IL NICHILISMO COME DESUMANIZZAZIONE

La “morte di Dio” svolge sia una funzione archeologica che una funzione genealogica per smascherare le utilità che sono alla base della genealogia dei criteri morali: le virtù cristiane emanano dalla “voce del gregge in noi”, dall’essere incapace di creare valori superiori, che si auto-deprezza nei fallimenti e si sottomette a istinti gregari e innaturali; inoltre, smaschera l’enunciazione di una nuova antropologia: l”oltreuomo”, colui che assume le conseguenze ultime di rinunciare a Dio, quell’uomo che vive per la terra, che dà un sì eterno e gioioso a questa vita così com’è; creatore di valori, capace di non rimanere nel nulla che ha scatenato l’assenza di Dio, ma si pone come un articolatore della trasvalutazione dei valori e del superamento del nichilismo cristiano che aveva platonicamente posto il centro di gravità della vita umana nel “al di là”:

Quello che narro è la storia dei prossimi secoli. Descrivo ciò che sta arrivando, ciò che non può venire altrimenti: l’avvento del nichilismo. Questa storia già può essere raccontata: la necessità stessa è qui in movimento. Questo futuro parla già attraverso un centinaio di segni, questa destinazione è annunciata ovunque; per questa musica del futuro sono accresciuti tutti gli orecchi. Già da molto tempo, con una tensione torturante che cresce da un decennio all’altro, tutta la nostra cultura europea si muove, verso una catastrofe: inquieta, violenta, precipitosa: come una corrente che vuole raggiungere la fine, che non pensa più, che ha paura di riconsiderare.

La storia e la sua narrazione, i poli della “morte di Dio” e dell”oltreuomo”, sono gli assi di una rappresentazione erratica catturata dalla storia, di un “nichilismo” che viene presentato, a sua volta, in tre coordinate che devono fare intendere, in via provvisoria, l’orientamento all’interno di un processo di contorni diffusi, le coordinate sia del limite che della sfida e del sintomo: coordinate che evidenziano il collasso storico del potere dei concetti e dei valori che la tradizione aveva come normativi e esplicativi per l’esistenza umana; allo stesso modo, suppone il discredito di proporre uno scopo, di incorporare un ordine e, quindi, di dare un senso – che nel cristianesimo, nella morale, nella filosofia sono stati stabiliti con il carattere di leggi o verità assolute – e infine, perde la sua validità come forza normativa e imperativa:

Il nichilismo appare ora non perché il dispiacere con l’esistenza è maggiore di prima, ma perché è diventato generalmente diffidente nei confronti di un “senso” nel male e persino nell’esistenza.

Un’interpretazione sola ha ceduto; ma, poiché è stata interpretazione, sembra che non ci fosse alcun senso nell’esistenza, come se tutto fosse stato invano.

Il Nichilismo: manca il fine; manca la risposta al “perché?” Che cosa significa nichilismo? Significa che i valori supremi si svalutano.

Il nichilismo è ambiguo.

A) Il nichilismo come segno dell’aumento del potere dello spirito: come nichilismo attivo.

Il nichilismo può essere un segno di forza: la forza dello spirito può essere accresciuta in modo tale che i suoi scopi preesistenti (“convinzioni”, articoli di fede) siano inappropriati (…) La sua massima forza relativa la raggiunge come forza di distruzione: come nichilismo attivo. Il suo opposto sarebbe il nichilismo stanco che non attacca più: la sua forma più famosa, il Buddhismo: come nichilismo passivo.

B) Il nichilismo come declino e regressione del potere dello spirito: il nichilismo passivo come segno di debolezza: la forza dello spirito può essere affaticata, sfinita, così che gli obiettivi e i valori fino a questo punto, non sono adeguati e non trovano più alcun credito – (…) che tutto ciò che conforta, guarisce, calma, anestetizza, appare in primo piano sotto vari travestimenti religiosi, morali, politici, estetici, ecc.

Il nichilismo è la rilevazione che guarda verso il basso, verso il crollo di tutte le credenze che corrono il rischio di cadere con esso. Per Nietzsche, “la storia deve, da sola, risolvere il problema della storia, la conoscenza deve restituire il proprio pungiglione contro se stessa”, e come tale è la manifestazione dei processi umani, delle presenze regolari che ne parlano, a volte costante, altre volte inosservate e come tale, il nichilismo ci viene mostrato come un effetto, come conseguenza della causa del cristianesimo e della sua pratica nella società, il risultato necessario di una forma di valutazione imposta e di una disposizione teorico-pratica come dimora interpretativa o ermeneutica del nichilismo-metafisica – elevata a una singola interpretazione del valore dell’esistenza umana, che, eseguita dal dualismo platonico, scredita l’evoluzione e il divenire eracliteo e eleva dogmaticamente una struttura metafisica dannosa per lo sviluppo integrale e creativo della vita, per “considerare il mondo orribile e cattivo ha reso il mondo orribile e cattivo”.

In effetti, la teoria platonica della realtà si divide tra il mondo apparente e trascendente dell’essere e del valore, che considera quest’ultimo come il “mondo reale”, reso popolare dal cristianesimo, che produce una profonda dicotomia nell’essere, ora fratturata come “Metafisica del carnefice” – che corrispondeva alla mancanza di coraggio di alcuni uomini che, incapaci di affrontare la vita nel suo senso tragico, immaginavano un mondo e una vita migliore al di là di esso: il “mondo vero” non è altro che una favola generata da una “volontà di potenza” determinata dalla manipolazione dei concetti nell’assolutizzazione teorica:

(…) La metafisica e la morale platonico-cristiana sono state il sottosuolo per un certo modo di sopravvivere. Ad esempio, la morale cristiana, conferendo all’uomo il valore assoluto come figlio di Dio, contrastava l’insignificanza dell’uomo e la sua natura contingente nel debole annientatore del divenire e dello scomparire. Dà anche al mondo un carattere di perfezione come creazione divina nonostante il male. E rende credibile la possibilità di una conoscenza delle verità assolute.

La metafisica e la morale cristiana hanno trovato una cultura, che per Nietzsche deriva in una cultura malata come il prodotto di un uomo malato e, come tale, ora si manifesta con tutte le crudezze nel suo momento terminale. Questa struttura metafisica della realtà o teoria astratta della realtà materiale, era il risultato di una lunga storia di valutazione negativa della Vita – che è essenzialmente appropriazione, attenzione, conquista, esplorazione, imposizione di forme proprie, “volontà di potenza” – è ciò mostra la sua incoerenza e carattere decadente quando alla fine del processo di sviluppo delle sue dinamiche interne finisce nella “morte di Dio”, nel “nulla”, nel “nichilismo”. L’ermeneutica metafisico-cristiana fa impallidire le forze vitali come una negazione del valore articolate in una morale di abnegazione mettendo in crisi i binomi “materialità sensibile” e “immaterialità soprasensibile”, tra “mutevole materialità” e “invariabile ed eterna immaterialità” :

I valori superiori, al cui servizio l’uomo doveva vivere, specialmente quando erano disposti in maniera dura e gravosa, questi valori sociali erano stabiliti per rafforzarlo, come se fossero i comandamenti di Dio, come “realtà”, come “vero” il mondo, come speranza e mondo futuro; questi valori sono stati costruiti sugli uomini, ora che l’origine miserabile di essi diventa chiara, ci sembra che l’universo sia svalutato, ‘perde il suo significato’; ma questo è solo uno stato di transizione.

Non è difficile supporre, quindi, che la “forma in cui i valori dell’esistenza sono stati interpretati fino ad ora” dovrebbero assumere la figura del nichilismo:

Cosa significa nichilismo? Che i valori supremi hanno perso la loro credibilità. Manca il fine; la risposta al perché manca.

Riguarda la mancanza di meta, dell’orizzonte, del flusso necessario di questo mondo come un tentativo di interpretazione e comprensione. Il nichilismo è un “movimento storico [che] muove la storia come un processo fondamentale, a mala pena conosciuto, del destino dei popoli occidentali (…) non è una manifestazione storica tra gli altri, non è solo una corrente spirituale che insieme ad altri, insieme al cristianesimo, all’umanesimo e all’illuminazione, appaiono anche nella storia occidentale ».

Il nichilismo non si riferisce al nostro presente o al nostro futuro, ma piuttosto al nostro passato, sempre presente, a quel quadro di valori e significati ereditato dalla tradizione greca platonica e giudeo-cristiana come configuratore del metodo di modernità occidentale.

Sorge l’immagine di un cristianesimo che porta “l’errore” nel far entrare nel mondo la malattia della “decadenza” attraverso la compassione e il risentimento, ma anche, diventando una sorta di crogiolo di tutte le malattie, trascinato dal mondo antico; avendo ridotto gli individui a gregge che trovano la loro affermazione (spirito di vendetta, risentimento, cattiva coscienza, ideale ascetico) nella negazione vitale, ancor più, li rendono partecipi della concatenazione storica degli eventi della creazione, della dissoluzione e della ricreazione del significato e dei valori contrari alla natura umana.

Nel crepuscolo degli idoli, ovvero come si filosofa col martello, Nietzsche presenta la storia dell’irregolare nichilismo platonico e della salutare elaborazione in sei fasi:

1. Il mondo vero, accessibile ai saggi, ai pii, ai virtuosi, vive in quel mondo, è quel mondo. (La più antica forma dell’Idea, relativamente intelligente, semplice, convincente, trascrizione della tesi “Io, Platone, sono la verità”).

2. Il mondo vero, irraggiungibile per ora, ma promesso ai saggi, ai pii, ai virtuosi (“il peccatore che fa penitenza”). (Progresso dell’idea: diventa più sottile, più capzioso, più inafferrabile, diventa una donna, diventa cristiano …).

3. Il mondo reale, irraggiungibile, indimostrabile, impronunciabile, ma, in quanto pensato, una consolazione, un obbligo, un imperativo. (Sullo sfondo, il vecchio sole, ma visto attraverso la nebbia e lo scetticismo, l’Idea, sublimato, pallido, nordico, königsberguense).

4. Il mondo reale – non accessibile? In ogni caso, non raggiunto. E non appena raggiunto, anche sconosciuto. Quindi, né consolatore, né redentore, obbligato: cosa potrebbe obbligarci a qualcosa di sconosciuto? … (Mattina grigia, il primo sbadiglio della ragione. Canto del gallo del positivismo).

5. Il “mondo vero” – un’idea che non è più utile, che non obbliga nemmeno – un’idea che è diventata inutile, superflua, quindi un’idea confutata: eliminiamola! (Giorno limpido, colazione, ritorno di bon sens [buon senso] e giovialità, imbarazzata vampata di calore di Platone, rumore diabolico di tutti gli spiriti liberi).

6. Abbiamo eliminato il mondo reale: quale mondo è rimasto? Forse l’apparente? No! Eliminando il mondo reale abbiamo eliminato anche l’apparente! (Mezzogiorno, istante dell’ombra più corta, fine dell’errore più lungo, apice dell’umanità, INCIPIT ZARATHUSTRA).

IRKALLIAN ORACLE: “RIFLESSIONI”

Deserto e vortice insonne, brividi alla deriva e stelle sparse nel cielo e il mare.

Gli specchi in frantumi riflettono la confusione in innumerevoli echi persi negli abissi della distanza in frazione e dell’amore.

Con la coda dell’occhio / percepisco ciò che non può essere percepito come me stesso, noto solo l’assenza di Certezza, un fantasma che perseguita l’esilio al di fuori del mio cuore.

Desiderio e appartenenza, testimonianza e visione.
Come se ancora cercassero i loro stessi nomi mentre sfuggono dalle loro stesse labbra.

E un miliardo di assiomi fluttua attorno al fuoco di Moloch.
Come pianeti senza vita grigi che volteggiano su un sole che flagella
Urlando per wahdat al-wujud.

Le stelle del deserto volteggiano insonni, affondando profondamente nel cielo e nel mare alla deriva.

Raggiungendo la bocca di mezzanotte che è diventata un guscio aperto e in un disagio eonico in esso, si formeranno le più strane perle.

(E improvvisamente;) In assenza di Dio, è dove si trova il cuore di Dio
Che in questo preciso istante viene trafitto dalla luce satanica
Come un terribile segreto caduto dalla lingua dell’Infinito
In un unico mondo.

SELBST: “NESSUNA DEVOZIONE”

Il fiume della speranza è una bugia
La strada che porta via dall’uscita
Un modo per controllare le emozioni
Sto cercando di separare il mio istinto
La natura terrena dell’uomo
La voce ripete: vivere in catene
Non c’è ripulitura spirituale
La fede non allieva mai, solo la putrefazione
È un segno di debolezza
Ogni fede ha l’istinto dell’avidità
Il rifiuto non è un’opzione
L’unico modo è vivere in catene?
Sii sempre fedele? Putrefazione!
Sono il mio mentore, maestro della mia disgrazia
Sono colpevole
Sono dannoso, sono la piaga
Sono un peccatore senza pentimento
La soluzione è l’estinzione
Non esiste una cura per questo male
Mi rifiuto di essere schiavo di quelli che angariano il mio essere
Lascerò questo mondo
Defecando sulla tua croce
Come hai fatto te
E attenterò la tua immagine e il tuo messaggio
Mostrandoti quanto è insignificante
la tua presenza

INDIVIDUALITÀ COME PROCESSO

In questo modo, è chiaro che la denuncia stirneriana del tentativo di Hegel di dare “corpo allo spirito” mira a permettere una nuova comprensione del nesso relazionale da una parte, e dall’altra, per consentire la relazione delle nostre identità in modo non gnosiologico. Il primo obiettivo è raggiunto attraverso questa narrativa dello sviluppo individuale dall’opposizione inevitabile tra me e il no-se.

Il secondo obiettivo, come conseguenza naturale del primo, inizia con la considerazione che il corpo ha in relazione con la nostra identità un’associazione molto più stretta del pensiero discorsivo. Cosi anticipa questo, che, a sua volta, ha nella ricerca di fruizione il suo senso dell’essere.

In tal modo, se necessario, attacchiamo i pensieri per salvare la pelle. Tuttavia, tale associazione non dovrebbe essere intesa come mera relazione causale, come se il corpo producesse lo spirito spontaneamente, immediatamente. “Nel creare il primo pensiero, crei te stesso, il pensatore; perché non pensi prima di pensare a un pensiero, cioè prima di averlo. ” Se lo spirito è creato, ciò avviene in obbligo del mondo, come reazione alle sue sfide, e quindi non si può dire che risulti un processo interamente spontaneo o necessario, ma piuttosto come un risultato assolutamente contingente. La creazione dello spirito è parte del lavoro di auto-creazione. D’altra parte, vale la pena sottolineare che il filosofo distingue tra pensieri semplici connessi a cose e pensieri astratti e concettuali, come vediamo nella descrizione delle differenze tra bambino e giovane.

L’atteggiamento si è completamente rovesciato, il giovane assume un comportamento spirituale, mentre il bambino, che non percepiva ancora lo spirito, stava crescendo in un processo di apprendimento privo di spirito. Non cerca più di afferrare le cose (per esempio, per inserire le date della storia nella testa), ma piuttosto di afferrare i pensieri nascosti nelle cose (cioè dello spirito della storia); il ragazzo, al contrario, è in grado di capire i rapporti, ma non le idee, lo spirito; quindi accumula materiale appreso senza ricorrere a procedure a priori e teoriche, cioè senza cercare idee.

La prima manifestazione di attività “gnoseologica” si basa sulla relazione con il mondo in modo immediato, non generalizzato; il passaggio all’attività universalizzante del pensiero è ciò che caratterizza l’emergere dello spirito. In questa lettura, il pensiero concettuale non sarebbe così cruciale per capire chi siamo come filosofi come credevano Platone e Kant. Pertanto, prendere la proposta di Stirner implica seriamente vedere la vita umana e le nostre identità come qualcosa di molto diverso da tutto ciò che i filosofi hanno cercato di offrirci. Quali sono le conseguenze di questo cambiamento? Innanzitutto, bisogna sottolineare che non solo il contenuto dell’identità umana viene ridisegnato da Stirner: la stessa nozione di identità viene trasformata alla fine della retorica dialettica di Stirner. Se per identità intendiamo la definizione di un soggetto attraverso il predicato che è intrinseco ad esso, la nozione di Uno non può figurare con una possibile descrizione di esso. Un giudizio tautologico è l’unico elemento che offre per riferirsi alla nostra identità; questa stessa tautologia è l’espressione Unica che si pretende tradurre. Un’espressione che non è un concetto, né è ragionevole che sia trattata come tale, ma solo una parola, un nome o un segno, a cui solo a colui applichiamo questo, può dare un contenuto.

La presunta irriducibilità dell’individuo sostiene che quando ci riferiamo a lui lo trattiamo come un come e non come un chi. La seconda parte dell’Unico e la sua Proprietà è dedicata a spiegare i limiti entro il quale questo è lecito, e se qui si può usare quell’espressione, per offrire una descrizione di questa comprensione dell’identità. Diviso in Il Mio Potere, Le Mie Relazioni e il Mio Godimento Proprio, la seconda parte del lavoro principale del filosofo propone una nuova chiave per comprendere la vita degli individui, una comprensione privata di qualsiasi carattere di stabilità e continuità. L’individuo, inteso come unico, è indefinibile, ineffabile e inconcludente; si esprime, soprattutto, attraverso il suo potere. È, come manifestazione particolare o azione specifica in un dato contesto, tutto ciò che può essere è fare.

A sostegno di questa idea, la classica divisione tra atto e potere è descritta da Stirner come una semplice divisione tra pensiero, e pensiero effettuato da un certo quantum di forza. Per l’Unico il livello possibile è con l’immaginabile. “Ora la possibilità non è altro che la capacità di pensare, e innumerevoli vittime hanno ceduto a questo fantasma dell’immaginabile.” Il possibile, o il reale, è solo un pensiero che è efficace, un prodotto dell’immaginazione che è diventato concreto e “La possibilità e la realtà coincidono sempre. Non abbiamo la possibilità di ciò che non facciamo e non facciamo ciò che non possiamo. ” Se qualcosa che consideriamo possibile non è realizzato, possiamo solo concludere che non era davvero una possibilità, perché non avevamo abbastanza potere per effettuarlo. Dalla coincidenza tra i miei poteri e la mia realtà sarebbe naturale derivare la conclusione che ognuno è solo ciò che può essere, non da una limitazione ontologica, ma da una semplice verifica sulla base dell’identificazione del possibile con ciò che è diventato effettivo. Le conseguenze di questa concezione non cadono però in una posizione fatalistica; al contrario, in tutte le pagine dell’Unico, troviamo frasi che indicano un atteggiamento aperto e positivo di fronte alle contingenze specifiche di ogni contesto di auto-creazione, contesti il cui schema è offerto nella sezione “Le mie relazioni”. Dal momento che possiamo solo riferirci alle nostre forze quando entrano in azione, nulla è assolutamente determinato; tutto deve essere fatto per l’Unico.

“Vincere o soccombere – tra queste due possibilità oscilla il risultato della lotta”. Godimento sarebbe quindi, come Unico, una nuova espressione tautologica o una metafora bianca come direbbe J. Bragança de Miranda. Questa è la descrizione di Stirner della nostra identità, una descrizione che mette in evidenza alcuni aspetti comuni alla maggior parte delle descrizioni della soggettività umana derivate dalla filosofia moderna. Ferrucio Andolfi ha giustamente espresso la sua insoddisfazione per una simile immagine della nostra vita. Secondo lui, il carattere positivo dell’individualità è che l’idea di una singola norma di sviluppo “non si sviluppa in modo conseguente. Stirner manca del senso di una permanenza del soggetto, di un’identità acquisita attraverso una storia. ” Secondo il critico, la problematicità di questo aspetto della filosofia stirneriana sarebbe che, tra le altre cose, contrasterebbe l’intuizione comune di avere un’identità, sviluppata nel corso della nostra storia. È del tutto legittimo, pensiamo, l’affermazione di Andolfi. Tuttavia, non tiene conto del fatto che la filosofia stirneriana ha apparentemente come una delle caratteristiche principali, come abbiamo notato sopra, il fatto che sia offerta come contrappunto ai presupposti metafisici e ontologici sulla vita degli individui, costituendosi come un tentativo di profanazione di questi. Pertanto, la descrizione della nostra identità sviluppata nel corso del libro L’Unico e la sua Proprietà deve essere intesa in senso “deflazionistico”, in quanto offre una contromossa contro l’essenzialismo moderno; radicale verso la particolarità e la finitudine. Quindi la descrizione dell’individualità offerta da Stirner deve essere intesa come un tentativo di liberare gli individui specifici in modo che possano affermarsi contro il dominio dello “spirito”.

La disposizione generale del pensiero stirneriano, dal punto di vista qui sviluppato, mira alla deflazione e alla secolarizzazione definitiva della Modernità. È per questo scopo che i pezzi sono distribuiti sul tavolo dell’Unico, tra cui l’elegia criminale volta a promuovere lo scandalo del puritanesimo morale, il collocamento dell’egoismo come una categoria centrale in opposizione alle affermazioni di impersonalità della filosofia classica e infine lo sviluppo di un concezione dell’individualità che attribuisce al corpo, pulsante e soggettivo, un’importanza cruciale. La concezione dell’identità (o l’indicazione di non desiderabilità dello sviluppo teorico su qualcosa di questa natura) offerta da Stirner delimita un limite alle attività universalizzanti in relazione agli individui specifici, nel senso di tenerli al riparo dalla fantasmagoria della modernità. Il mondo è l’avversario contro cui l’individuo si oppone attraverso elaborazioni o pensieri linguistici, così come attraverso atteggiamenti e azioni; chiedergli di sottomettersi a una definizione sarebbe come suggerire di puntare una pistola contro il suo petto, lo esporrà al rischio di una nuova divisione tra ciò che è e ciò che sembra essere: una ricaduta nell’universo tormentato del ” religioso “.

Ritorneremo su questo aspetto dell’analisi della relazione tra l’Unico e le posizioni stirneriane sul linguaggio. Forse è una perdita di tempo teorica, l’impossibilità di tradurre l’intuizione della continuità nel tempo di cui parla Andolfi, ma è un guadagno dal punto di vista del tipo di formazione che Stirner vuole promuovere. Inoltre, presumo che Stirner considererebbe questa intuizione di un’identità acquisita nel tempo solo un’altra ossessione prodotta dall’educazione cristiana.

DEVATHORN: “PRINCIPI DEL CAOS”

Sigillo ardente sul mio palmo, segno della mia colpa.

Mea culpa.

Beati quelli che non osavano

perché non hanno visto e nemmeno io l’ho fatto.

In omnibus requiem quaesivi et nusquam inveni.

Dolce musica cosmica, urla dei ciechi,

Vortice di etiche, disciplina strappata.

Elementi della polvere.

Principi del caos.

Nessuna visione è stata concessa.

Sii il fiume che nasce dal Nulla e conduce all’Oblio.

Metodi mortali alla pazzia.

Elementi della polvere.

Principi del caos.

INTERVISTA AGLI ANTEDILUVIAN (VOICES FROM THE DARK SIDE WEBZINE)

http://www.voicesfromthedarkside.de/Interviews/ANTEDELUVIAN–6826.html

Saluti Haasiophis. Il tuo progetto più recente, ANTEDILUVIAN, ha recentemente acquisito una notevole quantità di attenzione nell’underground, inoltre, stai lavorando con il batterista, Mars-Sekhmet, da un pò tempo. In effetti, hai pubblicato quattro demo, con il quarto, “Under Wing Of Asael” in uscita nel 2008. Puoi fornire qualche antefatto per la creazione e la manifestazione di questa entità annientante conosciuta come ANTEDILUVIAN?

“Abbiamo iniziato con la band nel 2006. È stata creata per esorcizzare il tipo di musica che desideravo davvero ascoltare e a cui partecipare, qualcosa di non limitato e detestabile nel senso che il materiale stesso riflettesse tumulto e caos, come tema del gruppo. La musica ha lo scopo di ampliarsi ed espandersi in un’aberrazione grottesca, anche se spesso minaccia di collassare su se stessa come una stella implodente, mentre tentiamo l’impossibile: riflettere il vuoto e la materia. “

Passando ora al nome del tuo gruppo, come riferimento biblico: ANTEDILUVIAN significa il periodo di tempo prima della grande alluvione. Parlando più in generale, significa “estremamente primitivo o antiquato”. In che modo questi concetti si riferiscono alla musica?

“Entrambi i concetti si riferiscono al tempo, alla storia antica, al primitivismo, ecc. Quando guardiamo alla storia, spesso sembra velata come scrutare il futuro. La cosa affascinante della Bibbia è che così tante persone credono che sia vera, il cristianesimo è un religione imponente specialmente qui in America del Nord. Ironia della sorte molti cristiani non sono nemmeno a conoscenza degli eventi abominevoli a cui si fa riferimento nella Bibbia. Non considerano ciò che effettivamente ha avuto luogo prima del diluvio, né sono consapevoli del comportamento assurdo delle divinità in essa descritte. Sono affascinato dalle descrizioni non solo della Bibbia, ma anche di testi apocrifi e di molti altri scritti che descrivono i racconti di questi esseri “soprannaturali” e di come gli oppositori esterni siano stati incolpati nella storia. L’esempio biblico si riferisce anche direttamente ai temi che ricorrono specificamente nella musica occulta, per esempio il capro espiatorio e il suo legame etimologico con gli osservatori, ecc. Questo è un aspetto del perché abbiamo scelto un nome che potrebbe essere associato alla Bibbia. Indipendentemente dalla loro origine, tuttavia, i miti e cicli ANTEDILUVIANI spesso tentano di descrivere l’origine della nostra razza alla luce di una lotta tra influenza interna ed esterna. Siamo molto interessati a come avviene l’inversione e come l’interno e l’esterno possono rispecchiarsi a vicenda. “

Oltre a questo progetto, sei stato coinvolto in un certo numero di band in tutta l’area di Edmonton, in Canada. In particolare, hai suonato nei Dead of Winter e Gloria Diaboli. Qual è stato il tuo ruolo in ciascuno di questi progetti e in che modo il tuo lavoro in queste band ha contribuito allo sviluppo del suono che hai raggiunto con gli ANTEDILUVIAN?

“Nei Dead of Winter, ho suonato la chitarra e scritto gran parte della musica e dei testi. Questa band era eccezionalmente estremista e depravata. Ho imparato a invocare alcune qualità trascurate attraverso il mio strumento che uso ancora adesso. In Gloria Diaboli ero il cantante per il MCD di “Gate To Sheol” e ho scritto testi per diverse canzoni, entrambe le esperienze hanno fornito strumenti che spesso attingo nel lavoro che faccio ora con gli ANTEDILUVIAN e quindi il materiale ANTEDILUVIAN è stato più maturo e più vicino alla mia visione di quanto sarebbe stato altrimenti. Recentemente ho anche partecipato agli A.M.S.G. come bassista e vocalist di supporto. Stavamo scrivendo un album quando due dei nostri membri sono stati arrestati; il progetto continuerà se / quando saranno rilasciati.

In questo momento, la produzione degli ANTEDILUVIAN si basa esclusivamente su 3 demo autoprodotte e una demo split a tre. Non hai ancora pubblicato nulla su un’etichetta. Perché questo processo ha richiesto così tanto tempo per te? Questa protratta tempistica rappresenta un’intenzione da parte tua di perfezionare il suono prima di lavorare su un lavoro per un’etichetta?

“Sì. Volevamo prenderci tutto il nostro tempo, lasciare che il nostro materiale e le nostre capacità si sviluppassero e essere completamente assorbiti nell’esplorazione del territorio caotico in cui ci muoviamo”.

Lo stile della musica degli ANTEDILUVIAN si è evoluta considerevolmente rispetto alla manciata di versioni che hai registrato. L’intera direzione della band sembra aver preso forma gradualmente nel corso di questi demo con ciascuno che esprime una direzione più chiara di quella precedente. Cosa ha stimolato questa continua crescita?

“Ci spingiamo costantemente e siamo aperti a un canale caotico e perverso che rifiuta la singolarità e la semplicità.”

Va notato che il tuo gruppo non si affida ai soliti siti internet “social media” come conduttori per diffondere la musica. È una decisione intenzionale da parte tua? Prevedi di utilizzare questi canali banali per questi scopi?

“Stiamo costruendo un sito web adeguato, ma non uso altri strumenti di social networking su Internet, anche se sono più indifferente che radicalmente contrario a tali sfoghi”.

Gli ANTEDILUVIAN sono solo un duo, in questo momento. Hai pensato di aggiungere nuovi membri per ottenere un suono più completo o ti accontenti della line-up così com’è attualmente?

“Sì, stiamo pensando di provare a trovare altri membri, il che sarebbe una cosa molto difficile dal momento che persone con mentalità simile sono scarse o già coinvolte nel gruppo. In concerto suoniamo in maniera devastante così come siamo, anche se altri musicisti dal vivo non sarebbero un danno e un giorno magari li useremo. “

A quanto ho capito, anche se esercitandosi in altre campi della musica, Mars-Sekhmet ha iniziato a suonare la batteria solo all’inizio degli ANTEDILUVIAN. I suoi progressi e la sua abilità sono chiaramente evidenti. Quale esercitazione musicale ognuno di voi ha nel suo background? Cosa ha portato al suono della batteria modificata, nelle due ultime registrazioni?

“Non ho alcuna formazione musicale formale, MS ha un esercitazione formale di pianoforte, violino e teoria musicale, il suono della batteria cambiata è dovuto al cambio di kit di batteria”.

Che attrezzatura di registrazione usi? Questo è cambiato nel corso delle pubblicazioni? Hai avuto qualche aiuto con la produzione dei demo?

“Abbiamo registrato personalmente tutte le demo e, con il progredire, abbiamo acquisito apparecchiature migliori, il nostro mini album in uscita” Revelations In Excrement “è stato registrato presso lo studio Death Cult di Edmonton.”

Un altro elemento che contraddistingue gli ANTEDILUVIAN oltre a molte altre nuove band Death Metal è l’artwork che accompagna le pubblicazioni. Sei responsabile di questa visione? Cosa stai cercando di trasmettere con la tua selezione di opere d’arte? L’opera d’arte è stata creata appositamente per accompagnare la musica e, in tal caso, come viene coltivata la relazione tra l’arte e la musica?

“Sì, sono responsabile, sto cercando di trasmettere i concetti trovati nei testi, affrontando le origini della materia e della coscienza e contrastando le visioni interne ed esterne della realtà.Dalla demo split in poi, ho usato l’astrazione formale per alcuni in misura tale da far riferimento all’importanza del materiale reale, vale a dire la materia. Tuttavia, questo è sempre combinato con alcuni elementi rappresentativi per fare riferimento alla nostra capacità di percepire simboli e associare concetto e pensiero in ciò che vediamo “.

Il tuo logo è unico in quanto sembra non contenere alcun carattere linguistico. Cosa rappresenta e perché l’hai scelto come simbolo per rappresentare gli ANTEDILUVIAN?

“È quello che sembra … Caos vigile. Il simbolo degli ANTEDILUVIAN è un simbolo perché lo scegliamo. La sua forma è di materia caotica, creata senza controllo, ma usandola come simbolo la controlliamo, decidendo di percepirla in maniera significativa. Ecco come l’occhio e la mente si relazionano. Esploriamo guardando come aventi molteplici implicazioni; da una parte c’è l’interpretazione personale, interiore, introspettiva, e dall’altra la coscienza (dell’esterno): considerarci come siamo in relazione con gli altri e con tutta la materia con cui interagiamo nella realtà. La visione esterna si riferisce anche a concetti come gli osservatori prometeici, l’idea di un’influenza esterna / ignota che conferisce consapevolezza o conoscenza carnale “.

Prenderesti mai in considerazione l’idea di usare opere d’arte create da terzi o è essenziale per il messaggio degli ANTEDILUVIAN creare l’opera d’arte così come la musica?

“Potrei prenderlo in considerazione, dipende ovviamente dalle circostanze e non lo escludo, probabilmente collaborerò con un membro dei Witchrist per uno split 7 pollici che stiamo facendo con loro. Allo stesso modo tutta l’arte e il design per il progetto di cui sopra. “

Di recente hai firmato con la Invictus Productions per l’uscita del tuo album di debutto. Come è nato questo legame?

“Darragh della Invictus ci ha contattato per e-mail e ha chiesto di pubblicare per loro.” L’album di debutto è in fase di scrittura. In questo momento Darragh ha appena pubblicato una compilation dei nostri primi due demo e il materiale della demo split, chiamato “Watchers ‘Reign” e funge come elenco delle nostre registrazioni iniziali. “

Quanto parte dell’album hai scritto fino a questo momento? Puoi dare qualche descrizione del carattere delle canzoni che hai già completato?

“Per l’album abbiamo circa 5 canzoni completate e altre ancora in corso. Le canzoni finora sono variate nella trama e contengono strani elementi, prendono i diversi stili che tocchiamo e li rendono irriconoscibili. Alla fine, gli strani ingredienti che canalizzeremo si trasformeranno in un abominevole nuovo buco. “

Hai anche un MLP da 10 “intitolato” Revelations in Excrement “che è stato registrato e dovrebbe essere rilasciato molto presto. Ho avuto la fortuna di ascoltare un promo di questo materiale e credo che sia il più sviluppato del tuo lavoro. Puoi dirmi di più su queste nuove registrazioni? Qual’è l’etichetta che lo deve pubblicare e quando ti aspetti che esca? (NOTA: Al momento in cui questa domanda è stata scritta, gli ANTEDILUVIAN hanno fatto uscire questa versione per un’altra etichetta. Solo dopo che questa versione è venuta meno, la Bird of Ill Omen è stato coinvolta).

“Sarà pubblicato su Bird Of Ill Omen negli Stati Uniti. Ci aspettiamo che uscirà nell’ultimo trimestre del 2010. Questa è stata la nostra prima registrazione in uno studio come ANTEDILUVIAN. L’ingegnere del suono aveva molta familiarità con il tipo di territorio musicale che esploriamo, e quindi è stata una situazione ideale per la registrazione in studio, dato che abbiamo favorito la decadenza e l’estraneità riscontrate nel nostro suono.”

Hai concepito e disegnato l’artwork per “Revelations In Excrement?”

“Si l’ho fatto.”

Fino ad ora, proprio come ogni uscita, questo ha portato maggiore attenzione al tuo lavoro, ti aspetti che, quando verrà pubblicato, l’album rifletterà un nuovo plateau per il tuo sound?

“Sì. Sono consapevole che il nostro nuovo materiale è più complesso e in qualche modo diverso e nuovo rispetto a qualsiasi cosa abbiamo fatto. Le nostre canzoni stanno fluendo in forme uniche, forgiate con gli strumenti che abbiamo acquisito mentre scrivevamo tutte le nostre demo fino ad ora pubblicate. È inevitabile che l’album si manifesti come qualcosa che va al di là di tutto ciò che abbiamo fatto finora “.

Hai anche registrato una traccia per uno split con i Witchrist che verrà pubblicata sulla mia etichetta, la Bird Of Ill Omen Recordings. Perché hai deciso di lavorare con i Witchrist? Qual’è il confronto della canzone per questo split con le altre versioni? (Nota: questo EP split sarà presto distribuito sotto l’insegna dell’eccellente Nuclear Winter Records.)

“La canzone è molto ritmata e improvvisata, è sulla falsariga del materiale di” Under Wing Of Asael “e” Revelations In Excrement “. È stata registrata nella stessa sessione di quest’ultimo. Siamo stati in contatto con i Witchrist per un po ‘di tempo e abbiamo deciso molto tempo fa di fare un split: la qualità del materiale carpito nel loro recente album “Beheaded Ouroboros” consolida la legittimità e la necessità che questo split avvenga. “

Quanti rituali dal vivo hai eseguito fino ad ora? Cosa c’è da aspettarsi in uno spettacolo degli ANTEDILUVIAN? Hai intenzione di continuare a esibirti dal vivo?

“Abbiamo suonato sette concerti dal nostro debutto dal vivo a ottobre; i nostri spettacoli portano l’esibizione a espandersi oltre i suoni e le immagini tipiche: le parti animali, le sculture o altre manifestazioni sono sempre incorporate, inoltre utilizziamo introduzioni uniche per le canzoni che vanno oltre il materiale registrato. Non abbiamo piani per altre esibizioni dal vivo in questo momento, poiché ci stiamo concentrando sulla creazione di nuovo materiale per il nostro album, dopodiché ci aspettiamo che riprendano “.

Alcune delle registrazioni incorporano elementi aggiuntivi come chitarre sovraincise, tastiere o vari suoni alieni. Sei in grado di trovare un modo per ottenere questi suoni dal vivo? Ti esibisci anche come live a due parti? Cerchi di ricreare il suono registrato o produci qualcosa di diverso nel contesto delle esibizioni dal vivo?

“L’esecuzione in due parti è sia una rovina sia una benedizione: la stratificazione funziona diversamente quando suoniamo dal vivo ma è ancora presente Non parlerò troppi dei dettagli tecnici, basti dire che l’atmosfera è soffocante e tende a andare oltre le versioni delle canzoni sulle registrazioni, elementi di improvvisazione e effetti programmati sono usati per migliorare la presentazione. “

Quali band hanno avuto l’influenza più profonda sul suono degli ANTEDILUVIAN? Ascolti e sei influenzato dalla musica al di fuori della scena metal?

“Ascolto tutti i tipi di musica, sì, mi stanco di elencare le band nelle interviste ma gli artisti più grezzi, astratti e atmosferici sono i più attraenti. Penso che le influenze più profonde vengano dall’interno e che la corrente interiore sia ciò che mi causa il connettermi con determinati artisti / stili, anche se è impossibile negare l’effetto che una vita di ascolto della musica può avere in un’influenza esterna della propria mentalità. Ascoltare musica ambient / sperimentale dà molto più al nostro suono oscuro di quanto si possa immaginare, rispetto di chi usa i tipici strumenti Metal. “

Ci sono delle band attuali con le quali senti di avere una connessione musicale, ideologica o estetica?

“Il lavoro di altri artisti è sempre aperto all’interpretazione”.

Quali filosofie, ideologie o sistemi mistici hanno contribuito in modo significativo al contenuto tematico del tuo lavoro?

“Ho letto abbastanza, ma comunque considero di aver solo scalfito la superficie per quanto riguarda i” sistemi mistici “. Se dovessi scegliere una cosa come un importante punto di partenza per scritti spirituali o religiosi, direi opere bibliche / apocrife “.

Sei influenzato da qualche pratica che consente la trascendenza della mente al di sopra del regno di questa esistenza profana e ordinaria come la magia, lo yoga, la meditazione o anche la droga? In tal caso, influisce sul carattere della musica che crei?

“Sono aperto a questi tipi di pratiche, penso che sia importante andare oltre il banale, ma solo quando i risultati sono legittimi.”

Il Death Metal non è mai stato considerato un ceppo “spirituale” del Metal nello stesso modo in cui il Black Metal lo è, ma negli ultimi anni ha visto un accrescimento nel cosiddetto “Occult Death Metal”. Senti un’affinità con questa corrente nel Death Metal?

“Il tipo di “corrente” a cui ti riferisci si è manifestata nella musica sin dall’inizio, ho un’affinità per le band che canalizzano davvero l’energia caotica distruttiva e lascio l’etichetta del genere agli ascoltatori. I generi sono simili in termini di somiglianza sonora piuttosto che in caratteristiche specifiche come la “spiritualità”: più si approfondisce questo tipo di musica, più queste divisioni di genere cadono a pezzi o si intrecciano, di solito le band che sfidano le classificazioni e le aspettative sono comunque più interessanti “.

Come percepisci i concetti di “buono” e “cattivo”? Queste forze sono veramente in opposizione l’una all’altra o sono emanazioni necessarie della stessa forza all’interno del piano dell’esistenza? Che ruolo giocano gli elementi “più scuri” dell’universo nella musica degli ANTEDILUVIAN? Questi concetti, come quello di “Dio” e “Satana” esistono in opposizione dinamica tra loro o è una finzione propagata dalla visione dualistica dell’universo inerente alle tradizioni monoteiste?

“Basta dire che l’esistenza sopravvive solo attraverso la morte e molti di questi concetti nascono cercando di evitare o sovradimensionare questo semplice fatto: l’oscurità assoluta è l’impossibilità di esistere in assenza del fatto suddetto. Raggiungere questa impossibilità è anche noto ad alcuni come luce o illuminazione. “

In particolare, noto che la tua musica mostra spesso spostamenti temporali che promuovono un effetto disorientante nell’ascoltatore e ti riferisci addirittura alla tua musica come “tempo che distrugge il Death Metal”. Come affronti i vincoli temporali inerenti alla musica occidentale?

“La tipica musica occidentale è per la maggior parte noiosa, evitando o elaborando la rigida dipendenza dai 4/4 o dal ¾, rende la musica e le canzoni immensamente più interessanti da suonare e ascoltare”.

Quali sono le fonti principali di ispirazione per i tuoi testi e quali argomenti hai approfondito nella loro scrittura?

“Le fonti primarie finora sono state per lo più la Bibbia e il Libro di Enoch.”

Lo stile degli ANTEDILUVIAN è indiscutibilmente unico. L’identità, tuttavia, è un tratto caratteriale fin troppo raro in questo periodo in cui la maggior parte della scena Metal è composta da simulacri. Questa unicità nella tua musica è una ricerca calcolata o si è evoluta in modo naturale? Pensi che ci sia ancora molto spazio per il Metal in generale e il Death Metal in particolare, per andare avanti?

“Dal mio punto di vista, ci sono state numerose band recentemente che hanno spinto l’involucro in una direzione che trovo perspicace, e quindi in quel senso, sì, può andare avanti, e penso che ci siano ancora molti modi in cui può andare oltre ancora. L’unicità della mia musica è in parte dovuta alla preferenza a suonare qualcosa di diverso rispetto a qualcosa di ripetitivo. Mi piace ancora ascoltare la musica ripetitiva, comunque. Mi piace anche ascoltare musica strana, inquietante, imprevedibile; c’è qualcosa di intrinseco in me stesso che si riferisce veramente a quel tipo di cose. Trasmetto questa qualità inquietante dentro le nostre registrazioni. “

Quale immagini sarà la traiettoria del Metal nel prossimo decennio? Diventerà più rilevante o semplicemente un modo di espressione singolare e anacronistico? Sebbene abbia chiaramente guadagnato popolarità, il Metal è diventato più o meno rilevante all’interno della nostra società negli ultimi anni? Il Metal ha un ruolo o uno scopo diverso ora rispetto a quello che ha fatto negli anni ’80 o ’90?

“Diversi tipi di musica guadagnano o perdono di frequente rilevanza nella società mondana, spesso a prescindere dalle intenzioni degli artisti, tuttavia ci sarà sempre bisogno che questa società abbia uno sfogo aggressivo. Nel peggiore dei casi, il Metal può semplicemente soddisfare questo bisogno della persona media che allo stesso modo guarda il wrestling o gli sport. Il fatto che questo sfogo per la violenza debba esistere significa che la nostra società è completamente isolata dalla realtà dell’esistenza che normalmente alimenterebbe questa tendenza all’aggressione e alla distruzione. Ci siamo evoluti per uccidere per il nostro cibo e uccidere per la nostra terra, eppure oggi la persona media nel mondo occidentale è completamente esclusa dal riconoscere anche il più remoto sguardo alla realtà plumbea dell’auto-sostentamento. Detto questo, considerare come il mainstream del Metal si applica alla massa non è un argomento che influenza il nostro lavoro, se non quello di ricordarci di nuovo: tutto ciò che facciamo si basa sul sovvertimento della tipicità mondana, scavando oltre la motivazione superficiale e (ri)-stabilendo una connessione con la realtà della morte che esiste in tutte le forme viventi e con la vera morte che non può nemmeno esistere “.

Jason Campbell

ANTEDILUVIAN: “TORRI DEL SILENZIO”

Sotto i cieli secchi
Le spirali gemelle ascendono
Percorso da vagabondi esecrabili
Su piani abissali
L’ospite dimenticato

Schiavi antecedenti
Scopo insignificante senza ricordo

Affamato di oscena spiritualità
Piangono sull’altare morboso
La balbuzie anima il brivido

Assediato dalla forma di realizzazione del vuoto
Luccicante tra massa e spirito
Lottando contro la propria forma

Vibrazione depravata
Torri del silenzio

ARMAGEDDA: “VISIONI DELL’ABISSO”

Devono essere maledetti

Le creazioni di luce, nella loro gamma

Il cosmo doma le persone

Devo sperimentare il pugnale nero degli urkao

Donna e uomo del cristianesimo

Ascolta la lingua dell’oracolo rivendicare il suo diritto

Ha parlato con il Diavolo in persona

Spazzato dal fiume fino alla fine..

Meglio morire nella tomba che morire per vivere

Anche nel mondo che cammina …

Non permettere mai che il santo sia calmo

Devi dare la colpa a te stesso.

La condizione per il potere del male!

E i suoi oscuri abissi.

Vedi la gloria del Mar Morto!

Sperimenta il verme spirituale.

Nell’ombra delle ali del cadavere

Incontra la morte del tuo sguardo

Quando la disgrazia è vicina

L’ultimo istante di vita

CAOS E VOLONTÀ DI POTERE

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Il pensiero di Nietzsche manifesta tutto il suo vigore critico e creativo con la “dottrina” della volontà di potere. A partire da questo, propone di costruire una nuova interpretazione di tutto quello che accade e istituire un contro-movimento rispetto alla tradizione metafisica e morale. In questo senso, i temi più importanti della sua filosofia- oltreuomo, trasvalutazione dei valori, eterno ritorno e nichilismo- raggiungono la loro profondità solamente in relazione con la volontà di potere. Un frammento postumo indica bene questa posizione prominente; Nietzsche risponde alla domanda “E sapete cosa è anche per me ‘il mondo?'”:

“Questo mondo: un’enormità di forza, senza principio, senza fine; una quantità fissa,di forza ferrea che non diventa maggiore né minore che non si consuma ma si trasforma solo, invariabilmente grande in quanto totalità; un’economia senza spese né perdite ma, ugualmente, senza crescita, senza entrate; circondato da ‘niente’ come il suo limite.

Non è qualcosa di ampio che si disperde né che si estende infinitamente, ma in quanto forza determinata, posizionata in un spazio determinato e non in un spazio che sia ‘vuoto’ in qualche punto, al contrario, come forza da tutte le parti, come gioco di forze e onde di forza, contemporaneamente uno e ‘molti’, accumulandosi qui e contemporaneamente diminuendo lì, un mare di forze burrascose annegando in loro stesse, trasformandosi eternamente, ritornando eternamente, con immensi anni di rientro, con un flusso e riflusso delle sue forme, allontanandoli da quelli più semplici a quelli più vari, da quello più quieto, rigido, freddo, al più ardente, indomito, auto-contraddittorio, e, dopo, un’altra volta, ritornando dall’abbondante al più semplice, dal gioco delle contraddizioni al piacere della consonanza, reggendosi in sé stesso nonostante questa uguaglianza delle sue rotte e dei suoi anni, benedicendosi in sé stesso come quello che deve ritornare eternamente, come un divenire che non conosce né sazietà, né disgusto, né stanchezza—: questo mondo dionisiaco del crearsi-a-se-stesso-eternamente, del distruggersi-a-se-stesso-eternamente, questo mondo-mistero di doppie delizie, questo mio al di là del bene e del male, senza meta, a meno che non ci sia nella gioia del cerchio un obiettivo, senza volontà, a meno che un anello non abbia una buona volontà per ottenere se stesso— Vuoi un nome per questo mondo? Una soluzione per tutti i tuoi enigmi? Una luce anche per te, il più nascosto, il più forte, il più impassibile, il massimo della mezzanotte? Questo mondo è la volontà di potenza — e niente di più! E anche tu sei questa volontà di potenza – e nient’altro!

Questo breve testo, nonostante il suo tono oracolare e affermativo, nasconde tensioni e ambiguità. Ha, almeno, tre comprensioni della volontà di potenza, forse incompatibili tra loro:

1. La volontà di potenza è identica alla vita, in particolare alla vita umana: “in tutti i luoghi in cui ho trovato esseri viventi ho trovato una volontà di potenza; e anche nella volontà di colui che serve, ho trovato la volontà di essere il signore “; “La vita stessa è essenzialmente appropriazione, offesa, schiavitù di ciò che è strano e più debole, (…) imposizione delle sue stesse forme, (…) perché la vita è la volontà di potenza”. Come vita, la volontà di potenza è caratterizzata come una relazione tra comando e obbedienza, tra forte e debole. Il suo segno è la molteplicità, la lotta incessante tra impulsi e forze: «la volontà di potenza si manifesta solo superando la resistenza».

2. La volontà di potenza è anche l’appetito fondamentale (Grundbegierde), l’impulso creativo, la volontà di accumulare forza, l’intensificazione del potere, la volontà di diventare più forti. In questa prospettiva, sarebbe “l’inizio della vita”, una forza modellante e dominante che muove l’intero processo organico. Il suo imperativo è: crescere, dominare, espandersi, essere sempre al servizio della vita ascendente. Tutta la crescita, l’espansione e il dominio, tuttavia, hanno sempre una prospettiva e un carattere interpretativo. In questo senso, der Wille zur Macht è un’interpretazione prospettica dal punto di vista di ogni vita. La vita, nel suo insieme, sarebbe solo l’interpretazione, la posizione delle prospettive.

3. La volontà di potenza non è solo all’inizio della vita, ma anche all’origine di ogni movimento. Come “forza di tensione” (Spannkraft) , è il principio del movimento, forza motrice (treibende Kraft); come “l’essenza più intima dell’essere”, un fatto primordiale, è un movimento di totalizzazione e organizzazione, che cerca di tenere conto di tutti i fenomeni della vita e del mondo.

È la configurazione del caos originario e la reintegrazione sempre nei sistemi di ordine, la vittoria della forma sul caos, sugli elementi in flusso disordinato. Tutto ciò che accade nel mondo è concatenato come un gioco di forze, in quanti dinamici di potere in opposizione e lotta eterne. Quindi, il mondo non è altro che una molteplicità di volontà di potere che combattono tra loro e si sopraffanno l’un l’altro.

Nietzsche non si limita alla considerazione meccanica del mondo, secondo cui “l’energia di ogni divenire rimane costante”, ma afferma che nel mondo della volontà di potenza c’è una “trasmutazione di energia nella vita, e della vita nella potenza suprema (obiettiva) ». Afferma, ma non lo dimostra sufficientemente, che esiste un movimento costitutivo che penetra nell’organico e nell’inorganico, nell’umano e nel cosmico. Intendiamo indagare questa lacuna, quel deficit di argomentazione e prova, dal rapporto tra caos e volontà (e) di potere.

L’ORDINE CRIMINALE II

Invoco desiderosa l’arrivo benvenuto del Caos, della Morte, la perpetuità dell’ordine criminale è lo scettro maledetto dell’Egoista. Il peccato della causa Unica, è la non invocazione del Tango sulle tombe della perdizione gregaria.

L’ordine criminale, con la massa della perdizione, è l’abisso dell’Ego Unico, questi ha invaso quale insetto spregevole, ha inquinato, deteriorato, macchiato, eclissato la pienezza egoista degli individui unici. La catastrofe, il caos, è la necessità Egoista che ha creato l’ordine, è l’esecuzione dello schema della civilizzazione, dei produttori, dei consumatori, degli idealisti, religiosi, ideologi, democratici, degli Uomini. L’ordine, sotto la loro stessa legalità, è peccatore, è la delinquenza personificata.

La santità dell’ordine, è l’impeto della consacrazione dell’Ego di fronte al fuoco incendiario della catastrofe, quello che ci libererà delle mostruose opere della civilizzazione imposta sotto il manto del Cristianesimo. Mi Compiace dargli il benvenuto, è inevitabile!

Il ritorno dalla Morte non sarà per produrre, consumare, ubbidire, comandare, punire, o inginocchiarsi di fronte a qualunque ideologia superata. È il ritorno del rifiuto al destino siglato dalle ideologie, il rifiuto assoluto del paradiso terreno, il paradiso si è perso, l’ho distrutto, ridotto a cenere, salutando le tombe della massa, dove giacciono le mie ceneri gregarie.

Non ho mai avuto nessun padre nel cielo, neanche lo voglio all’inferno esistenziale della quale sono oggetto, sono un’orfana. La salvazione ideologica o religiosa non ha senso, mi vedo condannata, abbraccio la mia maledizione. Il peggiore nemico è chi parla di speranza, illusione, salvazione, chi presenta un futuro di allegria, di pace, dove la miseria della vita moderna non è abbordata, ma ancora così promettono che ognuno dei miei problemi saranno risolti. Non si sono rinnovati mai i religiosi e ideologi, il loro discorso, l’hanno solo truccato, mascherato, trasformato.

Idee false e irreali che conducono alla decadenza individualista. Piegarsi, vacillare, sotto un manto oscuro di illusioni o nozioni astratte, parlando sotto l’influenza della morale o la fede, sotto lo splendore della bugia più strisciante.

Non voglio nessuna morale o fede religiosa come ideologica che mi illumini. Nego la storia, la società, la religione, le ideologie, lo nego totalmente con l’unico obiettivo di preservare la mia Unicità. Il mio delirio egoista mi spinge alla catastrofe, alla delusione, alla negazione, alla morte assistita. Non è mai stata tanto deplorevole la valutazione della vita, del mondo, dove il peso, le dimensioni e le interpretazioni sono false.

Il punto di partenza per rompere con l’ordine, è che l’egoismo si innalzi, alzandosi sulle rovine di tutto il vigente, di tutto il supremo, di tutta la morale, di ogni legalità, di ogni etica superata, di ogni umanesimo moderno. La morte è la strada che bisogna seguire, il privilegio di vivere è una farsa. La vita è una bugia, il rispetto per la vita è un vile inganno, è la deformazione grottesca del Cristianesimo materializzato. La salvazione comincia dove termina la vita.

In un’esistenza che affonda nella miseria assoluta, il desiderio, è il rispetto per la vita che si consumerà con l’arrivo della soluzione dissolvente, il suicidio di massa assistito. Così si farà la volontà incendaria, così sià la rovina.

Tutto quello che mi circonda si sgretola, si disintegra con la negazione dei pilastri strutturali del presente. Le città sono l’immagine del paradiso promesso, il mondo è ora inabitabile. Una riorganizzazione è ora impossibile. La carità reorganizzativa è un inganno,è questo me l’ha insegnato il mio nemico. In un mondo pieno di insetti cristiani, non si possono affrontare, le malattie che li decimano, la Morte è desiderabile, così non si dovranno sterminare.

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