ONNIPERVASIVITÀ DELL’UNIVERSO RAPPRESENTATO

SOLIP

 

 

 

 

 

Appare dunque chiaro – ed è questo che ha fatto più discutere su Schopenhauer, a cominciare dal suo illustre allievo ideale Nietzsche – che il punto assolutamente controverso riguarda la possibilità di un’indicazione transfenomenica efficace.

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FENOMENO E COSA IN SÉ

SOLIP

 

 

 

 

 

Schopenhauer è convinto di trovare, nel corpo, la via d’accesso per indicare la cosa in sé.

A ciascuno, infatti, il corpo è dato non esclusivamente come rappresentazione – altrimenti esso sarebbe soltanto una rappresentazione tra le altre – ma anche secondo un’altra modalità: ossia come volontà.

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IDEALITÀ TRASCENDENTALE E REALTÀ EMPIRICA DEL MONDO

EGOALTER

 

 

 

 

 

Il principio «Il mondo è la mia rappresentazione», secondo il quale «il mondo esiste sempre e solo in rapporto a un altro, al portatore della rappresentazione» è per Schopenhauer il principio fondamentale con cui «comincia la riflessione filosofica».

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IL MONDO È LA MIA RAPPRESENTAZIONE

EGOALTER

 

 

 

 

 

Adesso va innanzi tutto giustificata la vicinanza, sopra soltanto genericamente affermata, tra la confutazione della questione della realtà del mondo esterno condotta da Schopenhauer, e la nostra confutazione del solipsismo. Schopenhauer scrive nel II libro che l’istanza dell’egoismo teoretico è valsa in filosofia «non altrimenti che come sofisma scettico».

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DISTINZIONE E RAPPRESENTAZIONE DELL’OGGETTO

SOLIP

 

 

 

 

 

E appunto insistendo sull’inseparabilità di soggetto e oggetto, che Schopenhauer prosegue il suo discorso.

Da una parte il dogmatismo realistico, considerando la rappresentazione un effetto dell’oggetto, vuole separare queste due cose, rappresentazione ed oggetto, che sono una cosa sola, e postulare una causa del tutto diversa dalla rappresentazione, un oggetto in se, indipendentemente dal soggetto: qualcosa di assolutamente impensabile, giacche appunto già come oggetto presuppone sempre di nuovo il soggetto e rimane quindi sempre e solo la rappresentazione di quello.

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LA REALTÀ DEL MONDO ESTERNO

EGOALTER

 

 

 

 

 

Nel I libro del Mondo, Schopenhauer affronta direttamente il problema dell’esistenza del mondo esterno, che e esattamente il problema che, come si e detto, il solipsista solleva. Schopenhauer stesso, nella citazione iniziale tratta dal II libro, scrive che della questione circa la realtà del mondo esterno si e già trattato nel libro precedente.

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LA CONTRADDITTORIETÀ DELL’EGOISMO TEORETICO

SOLIP

 

 

 

 

 

Schopenhauer scrive che il solipsismo “e stato usato in filosofia non altrimenti che come sofisma scettico”. In effetti, esso e stato da sempre considerato come una terribile minaccia per ogni tentativo di sapere rigoroso, poiche il solipsista afferma che l’essere di ogni “cosa” (alberi, strade, galassie e perfino gli altri io) consiste esclusivamente nel suo essere rappresentata in lui e da lui – egli e il solus ipse;

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FORM OF PLEASURE II

CONTRA EL PESIMISMO Y CONTRA SCHOPENHAUER

 

 

 

 

Kant

I begin with a brief review of the central themes of Kant’s aesthetics that will be relevant to what follows. Kant begins from the challenge posed by mid-century aesthetic theory, for example by Hume’s essay ‘Of the Standard of Taste’:

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