INSANITY CULT: “E TUTTO TORNERÀ AL CAOS …”

Conosci la mia fine
Qui sono esistito
Madre del dolore
Il Caos
L’Inferno del ritorno
L’assurdità di un viaggio senza fine
Qui sono esistito
Ti ricordi di me?
In un punto morto della non esistenza
Paranoia e altre ossessioni verso una bestia che non si calma mai
Vado avanti, ma tutto è come prima
Qualcuno ha domandato
Qua sono esistito
“Dentro il caos del ritorno”
Nel ritorno del Caos
Tutto finisce, tutto esiste
Molta acqua
Sto affogando per abitudine
La discordanza mi imputa la colpa

Non cancellarmi
Una volta qua sono esistito
Il caos mi ha sempre protetto dalla pioggia
Ricordi?
Così tanta acqua

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Το ξέρεις το τέλος μου
Υπήρξα εδώ
Γενέτειρα της θλίψης
Το Χάος
Στην κόλαση της Επιστροφής
Στην γελοιότητα ενός ταξιδιού δίχως τέλος
Υπήρξα εδώ
Με θυμάσαι;
Στα τέλματα ανυπαρξίας
Η παράνοια κι άλλες οφειλές σε ένα κτήνος που δεν ησυχάζει ποτέ
Όσο αφέθηκα, πόσο περίσσεψα
Σε ρώτησε κανείς για εμένα;
Υπήρξα εδώ
“Στο χάος της επιστροφής”
Στην επιστροφή του Χάους
Όλα καταλήγουν, Όλα υπάρχουν
Τόσο νερό
Πνίγομαι από συνήθεια
Η παραφωνία απλά μου καταλογίζει ενοχές

Μην με σβήσεις
Κάποτε υπήρξα κι Εδώ
Το Χάος πάντα με έκρυβε απ’ τη βροχή
Θυμάσαι;
Τόσο Νερό

TERROR OATH: “GIURAMENTO DI TERRORE”

Sarò la falce del mietitore
Sarò l’ombra della morte
Sarò la piaga della pestilenza
la vendetta apocalittica sarà scatenata
Vedrò la distruzione dell’uomo
Vedrò bruciare le città
Vi affogherò parassiti del cazzo
nei fiumi di un sangue putrido

giuramento di terrore
riti di sterminio dell’annientatore
nemico giurato della vita
distruttore di tutte le cose divine

Brandirò la spada del conquistatore
Sarò la fiamma purificatrice
Brandirò il martello da guerra
che colpisce il fottuto debole dalla terra
Sarò il carnefice
Ucciderò con brama e odio
Sarò l’estinzione
trasformando questo fottuto mondo in una tomba

LE BESTIE DI SATANA, LA SETTA DEGLI ORRORI

Ricevo e pubblico:

Le Bestie di Satana, furono “ufficialmente” un gruppo che agì, tra la fine degli anni 90 e l’inizio del magnifico nuovo secolo, così pregno di robotizzazione. Come innumerevoli volte specificato, quello che è il racconto/storia, o quello che è stato scritto su questo gruppo- anche a livello internazionale- è sempre basato su tante e troppe certezze. Le Bestie di Satana erano un gruppo clandestino Terroristico Satanista, appartenente alla Tendenza Estremistica del Satanismo Acido. Svariati omicidi con rituali furono perpetrati, in una zona come quella di Varese, pregna di boschi e montagne oscure, dove poter agire indisturbati. Su questa Tendenza, ne abbiamo letto di ogni, molti a dire che non è mai esistita, che era costituita solo da tossici, che non era o è il vero Satanismo…da parte di chi, naturalmente? Dalle chiese ufficiali sataniste (in Italia in questo caso, dato che da una della chiese arriva il testo di riferimento), che proteggendosi dietro la morale fottuta, devono sempre dirigere tutto verso la capibilità di atti, che non possono essere facilmente inquadrati. Approfittiamo di questo, per dire, che c’è chi ha inviato delle email “minacciose” ad Abisso Nichilista, dato che sta risentendo degli innumerevoli testi e attentati amoralistici e anti-politici da noi posti sul sito affine;  e per questi moralisti-idealisti, Noi rispondiamo quanto segue: non fermerete mai la nostra Passione Terroristica e Misantropica, il Nostro Godimento Egocentrico, non riuscirete mai a fermare con la vostra fottuta censura quello che vogliamo declamare a chiare lettere, e “senza peli sulla lingua”, questo deve essere ben chiaro… Per fermarci, dovete farci fuori, o dovete sperare che ci estinguiamo totalmente. Per finalizzare, postiamo questo testo, che parla di questo gruppo Terroristico Satanista, chiamato giornalisticamente “Bestia di Satana”, non per dovere di cronaca, ma perché da Egoisti Unici, vogliamo, che con questi atti passati, si sprigioni il Kaos Terroristico e Amorale! Per la caduta della società e l’ergersi di una gloriosa era distopica!

Ex Editori della Rivista Misantropica Attiva Estrema KH-A-OSS

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La storia di questo gruppo viene alla luce la notte fra il 23 e il 24 gennaio 2004 quando a Golasecca, piccolo paesino del Varesotto, alle porte di Somma Lombardo, i Carabinieri scoprono, all’interno di una serra costruita accanto ad un simpatico chalet circondato dal bosco, il corpo con il viso sfigurato di Mariangela Pezzotta, 27 anni, figlia di un esponente di spicco di Forza Italia.

Mariangela è stata tramortita con una fucilata che, come dirà in seguito uno degli investigatori, “le ha cancellato il volto” ed è stata poi selvaggiamente uccisa a badilate e a bastonate in testa, che le hanno fracassato il cranio.

I Carabinieri, nella camera da letto dello chalet antistante la serra del ritrovamento, trovano anche un enorme cero che brucia ancora dopo più di dodici ore e, vicino al letto disfatto, una strana statuetta evocante strani culti esoterici che i ragazzi chiamano “il militante”.

Tutto comincia, quando il custode della stamperia STS chiama il 112 perché in strada c’è un giovane con i jeans sporchi di terra e fango, chiamato Andrea Volpe, che urla come in preda al delirio e si dimena prendendo a calci le autovetture parcheggiate.

I Carabinieri lo fermano e gli chiedono spiegazioni.

Il ragazzo comincia a farfugliare di essere stato aggredito, insieme alla sua ragazza, da un branco di malviventi.

Nel frattempo arrivano sul posto anche i genitori del ragazzo che, preoccupati, chiedono al figlio cosa sia successo.

Andrea ricomincia a raccontare. Stavolta, però, fornisce una versione dei fatti un po’ diversa dalla precedente: parla di una ragazza in pericolo che è rimasta sola sul luogo dell’aggressione.

I Carabinieri, arrivati sul posto indicato loro dal Volpe, trovano una Fiat Uno color argento incastrata in un muretto circostante, senza nessuno al posto di guida e, poco più avanti, una Honda Accord con al posto di guida, china sul volante, Elisabetta Ballarin viva ma sotto l’effetto evidente di droga e psicofarmaci.

I Carabinieri scoprono che la Fiat Uno appartiene ad Annamaria Pe, moglie di un noto esponente di Forza Italia e madre di Mariangela Pezzotta.

Dopo le prime cure prestate ad Andrea Volpe ed Elisabetta Ballarin presso il vicino ospedale di Varese, Elisabetta parla alla madre di Andrea, insieme a loro in ospedale, dell’omicidio della Pezzotta e dell’occultamento del suo cadavere che è nascosto nella serra dello chalet della sua famiglia nel bosco di Golasecca.

Questi i fatti, secondo la ricostruzione di Volpe:

La sera del 23 gennaio 2004, sera di luna nuova, Mariangela Pezzotta viene raggiunta al cellulare da Andrea volpe, suo ex fidanzato, che le dice di raggiungerlo subito nello chalet dei Ballarin a Golasecca per restituirgli una videocassetta.

Raggiunto lo chalet, Mariangela nota subito, scorgendo gli sguardi di Andrea ed Elisabetta, che i due ragazzi hanno fatto uso di droga e che non l’hanno chiamata solo per la videocassetta.

Andrea, infatti, fa un cenno con la testa ad Elisabetta che immediatamente si reca in un’altra stanza tornando con in braccio un fucile.

Posizionandosi davanti al portoncino d’ingresso, Elisabetta sbarra l’unica via d’uscita a Mariangela, tenendola sotto tiro.

Andrea, invece, tira fuori dalla tasca dei suoi jeans una Smith & Wesson calibro 38 e la punta al viso di Mariangela.

I due cominciano a litigare e Andrea spara un colpo diritto in faccia alla ragazza.

Mariangela cade con la testa sul tavolo.

Il sangue le esce dalla bocca.

“Senza pietà continua l’eliminazione per la pulizia totale, donando la cenere del nemico a colui che siede al trono”, recita Volpe mentre Mariangela è agonizzante.

Ma c’è di più.

C’è molto di più.

Dopo aver sparato a Mariangela, Volpe ne beve il sangue senza battere ciglio, con una tranquillità, freddezza e lucidità paragonabili soltanto al glaciale distacco emotivo dallo stesso mostrato durante il suo racconto.

Non sapendo cos’altro fare, Andrea Volpe chiama Nicola Sapone il quale, giunto sul posto si arrabbia con i due amici perché Mariangela non è ancora morta e grida loro “Non sapete neanche uccidere una ragazza!”

Poi, Andrea, Nicola ed Elisabetta trascinano il corpo sanguinante di Mariangela nella serra antistante lo chalet e lì la uccidono sotterrandone frettolosamente il corpo nel fango.

L’omicidio di Mariangela è stato consumato in quello che, considerati i fatti, è ormai tristemente soprannominato “lo chalet degli orrori”.

Due giovani, Andrea Volpe, 30 anni ex fidanzato della vittima, e la sua nuova compagna, Elisabetta Ballarin, 19 anni, vengono arrestati.

Successivamente, finisce in manette anche Andrea Sapone, amico di Volpe.

Dopo essere stato arrestato, Volpe inizia a collaborare con gli inquirenti ed inchioda, inspiegabilmente, tutti gli altri membri della setta: perché è di una setta che sta parlando Volpe. Più tecnicamente, di un gruppo satanico denominato “Bestie di Satana”.

Motivando il suo gesto, Volpe racconta che, non essendo entrato da molto nel gruppo, al pari degli altri adepti che lo hanno preceduto, si deve sottoporre ad un rito d’iniziazione: deve uccidere per poi bere il sangue di una vittima sacrificale.

E lui lo fa.

Uccide Mariangela Pezzotta e ne beve il sangue, come se fosse la cosa più naturale del mondo.

I fatti conducono gli inquirenti verso la pista del disagio e di una devianza giovanile caratterizzata da abituale utilizzo di droghe e alcool.

Tuttavia, alludendo alle frequentazioni e agli interessi dei personaggi coinvolti, s’inizia a pensare al cosiddetto “satanismo acido” ovvero a quella particolare tipologia di culto satanico, tipicamente giovanile, in virtù del quale, secondo la classificazione di M. Introvigne, già presidente e fondatore del CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni) il culto del diavolo è semplicemente una scusa per operare eccessi e deprivazioni.

I riti di questa tipologia di culto, infatti, si basano sull’uso di sostanze stupefacenti ed alcool, associato ad orge e pratiche sessuali blasfeme caratterizzate da abusi psicologici e sessuali operati a danno degli adepti e non.

L’arresto contribuisce a dare nuovo slancio alle indagini riguardanti il caso della scomparsa di due giovanissimi frequentatori del gruppo di Volpe: Fabio Tollis di 16 anni e Chiara Marino di 19.

Questi, la sera della scomparsa, si trovano con alcuni amici in un noto pub metal di Milano, il Midnigth, situato in Porta Romana e conosciuto come luogo di ritrovo per giovani satanisti.

È la sera del 17 gennaio 1998.

Intorno alle 23.30 i due escono insieme dal locale dicendo di andare a fare una telefonata. Fabio telefona al padre Michele e gli dice che quella sera non sarebbe tornato a casa.

Il padre, però, nota uno strano tono di voce nel figlio e cerca di carpirgli più notizie nel tentativo di scoprire la ragione del mancato rientro ma Fabio riattacca il telefono ed interrompe la comunicazione.

Michele Tollis allora, preoccupato per il figlio, prende la macchina e si precipita al Midnigth, dove più volte aveva accompagnato il figlio dai suoi amici ed era venuto a riprenderlo.

Ma del figlio e dei suoi amici non c’era già più traccia.

Pare che, subito dopo la telefonata al padre, Fabio sia salito in macchina con Andrea Volpe e Nicola Sapone seguito da un’altra macchina, con a bordo Chiara Marino e Mario Maccione.

Da quel momento non si hanno più notizie né di Fabio né di Chiara: sono come spariti nel nulla e i loro assassini diffondono la voce di una probabile loro fuga d’amore.

Il 28 maggio 2004, i loro corpi senza vita verranno ritrovati nei pressi di un cimitero, a sei anni di distanza, in una buca, profonda circa due metri, scavata nei boschi di Somma Lombardo, a Golasecca, nei pressi di Varese.

Chiara, prima di essere uccisa, subisce abusi sessuali da parte di tutti i membri della setta, compreso Fabio Tollis il quale dopo gli abusi su Chiara intuisce che il rito messo in atto è un omicidio rituale ed è, quindi, prevista la morte della ragazza.

Ma nel tentativo di difendere Chiara e di strapparla alla morte, debolezza non tollerata dal gruppo, perde la vita anche lui massacrato a martellate in testa e a coltellate.

Fra Giugno e Luglio 2004, gli inquirenti danno seguito ad una notevole ondata di arresti: dei tre omicidi sono accusati Volpe (già in carcere per l’omicidio di Mariangela Pezzotta) e Nicola Sapone, accorso sul luogo dell’omicidio di Mariangela su richiesta dell’amico Volpe.

Per la morte di Tollis e della Marino sono arrestati anche Pietro Guerrieri (detto Wedra), Mario Maccione, Eros Monterosso, Paolo Leoni (detto Ozzy) e Marco Zampollo, mentre Elisabetta Ballarin è accusata per il solo omicidio della Pezzotta.

Viene arrestato anche Pietro Guerrieri, un tossicomane di vecchia data con il cervello già cotto dalla cocaina nonostante la giovane età. Si scopre infatti che proprio a lui, il 15 gennaio 1998, Andrea Volpe aveva dato l’ordine di andare nei boschi di Somma Lombardo per scavare una fossa profonda due metri: “non fare domande, vai e scava” gli disse Volpe “la fossa servirà per raccogliere il sangue durante il sacrificio rituale che faremo la notte di plenilunio”.

In manette finisce anche Massimino Magni, magazziniere ventiquattrenne che ai tempi dei delitti era minorenne, come lo era, d’altronde, anche Mario Maccione.

Le cronache mettono tragicamente in luce l’appartenenza degli arrestati e delle vittime ad un gruppo nato informalmente intorno al 1995 ed auto denominatosi “Bestie di Satana”, costituito da giovani tra i 16 ed i 29 anni coinvolti in questioni di alcol e droga ed interpreti, con una band musicale, di una frangia estrema del filone heavy metal e death rock.

Dai diari di alcuni dei protagonisti di questa triste e sconcertante vicenda emerge l’interesse di questi ragazzi per il mondo del mistero, dell’occulto e delle ritualità cerimoniali sataniche.

I genitori di Chiara Marino raccontano che la stessa Chiara aveva allestito, nella sua stanza, un piccolo altare adornato da candele nere ricoperto da un telo con disegnati una stella a cinque punte, un grosso piede di caprone ed un teschio.

L’uccisone di Chiara Marino e di Fabio Tollis sembrerebbero, dunque, realmente trovare collocamento in un contesto satanico sebbene, la sera dell’omicidio i due ragazzi siano stati colpiti con armi da taglio e corpi contundenti e gettati uno sopra l’altro nella buca del ritrovamento, scavata alcuni giorni prima da Pietro Guerrieri.

Pare che la decisione sia stata collettiva: Chiara doveva essere sacrificata perché voleva uscire dal gruppo e perché “somigliava troppo alla Madonna”, per questo è stata scelta come vittima sacrificale da offrire alla Bestia durante un rito satanico da compiere nei boschi di Somma Lombardo la notte di luna piena del 17 gennaio 1998.

Fabio, invece, è stato ucciso perché non sarebbe stato in grado di reggere all’omicidio della sua ragazza e perché colpevole di voler scalare i vertici della setta sostituendosi a Volpe e a Sapone.

La ferocia del duplice omicidio è sconcertante quanto mostruosa.

A Chiara vuole dedicarsi personalmente Nicola Sapone che la uccide a pugnalate.

Mentre Fabio, alto un metro e novanta, viene bloccato alle spalle dagli altri due amici e ucciso a coltellate e a colpi di mazza.

Ma i due ragazzi, pur se agonizzanti, non sono ancora morti.

Allora Sapone, per non udire più i loro rantoli, gli mette in bocca dei grossi ricci di castagno e li sgozza; poi, intinge una sigaretta nel sangue e se la fuma.

Ma non è tutto.

Dopo averli precipitati nella fossa, urinando sui corpi agonizzanti di Fabio e Chiara gli assassini beffeggiano “E ora, zombi, camminate se potete!” e Nicola Sapone, che ancheggia soddisfatto sulla fossa dove ha appena sepolto i suoi amici, urla: “Zombie, adesso siete soltanto degli zombie”.

Quella notte sul luogo del delitto erano dunque presenti Nicola Sapone, Andrea Volpe e Mario Maccione.

Secondo la ricostruzione fornita dagli inquirenti gli omicidi vengono compiuti “con due coltelli, uno dei quali, per la foga si è spezzato nel corpo delle vittime” racconta Pietro Guerrieri (soprannominato Wedra) che aiutò a preparare il delitto e che nei mesi successivi fu ricoverato per disturbi mentali: “Una martellata?… Una? Mario Maccione gliene avrà date ottanta”.

Poi ha avuto luogo la “dissacrazione dei poveri resti in un’orgia di sangue, l’oltraggio finale costituito dall’urinare sui cadaveri”.

Prima di uccidere Fabio e Chiara nel bosco di Somma Lombardo, però, le Bestie di Satana avevano già cercato di eliminare i due ragazzi.

Il primo tentativo fu effettuato nel Parco Sempione, nel centro di Milano, dove il gruppo si ritrovava. “Chiara doveva essere eliminata perché l’avevano indicata gli spiriti”, racconta Massimino Magni, uno dei pentiti che da anni è uscito dalla setta e che adesso ha deciso di raccontare tutto.

“Una sera hanno riempito una bottiglia di barbiturici per darli da bere a Chiara, stordirla e portarla in una zona di Milano frequentata da tossicodipendenti… qui, disse Volpe, le avrebbero fatto un’iniezione di eroina per causarne il decesso da overdose e quindi fare apparire la morte un incidente…” Però il piano andò a monte, un attimo prima dell’iniezione letale, probabilmente a seguito del passaggio di una pattuglia dei carabinieri.

Ma le Bestie di Satana ci riprovarono.

Una volta dissero a Fabio e Chiara che Satana voleva che avessero un rapporto sessuale. Li fecero salire sulla Renault 4 di Guerrieri nel cui serbatoio erano stati posizionati alcuni petardi. L’auto finì carbonizzata, ma non esplose e i due ragazzi si salvarono.

Tre omicidi, tre giovani vittime ed una setta che, senza concrete motivazioni, non dà vie di scampo.

Purtroppo, però, le Bestie di Satana non si macchiano solo di questi tre delitti.

A questa setta vengono attribuiti anche altri omicidi, tutti avvenuti nel Varesotto, nella zona fra Somma Lombardo, Golasecca e Malpensa. Ad esempio, quello di Andrea Ballarin operaio di ventidue anni che, il 6 maggio 1999, viene trovato impiccato sulle scale del cortile della sua vecchia scuola media.

E ancora quello di Angelo Lombardo, 28 anni, trovato bruciato nel cimitero di Legnano nel dicembre dello stesso anno.

A Legnano il 5 maggio 2004 trova la morte, impiccato, Luca Colombo, amico di Nicola Sapone.

Morte alquanto misteriosa, è anche quella di uno degli “anziani” della setta, Andrea Bontade di 20 anni, il “traditore” che, pur avendo scavato insieme agli altri la fossa nella quale sarebbero stati sepolti Chiara Marino e Fabio Tollis, la notte del massacro non si presentò all’appuntamento e che morì misteriosamente in un incidente d’auto avvenuto tra Somma Lombardo e Gallarate poche ore dopo un incontro con Sapone, accusato di averlo indotto al suicidio.

Bontade, umiliato e drogato per mesi dai compagni, si uccide la notte del 21 settembre 1999, schiantandosi ad altissima velocità con la sua auto.

La sua auto finì schiantata contro un muro alla velocità di 180 Km/h e, quello che venne inizialmente considerato un incidente dovuto all’uso di alcol e droghe, venne poi considerato un suicidio data la mancanza di alcun segno di frenata sull’asfalto.

Pare che il più desideroso della morte di Bontade fosse Marco Zampollo, il quale aveva deciso anche il giorno in cui Andrea avrebbe dovuto morire: la notte della festa della Luna, prevista per Luglio. Ma, poi, quella data saltò e la sera del 21 Settembre Sapone, salendo in macchina con Bontade, gli disse senza mezzi termini “O lo fai tu, o lo facciamo noi”.

Più tardi, quella stessa notte, lo schianto fatale.

È Volpe a svelare i retroscena di alcuni di questi strani suicidi.

Per ciò che riguarda Andrea Ballarin, che nonostante il nome non ha alcun legame di parentela con Elisabetta Ballarin. , per esempio, dice che durante i primi mesi del 1999 Nicola Sapone decretò la sua morte a seguito di un litigio avuto con lui in un Bar di Somma Lombardo.

L’onta subita, a parere di Sapone, “doveva essere lavata col sangue” ed essendo Ballarin un soggetto depresso, simulare il suo suicidio sarebbe stato un gioco da ragazzi.

Per questo “io, Leoni e Sapone aspettammo Ballarin nel cortile della nostra ex scuola all’una di notte” racconta Volpe “Sapone lo minacciò con un machete, gli mise in faccia uno straccio imbevuto di etere per addormentarlo, poi lo portammo davanti alla scuola e lo impiccammo”.

Omicidi/suicidi dunque, perpetrati con strategie di manipolazione mentale talmente efficaci e sofisticate da far pensare che dietro le azioni di queste giovani menti si nascondesse l’abilità di professionisti tanto intelligenti e preparati quanto crudeli e spregiudicati.

L’inquietante denominatore comune è che i morti sono tutti giovani che conoscevano e frequentavano Andrea Volpe.

Questi delitti dunque, e forse anche molti altri su cui ancora si sta indagando, portano un’unica, inquietante firma: quella delle Bestie di Satana.

Secondo le testimonianze acquisite durante il processo, è nell’estate del 1996 che il gruppo prende una brutta piega iniziando a comportarsi come una vera e propria setta.

Poi viene l’epoca del sangue e dei delitti.

Fabio Tollis e Chiara Marino, membri di un gruppo affascinato dal satanismo, vengono condannati a morte ed assassinati dai loro amici la notte del 18 Gennaio 1998.

A massacrarli a coltellate e martellate Nicola Sapone, Mario Maccione e Andrea Volpe, che hanno confessato durante il processo ed ottenuto, per questo, degli sconti di pena.

Secondo l’accusa, anche Paolo Leoni, Eros Monterosso, Pietro Guerrieri e Marco Zampollo sapevano: sarebbero anzi i mandanti occulti del delitto, i “sacerdoti del rito”, anche se di ciò non vi è prova al di fuori delle dichiarazioni dei testimoni.

“La figura carismatica della setta era Ozzy…” dice Massimino Magni, ex membro del gruppo “posso dire che sicuramente Ozzy, Eros Monterosso e Marco Zampollo hanno contribuito all’eliminazione di Fabio e Chiara” anche se la notte dell’omicidio Ozzy nel bosco non c’era.

“La morte di Chiara Marino era stata decisa da tempo perché si era allontanata dal gruppo e poteva essere pericolosa… e poi Maccione, che durante le sedute cadeva in trance e diceva di comunicare con Satana, sosteneva che Chiara incarnava la Madonna”.

È proprio Leoni, ex fidanzato di Chiara, che si occupa di “farla rientrare nel gruppo per attuare il proposito criminoso”.

E Fabio?

Secondo i magistrati Maccione l’avrebbe voluto uccidere perché appariva titubante nella progettazione dell’omicidio e perché lo emulava nella visione dei demoni.

Insomma, era un rivale da eliminare.

Sarà la tenace determinazione di Michele Tollis, padre di Fabio, unita alle fondamentali confessioni di Volpe, ad aprire gli occhi agli inquirenti e a far ritrovare i poveri resti di Fabio e Chiara, dopo sei lunghissimi e dolorosissimi anni.

Michele Tollis si presenta spontaneamente dai Carabinieri dopo aver letto sul giornale dell’omicidio di Mariangela Pezzotta e, soprattutto, dopo aver letto i nomi di Andrea volpe e Nicola Sapone.

Ha con sé un voluminoso fascicolo in cui sono raccolti i frutti delle sue minuziose indagini sulla scomparsa, risalente a sei anni prima, di suo figlio Fabio e della sua amica Chiara Marino.

Nel suo fascicolo i nomi ci sono tutti. Oltre a quelli di Andrea Volpe e Nicola Sapone ci sono anche quelli di Paolo leoni, Eros Monterosso, Mario Maccione, Marco Zampollo e Pietro Guerrieri.

Vengono rintracciati ed interrogati tutti i ragazzi menzionati.

“Le Bestie di Satana”, che Michele Tollis aveva nominato ed accusato della scomparsa del figlio, esistevano davvero e la setta satanica era attivamente operante già da tempo nella zona.

Dalle indagini ne è emersa la probabile struttura organizzativa composta presumibilmente da tre livelli:

il Nucleo, composto proprio da questi ragazzi, con pochi soldi in tasca ma disposti anche ad uccidere;

la Protezione formata da un gruppo di persone selezionate che proteggeva il Nucleo ed era a conoscenza delle azioni criminose compiute dai suoi membri;

e poi i Fiancheggiatori, professionisti affermati, forse, in grado di manipolare sapientemente le menti e le azioni dei giovani componenti del Nucleo.

Andrea Volpe è il primo a svelare l’esistenza di un gruppo superiore che lui chiama Setta degli X.

Dopo mesi d’indagini, confessioni, ritrattazioni e ricostruzioni parte, finalmente, il processo “ai ragazzi di Satana” e al loro gruppo satanista.

Contro le Bestie di Satana si sono finora svolti numerosi processi.

Nel primo, con rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena, svoltosi presso il Tribunale di Busto Arsizio vicino Varese, il 22 febbraio 2005 sono stati condannati Andrea Volpe a 30 anni e Pietro Guerrieri a 16 anni di prigione ed è stato assolto Mario Maccione, minorenne all’epoca dei fatti, che, però, davanti ai giudici dei minori di Milano, l’11 aprile 2005, si è visto affibbiare 19 anni di galera per l’omicidio di Fabio Tollis e di Chiara Marino.

È stato assolto in secondo grado Massimiliano Magni, anch’egli minorenne all’epoca dei fatti e, il 23 Febbraio 2006, la Corte d’Appello del Tribunale dei Minori ha ridotto a sedici anni la pena detentiva per Maccione (il quale ha annunciato in aula di essersi pentito dei delitti compiuti), mentre condanna Magni a nove anni di carcere.

Il 21 Giugno 2005 si apre invece il processo in Corte d’Assise per tutti gli altri imputati, compreso Andrea Basciu, estraneo ai delitti, ma accusato di essere complice nell’avere coperto la vicenda dell’incendio di un auto di proprietà di una persona che aveva avuto una lite con Volpe, ad opera dello stesso Volpe e di Elisabetta Ballarin.

Il processo si conclude il 31 Gennaio 2006 con la condanna a due ergastoli con tre anni di isolamento diurno per Nicola Sapone, ventisei anni per Paolo Leoni e Marco Zampollo, ventiquattro anni per Eros Monterosso e ventiquattro anni e tre mesi per Elisabetta Ballarin, l’ex fidanzata di Andrea Volpe.

Il processo d’appello svoltosi dall’8 al 15 Maggio 2007 presso la Corte d’Assise d’Appello di Milano si conclude invece con la condanna all’ergastolo per Nicola Sapone e Paolo Leoni e pene pari a ventinove anni e tre mesi per Marco Zampollo, ventisette anni e tre mesi per Eros Monterosso e ventitre anni per la Ballarin.

La sentenza conferma dunque le condanne di primo grado per Sapone, mentre inasprisce la pena per Leoni, Zampollo e Monterosso.

Unico sconto per Elisabetta Ballarin, che si vede ridurre la pena detentiva di un anno.

Il 25 Ottobre 2007 le Sezioni penali unite della Corte di Cassazione confermano il giudizio emesso dalla Corte d’Appello di Milano il 16 Giugno 2007 nei confronti di Andrea Volpe, che prevede la riduzione della pena da trenta a vent’anni di reclusione rispetto al processo celebratosi con rito abbreviato.

La Cassazione ha inoltre confermato la riduzione di pena da sedici anni a dodici anni e otto mesi per il coimputato di Volpe, Pietro Guerrieri.

Volpe, il “pentito” numero uno, è sbalorditivamente il “grande assente” del processo, nonostante la sua vomitevole brama di protagonismo.

Additato dalle difese come unico mandante responsabile degli omicidi, sembra voglioso solamente di ottenere sconti di pena.

Bestie di satana, atto finale.

Si chiude così una pagina giudiziaria inquietante, una vicenda che ha sconvolto non solo Busto Arsizio, il Varesotto, Golasecca e Varese, ma l’Italia intera.

I delitti delle Bestie di satana hanno costituito un unicum, un caso da manuale, e per questo hanno richiamato l’attenzione di psicologi, esorcisti, sociologi e criminologi di tutto il mondo.

Trattasi di tre omicidi anomali, inquietanti, assurdi e brutali, associati a due induzioni accertate al suicidio e ad altre morti sospette che gli inquirenti non sono ancora riusciti a ricollegare con certezza al gruppo. Nonostante la mole d’indizi, documentazione e testimonianze…

INHUMAN HATE: “PROPAGATION OF CHAOS”

1. Heerscharen aus der Unterwelt empor
2. Chaos
3. Bloodstorm
4. Eisiges Grab
5. Tief in meiner Gedankenwelt
6. Fog of Death

NIHILIFER: “SUBTERFACTO.DECLIVE”

1. Deconstrucción de la trascendencia

2. El templo de la confusión

3. Emanación Qliphothica

4. Exacerbación ego-distónica

5. Reformación raigámbrica

6. Síntesis de fuego y carne

7. La quimera de los deseos

8. Voluntad crepuscular

BARSHASKETH: “BARSHASKETH”

1. Vacillation
2. Resolve
3. Consciousness I
4. Consciousness II
5. Ruin I
6. Ruin II
7. Rebirth
8. Recrudescense

GROZA: “UROBORO”

Mente e dorme attraverso i secoli
non ferito dalle lance di Helios
flusso costante attraverso le vene delle montagne
il potenziale di distruzione dorme placidamente nel ferro
perciò fortifica le mani con armi contraffatte
i pugnali hanno squarciato gli eoni
per potere e ricchezza al miglior offerente

Indossa una corona di serenità celeste
chi siamo noi per decidere sulla vita o sulla morte
Il tradimento raggiunge molto meno di 30 monete d’argento
e le bare affonderanno per sempre

Torrente di voci che tormentano la mia mente
i pianeti bruciano, collassando sotto i miei occhi
devi brandire un martello sull’incudine della ruggine
il vaso di Pandora si spalanca
scatena gli orrori destinati alla rovina
un errore chiamato umano

Per chi ha mentito e dormito attraverso i secoli
ora finalmente scatenato dalle lance di Helios
i martelli colpiscono in maniera più incisiva
la punta va sempre più in profondità
e il serpente non smetterà di cercare
fino a quando finalmente si morderà la coda

MISANTHROPIC MIGHT: “MENSCHENHASSER”

1. War
2. Menschenhasser
3. Doomsday
4. Fallen Kingdom
5. Touched by Fire
6. Sunset in Hell
7. Human Scum
8. Becoming the Misanthrope

NIHIL KAOS: “CREAZIONE DEL CAOS DEVASTANTE”

Ipogeo di stelle scintillanti
Sono stati rivelate dalla trasgressione cosmica
L’Eone Divorante isola l’umanità
Mentre camminiamo nell’infinità della desolazione
La polvere di stelle del potere oscuro
Senti la morte con le mani di Gamaliel!

Crea, distruggi! Gioendo, ira infinita
Confrontati con l’abbandono
Generando il caos devastante

Forma, annienta! Distruggi, crea!
Confrontati con l’abbandono
Generando il caos devastante

Chi perirà nel nulla
Proclamando la morte e l’invocazione
Di questo sentiero nascosto, albero del male cosmico
Aprendo lo strato dell’oscurità senza fondo

Sono il creatore del caos
Infestato dalla visione di un finale infausto
Demoni della notte galattica
In marcia con la congregazione di Iblis

Vanità in ogni creazione, caduta nel nulla

Sopra tutto, o Caos! Terrore entusiastico interiore
Oh caos, o Gamaliel! Devastante lato dell’ombra

Ombre dell’anima mundi
I sogni oscuri diventano la verità
Imminente abisso della fine dell’umanità
Sarà la gioia degli dei oscuri

Spirito decaduto ai cancelli
Circondato da un ardente sacrificio
Dammi la morte attraverso la tua mano
Portami alla luce del buio

Ho trattenuto il tuo sole
Io sterminerò la tua specie
Nessuno si sveglierà dal sonno
Dal cosmo polverizzato ghiacciato

Creazione maledetta. Sento la morte. Da parte tua

Potenza fiammeggiante dell’asse
Ombre che si nascondono nell’ignoto

Sopra tutto, o Caos! Terrore entusiastico interiore
Oh caos, o Gamaliel! Devastante lato dell’ombra

Ombre dell’anima mundi
I sogni oscuri diventano la verità
Imminente abisso della fine dell’umanità
Sarà la gioia degli dei oscuri

ANTIVERSUM: “COSMOS COMEDENTI”

1. Antinova
2. Creatio e Chao Orta Est
3. Cosmos Comedenti
4. Nihil ad Probandum

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