetti dipendenti, più la domanda sale. Che credi?

Dirai che sono la cosa più vicina a un disco rotto ma, il problema alla radice non è né la gente che consuma, né i spacciatori che vendono, né gli assassini che uccidono per “difendere” la piazza, né i chimici che la fanno, né i governi che permettono il trasporto, né i narcotrafficanti che diventano ricchi a spese di tutto ciò, il problema è la civilizzazione, non quella occidentale, smettiamo di separare tutto, dato che è la civilizzazione in sé. E mentre la Grande Gabbia continua ad esistere, persisteranno tutti questi problemi, sia il traffico di droga, la corruzione, la prostituzione, il traffico di organi e bianche, la pedofilia, lo stupro e tutte le cose aberranti che sappiamo nell’essere immersi in questa realtà artificiale.

Sì, è triste che intere famiglie debbano lasciare le loro case a causa della violenza, si è scandaloso che alcuni dei tuoi familiari finiscano per essere uccisi nel fuoco incrociato di sicari e soldati della marina, si è inquietante la situazione in cui viviamo in Messico, alcune volte è peggio altre più impudente, ma il traffico di droga e tutte le sue conseguenze sono derivazioni di un’unica radice, la civilizzazione.

XT: Questo è un punto interessante. Infine, il Messico sta vivendo una situazione convulsa, con un’importante mobilitazione sociale, come vedi il futuro di questa regione, si sta avvicinando una grande esplosione sociale?

RS: Ultimamente abbiamo sentito dire che ci sarà una grande esplosione sociale, c’era già stato questo, in zone come Oaxaca nel 2006. L’anno prima a Michoacán, sembrava fosse uno dei luoghi in cui c’erano tutte le condizioni che gli scienziati politici si erano aspettati per questa esplosione, e sebbene era diverso da Oaxaca, il fuoco dello scontro alla fine si è gradualmente estinto dopo che i gruppi di autodifesa si sono messi d’accordo con il governo.

Hanno detto che il 2010 era il momento giusto, poi nel 2012, dopo la scomparsa degli studenti di Ayotzinapa, c’era un’atmosfera di tensione a Guerrero e nella parte centrale e meridionale del paese, ma cosa è successo, fino ad ora? Lo stesso di sempre, “ingiustizie” e massacri come quarant’anni fa, la repressione delle manifestazioni e la risposta degli indignati: è come un circolo vizioso, dove quello che vince sempre è lo stato, esplosione sociale su larga scala? Pff!

Abbordando il tema in questione, due gruppuscoli di RS hanno visto l’opportunità di scatenare un’ondata di violenza, per poter passare alla distruzione immediata nel cuore della grande Città del Messico. Il 20 novembre dello scorso anno, a causa della data della “rivoluzione” messicana, è stata organizzata una grande manifestazione che chiedeva giustizia per i 43 studenti scomparsi a Guerrero, l’umore era infuocato e lo scontro era sicuro, alla marcia hanno partecipato i gruppuscoli “Sangue e Fuoco” e “Danza di Guerra” di RS, con tutte le intenzioni di provocare uno scontro tra manifestanti e polizia.

Questi gruppuscoli, affermano di aver identificato diversi agenti provocatori della polizia, infiltrati nel blocco nero anarchico, ma all’interno degli infiltrati, i membri di RS si sono infiltrati e gli scontri sono iniziati. Era il momento giusto, dato che se gli scontri fossero continuati, la gente avrebbe preso parte l’assalto al Palazzo Nazionale, dove la polizia militare avrebbe caricato le persone, è questo sarebbe stato il momento preciso per sparare e iniziare a inasprire un conflitto, da cui noi avremo approfittato per portare la guerra , in questo modo, alla civilizzazione. Abbiamo chiarito come sempre che non tutto il merito è di RS, ma anche quello di molti incappucciati e comuni dei vari gruppi, che erano in loco, questa è la verità. Anche se purtroppo ciò non si è concretizzato, i gruppuscoli hanno visto in quel momento, che la rivolta ha assunto connotazioni molto inquietanti per il governo.

Nel loro comunicato, i gruppuscoli hanno dichiarato:

“Provocare violente tensioni così che i celerini, caricassero la cittadinanza e che, a sua volta, decidesse di difendersi nel momento in cui il conflitto diventava più grande. Questo è uno dei nostri obiettivi, in un percorso di destabilizzazione.” “Perché quando la crisi peggiora, è meglio spingerla al peggio … ”

“Come avevamo scritto in precedenza, RS non è un gruppo che” capisce “o” rispetta “le masse, non partecipiamo alle dimostrazioni per” solidarizzare “o per rivendicare” pace “e” giustizia “, i gruppuscoli di RS vogliono impulsare e vedere questo sistema e questa civilizzazione bruciare e cadere per le problematiche dei suoi elementi “.

In RS non crediamo alle future esplosioni sociali, se riusciamo a infiltrarci e portarci all’estremo dello scontro a morte con coloro che sentono di possedere il mondo, agiamo, per questo, nel presente.

XT: Da quello che vediamo, questo sarà l’ultimo comunicato di RS dopo la sua auto-dissoluzione, come affermato nel comunicato pubblicato ad agosto; l’ultimo canto del cigno o le ultime parole del cadavere insepolto. Anche se non condividiamo i loro metodi di lotta e misconosciamo le loro azioni, ringraziamo i compas della pubblicazione Regresión e il progetto (anche) finalizzato del portale Tlatol, per aver facilitato la conversazione in forma elettronica.

KH-A-OSS VII-Misantropia Attiva Estrema

Ricevo e pubblico:

KH-A-OSS VII

Indice:

– “Autorità come Unico interprete del mondo”-Misantropia Attiva Estrema (Arca)

– “Lupo Misantropico Terrorista”- Misantropia Attiva Estrema (Culto Terrorista Profundo-degli Amokläufe)

– Terrorismo Criminale: “Incendio a Tor Tre Teste: cassonetti in fiamme, danneggiata anche centralina telefonica” (Roma)

-”Gli Omicidi perpetrati dalla DeMeo Crew”-Famiglia Mafiosa dei Gambino- (da parte di Corleonese Nihilista)

– “Max Stirner e gli Anarchici (Individualisti)” (da Nihilist Okumalar)

– “Umani” (Archegonos)

– “Valigetta-bomba” (ITS/Tendenze Terroristiche Antipolitiche)

– “La massa di perdizione deve morire…” (Caraco)

– “Un’introduzione alle strutture organizzative Terroristiche” (Vari)

– “La Nichilistica O9A” (Ordine dei Nove Angoli)

__

Poscritto

L’affine Culto Terrorista Profundo-del Progetto estinto “Amokläufe”, nel suo testo apre al Terrorismo Misantropico Estremo. Dunque, non c’è una sorta di ufficializzazione (chi gruppo del Terrorismo Nichilista, o Nichilista Egoarca, vorrà aderire lo potrà fare a modo suo), sulla sigla usata, ma è da un po’ di tempo, dopo che il Capo della Nechayevshchinaed, l’ha fondato, che ne abbiamo potuto assaporare la profondità abissale, e l’abbiamo fatto nostro. Nel Terrorismo Misantropico Estremo (che fa parte della Misantropia Attiva Estrema), rimane come segno tangibile di un passato sepolto dall’oblio, il Nichilismo Egoarca, che ne resta e ne fa parte, ma oramai per alcuni di Noi, la sperimentazione della Misantropia Attiva Estrema, è la più profonda distruzione del mondo, e della società-massa, sempre in un ottica Amorale e Egoistica, Indiscriminata e Selettiva, Terroristica e Anti-politica; ma ci siamo lasciati alle spalle, quello che era poi Noi, una specie di “scoria”, l’omogeneo uso del nichilismo, il fatto che sia diventato “cibo buono per tutti”. Ma non è solo questo, come sopra, ora sentiamo che scorre nel nostro sangue una Misantropia particolare, unica, un eccezione, quella Attiva ed Estrema…

Ghen

Frenitida

Antico Spirito Dionisiaco

Dalla grigia metropoli di Milano

COLLEZIONE DI COMUNICATI DELLE ITS(E ANNESSO) PARTE II

Ricevo e pubblico:

Collezione di Comunicati delle ITS(e annesso) PARTE II

Introduzione

Ritorniamo a distanza di quasi mezzo anno (o giù di li), con una nuova Collezione di Comunicati delle ITS (più annesso all’interno dell’opuscolo). Il motivo che ci ha fatto “riapparire”, è quello dell’estasi e del godimento, che abbiamo provato negli attentati portati a termine, dai vari gruppi degli Individualisti Tendenti al Selvaggio, sparsi per il globo. Attentati con ferite, esplosioni, paura, caduta della pace sociale, atti ferali e diretti contro la società nel suo insieme, senza che la morale imperante possa dire: “basta”.

Gli Individualisti dei gruppi delle ITS, rappresentano, quello che per noi, è l’uomo che combatte fino alla morte per le proprie idee, che non ha paura di affrontare la società, che non differenzia tra potere dello Stato, e cittadino comune, ed è la più alta espressione di specificità egoista, è che non ricalca il luogo comune di “buono e cattivo”.

Questo che affermiamo, ora, ripercorre la nostra precedente introduzione, dove dicevamo che la Tendenza Eco-estremista, in continua espansione, rappresenta la guerra a morte contro quella che sta diventando una società completamente robotizzata, asettica, impersonale, alterata.

Ora non c’è più tempo per tornare indietro, si deve fare espandere il Caos, per far si, che cada la società, ma questo senza nessuna rivoluzione, cosa che oggettivamente, è oramai tramontata, nonostante i speranzosi possano credere il contrario.

Come già espresso, in questo momento, possiamo dare questo contributo “scritto”, ma che porta – specialmente in Europa, allo stravolgimento, di quello che sembra essere diventato un “luogo” di moralizzazione completa: allora speriamo che esplodano infinite bombe, è che facciano cadere la società nel Caos, per appagare i nostri istinti selvaggi!

Misantropia e Natura Selvaggia sempre!

Gruppo “Uroboro Silvestre”

SANGUE E CARNE (MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA)

http://amoklaufe.altervista.org/sangue-e-carne/

Sangue e carne, nessuna ambizione al futuro..

Sentiamo i nostri corpi caldi e freddi, pervaderci di questa feroce essenza.

Siamo i Nichilisti e Terroristi, siamo la passione di carne e sangue.

Anneghiamo il diffondersi di tregua, e affondiamo nella nostra oscura cava, dopo aver colpito.

Sangue e carne, empietà, e devozione alle forze oscure.

Ci uniamo nella nostra passione, per rabbrividire nel vedere tanti uomini che deambulano in maniera spersa.

Abbattere il desiderio lascivo dell’armonia senza caos.

Sei perduto, annullato, il processo di addomesticamento è la tua scelta, che è penetrata, nelle nostre mani, che sanguinano…

Sei sotterrato uomo comune, sotto un pesante drappo di vicissitudini note.
Siamo dietro di te, vicino a te, al margine della tua vista.
Siamo seduti accanto a te, in un luogo comune, e non ti sei ancora accorto di nulla..

Sangue e carne, eccitabile e impetuoso, cruento verso questa fottuta umanità..
Un aspro odore di acredine, ci muove, sentiamo i passi accanto a noi, sempre didascalici, noiosi, e ci irrita questo.

Il benessere è un’illusione pia dell’umano errare, le illusioni attraversano la società delle pecore, in un’integra e illesa voglia di vivere.

Lo senti quanto è clemente per te Oggi il desiderio di tornare a casa?
Un passo dopo l’altro, sempre uguale, senza cambiare percorso..questo è il tuo errore.

Un genuino e sterilizzato prato è attraversato dal tuo corpo e le tue membra, che si sente pingue, nel diritto a respirare e trarne il maggior beneficio.
La tua illusione è che possa esserci un continuo equilibrio, costante, immutabile, che ti porti a casa, tra la tua famiglia.

Sangue e carne, che distruggono con un alito di vento, il valore del “credere a qualche cosa”, annichilimento che dissolve, ogni pezzo di cemento, che porta in maniera regolare a vivere.

L’atroce desiderio della “non esistenza” ci permea e ci accompagna, oscura e in latente attesa. Vogliamo e sentiamo il segnale, le forze oscure, esplodono attorno a noi, immergendoci in una magnifica e viscerale forza di annientamento verso il mondo reale!

Progetto Amokläufe- dal profondo e oscuro culto nichilistico

PDF: “MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA VOL.2” (EDIZIONI NICHILISTICHE “ÁVYSSOS”)

Ricevo e pubblico:

https://avyssos.altervista.org/pdf-misantropia-attiva-estrema-vol-2/

wE5jK4bnqz95Bhy2dbngf4

La Misantropia Attiva Estrema ha, contiene, al suo interno, l’atto criminale, come impulso alla caduta della stabile pace sociale, ma senza che questo sia un azione politica-ideale, volta a cambiare le sorti della società di massa. Non vogliamo cambiare nulla, non chiediamo alcunché, non vogliamo ascoltare nessuna ragione, quello che affermano gli idealisti, ci disgusta, e ci pisciamo sopra, noi vogliamo il Caos Terroristico, che avvengano e succedano azioni che azzerano la visione attitudinale della persona normale, ma anche dei vari idealisti, che sussultano, innoridiscono, di fronte a tal atti di deviazione criminale.

Frangĕre! Rompere, eradicare, deviare, annichilire i valori della società, per conquistare il cuore febbricitante della felicità promiscua. L’amore per il prossimo, è un tema importante per il Misantropo Attivo Estremo, perché rappresenta l’humus per attaccare violentemente il diritto e la giustizia, il senso civico delle cose e delle persone.

Distruggere “l’amore per il prossimo”, è colpire l’anima, la base della società, significa attaccare il sistema fondato sull’universalità del pensiero, e porta l’odio, come codice dualistico, a elevazione dell’Individuo Misantropo, che diviene Attivo ed Estremo: sradicare il codice morale, buttarlo nel fosso dello spettro dell’umanità. Strappare il cuore e l’anima del prossimo, qualunque prossimo, per godere di quello che si ama.

Amare noi stessi colpendo “l’amore per il prossimo”!

In questo 2° volume, facciamo nostro, possediamo, e godiamo misantropicamente, degli spari omicidiari, delle bombe, degli incendi, criminali, clan contro clan, degli individui singoli o insieme informalmente con altri, contro l’umanità, strategia e azioni di destabilizzazione di questa società universale, dove il terreno di scontro è Mio, perché agisco, libero dagli orpelli della morale, per conquistare l’anima del prossimo, o quello di un mio nemico, di un clan rivale. Se agisco senza nessun rispetto di un “terreno politico”, non ho regole comuni e idealiste da seguire, possiedo tutto quello che ho attorno, che diventa Mio, ed è per questo che sono indiscriminato. Conquisto con il Mio Odio Misantropico, quello che è il mio obiettivo, non trasformando la storia della società, o il momento che sto vivendo, ed è per questo che l’attentato che promuovo, annienta il terreno pacifico della stabile società, capovolgendo di fatto, il valore morale dato fino a quel momento.

Per la Misantropia Attiva Estrema e il Terrorismo Estremo Antipolitico!

Uomo-Mostro/Edizioni Nichilistiche “Ávyssos”

L’ILLUSIONE DELL’ANARCHISMO

https://abissonichilista.altervista.org/wp-content/uploads/2018/09/KH-A-OSS-III.pdf

Gli ANARCHICI sono un gruppo interessante di persone che i governi prendono troppo sul serio è che, sfortunatamente, non si prendono sul serio. I governi temono che siano ostili, pieni di cattiveria: mentre sono innocui, al di là la dello sconcertante metodo inoffensivo da infanti che usano. Per il Popolo, infatti: per l’Umanità, si concepiscono pieni di un’ardente passione: ma verso il modo di fare degli umani – quando, come uomini, emergono dalla massa composita sfocata di “Umanità” – sono avversi con tutto l’atteggiamento implacabile e possibile solo alle persone che fin dall’inizio gli sono antipatiche. Senza dubbio, se dovessimo cercare in tutto il mondo gli avversari del più aspro scandaglio della teoria che siamo tutti “nati nel peccato” con la nostra naturale inclinazione intrinseca al “male”, ci si fisserebbe sugli anarchici: ma questa è la loro idiosincrasia: un ostacolo in contrasto con i loro principi basilari. La loro opposizione non penetra più in profondità di una avversione per questa frase, forse perché le persone più comuni di loro hanno già accettato tutto questo. In sostanza questo forma il corpo dell’anarchismo, e gli anarchici non sono separati in ogni caso dal parentado con il credente. Appartengono alla Chiesa dei cristiani e dovrebbero essere riconosciuti come i figli scelti dal cristianesimo. Solo la qualità li distingue dagli ortodossi: una distinzione di cui il vantaggio è loro. Non sarebbero destinati tra i sacerdoti che amministrano i sacramenti.

* * *

Alla nascita di ogni nucleo di vita, viene inaugurata l’esistenza – un Archista. Un Archista che cerca di stabilire, mantenere e proteggere con le armi più potenti a sua disposizione, la legge dei propri interessi; mentre lo scopo di ogni chiesa – tutte le istituzioni che insegnano l’anarchismo come lo spirito corretto nella condotta – è di rendere gli uomini disposti ad affermare, che sebbene siano nati in maniera inclina Archisti, devono essere anarchici. Questo è il vero significato dello spirito di rinuncia – la roccia su cui è costruita la Chiesa. Il “DOVERE” rappresenta l’installazione della Coscienza, quella polizia spirituale interiore imposta dall’autorità della volontà e dall’abilità del predicatore. Il suo compito è quello di legare i desideri dell’Archista che manterrebbero e spingerebbero oltre i loro scopi in favore degli scopi che non piaceranno mai al predicatore: Dio: o Diritto: o il Popolo: o il Consacrato: o quelli stabiliti dalla Funzione. Se il predicatore o i desideri dell’individuo falliscono, ruoterà attorno alla forza la vitalità individuale dell’uomo. Se l’uomo è vivo, i suoi interessi sono vivi, e la sua importanza gli sta accanto con un’intensificarsi assertivo che corrisponde al livello della sua stessa vitalità, di cui solo la forza dei suoi interessi può fornire un indice sicuro. Essendo vivi, il primo istinto vivente intensifica la coscienza della vita, e incalzare un interesse è proprio questo processo di intensificazione della coscienza. Tutte le forme di vita in crescita sono aggressive: “aggressivo” è ciò che significa crescente. Ogni lotta per la propria posizione, per ingrandirla e accrescerla deve crescere. E poiché le forme di vita sono gregarie ci sono miriadi di pretese per mantenere una stretta esclusiva su qualsiasi posizione. I pretendenti sono una miriade: uccello, bestia, pianta, insetto, parassita; asseriranno ognuno la propria pretesa su qualsiasi posizione finché è permesso: nella astuzia la combattività del moscerino, la gramigna e la pulce: la scarsa cerimonia della scopa della casalinga , l’ascia che spiana, la falce, la rete del pescatore, il randello del mattatoio: tutte le asserzioni di interessi aggressivi vengono prontamente neutralizzate da interessi più potenti!

Il mondo ricade su l’individuo che può appropriarsene, se l’azione istintiva può propalare qualcosa.

* * * *

È in questo colossale incontro di interessi, cioè di esistenze, che l’anarchico irrompe con tale “Così lontano e non più lontano”. Gli interessi più bassi possono essere posti con un veto senza domande, o con un sospiro sincero, ma l’UOMO deve essere immune. L’UOMO come l’UOMO deve essere protetto: la sua vitalità è il suo scudo: per l’immunità la vitalità crea e conferisce il suo diritto. La creazione del livello inferiore si innalza e cade con la sua forza o mancanza: ma la vitalità conferisce la protezione. Chi garantisce la protezione? “La coscienza di colui che la infrange, se ciò fallisce, allora la coscienza oltraggiata da altri uomini, è gelosia della dignità dell” Uomo “. Colui che non tiene in soggezione i Diritti dell’uomo, che non si inchina al valore dell’Uomo come Uomo, e non semplicemente come un essere vivente, o lo considera Sacro e Santo, si ritiene che non faccia parte della comunità dell’Uomo, ma un mostro che predica la sottomissione dell’umano, adatto solo per essere usato, e per riunire i suoi familiari – lupi e strani mostri. “Questo è il credo di un anarchico, che ha come altro nome ” umanitario “. Il suo credo spiega perché ama l’umanità, ma disapprova gli uomini che con le loro maniere non lo fanno, perché gli uomini non agiscono secondo la moda anarchica verso il prossimo. Questi uomini che sono animali amichevoli e affettuosi nel complesso: ma gli interessi sono imperativi per loro come con la tigre e la scimmia, e li portano avanti, scoraggiati solo dal calcolo dell’ostilità che possono suscitare disturbando gli interessi che attraversano. Dacché il loro metodo di crescita è estendere i tentacoli, gli interessi devono essere superati. Se tutto questo è così, sarebbe più semplice vedere se gli uomini hanno interessi singoli (e quindi è abbastanza chiaro che alcuni uomini li hanno). Ma gli uomini ne hanno molti, e quello che ci si potrebbe aspettare da un percorso rettilineo è una linea a zigzag. E gli interessi non vengono portati avanti solo attraverso le opposizioni: lottando per i beni: in amore, per esempio, portano a una apparente commistione di interesse. Sembra solo che l’interesse amoroso sia Archistico come tutti gli altri. In questo stimolante scontro di poteri l’anarchico introduce la “legge” dell ‘”inviolabilità della libertà individuale”. “È possibile spingere”, dicono, “la linea di soddisfazione dei desideri degli uomini – non ci rinunceranno interamente dal momento che sono nati nella vita e nel peccato- ma solo fino alla fine dove può essere raddoppiata con i desideri di tutti gli altri. Tali desideri si risolveranno forse, e probabilmente semplicemente con la soddisfazione di alcuni bisogni elementari: la terra, con il sostentamento e il vestiario: un titolo a cui ci sono i diritti indefettibili dell’uomo. Solo quando questi sono stati estesi a tutti possono essere spinti oltre gli interessi di qualsiasi altro. “Per ricchezza, secondo le necessità, ognuno ha un diritto; in cambio ognuno deve adoperarsi come può “. Si deve riconoscere che si tratta di un credo che si presta ben oltre l’eloquenza del corretto anello nobile; fa accrescere i convertiti sempre di più; e quando indossa un abito si riabilita prontamente in abiti modificati; come il cristianesimo, come l’umanitarismo, l’anarchismo di successo seduce continuamente l’Opinione Pubblica.

* * * *

Poiché non dovrebbe avere alcuna difficoltà nel far apparire al suo fianco l’Opinione Pubblica, la natura dell’Opinione Pubblica lo rende evidente. L’Opinione Pubblica è intrinsecamente – un lamentarsi. È il Guardiano dello Status quo: il suo scopo è quello di spaventare qualsiasi invasore che possa turbare interessi legittimi: è sempre, nella sua prima fase, dalla parte della buona fede, per il mantenimento dei contratti e degli accordi fissi: è come un orologio -Il cane abbaia a tutti i nemici, sii amichevole o ostile. L’abbagliare è peggiore del suo morso, tuttavia, ignorata o disprezzata, arriverà sempre ad una sosta temporanea. Questo fermarsi è per guadagnare tempo è per misurare a sufficienza la potenza che ha la forza di disturbo. L’Opinione Pubblica, cosa da notare, è quella dei non-combattenti, e si suppone, quindi, anche che siano Opinioni Disinteressate. Cosa che non è cosi in alcun modo. L’Opinione Pubblica è in realtà il calcolo dell’interesse personale dei non combattenti. La primaria e involontaria funzione di lamento è il primario istinto con l’intento di mettere in guardia i disturbatori: ma se l’aggressore persiste impassibile e si rivela più potente del membro dell’ordine stabile che sta attaccando, l’Opinione Pubblica, cioè gli interessi dei non- combattenti, si prepara a venire a patti. Si prepara a vivere a proprio agio con una forza che apparentemente è arrivata per restare. Ha bilanciato i pregi dei due pretendenti: e la pace – il mantenimento dello Status quo ha prima misurato la parte dei difensori: ma se l’aggressore ha vinto in quello che è accaduto, questo diventa la sua difesa e dimostra un adeguato peso. Ecco perché la buona riuscita ha successo. Difficile difendere la parte difensiva: tenerlo “nel diritto” all’inizio: la difensiva è il difendibile: sarebbe stato difficile fare i giudiziosi: poiché difendere l’aggressore è un’anomalia in termini: l’aggressore può essere solo “giustificato”: solo il successo può giustificarlo. Ma lascia fallire l’aggressore, e per l’Opinione Pubblica sembra subito diabolico. Per forza di cose, se la Germania ora avrà successo, l’Imperatore Tedesco dominerà e otterrà l’adorazione del mondo. Se la Germania dovesse perdere, non ci sarebbero 80 poveri per pagargli la riverenza. La reputazione, per quanto riguarda l’Opinione Pubblica ora, giace nel ventre del tempo: una questione di forze accidentali più o meno. L’odioso reato per cui il mondo lo riterrà un mostro demoniaco è – un giudizio errato; ciò che lo renderà l’Eroe della sua Età – il suo Maestro – sarà solo – un giudizio verificato. Che spiega perché una buona lotta giustificherà qualsiasi causa: una buona lotta è un fatto di aggressione e VINCE. Pertanto, le forze, con qualsiasi pretesto, sono state radunate per una prova, la questione dell’onorabilità dipenderà da una buona stima della potenza di quelle forze. L’esecrazione non è assegnata ai depredatori di tesori artistici in quanto tali – ma solo se il depredatore mostra anche segni della vittoria. Louvain sarà un po ‘deplorevole, ma necessario, se i padroni di casa Tedeschi sono vittoriosi. Quindi contrariamente a quanto segue: uno scolaro può avere la reputazione di Napoleone come “Diritto” per il suo capriccio, a causa di Waterloo. È Waterloo che separa Napoleone da Alessandro e Giulio Cesare: non le pianure insanguinate d’Europa; come lo sono Naseby e Marston Moor, che si adattano al ricordo di Wexford e Drogheda, e fanno di Cromwell un eroe regale al posto di un malvagio delinquente e assassino omicida. Anche in questo caso, George Washington era un eroe e “giusto”, mentre il presidente Kruger era un sedizioso intrigante e “ingiusto”.

* * * *

L’Opinione Pubblica, quindi, non è altro che una forma di alleanza libera fondata tra i non-principi, basata su una comunità di interessi momentaneamente posizionata sulla difensiva. Lo shock iniziale dell’invasione è stato eluso.

Il passare del tempo, e soprattutto il corso degli eventi, cominceranno a chiarire in che misura questa prima apparente comunità di interesse, era in difensiva rispetto a un semplice allarme, e fino a che punto questo rappresentava qualcosa di più permanente. Inoltre, nel motivo dello sviluppo dell’Opinione Pubblica, si riconosce che la stessa, audace e pittoresca aggressività potrebbe in qualche modo dare alla luce un interesse in cui i non-combattenti si troveranno coinvolti dal puro fascino: ampliandosi fino a tal punto che potrebbero essere anche autorizzati a condividere il rischio generale della lotta, che sembrerà un grande privilegio. Un grande aggressore saprà che può sempre contare su questo. I conquistatori sono stati i beneamati. Napoleone aveva l’adorazione degli uomini le cui vite stava “sprecando”. L’avrebbero chiamata un’opportunità molto ambiziosa che consentiva loro di spendere generosamente con un altrettanto abbondante ritorno di piacere. È davvero un errore ridicolo accettare che gli interessi siano tutti “materiali”.

Ci sono interessi che sono di piacere, interessi di espansione spirituale, interessi di alto livello, altrettanto avvincenti come quelli del profitto materiale; in effetti è davvero dubbio, anche nella maniera più meschina, che gli interessi “materiali” abbiano la stessa forza degli altri. Inoltre, i tipi di interessi sono molto instabili e si sviluppano da una forma all’altra con estrema rapidità sotto l’influenza di minacce o sfide. Così, alla comparsa di una grande personalità che può dare corpo a interessi più ampi, anche gli interessi più intimi – quelli di nazionalità e parentela – subiranno un cambiamento epocale:

“Se i miei figli vogliono, lascia che implorino il pane, Mio Imperatore, il mio Imperatore è interessato.”

Vi è l’influenza di un Imperatore: il secondo ha uno spirito saldo, geloso e antagonista – persino le giovani generazioni delle province sottomesse in una unità omogenea sotto l’influenza di un sogno avventuroso e tuttavia vivente. Per interessi di altro tipo, l’Inghilterra consolò la Scozia all’unanimità mentre si dedicava a lenire gli olandesi in Sudafrica. Altri interessi – quelli di ceto e di prestigio – sono le forze che hanno vinto per l’Inghilterra in questo momento, le garanzie che sono sottintese in un’amichevole Opinione Americana. Che gli Americani condividano un linguaggio comune e in misura tutto il prestigio della tradizione Inglese, letteraria e militare, implica lo status degli Americani con il mantenimento dello status Britannico: avrebbero odiato l’Inghilterra abbastanza facilmente se avesse dato indicazioni solo ora che era sul punto di ridurre tutto questo.

* * * *

Al momento attuale, è vero, l’Inghilterra sta arrossendo per l’imbarazzo di questo sconosciuto, permettendo a un pappagallo come la stampa e il suo pulpito di persuadere il mondo che ora è un combattente disinteressato in una grande e santa Causa. Sembra che stia cominciando a sentirsi infettata dalle proprie emozioni liquide del predicatore mentre ascolta come sta andando avanti – non per il suo bene ma – IL DIRITTO HA SBAGLIATO, a vendicare i deboli, a sostenere la civilizzazione, a sopprimere il Vandalo e l’Unno, un Bayard, un Galahad, il Messaggero dell’Armata della Pace che conduce una guerra spirituale. C’è una sola consolazione – i “Tommies” sono troppo lontani e troppo occupati per sentirne parlare.

E c’è questa scusa per i predicatori: che hanno guardato attentamente intorno e non hanno ancora messo gli occhi su nessuno di quei probabili e allettanti pezzetti di territorio che fino ad ora sono sempre stati impiccati quando l’Inghilterra è andata in guerra: non è venuto in mente loro che questa guerra, lungi dal richiedere scuse in balbettanti poetiche, era necessaria per salvare l’anima dell’Inghilterra dalla sfiducia incontrollata allevata in questi anni di pace. Per compiacere la loro anima lascia che chiamino una guerra spirituale: almeno risponde a un’esigenza spirituale, e al momento giusto: il bisogno dell’Inglese, non quello del Belgio, della cultura, della civilizzazione, della democrazia e del resto. Tra vent’anni il conflitto probabilmente sarebbe stato troppo tardi; come venti anni ora sembra verosimilmente essere dimostrato troppo presto per la Germania. La causa della guerra è la denigrazione Tedesca dello spirito Inglese: sia sul fuoco che sulla intelligenza. I Tedeschi credevano che, mediamente nella media, fossero di qualità migliore: quel prestigio Inglese era un anacronismo, un’eredità già affondata ad una reliquia ereditata da un passato spirituale, dalla cui forza l’Inghilterra moderna è caduta: che la nazione era devitalizzata, e poiché gli interessi possono essere mantenuti solo in proporzione alla vitalità di coloro che li fanno proseguire, potrebbero essere strappati via se seriamente messi in discussione dal loro successore naturalmente costituito. E avevano un sacco di prove per sostenerli. Il fuoco spirituale risplende non solo in una sola direzione: è onnipervadente: è filosofia tedesca, scienza tedesca, inventiva tedesca, energia. Audacia e spavalderia fornivano prove che tutto il mondo poteva vedere e confrontare. Con questo paragone, i Tedeschi si erano convinti e stavano convincendo il mondo e noi. Stavano minando la fiducia degli Inglesi, non per le loro vanterie ma per le loro azioni: e naturalmente, se eccellevano nelle arti della pace, perché no, anche nell’arte della guerra, dove il prestigio registra un livello preciso. Stavano logorando la nostra capacità di recupero spirituale: l’aspetto sottile dello spirito che, una volta perso, non viene mai riconquistato. Un popolo che si sente allontanato da questa aspetto sottile attaccherà immediatamente per la sua conservazione, o si vedrà perso prima che un colpo sia stato sparato. Sembrava un enigma, e niente di più che per l’Inghilterra stessa, perché si è improvvisamente trovata in un odore così anormalmente buono. È una situazione insolita per essa- in questi ultimi giorni. La spiegazione è la prontezza – quasi la fretta – con cui è entrata in guerra. Si era immediatamente alzata in piedi, perché aveva afferrato il primo suggerimento di un’opportunità per vendicarsi – giustificata, riabilitata con il rispetto che gli era stato dato negli ultimi giorni con un rancore interrogativo. Se avesse esitato, sarebbe stato il segno sufficiente della debolezza, della insensibile mancanza di orgoglio che più della metà del mondo si aspettava, mondo che sarebbe stato più che scioccato nel non trovarla. La “cordialità” di cui è stata la destinataria da allora è il risultato. La deduzione si applica tanto al sentirsi nei limiti dell’Impero e i malcontenti a casa, come nel mondo esterno. È il risultato immediato da seguire- di cui ci si può tranquillamente fidare- sarà ugualmente a suo favore: vale a dire, la brillante rivendicazione dello spirito Britannico nei mari e sui campi di battaglia avrà rapidamente una controparte nei laboratori Britannici: nella rinnovata e fiduciosa forza dello spirito nella filosofia, nella letteratura e nell’arte Inglese (dove è necessario, grazie a Dio!). La fiducia, che osa guardare al semplice fatto senza la paura indebolente, la fiducia e le emozioni profondamente agitate sono i materiali che ispirano un nuovo spirito nelle arti. Dopo la guerra, a causa della guerra – il Rinascimento!

* * * *

Quindi, per tornare ai nostri anarchici, embargoisti, umanitaristi, cultura-isti, cristiani e ogni altra firma di verbalisti: il mondo è degli Archisti: è un fascio di interessi, e ricade su chi può spingersi più lontano. L’ampiezza di ogni interesse è l’indice vitale di colui che lo usa. Gli interessi hanno questo in comune: la ricchezza del frutto che portano cresce mentre spingono verso l’esterno: le passioni che eccitano sono le più forti; le immagini richiamate – il pulsare, il colore, la vividezza – più intense. Per questo, un uomo ha il tentativo dei suoi simili da aggiungere al peso del proprio: gli uomini abbandoneranno persino i loro stessi interessi più grigi: più grigi perché meno maturi: quando attirati dall’affascinante vivacità di altri interessi lontani: il grande signore può sempre contare sull’avere in abbondanza dei custodi dei portoni. Mantenere la porta è diventato il loro principale interesse: perché così, vivono nelle vicinanze di una forza luminosa. Trascurare nell’analizzare il significato dell’Opinione Pubblica amichevole ha ingannato gli anarchici sulla sua vera natura e su quali atteggiamenti nei confronti dei loro compagni, gli uomini possono essere persuasi ad adottare. L’associazione di interessi contro un potente interesse aggressivo, che è la prima fase dell’Opinione Pubblica, è un affare momentaneo, destinato a parare l’attacco di una forza che si teme perché la sua forza è sconosciuta. Il rovescio di questa temporanea ostilità di Opinione Pubblica verso l’aggressore è l’accettazione favorevole della dottrina della non-esortazione: propria dell’anarchismo. Ma la cordialità è tanto breve quanto l’ostilità: poiché la paura dell’ignoto non è una caratteristica permanente del temperamento pubblico: è piuttosto un adattamento accomodante: alle forti forze che emergono dall’ignoto, alla sua caratteristica permanente. Amicizia e ammirazione per i forti interessi è l’attitudine permanente dei figli di questo mondo: varia solo da qualche diretto antagonismo nato dall’opposizione al proprio interesse personale e privato. Di qui la ragione per cui l’anarchismo – l’embargo in tutte le sue molteplici forme – non penetra più profondamente nella pelle. È sempre incoraggiato dalla grande promessa degli adepti: si trova sempre abbandonato da seri uomini con il potere su di loro: il mondo è sempre per gli Archisti, che respingono e stabiliscono “Stati” secondo i loro poteri consentiti.

Continue reading

IN GUERRA E AMORE TUTTO È PERMESSO

È verità, l’accordo tra pensiero e cosa-tra il pensiero e questo-è desiderabile come vedere e sentire senza illusione o confusione. In verità, l’accordo fra pensiero ed espressione, è di fatto un dovere per i Moralisti, anche se generalmente con delle riserve.

Può un uomo mentire agli assassini per salvare la propria vita, o ai ladri per salvare il proprio patrimonio accumulato con cura, o con una persona malata per nascondere delle notizie che potrebbero essere un grave trauma? La gravità con cui tali questioni sono argomentate puntano a qualcosa di più-che la Verità, come il Diritto e la Giustizia, è eretta all’interno di una divinità e gli uomini impazziscono o fingono di impazzire per il loro culto. Questa è l’opportunità dell’ipocrita.

Così le persone si legano con un giuramento e prestano una falsa importanza a parole pronunciate da uomini che si preoccupano solo della loro immunità, ma che sono accorti abbastanza per non professare ciò che pensano, indipendentemente da come si sentono.

Come è curioso che gli uomini in genere si sentono “nel diritto” per tagliare e violare forme naturali, ma non si prendono alcuna libertà con la “verità”, anche nella rappresentazione verbale di tali forme!

Ma d’altra parte affermano: “Tutto è permesso in guerra e amore.

Ora tutto ciò che non è amore può essere visto come guerra (e l'”amore” qui espresso è guerra). Questa massima è più spesso usata per giustificare la menzogna per qualsiasi differente scopo. Mentire è una pratica molto comune e non c’è percezione alcuna nell’aspettarsi il suo annientamento a meno che gli individui in gran numero, 1- cessano di fingere di esigere dagli altri che è un azione fastidiosa, quando non possono o è realmente in maniera esatta così; 2- o lasciare gli altri da soli come se raccontassero qualcosa su questioni su cui ora dicono delle bugie. Quindi potrebbe esserci meno “guerra”.

La verità Egoista è attività economica, dove può essere praticabile. La condizione principale è l’intelligenza reciproca.

L’onestà-verità in azione-è comunemente stabilito, essere “la migliore politica”, e forse per il comune miscredente potrebbe essere incondizionatamente così. Dove l’onestà è reciproca, porta quel vantaggio reciproco che attribuisce la veridicità, ma la condotta onesta in un individuo nel trattare con le persone disoneste, è troppo semplice. L’onestà è un piacere, spesso un lusso.

Il moralismo raggiunge il suo acme nella mania per una perfezione supposta nel senso opposto dell’individualità. Anche quando la filosofia ha pronunciato che il suo scopo è quello di portare l’uomo nel trovare se stesso, lo spirito di perversione è tale che ci vuole l’Uomo, come idea generale della specie, come ideale per l’individuo, che insegna agli individui a torturare i loro intimi pensieri, al fine di conformarsi all’idea formata dalle specie.

Così si afferma che la nostra “missione” è di essere veri uomini, uomini più perfetti, donne più perfette. Questa nozione richiede l’imitazione di ciò che è stato esemplificato in altri, non lo sviluppo di ciò che è più genuinamente in me stesso o te stessa. Se devo essere un uomo conforme, sforzandomi di essere qualcosa di imposto sopra di me, non posso essere Io. Come Stirner osserva, “ogni uomo che non è deforme è un uomo vero o perfetto, ma ognuno è più di questo. Egli è questo uomo Unico”. Quello che è, che un altro non è, non possiamo dire in anticipo di conoscerlo.

L’Egoismo è questo: che l’uomo agisce per se. Ogni donna può essere presunta, ma per essere una donna vera o perfetta, deve imbrogliare su quello che ha appreso nell’assumere il contrario di esso. Questo non è l’obiettivo; questo è il punto di partenza per noi Egoisti. Essere semplici intorno alla perfezione dell’uomo. L’individuo deve in primo luogo essere libero da tutto il giogo o dall’operazione assegnata, nella normale possessione, nel godere, nel manifestarsi ed essere se stessi.

Svilupperò la specie, se non avrò nulla di più peculiare da sviluppare.
Una donna sarà solo una “donna vera e perfetta” se non ha nulla di suo, se non quello di essere di una specie. Nel momento stesso, però, che lei sa di essere già una “donna vera e perfetta”, come lo zero o l’orizzonte dell’individualità, quel momento è un energia individuale che si accorda libera di capire tutto ciò che prende piacere in essa-o come libera riflessione cosciente che può esprimersi, mentre le vecchie abitudini e gli affetti persistono in una certa misura.
Pervenire a noi stessi, ritrovarci, è sapere che quello che possediamo della specie è nostro, è per quanto ci fa comodo crederlo, non abbiamo né obbligo né missione, ma ciò che ognuno può dare a se stesso.

PDF: “MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA VOL.1” (EDIZIONI NICHILISTICHE “ÁVYSSOS”)

Ricevo e pubblico:

http://avyssos.altervista.org/pdf-misantropia-attiva-estrema-vol-1/

4hB5kzxrfvWpdxcqN

“Il nichilista sta male se vede gente soddisfatta, contenta, in pace. Adora il conflitto, la guerra, la distruzione…”

Diretto, grezzo, essenziale: questo è il primo volume, pubblicato con la dicitura- “Misantropia Attiva Estrema”, direttamente preso dall’Affine e Capo della Nechayevshchinaed- Nicevscina, che lo ha originato per distinguersi dalle prese di posizioni politiche sulla misantropia, ma anche da quegli individui che lo portano avanti per “moda”.

Noi come Edizioni Nichilistiche “Ávyssos” la facciamo nostra, la vogliamo possedere-la Misantropia Attiva Estrema- e proponiamo in questo primo volume, una serie di attentati non rivendicati, che sono avvenuti in passato; per noi la “non rivendicazione”, ha una forte valenza distruttiva, specifica e occulta, ma dall’altra rispettiamo totalmente, chi gruppo estremista anti-politico, si rivendica attraverso sigle e testi rivendicativi.

Specifico, individualista, egocentrico: gli attentati- esplosivi, incendiari, omicidiari- contenuti nell’opuscolo, detonano l’attacco in varie forme, l’attuarsi di strategia e azione, ma soprattutto, l’odio misantropico che scaturisce da essi. Odio Misantropico, lo specifichiamo anche noi, che è completamente assente, in ogni trama politica, perché rappresenta quello che supera il solito gioco degli specchi: il Misantropo Attivo Estremo, quando agisce, serioso, strategico ma anche pazzo e suicida-istintivo, vede solo se stesso, e rompe le logiche limitanti, della morale, ed è per questo che “salta”, il criterio che vuole che un azione debba avere un piano preciso, una serie di dettagli inseriti in un contesto che accerchiano l’individuo:

posso fino a quando posso, esiste un limite non relativo ma assoluto,
devo colpire l’obiettivo ma non devo assolutamente colpire chi gli passa accanto o vicino,
devo agire senza godere, o senza usare il mio istinto egoista per colpire
l’unica mia azione deve essere l’obiettivo e non il fatto che io possa utilizzare un qualunque sconosciuto/a per arrivare a esso,
devo cronometrare i minuti per un eventuale esplosione e misurare il raggio di azione per evitare eventuali danni a terzi, che sono assolutamente innocenti
chi è l’obiettivo è colpevole, chi non lo è, è innocente,
esistono dei parametri precisi e assoluti su chi è colpevole o innocente,
si devono dare dati precisi e assoluti, sull’attentato eseguito, con riferimenti determinati-esempio-dai media, che possono indicare la sicurezza di un azione,la sua autenticità,esempio: se un bancomat esplode o viene bruciato e i media lo filmano, è certo che sia sicuramente azione di chi lo rivendicherà e non quello di un bruto criminale misantropo, che voleva prendersi esclusivamente i soldi,
l’attentato attuato, deve avere precise e assolute regole di discriminazione, per esempio applicando la regola etica, che non si colpisce mai un soggetto che fa parte di minoranze religiose, classi sociali, o minoranze di genere ed etniche,
colpire enti o soggetti politici, è azione idealista, ed è il bene, colpire chi si odia per un motivo proprio o egoistico, è azione misantropica, per cui è il male (e a volte è fascista),
etc…

Concludiamo questa nota introduttiva, chiarendo che la nostra intenzione è far prevalere l’ego dell’individuo, sia nel tema che corre nella pubblicazione, sia negli attentati portati dentro l’opuscolo, ed è per questo, che non è, assolutamente nelle nostre corde, il desiderio di costruire qualcosa di duraturo, aspetto che non significa assolutamente che la nostra proposta fa parte di un generalismo diffuso- tipo quello dove l’idealista afferma che un azione può essere replicata perché tutti la possono fare, e dunque tutti sono uguali in tal senso, e tutti sono possono diventare individui, scogliere le catene, e liberarsi dell’oppressione quotidiana…noi siamo anti-utopici!

Il nostro contributo vuole essere un tassello per la caduta della stabile pace della società, e lo sprigionare del Caos Terroristico, dove l’odio di un individuo o di un gruppo affine ed egoista, abbatta i muri morali ed agisca, rispetto a tutto il circostante ed anche a tutta l’umanità, che approvino o no, la nostra anti-utopia!

Uomo-Mostro/Edizioni Nichilistiche “Ávyssos”

COME FABBRICARE UN TUBO BOMBA FATTO IN CASA…(MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA)

Più Attentati Misantropici e Terroristici contro la società, l’umanità, la morale!

Ghen

Tubo Bomba:

Antecedente e Uso:

I tubi bomba sono veri e propri dispositivi di guerra e la loro esplosione e le schegge possono causare ferite molto atroci e debilitanti per gli umani. I tubi possono essere utilizzati per contenere sostanze chimiche da auto-combustione veloce, fino a quando non raggiungono una pressione utile per la distruzione materiale che se non viene contenuta in un tubo, si brucia rapidamente.

Usati, per esempio – nella Seconda Guerra Mondiale, i Tubi Bomba, venivano spesso impiegati per aprire un buco attraverso il filo spinato in modo che le truppe potessero facilmente passare.

I combattenti della resistenza spesso usavano tubi bomba per uccidere occupanti delle forze nemiche, perché i tubi bomba potevano essere fatti con prodotti chimici domestici.

Storia dell’originale TUBO-BOMBA

Forse le bombe a impatto fatte in casa e più usate sono quelle costituite di tubi. Perfezionate da George Metesky, il celebre Attentatore Pazzo di New York, sono micidiali, relativamente sicure, facili da assemblare e abbastanza piccole da poter essere trasportate in tasca. Prendiamo un tubo standard in acciaio (il diametro di cinque centimetri è di buone dimensioni) che è filettato su entrambe le estremità in modo da poterlo tappare. La lunghezza che usiamo dipende da quanto grande è l’esplosione desiderata.

Le dimensioni tra 7-25 centimetri circa di lunghezza sono quelle adottate con successo. L’idea di base da ricordare è che una bomba è semplicemente fuoco caldo che brucia molto rapidamente in uno spazio strettamente limitato. I gas in rapida espansione scoppiano contro le pareti della bomba. Se sono intrappolati in un tubo di ferro ben sigillato, quando finalmente detonano, lo fanno con una forza incredibile. Se la bomba stessa viene collocata in un’area alquanto chiusa come un condotto di ventilazione, una porta o un vicolo, a sua volta convertirà questa area più grande in una “bomba” e aumenterà immensamente l’esplosione complessiva.

Efficacia:

Una cosa che un qualsiasi Attentatore avrebbe dovuto apprendere dalle bombe di Unabomber (Ted Kaczynski) è aggiungere delle schegge.

Questi possono essere chiodi,viti ecc.

Per una maggiore velocità, utilizzare cuscinetti a sfera o proiettili da fucile da caccia.

Le schegge (chiodi o altri oggetti appuntiti) possono far parte della bomba in due modi diversi

(1) Miscela le schegge con l’esplosivo all’interno del tubo bomba.

(2) Fissa con nastro adesivo le schegge all’esterno (parete esterna) del tubo bomba.
Usare le schegge aumenterà notevolmente il danno procurato, mentre si usa questo tipo di ordigno esplosivo.

Tipi di Tubo Bomba:

Esistono diversi modi per fabbricare tubi bomba. Ho scelto quello che mi sembra più logico. Ho incluso un altro metodo, ma sembra più pericoloso da portare avanti.

Preparazione, Tubo Bomba 1°Tipo:

Acquistare il Tubo, i materiali e le attrezzature.

– È necessario approssimativamente un tubo di 5 centimetri di diametro e di 15 centimetri di lunghezza con due estremità filettate e due tappi al lati filettati.

-Nastro Teflon per Tubo.
-Sacchetti da congelatore con chiusura ermetica.
-Alcool.
-Scatola di fiammiferi.
-Candela.
-Trapano elettrica a punta.
-Colla liquida mille chiodi.
-Sacchetto con batuffoli di cotone.
-Fusibile (vedi sotto).
-Manico di scopa.
-Detonatore (vedi sotto).
-Materiale Esplosivo (vedi sotto).
-Polvere Nera.
-Righello da 30cm.
-Marker/Pennarello a punta fine.
-Miccia (quella da petardo funziona meglio).

Ingredienti Facoltativi: Schegge

Le migliori schegge sono i cuscinetti a sfera, perché non bucano il sacchetto di plastica e si espandono in maniera migliore quando si usano verso l’obiettivo.

Importante consiglio di sicurezza: preparare sempre il tubo in anticipo e mettere l’esplosivo o la polvere nera, riempendolo in un sacchetto di plastica sigillato, Questo riduce la possibilità di un’esplosione per attrito. Non coprire mai il batuffolo di cotone con sostanze chimiche liquide come carburante diesel, alcool, benzina, ecc…questi tipi di sostanze chimiche si espandono nel tempo e potrebbero causare prematuramente l’esplosione del tubo bomba.

Assemblaggio:

Preparare il Tubo

Per prima cosa, usando il righello e il marker, segna una linea di 2 centimetri e mezzo all’esterno del tubo come finalità di misurazione.

Capovolgilo in giù quando lo usi.

Usando uno dei tappi del tubo, fai con il trapano un buco al centro. Deve essere leggermente più grande della miccia o del detonatore.

Inserisci la miccia, deve essere abbastanza lunga per entrare nel tubo, circa 5 centimetri.

Fai cadere delicatamente un po’ di cera di candela su entrambi i lati del buco del tappo, per garantirne la chiusura.

Applicare il nastro teflon sulla parte superiore del tubo.

Pulire con l’alcool entrambi i tappi del tubo, lasciare asciugare.

Avvitare il tappo saldamente sul tubo.

Ora taglia le estremità dei fiammiferi.

Metti le capocchie del fiammifero dentro il tubo.

Ora immetti circa 2,5cm di cotone compresso nel tubo. Fai attenzione a non danneggiare la miccia e assicurati che si estenda oltre il cotone. Utilizza un manico di scopa per compattare il cotone, ma ricorda che ci sono le capocchie dei fiammiferi, in modo da non schiacciarle o frantumarle. Inserisci il cotone non in maniera stretta.

Ora fai un piccolo foro nella parte inferiore del sacchetto di plastica, inserisci delicatamente la borsa nel tubo facendo in modo che la miccia vada all’interno del sacchetto.

Trascina il sacchetto verso l’estremità aperta del tubo.

Ora riempi il sacchetto con la polvere da sparo. Ricorda che devi chiudere ancora il sacchetto e inserirlo completamente dentro il tubo in modo che la parte finale si chiuda.

Una volta che si pensa di avere la giusta quantità di polvere, sigillare il sacchetto e infilarlo dentro il tubo.

Nota: se si sta usando scheggia da proiettile si può immetterla alternandola con la polvere da sparo.

Una volta che il sacchetto è all’interno e sai che il tappo non comprime il sacchetto, riempi le aree vuote.

Pulisci le parti interne ed esterne del tubo con un asciugamano umido (non gettare acqua all’interno del tubo).

Per essere sicuri, pulisci l’esterno delle parti del tubo con alcol e lascia asciugare completamente.

Ora applica il nastro teflon ai fili del tubo.

Avvita delicatamente il tappo inferiore.

Infine, utilizzando la colla liquida “mille chiodi”,mettine una goccia intorno ai tappi del tubo su entrambe le estremità. Questo impedisce che i tappi del tubo si stacchino.

Se sei ancora vivo e hai tutte le tue parti del corpo, congratulazioni, hai appena costruito il tuo Tubo Bomba.

________

Altro materiale sul Tubo Bomba:

Dispositivi facoltativi per la detonazione

Timer elettronici

Un rettificatore o tiristore del controllore di silicio della porta di commutazione a bassa tensione (uno qualsiasi di più dispositivi semiconduttori che agiscono come interruttori, rettificatori o regolatori di tensione) può prendere la bassa tensione da un timer da cucina, o un cellulare con la vibrazione suoneria o una suoneria o un interruttore con grande capacità di alimentazione utilizzabile da una batteria o da corrente alternata. Se il circuito audio è basso, e il il cancello SCR non vibra, aggiungere un transistor amplificatore. Questo è perfetto per l’accensione di gas lacrimogeni durante una manifestazione, o di un telefono o di un cerca-persone fumogeno controllato per coprire una fuga.

Interruttore di quota

Un interruttore di quota può essere fatto facilmente con una lattina, nastro, un sacchetto di plastica, filo, e due strisce di metallo. Chiudilo in modo sicuro e sigilla il sacchetto di plastica nella lattina con la metà dell’aria che deve uscire fuori. Metti del nastro come un ponte sulla parte superiore della lattina, e un altra parte di nastro come una leva che espande il sacchetto che viene spinto e tocca il nastro di ponte. Quando l’altitudine diventa abbastanza alta (poche migliaia di metri) il circuito si chiuderà e la corrente può fluire. Una cosa divertente da fare e ‘metterla su un camion di tronchi diretto in montagna che accendera’ una serie di petardi.

Temporizzatore per legumi

L’espansione dei legumi secchi in acqua può anche essere usata come temporizzatore. Avete bisogno di un disco metallico pulito e non verniciato come un coperchio di latta, smalto/brillantina per unghie, e un contenitore di plastica. Come i legumi, espandendosi il disco metallico sarà spinto verso l’alto contro lo smalto che completa il circuito. Sigillare il contenitore con nastro adesivo a meno che non sia previsto il trasporto aereo.

Testare

Tutti i timer devono essere testati con la batteria funzionante e un cicalino, oppure con la lampadina al posto dell’innesco o del detonatore: questo più volte. Testare sempre il circuito per accertarsi che sia spento prima di collegare l’attivazione elettrica del timer. Un doppio circuito di attivazione se c’è spazio raddoppia le possibilità di successo.

Preparazione, Tubo Bomba Tipo 2:

Un altro metodo di assemblaggio del Tubo Bomba, è usare la polvere da sparo e un petardo:
Quando hai il tubo giusto ed entrambi i tappi selezionati, fai un foro sul lato del tubo (prima che la polvere sia inserita) abbastanza grande da inserire il petardo. Metti il petardo nel buco e incollalo saldamente.

Tappare in maniera stretta un’estremità.
Versare la polvere dentro.
Pulire le parti esterne con alcol denaturato.
Ora chiudi l’altra estremità, avvitala molto lentamente e delicatamente.
Sei pronto per partire.

Nota: Questo tipo di tubo bomba da lancio, è veramente pericolosa, sia da fare che da usare.

Si può fare questo utilizzando un fusibile invece di un petardo. Così può essere posizionato verso dove lo volete gettare.

Un buon metodo è quella di sbriciolare metà del tubo prima di inserire la polvere. Questo rende le pareti di un’estremità più sottili delle pareti dell’altra estremità. Quando posizioni la bomba, l’esplosione segue la linea di minor resistenza e si dirigerà in quella direzione. È possibile farlo con gli strumenti di rettifica ordinari disponibili in qualsiasi hardware o officina meccanica. Assicuratevi di non avere la polvere intorno quando state frantumando il tubo, poiché si producono scintille.

Materiali esplosivi del Tubo Bomba:

Il primo passo per improvvisare un tubo bomba è scegliere un materiale esplosivo appropriato come riempitivo. Per scopi più semplici, è possibile utilizzare capocchie di fiammiferi o polvere da sparo anche se bruciano piuttosto lentamente e creano una minore velocità di rottura del tubo rispetto ad altri materiali adatti. Permanganato con metà parte di zucchero o clorato allo stesso modo con zucchero sono materiali facilmente disponibili con il clorato che ha un effetto esplosivo maggiore rispetto al permanganato

L’alluminio (in forma di polvere) è un combustibile potente e quando viene annesso con tetracloruro di carbonio o il permanganato può produrre un esplosivo riempito più pericoloso del tubo. Questi sono gli esplosivi meno conosciuti, tuttavia, sono più facili da acquisire. Uno scenario più complicato comporterebbe l’uso di TNT o di esplosivi plastici come riempitivo che aumenta anche i fattori di rischio implicati. Le polveri meno conosciute sono di solito macinate molto bene per accelerare la velocità di combustione.

Scegliere la miccia:

Un cavo di detonazione militare è il meglio da usare come miccia, altrimenti possono essere utilizzati,quelli da cannone o da fuochi d’artificio o se disponibili miccia con dinamite.

Per fare un completo fusibile improvvisato, possiamo usare un adesivo, che può essere posizionato su una superficie e cosparso di polvere da sparo, la polvere si attaccherà al nastro. È una miccia, anche se meno affidabile di altri.

Opzione 1: Comprare petardi o fuoco d’artificio. Leggi attentamente, i migliori e più utili contengono il magnesio.

Opzione 2: Costruisci da te la tua miccia con un fuoco d’artificio.

Opzione 3: Questo è più pericolosa: un altro metodo è usare uno spago o una stringa. Sciogliere semplicemente un po’ di cera di candela, immergere la corda nella cera, poi spargere leggermente delle polvere nera sulla cera prima che si raffredda.

(PROPAGANDA): ”KH-A-OSS-Misantropia Nichilistica” VI

Ricevo e pubblico

KH-A-OSS VI

INDICE:

– Rovina (Schizo)

– Come fabbricare un tubo bomba fatto in casa…(Misantropia Attiva Estrema)

-Terrorismo Criminale/Tecniche Esplosive: “Fanno esplodere un bancomat in via Romeo e lo “ripuliscono”” (Milano)

– “Una grotta di sangue” (sull’assassino seriale Richard Kuklinski )

– (Cile) “Spero che esplodano infinite bombe sulla cittadinanza” (Maldición Eco-extremista)

– “Il PCC Pianificava un Mega Attacco Terrorista Indiscriminato Con Auto-Bomba Sulle Cinque Più Grandi Capitali del Paese” (Maldição Ancestral)

– “Nell’orizzonte dell’infinito” (su Nietzsche)

– “Trasmutando l’oscurità”- Intervista con i Theurgia (Black Metal Daily Webzine)

Page 1 of 5
1 2 3 5