GROZA: “UROBORO”

Mente e dorme attraverso i secoli
non ferito dalle lance di Helios
flusso costante attraverso le vene delle montagne
il potenziale di distruzione dorme placidamente nel ferro
perciò fortifica le mani con armi contraffatte
i pugnali hanno squarciato gli eoni
per potere e ricchezza al miglior offerente

Indossa una corona di serenità celeste
chi siamo noi per decidere sulla vita o sulla morte
Il tradimento raggiunge molto meno di 30 monete d’argento
e le bare affonderanno per sempre

Torrente di voci che tormentano la mia mente
i pianeti bruciano, collassando sotto i miei occhi
devi brandire un martello sull’incudine della ruggine
il vaso di Pandora si spalanca
scatena gli orrori destinati alla rovina
un errore chiamato umano

Per chi ha mentito e dormito attraverso i secoli
ora finalmente scatenato dalle lance di Helios
i martelli colpiscono in maniera più incisiva
la punta va sempre più in profondità
e il serpente non smetterà di cercare
fino a quando finalmente si morderà la coda

KAMPF DER TEILE

Nietzsche non soltanto auspica che l’uomo possa liberarsi da un errato modo di intendere la vita, sviluppando in senso ascendente il proprio istinto di autoconservazione e puntando a realizzare prima di tutto la propria potenza, ma ritiene inoltre che l’uomo stesso nel suo funzionamento biologico sia già volontà di potenza, ossia una forza che ha bisogno prima di ogni altra cosa di sfogarsi e di realizzarsi nella lotta con le altre forze.

Secondo Nietzsche, infatti, l’essere vivente cresce attraverso la continua lotta delle sue cellule, la cui natura è quella di sprigionare la loro potenza allo scopo di dominare sulle altre. La sopravvivenza, ossia la conservazione, di tale essere vivente, ne sarebbe solo una conseguenza.

Nietzsche descrive lo sviluppo biologico dell’organismo come un processo non di passivo adattamento a delle condizioni esterne, bensì di autoregolazione. Egli sviluppa tale concetto di autoregolazione a partire dalla teoria del biologo anatomista Wilhem Roux la cui opera principale, Der Kampf der Teile im Organismus, uscita nel 1881, è presente nella biblioteca nietzscheana.

Secondo Roux è attraverso il processo di autoregolazione (Selbstregulation) che una forma di vita dura e muta nel proprio durare, poiché ha in se stessa la causa del proprio sviluppo e, dunque, della propria conservazione. Tale processo di autoregolazione è determinato dal fatto che ogni forma di vita, dalla più semplice alla più complessa, dall’uomo alla cellula, non è altro che una lotta continua tra le parti che la compongono.

Dunque, da un lato, all’interno della teoria rouxiana dell’organismo, inteso come «lotta delle parti» [Kampf der Teile], è forte l’eredità dell’evoluzionismo darwiniano, dall’altro lato però il concetto di autoregolazione esprime la natura endogena dello sviluppo dell’organismo, che non è più considerato soltanto come il risultato di un adattamento passivo alle condizioni dettate dall’ambiente esterno. Ogni organismo viene infatti visto come ciò che, attraverso una capacità di riorganizzazione e risistemazione interna, assimila ciò che gli conviene, ossia ciò che lo rende più forte rispetto agli altri organismi, ed elimina quanto invece gli è di ostacolo allo sviluppo.

Alla base della critica nietzscheana a Darwin, che avrebbe dato un’eccessiva importanza all’influsso delle circostanze esterne nello sviluppo biologico dell’essere vivente, risiede proprio la lettura e l’assimilazione della teoria di Roux.

La visione nietzscheana dell’individuo, come un insieme di centri di forza che lottano tra loro mutando continuamente le loro combinazioni in seguito all’assimilazione e alla selezione di ciò che viene dall’esterno, è ciò attraverso cui Nietzsche recupera la dimensione naturalizzata dell’uomo; egli, infatti, non domina e non è dominato dalla natura perché ne fa parte, essendo una pluralità di centri di energia che si muovono in mezzo a una molteplicità di altri centri.

È, dunque, proprio attraverso il concetto di Selbstregulierung che Nietzsche opera una disantropomorfizzazione e deteleologizzazione dell’uomo e del suo rapporto con il mondo che lo circonda. Se l’uomo è autoregolazione, diventa allora insensata non soltanto l’idea di un creatore, ma anche quella di una vita finalizzata a tornare a ciò da cui dovrebbe essere venuta.

La natura autoregolatrice dell’essere vivente implica dunque l’immagine di un uomo che non ha nessuno scopo trascendente il mondo naturale, perché egli è dentro questo mondo e non può determinarlo e spiegarlo come se fosse qualcosa di diverso e di esterno rispetto ad esso.

Così, l’analisi dello sviluppo biologico degli esseri viventi è la base su cui Nietzsche intende dimostrare che cosa sia effettivamente utile al progresso e allo sviluppo dell’uomo. Tale sviluppo non coinciderebbe con un mero istinto di autoconservazione, bensì con una piena realizzazione della volontà di potenza, di affermazione e di dominio che caratterizza ogni forma di vita.

Nietzsche vuole dimostrare che la durevolezza dell’individuo dipende dalla lotta continua tra le diverse parti che lo costituiscono e dal prevalere delle parti più forti su quelle più deboli che non lottano abbastanza. È proprio il costante scontrarsi e sopraffarsi l’un l’altra delle sue parti che permette all’individuo di vivere e svilupparsi. Lo sviluppo biologico non sarebbe infatti altro che il risultato di questa lotta in cui non sono le componenti più deboli ad avere la meglio, ma soltanto quelle che sono veramente forti, perché agiscono e lottano correndo il rischio di perdere.

Secondo Nietzsche è soltanto la forza che l’individuo acquisisce dall’imparare ad agire autonomamente a rischiare e a non fuggire davanti all’incerto e al nuovo, che gli permette di sopravvivere e, soprattutto, di svilupparsi e diventare più forte. Invece l’uomo che si reputa forte perché è protetto all’interno del sistema di leggi del gruppo non potrà mai essere libero poiché dipenderà sempre dagli altri e dalla comunità, al di fuori della quale è incapace di sopravvivere:

L’uomo libero ha di sé il massimo sentimento di potenza, conosce massimamente se stesso, ordina massimamente le lotte necessarie delle sue energie; in lui le singole energie si trovano nell’indipendenza relativamente maggiore, in lui è la lotta relativamente più grande; egli è l’essere più discorde, più ricco di mutamenti e più a lungo vivente, l’essere che desidera e nutre se stesso in sovrabbondanza, che espelle da sé il maggior numero di cose e più di tutti gli altri si rinnova. (FP 11 [201], primavera-autunno 1881)

La spiegazione del funzionamento biologico dell’individuo attraverso il concetto di Selbstregulierung consente a Nietzsche di vedere come questo tipo di sviluppo, in cui ciò che si conserva è ciò che vuole affermare la propria potenza, se sul piano etico-sociale è un progetto, che egli auspica si possa realizzare, è a livello biologico qualcosa invece di già esistente all’interno dell’uomo nel rapporto tra le sue parti, ossia le cellule. È proprio a questo proposito che la posizione di Nietzsche sembra tornare ad essere in contrasto con la teoria darwiniana:

Darwin sopravvaluta fino all’inverosimile l’influsso delle circostanze esterne; l’essenziale del processo vitale è proprio l’enorme potere creatore di forme dall’interno, che usa, sfrutta le circostanze esterne. (FP 7 [25], autunno 1886-primavera 1887)

Più in generale, Nietzsche ritiene che le tesi sostenute dai biologi siano caratterizzate da alcuni errori fondamentali. Il primo di questi sarebbe quello di concentrarsi su un unico oggetto di studio, cioè la specie, pensando che lo sviluppo, il progresso, il cambiamento riguardino quella e non semplicemente l’individuo.

Egli accusa la biologia di sacrificare l’individuo a vantaggio della specie, alla quale quello finisce per essere subordinato. E la biologia non soltanto ridurrebbe l’individuo alla specie, ma farebbe erroneamente dipendere la vita stessa dell’individuo quasi esclusivamente dalle circostanze esterne e dal modo in cui queste lo influenzano e lo determinano. Al contrario egli ritiene che lo sviluppo di ogni singola vita sia un processo di natura endogena. Infatti, è l’individuo che assimila a sé ciò che è esterno e lo plasma al fine di rafforzare la propria potenza. In questo modo la tesi che sostiene Nietzsche è esattamente l’opposto dell’adattazionismo.

Già Roux aveva ritenuto quanto meno insufficiente la teoria darwiniana nel tentativo di spiegare il funzionamento interno di un organismo e le sue «utilità» [Zweckmässigkeiten]. Secondo Roux, infatti, il processo di sviluppo dell’organismo non è un semplice adeguarsi alle condizioni dettate dall’esterno, bensì un processo interno di autoregolazione nel quale le parti che compongono ogni essere vivente, ossia gli organi, lottano tra loro condizionandosi e determinandosi l’un l’altro. In questo modo essi danno vita a differenti gradi di organizzazione a seconda della situazione e degli stimoli provenienti dall’esterno e in base alla capacità di ciascun organo ad essere più o meno forte e, dunque, ad agire sugli altri organi.

Per Nietzsche l’adattamento che ogni forma di vita compie per sopravvivere è il risultato di un processo interno in cui essa si riorganizza in modo tale da poter assimilare, e quindi adattare a sé nella propria nuova organizzazione, ciò che viene dall’esterno. L’esigenza nietzscheana di affermare un’origine endogena dello sviluppo dell’organismo si pone così sulla stessa linea di quella scienza che a partire da Roux arriva sino alle moderne teorie biologiche post-neo-darwiniane e, in particolare, all’evoluzionismo mutazionista di Goldschmidt. Quest’ultimo, infatti, in contrapposizione ad una posizione adattazionista che deenfatizza il contributo interno dell’organismo al suo cambiamento futuro, vede lo sviluppo biologico come frutto di una «mutazione sistemica», ossia di un rimescolamento dell’interna e intima architettura cromosomica dell’organismo che produce una serie di processi di sviluppo fino alla formazione di una nuova struttura completamente diversa dalla prima. In questo senso l’organismo è considerato allora una rete di relazioni dotata di una capacità di regolazione interna in cui l’aspetto selettivo esterno non gioca un ruolo determinante. Mutazionismo significa dunque che i cambiamenti evolutivi sono riorganizzazioni di elementi basilari e non semplicemente prodotti di forze selettive esterne. In tale modo l’evoluzionismo mutazionistico si colloca all’interno di una prospettiva scientifica che non vuole contrapporsi alla teoria darwiniana negandone la validità, ma piuttosto vuole completarla aggiungendo al ruolo svolto dalle forze selettive esterne quello attivo dell’organismo che si riorganizza internamente. L’idea della mutazione sistemica, mettendo in evidenza il carattere attivo dell’organismo, contribuisce infatti all’affermarsi di un nuovo paradigma evolutivo in cui lo sviluppo biologico non è più spiegato soltanto in termini di selezione naturale, ma anche di autorganizzazione.

Allo stesso modo, anche Nietzsche, proprio in contrapposizione a un adattazionismo puro, considera i mutamenti naturali di ogni essere vivente come il risultato di un movimento e di uno sviluppo voluti e realizzati dalla forma di vita stessa al suo interno e non derivanti da un passivo adattamento all’ambiente esterno. Così, Nietzsche, attraverso la ripresa della biologia di Roux e l’affermazione del concetto di Selbstregulierung, sviluppa una visione complessa dell’organismo inteso come il continuo movimento di combinazione e scomposizione delle sue molteplici parti; egli si pone sulla stessa linea di quella scienza della complessità contemporanea che descrive l’organismo come un sistema autorganizzatore, mettendo così in evidenza il
ruolo attivo rispetto all’ambiente.

È proprio in relazione a tale modo di considerare lo sviluppo biologico dell’organismo come un processo attivo di autoregolazione, che sembra possibile interpretare la volontà di potenza nietzscheana, poiché è attraverso questa che l’organismo si autorganizza. Sarebbe esattamente la volontà di affermarsi e sprigionare la propria energia che spingerebbe ogni organismo ad essere attivo trasformandosi e trasformando ciò con cui entra in relazione. Infatti, quando Nietzsche parla di sviluppo endogeno dell’organismo, non fa mai riferimento all’istinto di autoconservazione come ciò che ne sta alla base e che motiva questa
capacità di riorganizzare e accomodare. Egli parla piuttosto di una volontà di rafforzamento che è volontà di potenza indipendentemente dal fatto che questa possa significare o meno anche autoconservazione. Dice Nietzsche:

La volontà di accumulare forza come specifico per il fenomeno della vita, della nutrizione, della generazione, dell’eredità. […] Non solo costanza dell’energia, ma anche economia massimale del consumo, in modo che il voler diventare più forte sia l’unica realtà a partire da ogni centro di energia – non la conservazione di sé, bensì l’assimilazione, il voler diventare padrone, il voler diventare di più, il voler diventare più forte. (FP 14 [81], primavera 1888)

Il movimento che avverrebbe all’interno dell’organismo, attraverso cui i suoi molteplici elementi si organizzano e si danno forma, è determinato soltanto dalla sua potenza e dalla sua volontà di affermarsi. Nell’ottica nietzscheana, dunque, il processo evolutivo consiste nella forza, interna ad ogni essere vivente, di mutare le proprie strutture in ciò che è utile alla realizzazione della potenza.

È proprio all’interno della teoria mutazionista che si parlerà di «cellular potency» al fine di spiegare l’attività interna di regolazione dell’organismo che, non dipendendo da qualcosa di esterno, è caratterizzato nel suo sviluppo da una forza interna. La potenza di regolazione dell’organismo non sarebbe altro che la sua capacità di porre rimedio a ciò che disturba il suo formarsi come tutto organizzato. E se certamente la potenza di cui parla Goldschmidt non si riferisce in alcun modo alla volontà di potenza nietzscheana, al contrario, è proprio tale volontà di potenza che potrebbe essere vista non in senso metafisico o volontaristico, ma solo come l’espressione dell’attività interna di sviluppo di ogni essere vivente come è la potenza cellulare di cui parla Goldschmidt. Non a caso quest’ultimo rintraccia proprio in Roux, e precisamente nel suo esperimento del «mezzo embrione», uno dei primi esempi di tale potenza cellulare attraverso cui l’organismo si autoregolerebbe. Infatti, Roux aveva notato che, dopo l’uccisione delle «Furchungzellen » di un uovo di rana, le cellule rimaste vive si sviluppano e si organizzano fino a formare un mezzo embrione. Tale esperimento secondo Roux dimostrava come lo sviluppo dell’organismo fosse un processo di Selbstregulation per cui l’essere vivente, di fronte al mutare delle circostanze esterne, ha la potenza interna di regolarsi e risistemarsi mantenendo il proprio sviluppo senza distruggersi. Questa capacità interna dell’organismo di non distruggersi riorganizzandosi è ciò che Goldschmidt chiama «cellular potency», cioè la potenza che permette ad ogni cellula di svilupparsi autoregolandosi.

Se, allora, è proprio da Roux che Nietzsche deriva il suo concetto di autoregolazione attraverso cui spiega lo sviluppo biologico degli organismi, è sempre all’interno di tale Selbstregulierung che potrebbe essere intesa quella volontà di potenza che Nietzsche considera propria di ogni essere vivente. In questo senso la volontà di potenza è ciò attraverso cui l’organismo si autoregola poiché il movimento di composizione e scomposizione delle sue molteplici parti, in virtù del quale esso stesso si organizza, scaturisce dalla volontà di affermazione e realizzazione di ogni singola parte che vuole sfogare la propria energia entrando, così, in contatto con ciò che la circonda. Dunque, la volontà di potenza nietzscheana giocherebbe un ruolo determinante all’interno di quel movimento che consiste nell’affermarsi di sempre nuovi rapporti di forza a partire dalla lotta tra i molteplici elementi da cui l’organismo è composto.

Questo è, secondo Nietzsche, il processo che caratterizza biologicamente l’uomo in quanto essere vivente. L’individuo non è dunque altro che «lotta della parti» e il suo sviluppo dipende dal «prevalere » di alcune di esse e dallo «Organwerden» di altre, ossia da un loro «strumentalizzarsi». È attraverso questa lotta che vengono costruite dall’interno le strutture sempre nuove che costituiscono di volta in volta l’individuo; tali strutture non sono altro che il frutto della realizzazione della volontà di potenza, la quale in tal modo si è concretamente sprigionata. Allora, così come l’istinto di autoconservazione è una conseguenza quasi casuale di un’attività che mira ad altro, anche la volontà di lottare, secondo Nietzsche, non precede ma segue la volontà di accrescimento e di potenziamento dell’organismo; infatti, in base alla teoria dell’autoregolazione, la lotta che avviene all’interno dell’organismo non ha una sua specifica utilità, come potrebbe essere, per esempio, quella dell’autoconservazione, ma deriva da una volontà più originaria e basilare dell’essere vivente che è quella di sprigionare la propria energia, la propria attività espandendosi. La volontà di potenza è assolutamente fine a se stessa e proprio per questo non si esaurisce mai, poiché essa
vuole semplicemente la propria incessante attività.

Per Nietzsche, dunque, alla base della formazione di qualsiasi struttura organica e dello sviluppo di ogni attività si trova la volontà di potenza che, a seconda del contesto in cui si sprigiona, comporta conseguenze diverse. Anche le strutture della conoscenza e le categorie della ragione possono infatti operare come strumenti della potenza di una determinata specie che, proprio grazie a questi strumenti, vede nella realtà quei contenuti di uguaglianza e calcolabilità necessari a soddisfare il suo istinto di conservazione. Al contrario, il protoplasma è secondo Nietzsche l’esempio di un essere vivente la cui elementare attività è una volontà di potenza che non coincide affatto con l’autoconservazione perché esso assimila molto di più di quello che basterebbe alla conservazione e, in questo modo, spesso più che conservarsi va in rovina. È prima di tutto all’interno dell’essere vivente, cioè nel suo tessuto cellulare, che ha luogo la lotta per l’affermazione della potenza:

È cosa virtuosa il trasformarsi di una cellula in funzione di una cellula più forte? Essa lo deve. Ed è cosa cattiva se la più forte si assimila quella? Essa pure lo deve; le è necessario, poiché tende a una compensazione sovrabbondante e si vuole rigenerare. (FW, 118)

Le cellule essendo ciò da cui l’essere vivente è composto, sono anch’esse esseri viventi e, in quanto tali, si muovono ciascuna in base alla propria Wille zur Macht che si realizza soltanto nella lotta con le altre cellule e la loro volontà di potenza. È proprio in tale lotta che si stabilisce la relazione tra le cellule, le quali si dividono in quelle che dominano e quelle che invece obbediscono. Così, in questa trasformazione di una cellula in funzione di una più forte, la quale a sua volta dominerà o sarà dominata da un’altra ancora, consisterebbe l’attività dell’essere vivente che si trasforma internamente e si riorganizza al fine di rafforzarsi. Allora, l’esempio delle cellule sembra mostrare concretamente che ciò che caratterizza ogni forma di vita e, in particolare, l’uomo non è un mero adattamento alle condizioni che si verificano esternamente, quanto piuttosto una Selbstregulierung.

Ciò che secondo Nietzsche caratterizza infatti il processo di autoregolazione è l’incessante lotta delle molteplici forze interne all’organismo, senza le quali non si avrebbe nessuno sviluppo. Il riscatto e l’importanza del molteplice, ossia delle parti rispetto al tutto, è una delle implicazioni filosofiche fondamentali che Nietzsche trae dalla teoria rouxiana. Infatti, egli, rifacendosi esplicitamente a Roux, parla di una «relativa indipendenza» [relative Selbständigkeit] delle particelle che compongono l’organismo. Tale relativa indipendenza esprime la diversità e la singolarità propria di ogni parte rispetto a quel tutto che è l’organismo, il quale, a sua volta, si organizza e si sviluppa proprio nella lotta di tali molteplici forze. Il carattere di indipendenza sembra essere così inscindibile da quello di diversità, ossia da quella «Ungleichheit» che caratterizza le cellule e da cui ha origine la lotta interna dell’organismo per lo sviluppo. Le cellule, infatti, sono realtà indipendenti nel senso che ciascuna di esse è un’individualità distinta e diversa dalle altre e dal tutto di cui fa parte senza esserne soltanto una funzione. Così, come per il concetto di «relative Selbständigkeit», anche per quello di «Ungleichheit»

Nietzsche si rifà esplicitamente alla teoria rouxiana, secondo cui è proprio nella diversità delle parti che trova fondamento la lotta da cui hanno origine lo sviluppo biologico e il processo metabolico di ogni essere vivente.

L’organismo è allora un tutto organizzato in cui le parti sono determinanti per lo sviluppo e la trasformazione del tutto stesso. È su tale natura molteplice dell’organismo che si basa il processo di autoregolazione, poiché è proprio attraverso la lotta delle sue molteplici parti che l’organismo si organizza attivamente rispetto all’ambiente esterno. E se Nietzsche nell’affermare la natura molteplice dell’organismo si rifà alla Kampf der Teile di cui parla Roux, proprio in questa lotta tra le parti Goldschmidt vede anticipata l’idea che la direzione nella quale i cambiamenti genetici spingono l’organismo non è imposta a questo dall’ambiente, ma è controllata invece da una capacità ontogenetica interna di cambiamento, attraverso cui lo sviluppo dell’organismo nel suo insieme non viene distrutto. Tale capacità ontogenetica di cambiamento non è altro che la moderna riaffermazione di ciò che già Roux aveva individuato nella capacità di autoregolarsi dell’organismo attraverso la lotta delle sue molteplici parti. Così, solo in un organismo che è molteplice, ossia che è l’insieme di molteplici parti in lotta tra loro, si può parlare di «mutazione sistemica», cioè di una capacità interna di sviluppo dell’organismo, il quale non è un mero adattamento all’ambiente esterno. In questo senso la tesi antiadattazionista di uno sviluppo endogeno dell’organismo è inscindibile dal riconoscimento della complessità e della molteplicità dell’organismo stesso. Sono, dunque, questi due elementi insieme, complessità e molteplicità, il filo conduttore di quella linea di pensiero che va da Roux fino a Goldschmidt e di cui fa parte anche Nietzsche, laddove egli vede l’essere vivente come un insieme di molteplici forze che trova sviluppo proprio a partire dalla sua natura molteplice.

SPARATORIA INDISCRIMINATA AL PUB VÅR KROG & BAR A GÖTEBORG (MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA)

https://abissonichilista.altervista.org/wp-content/uploads/2019/03/KH-A-OSS-VIII.pdf

Il 18 marzo 2015 due uomini armati non identificati entrano in un pub a Göteborg, in Svezia, e iniziano a sparare indiscriminatamente contro le persone all’interno del ristorante. Il pub, Vår Krog & Bar, si trova nel quartiere Biskopsgården di Göteborg a Hisingen, una zona che ha visto la violenza delle gang. Questa sparatoria segna la prima volta in cui un innocente viene ucciso dalla violenza criminale in Svezia. I sparatori fanno parte di una banda di North Biskopsgården in cerca di vendetta.

Un anno dopo l’evento, il quotidiano Göteborgs-Posten descrive le sparatorie come “uno dei crimini più inaspettati del 2015”. Altri giornali lo hanno caratterizzato come “un’ondata di attacchi di alto profilo in Svezia nel 2015” e parte di “un’ondata di violenti conflitti tra gang criminali rivali”.

Nel 2010, Biskopsgården è il distretto di Göteborg che ha il più alto tasso di violenza delle gang criminali. Nel 2012, una gang di criminali della zona si divide in due fazioni. La sparatoria significa che una delle due fazioni deve essere annientata.

Un testimone che ha parlato con i giornalisti di Aftonbladet, ha detto di aver visto due persone entrare nel ristorante di Biskopsgården, con armi che sembravano kalashnikov e iniziare a sparare. Sky News ha descritto l’uomo armato come se avesse “spruzzato il pub con proiettili”. Alcune prime notizie hanno descritto le sparatorie come correlate al terrorismo, ma si sono rivelate “false”.

Le sparatorie sono considerate, in maniera ampia, come probabilmente legate alla rivalità tra bande di immigrati per il controllo del commercio illegale dello spaccio di droga. Gli Hells Angels, i Bandidos Motorcycle Club e le gang composte da membri di diversi gruppi di immigrati, secondo testimonianze, combattono per il controllo del traffico di droga in loco.

“L’ANARCHIST COOKBOOK” E L’ASCESA DEL TERRORISMO “FAI DA TE” (MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA)

Ricevo e pubblico:

Nota introduttiva: Il manuale“ The Anarchist Cookbook”, in parte è stato reputato – come d’altra parte il “Manuale del Terrorista”- un “pacco”, un ricettario di ingredienti per fare bombe, che non avrebbe avuto mai nessun effetto, dove non poteva essere realizzato alcunché, perché era considerato roba da sfigati, tanto per fare degli scherzi. Anche se poi, se un individuo qualunque si facesse un giro, in internet, vedrebbe come anche gli Estremisti islamici, abbiano preso spunto dal suddetto manuale. Il testo che presentiamo qua sotto- di taglio giornalistico ma sorte non sociologico- invece presenta alcune trame, che ribaltano completamente, verità che in un modo o nell’altro, vengono accettate come assoluta fondatezza della veridicità assiomatica. È questo dimostra che la strada- in salita, per Noi Misantropi Attivi Estremi, è ardua, perché si deve ingoiare la merda, che alcuni umanisti“fondatori di verità” dispiegano su un mondo malato di umanitarismo. È anche se Powell- autore primario del libro, nel corso degli anni si è tirato indietro, per proseguire sulla sua strada di illusioni e certezze (poco importa), noi poniamo questo testo di approfondimento, dove si legge di quanto un libro come il “The Anarchist Cookbook”, abbia inspirato svariati Attentatori e Terroristi*, ma che ha creato anche paura e insicurezza, nella società. Il “Tutto è permesso”- che ricalca le formule esplosive del libro- acclamazione Egoistica e Estremistica Amorale, è sempre più l’apice non-idealistico, che innumerevoli individui e clan portano avanti in tutto il mondo, in ogni società. Siamo allo zenit della rovina della società morale, della caduta dell’etica, dell’inabissamento in un Inferno di distruzione e morte. Non ha importanza che non ci sia ufficialmente una guerra in corso (nella quasi totalità delle nazioni Europee), ci sogno segnali ed eventi, che stanno terrorizzando e portando dipartite di vite e luoghi, che stanno creando quella incertezza, dove per ripicca, il nemico del mio amico, diventa mio amico, dove il parente ideale e pacifico, si tramuta in un mostro assassino, e sconvolge altre vite, dove la certezza diventa dubbio, nel momento in cui il vicino di casa ne attacca un altro, e lo ammazza, senza che ci sia una certa ragione…è così via. Questa è in parte l’Europa che conosciamo, individui contro individui, per motivi ritenuti assurdi in una pacifica co-esistenza, si scontrano e si ammazzano, tendono imboscate, come se si fosse ridiventati animali, in una foresta, dove uno sguardo di troppo, la gelosia, la rivalsa, o la paranoia securitaria, rende mostri, soggetti che prima erano docili, buoni per finire l’esistenza normalmente. Grazie a questa paranoia passiva- presente nell’opulenta Europa, che mischia mille e nessun aspetto, emerge la Misantropia Attiva dell’individuo, che odiando, vuole arrivare a godere, è che annientando un altra vita, conquista e prosciuga l’altro, rivive l’orrore di un corpo mutilato con gioia, ne sente gli effetti nel sangue, ed altezzoso si eleva guardando il resto dell’umanità dall’alto in basso. Come Misantropi Estremisti- attenti a quelli che gli altri considerano piccoli segnali, godiamo ogni volta che un fatto sconvolge la vita della pacifica cittadinanza, ma sappiamo che più avanza la paranoia passiva, più si distrugge la certezza della tranquillità, è tutto questo per Noi ha un preludio fondamentale: Il Caos Terroristico e Inumano, spazzerà via la cosiddetta società civile, per far si che inizi una guerra senza risvolti politici o idealistici, una Guerra di tutti contro tutti!

Ex Editori della Rivista Misantropica Attiva Estrema KH-A-OSS

*Ci siamo anche premurati nel fare una ricerca più approfondita, sia su libri cartacei che elettronici, dove abbiamo scoperto, che ci sono stati molti più individui- di quelli che il testo come esempio presenta- che hanno preso spunto dall’Anarchist Cookbook, per colpire il loro obiettivo egoico!

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Il 14 settembre 2010, in un lavanderia a Toronto, in Canada, viene trovato qualcosa di sospetto. Viene trovata dentro una borsa lasciata da un cliente, una chiave USB probabilmente rimasta in una delle tasche di un pantalone. Curioso il gestore, collega il piccolo dispositivo a un computer e legge il contenuto. Due giorni dopo, viene chiamata la polizia.

In aprile, gli ufficiali delle forze dell’ordine canadesi arrestano il proprietario della chiavetta USB, Mohamed Hassan Hersi, all’aeroporto internazionale di Toronto Pearson mentre si stava imbarcando su un aereo per il Cairo. Una forza congiunta della Règia polizia a cavallo canadese e del dipartimento di polizia di Toronto stava indagando su Hersi da mesi.

In qualità di consulente, un poliziotto sotto copertura aveva fatto visita a Hersi al lavoro, dove lavorava come guardia di sicurezza. I due divengono rapidamente amici. Secondo l’ufficiale, la cui identità è rimasta segreta al processo, Hersi parla di un amico del liceo che si è recato in Somalia per unirsi al gruppo terroristico jidahista di Al Shabaab. Il poliziotto afferma che Hersi intendeva fare lo stesso.

L’avvocato di Hersi lo chiama intrappolamento, etichettandolo come “reato del pensiero”. Insistendo che l’agente in incognito era in realtà colui che aveva menzionato Al Shabaab e che Hersi stava viaggiando in Medio Oriente con l’intenzione di imparare l’arabo. “Scandagliavano tutto e niente”, afferma l’avvocato al Toronto Star in una conferenza stampa davanti al tribunale. “Per esempio, la polizia non può semplicemente mettere un portafoglio al centro di un parco e vedere se qualcuno passa e lo raccoglie e si tiene i soldi … Ci devono essere dei limiti su come e quando la polizia può indagare”.

La giuria non da ascolto all’avvocato. L’anno scorso, dopo due giorni di discussione, Hersi viene condannato. Un giudice gli infligge la pena di 10 anni di carcere per aver tentato di unirsi a un gruppo terroristico. La prima persona in Canada a essere condannata secondo la legge anti-terrorismo post-11 settembre.

Ciò che rende il caso di Hersi così considerevole non è solo l’originalità della sentenza o il fatto che una guardia di sicurezza canadese apparentemente equilibrata intendesse andare da una parte all’altra del mondo, per aiutare un gruppo sanguinario di militanti che conducono una campagna di terrore. Ciò che primariamente affascina è stato il contenuto della pennetta USB, che ha portato lo stesso Hersi a essere sospetto.

La pennetta conteneva una copia di “The Anarchist Cookbook”, un compendio di distruzione per giovani ragazzi, scritto quasi mezzo secolo fa. È un libro che, dopo la pubblicazione, è stato successivamente abbandonato dal suo creatore anche se è stato raccolto e propagato dalle nebulose orde di Internet. È un libro con una semplice premessa: Armandosi con un po’ di conoscenza e di alcuni materiali di uso quotidiano, qualunque persona, può essere pericolosa.

Stewart Brand, il pioniere della tecnologia, ha detto al cofondatore di Apple Steve Wozniak che “l’informazione vuole essere libera”. Quando “The Anarchist Cookbook” è stato diffuso online, questo motto dell’era di Internet ha acquisito un nuovo margine di minaccia.

“Le cose più oltraggiose e impopolari”

“The Anarchist Cookbook” ha probabilmente la nota più strana dell’autore di qualsiasi libro su Amazon. Invece di ringraziare i lettori per il loro sostegno o per dare un’idea del significato del lavoro, l’autore William Powell fa qualcosa di molto diverso.

“Voglio dichiarare categoricamente che non sono d’accordo con il contenuto di “The Anarchist Cookbook” e sarei molto lieto (e sollevato) di vedere la pubblicazione interrotta”, scrive. “L’idea centrale del libro era che la violenza è un mezzo accettabile per realizzare un cambiamento politico. Non sono più d’accordo con questo … ritengo che sia una pubblicazione sbagliata e potenzialmente pericolosa che dovrebbe essere eliminata. “

Quando inizia a lavorare sul libro nel 1968, Powell era solo un altro giovane arrabbiato alla deriva a New York City. Si era trasferito in città dal vicino sobborgo di White Plains un anno prima, dopo aver lasciato la scuola all’età di 17 anni per lavorare in una libreria di Manhattan.

In una lunga intervista con lo scrittore di Harper Gabriel Thompson, Powell ha ricordato di essersi radicalizzato da una doppia pressione, entrambi innescate dalla guerra in Vietnam. Per primo, vedeva come le forze dell’ordine assumevano un ruolo sempre più antagonistico nei confronti della cultura giovanile. Afferma a Thompson di come i poliziotti della “Divisione della Morale Pubblica” della città, entrarono nella sua libreria alla ricerca di riviste e fumetti di controcultura, che aveva abilmente nascosto prima che potessero trovarli. Partecipa a manifestazioni contro la guerra e vede i poliziotti picchiare sanguinosamente i manifestanti nonviolenti.

Dopo aver abbandonato la scuola, Powell ha diritto alla coscrizione. Mentre infine viene etichettato come non idoneo al servizio militare, l’idea che potesse essere spedito in Vietnam, e morire per una causa che ha attivamente disprezzato era annientante. Si sentiva come se dovesse fare qualcosa per combattere l’ingiustizia che vedeva intorno a lui. Così lascia il lavoro, si procura una macchina da scrivere e inizia a scrivere furiosamente.

Il “The Anarchist Cookbook” è in gran parte un ricettario: sulle droghe, sugli esplosivi, che comprende una fonte variabile di guai. Contiene indicazioni su come fare l’LSD e svariati consigli per coltivare funghi magici. Ci sono sezioni su come costruire bombe con fertilizzanti, mettere bombe nelle cassette postali e “come inviare una macchina all’Inferno”.

In una sezione intitolata “Odi la Scuola?” Powell scrive:

Uno dei miei preferiti è allontanarsi dalla propria classe, per poi creare un allarme bomba. Dire che la bomba è in un armadietto. È mentre si devono controllare tutti gli armadietti, uno può scivolare via per un’ora o due. Puoi persino piazzare una bomba finta (in qualsiasi armadietto ma non il TUO!). Potrebbero fermare la scuola per una settimana mentre indagano (ovviamente, probabilmente dovrai rimediare in estate).

L“Anarchist Cookbook”, nasce da alcuni insegnamenti che in quegli anni Powell conosceva, è che erano diffusi nella controcultura; ma anche da esperienze come adolescente scontento, che ruba una macchina con alcuni amici, andando in giro fino alla Carolina del Nord. Prende altre parti dai manuali militari che trova durante le ricerche presso la biblioteca pubblica di New York.

Una volta completato, Powell sottopone il manoscritto a un certo numero di editori. Viene immediatamente respinto in toto, con una notevole eccezione.

La casa editrice omonima di Lyle Stuart, è abituata allo scandalo. Stuart ha un talento per la raccolta di libri controversi e audaci che si diffondono con un numero inaspettatamente ampio di lettori. Pubblica una versione di un discorso di quattro ore del presidente cubano Fidel Castro intitolato “History Will Absolve Me”. Pubblica il romanzo nel 1969, “Naked Came the Stranger”, una salace storia di infedeltà coniugale a Long Island, scritta segretamente da un gruppo di giornalisti cinici che voleva satirizzare la propensione del pubblico per l’oscenità di bassa qualità mascherata da seria finzione.

Come uno scrittore che ha affronta un singolo capitolo, viene unito insieme un racconto volutamente scritto in maniera terribile, con scene di sesso sgangherate. Diviene immediatamente il più venduto. Quando è rivelata la verità della paternità del libro, le vendite aumentano ulteriormente.

Appena Stuart legge il libro di Powell, sa di avere in mano qualcosa di speciale. “Mi è piaciuto, ma nessun altro l’ha fatto, e ovviamente nessun altro editore l’avrebbe editato. Sai, ti dice come preparare delle cocktail Molotov e far saltare in aria le stazioni di polizia “, dichiara poi al Washington Post nel 1978. Diciotto anni dopo:” Ho sempre testato i limiti del Primo Emendamento. Sono un grande sostenitore nel permettere a chiunque di pubblicare le cose più oltraggiose e impopolari che esistano “.

Stuart, che muore nel 2006, da a Powell un anticipo di 2.000 dollari e stampa il libro senza alterare una parola.

Il “The Anarchist Cookbookh” causa un putiferio quasi nell’istante in cui viene pubblicato. I contenuti, di 171 pagine del libro sono nel file dell’FBI. E ci sono anche lettere come quelle -del 1971- del membro del Congresso del Texas George Mason a J. Edgar Hoover per chiedere aiuto nel calmare le preoccupazioni dei suoi elettori riguardo alle minacce poste dal libro.

Il libro non è politicamente motivato”, osserva una descrizione interna del libro contenuta nel file dell’FBI. “Hippies e yippies sono già a conoscenza dei contenuti, quindi il libro è scritto per la piazza, l’ordine costituito, che desidera sapere di cosa tratta la rivoluzione e la cultura della droga. … L’autore del libro non ha molta speranza per gli atti di terrore individualista, ma … sottolinea che la vera rivoluzione richiederà il popolo americano e ha fiducia in loro “.

Virale nell’era di Usenet.

Non ci vuole molto prima che le persone inizino a usare “The Anarchist’s Cookbook” in modo prevedibilmente distruttivo.

Nel 1976 un gruppo di nazionalisti croati dirotta un aereo che era in volo sopra l’aeroporto di New York “La Guardia”, e depone una bomba all’interno del Terminale centrale. La polizia localizza la bomba, ma il dispositivo esplode mentre cercano di disattivarlo, uccidendo un ufficiale e ferendone altri tre. Il Capo della cellula, Zvonko Busic, viene arrestato dopo che l’aereo atterra a Parigi. Quando gli investigatori chiedono a Busic della bomba, dice di aver imparato a costruirlo leggendo il “The Anarchist Cookbook”.

Nello stesso anno, la polizia di Phoenix, in Arizona, scopre una copia del libro nell’appartamento di John Adamson, che aveva usato un’autobomba per uccidere un giornalista che indagava sul crimine organizzato nella zona.

Il libro viene trovato anche in un armadietto utilizzato dall’attivista radicale pro-vita Thomas Spinks, condannato a 15 anni di carcere per aver fatto esplodere quasi una dozzina di cliniche per aborti.

La proliferazione del libro di “The Anarchist’s Cookbook” si diffonde inizialmente solo attraverso le persone che di fatto erano disposte e in grado, di venderlo, limitando la diffusione principalmente a librerie indipendenti e a venditori di libri usati. Mentre il libro si diffonde in tutta l’America, una coppia di studenti laureati alla Duke University alla fine degli anni ’70 sta cercando di collegare i propri computer in un nuovo tipo di rete.

Usando modem fatti in casa, Tom Truscott e Jim Ellis creano un sistema decentralizzato chiamato Usenet collegato all’ARPANET, un precursore della moderna Internet che collega una pugno di università negli Stati Uniti. Usenet funziona come un servizio di bacheca elettronica in cui gli utenti possono pubblicare messaggi l’uno per l’altro. Inizialmente collega Duke con la vicina Università della North Carolina, Chapel Hill, ma rapidamente cresce in maniera esponenziale.

Truscott ed Ellis lo definiscono “ARPANET dei poveri”. Il fatto di avere un computer collegato a questa rete, richiede un aumento di 100.000 dollari, e il supporto esplicito di un importante istituto di ricerca. Usenet, d’altra parte, costava solo di un computer in grado di eseguire il sistema operativo Unix, un modem per connettersi online e, il tempo trascorso online da pagare alla compagnia telefonica. Dall’altra parte, postare contenuti e leggere qualsiasi altra cosa fosse stata pubblicata da altri nerd informatici, sulla nuova rete, era completamente gratuito.

È difficile dire esattamente quando “The Anarchist Cookbook”, o almeno alcuni estratti da esso, venga pubblicato per la prima volta online, ma Usenet è stato quasi sicuramente il meccanismo attraverso il quale, questo manuale, ha fatto il salto dall’inchiostro a una raccolta di uno e zero. È difficile dare un significato esagerato di questa transizione. Da Usenet, in poi, si riversa sul moderno Internet.

Prima di Internet, le informazioni contenute nel manuale/ricettario, sono disponibili solo per le persone alla portata di una singola casa editrice indipendente. In seguito, si espande dappertutto.

Nello stesso periodo in cui i primi frammenti della creazione di Powell iniziano a diffondersi da un computer all’altro, l’autore fa il proprio drastico cambiamento. Lascia gli Stati Uniti alla fine degli anni ’70 per posti come Dar es Salaam, la Tanzania e Jakarta, in Indonesia. L’uomo che in passato, aveva scritto e consigliato di come uscire dalla classe, per produrre un allarme-bomba diventa un insegnante specializzato nello sviluppo di programmi di educazione speciale per bambini nei paesi in via di sviluppo.

Fonda due organizzazioni – la Education Across Frontiers e la Next Frontier: Inclusion – mirate ad aumentare l’accesso a servizi educativi specializzati e persino porta sua moglie a collaborare a un libro sull’argomento, diventando un insegnante emotivamente intelligente.

“Nel corso degli anni, ho capito che la premessa di base del libro del Cookbook era profondamente errata”, ha scritto Powell in un saggio del 2013 per il Guardian, in cui si chiedeva all’editore di rimuovere il libro dalla editoria. “La rabbia che ha motivato la stesura del libro del Cookbook, mi ha accecato sull’idea illogica che la violenza possa essere usata per prevenire la violenza. Ero caduto nello stesso modello di pensiero irrazionale che ha portato il coinvolgimento militare degli Stati Uniti sia in Vietnam che in Iraq. Non ho perso però l’ironia.

“Per parafrasare Aristotele: è facile arrabbiarsi”, ha continuato. “Ma essere arrabbiato con la persona giusta, al momento giusto e alla giusta misura che è difficile – questo è il segno distintivo di una persona civilizzata”.

Tuttavia, quando Powell ha firmato per la prima volta il suo accordo con Stuart, ha concesso all’editore il copyright esclusivo del lavoro, che alla fine è stato venduto. Senza detenere la proprietà intellettuale del libro, Powell non ha alcuna possibilità di controllare in futuro la sua pubblicazione. In più di una circostanza, il libro ha assunto una vita propria non appena ha lasciato le mani di Powell.

Anche se il libro fosse stato ritirato, questo non avrebbe importanza. Ciò che Powell aveva scatenato con la pubblicazione di “The Anarchist Cookbook” sarebbe presto diventata inarrestabile. Per usare il linguaggio del nostro tempo, stava per diventare virale.

Un libro di cucina virtuale

Il sito www.anarchist-cookbook.com potrebbe essere scomparso da tempo, ma il suo fantasma continua a girate in Internet, almeno, se si sa dove andare a guardare. Un file di questo libro è conservato nel caveau virtuale Wayback Machine dell’Internet Archive, che salva il contenuto di vecchi siti Web per i posteri.

In un giorno del 2007, un messaggio sul sito diceva:

“Forniamo il libro “The Anarchist Cookbook” in nome della libertà di parola e della non soppressione della conoscenza. Coloro che tentano di fermare questa pubblicazione sono colpevoli quanto i libri in fiamme dei nazisti della Seconda Guerra Mondiale, per paura di ciò che potrebbe svolgere la conoscenza. Non sosteniamo l’uso della violenza per promuovere i propri pensieri o sentimenti, né sosteniamo attività criminali o il crimine. Le azioni descritte nel libro “The Anarchist Cookbook”, possono essere pericolose e illegali se usate, e vi chiediamo di rispettare gli altri dopo aver letto questa pubblicazione. “

Il sito è creato nel 2001, a Portsmouth, in Inghilterra, dall’uomo d’affari Terrance Brown. Brown vende il “The Anarchist Cookbook” alternativamente come download online o in una raccolta di CD-ROM. O almeno, stava vendendo un derivato del libro di cucina chiamato “Anarchist Cookbook 2000.”

Negli anni trascorsi, da quando Powell si era separato dal cookbook, le persone che condividevano la sua mentalità giovanile si sono aggiunte a questa, adattandola ai tempi che cambiano. La versione che Brown vendeva conteneva guide su come usare virus informatici, “virus già pronti”, informazioni su come hackerare le popolari applicazioni di chat come AOL o MSN, suggerimenti sul craccare password per Windows e qualcosa chiamato “l’arte di fare i bong. “

Il sito vendeva quello che sosteneva essere un manuale di addestramento di Al Qaeda che verrà “ritrovato su un computer dalla polizia di Manchester durante un raid nel Regno Unito … [e] tradotto in inglese per essere usato come prova”.
Non sorprende che il governo britannico non abbia preso troppo gentilmente qualcuno che vende copie di un manuale di Al Qaeda a chiunque abbia una connessione Internet. Quando la polizia fa irruzione nella casa di Brown nel tentativo di chiudere definitivamente il suo lavoro, definisce le prove portando via il più grande deposito di informazioni sui terroristi mai scoperto nel paese. Da parte sua, Brown insistite che non ha nessuna simpatia terroristica. Lo ha fatto solo per i soldi. In sua difesa, sostiene, c’era un avviso sul sito web che spiegava ai terroristi di non ordinare il libro, sebbene non abbia fatto alcun passo per verificare l’identità degli acquirenti.

Nel 2010, Brown è stato condannato per 10 capi d’accusa, dalla raccolta di informazioni che potrebbero essere utilizzate per il terrorismo alla diffusione di quelle stesse informazioni.

Perquisire la casa di Brown, naturalmente, non ha fatto che ampliare enormemente la diffusione del libro. Un rapporto dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine ha osservato: “La scusa sollevata dal signor Brown durante il processo è stata che le sue attività non erano altro che l’esercizio legittimo del suo diritto alla libertà di espressione in relazione a materiale liberamente disponibile su Internet e che era simile per tipo, se non per volume, a quello venduto da altri rivenditori online. “

La conclusione del rapporto è innegabilmente corretta. Il libro “Anarchist Cookbook”, era facilmente accessibile online. Da giovane adolescente alla fine degli anni ’90, sono stato in grado di scaricare una copia del libro sul computer della mia famiglia dopo aver visto qualcuno parlarne in una chat room di AOL. Ho nascosto il file da qualche parte in un labirinto di cartelle, nel tentativo di evitare di dover spiegare ai miei genitori perché avevo scaricato un famigerato manuale di istruzioni per fare bombe.

I miei genitori non hanno mai trovato il file di testo, o se l’hanno fatto, non l’hanno mai detto (probabilmente perché non ho mai improvvisato alcun ordigno esplosivo), ma l’informazione era certamente accessibile a chiunque avesse un minimo di abilità informatiche. Non sono state solo le versioni in continuo aggiornamento di “The Anarchist Cookbook” che hanno trovato la loro strada online. Simili manuali di Internet come “The Poor Man’s James Bond”, un multi-volume scritto dall’ex survivalista statunitense del partito nazista Kurt Saxon, erano disponibili anche nel regno digitale.

A metà degli anni ’90, i media hanno pubblicato un vortice di storie che avvertivano della pericolosa combinazione di “The Anarchist Cookbook” e Internet. Una storia sul St. Louis Post-Dispatch ricorda come il fascino di un ragazzo per gli esplosivi lo ha portato su Internet per le istruzioni su come costruire un tubo bomba, che poi gli è costato qualche dita quando una bomba gli è esplosa in mano “. USA Today ha definito, usare Internet per cercare indicazioni per fare una bomba, una “nuova moda giovanile”

Un articolo del Washington Post del 1996 ipotizzava che il triplicare del numero di attentati criminali negli Stati Uniti tra il 1986 e il 1994 potesse essere in gran parte attribuita a Internet. “C’è una sorte di una correlazione tra le informazioni che sono su Internet e alcuni di questi incidenti [di esplosioni]”, ha affermato al Post il capo del “Dipartimento sull’Alcool, il Tabacco, e le Armi da Fuoco e gli Esplosivi”, Bill Albright.

La paura generata dalla circolazione del libro online era globale quanto Internet stessa. Quello stesso anno, una notizia sul South China Morning Post, con sede ad Hong Kong, ammoniva minacciosamente:

Immagina questa scena. Sei seduto in un Internet café alla moda, in un prossimo futuro. Un giovane uomo si siede al computer accanto a te. Sorseggia un cappuccino e mangia un croissant. Sembra un qualsiasi altro giovane uomo.

Ma non è così. In realtà, odia la società e vuole uccidere le persone. Sta usando Internet per acquisire la ricetta per un “tubo bomba”, lo stesso tipo di esplosivo fatto in casa che ha ucciso due persone e ne ha ferito più di 100 alle Olimpiadi di Atlanta. E una volta che avrà la ricetta, uscirà e comprerà tutti gli ingredienti di cui ha bisogno, in un qualsiasi negozio di ferramenta.

L’uomo seduto accanto a te è un tipo di criminale nuovo e spaventoso. È un terrorista fai-da-te e sta cambiando il volto del terrorismo moderno. E, se le preoccupazioni degli esperti di sicurezza occidentali verranno realizzate, gli esplosivi fatti in casa saranno solo l’inizio.

In un certo senso, il fatto che fosse possibile scoprire come costruire bombe e altro materiale illecito online ha contaminato l’intera Internet. Durante l’inchiesta sul fatto che Richard Jewell avesse piazzato una bomba alle Olimpiadi di Atlanta del 1996, gli investigatori hanno cercato di determinare se Jewell “si connettesse a Internet in un college dove lavorava come guardia di sicurezza.” (Jewell è stato dopo, ritenuto innocente).

Il “The Anarchist Cookbook” era, in fondo, un’opera di aggregazione, una raccolta delle idee più pericolose che un radicale frustrato avrebbe potuto trovare tutte impacchettate in un unico luogo. Powell non ha inventato le tecniche per fabbricare LSD o lettere bomba; le ha solo posizionate in un unico posto.

Ora l’identica capacità di cercare le stesse idee più pericolose è contenuta nello smartphone che si trova in tasca – accessibile agli adolescenti scontenti nei seminterrati dei genitori in California, così come agli adolescenti scontenti che combattono per l’ISIS in Iraq. Il libro ha causato un tale tumulto perché era avanti nel tempo.

Nel saggio per il Guardian, Powell sembrava il più lacerato dall’effetto che il suo libro ha avuto sui giovani ragazzi, il che non sorprende affatto, dato che viene da un uomo che ha trascorso la maggior parte della sua vita lavorando per migliorare la vita di alcuni di essi, dei più vulnerabili.

“Il Cookbook, ha trovato il possesso in giovani alienati e disturbati che hanno lanciato attacchi contro compagni di classe e insegnanti. Sospetto che i perpetratori di questi attacchi non sentissero molto il senso di appartenenza, e questo potrebbe aver aggiunto senso al loro isolamento “. “Non conosco l’influenza che il libro può aver avuto sul pensiero degli autori di questi attacchi, ma posso immaginare che non sia stato positivo … Dovrebbe andare rapidamente e tranquillamente fuori stampa.”

I motivi di Powell possono essere puri, ma sono anche ingenui. Il cookbook e i suoi discendenti sono là fuori su Internet, e probabilmente esisteranno da qualche parte in quello spazio virtuale fino a quando il mondo on-line espettorerà vitalmente. Anche se non ci fosse mai stato un libro come “Anarchist Cookbook” tutte gli aspetti contenuti nel tomo sarebbero certamente arrivati su Internet in qualche modo o in un altro – accartocciati pezzo per pezzo da persone con l’urgenza di distruggere, per le quali sembra non esserci migliore alternativa.

Questa conoscenza sarebbe sempre, alla fine, diventata libera. Per Powell potrebbe essere un ultimo conforto, anche se il suo lavoro vuole ricostruire giovani vite e combattere l’impulso da distruttivo a quello costruttivo.

[ ONA / O9A / SECUNTRA NEXION ] – HYLE, LA TRADIZIONE SINISTRA

https://secuntra9.wordpress.com/ars-deis-it/

Hyle

Una Composizione Sinistra
Composta da Eques Sinemus, Secuntra Nexion, ONA, 120 yf

Lunghezza: 38:21 minuti
Formato: CD-R, 101 copie

Hyle, Una Terra Nutrita Con Il Sangue. Una camminata per raggiungere una montagna nascosta chiamata Secuntra, attraverso alcuni luoghi sinistri ed oscuri che rappresentano la Tradizione Sinistra in Italia – e la celebrazione del Rito Solista dei Nove Angoli.

Distribuita tramite The Heresy Press. Adesso scaricabile liberamente da QUI!

NIETZSCHE E LA CRITICA ALLO SCIENTISMO NELL’ATTUALITÀ

Ricevo e pubblico (Traduzione a cura di Mortui Mundi)

http://regresando.altervista.org/n-4/

REVISTA REGRESIÓN No 4

La Natura

L’universo, la natura, è esistita per milioni di secoli, i cambiamenti che si sono verificati nell’ignoto possono essere misurati in proporzioni mostruosamente gigantesche o in maniera particolarmente piccola. In questo processo di cambiamento o trasformazione non è affatto incluso l’essere umano razionale, che con la sua arrogante intelligenza crede di essere il centro dell’Universo, è questo è il grande errore, così orribile e penoso!

Nietzsche, nel suo testo “Sulla verità e la menzogna in senso extra morale”, espone punti interessanti riguardo alle costruzioni concettuali generate dall’impulso della verità antropomorfica, ma non solo, l’autore fa vedere l’intelletto umano come inutile ed effimero prima della Natura.

Nietzsche fa vedere la Natura come una realtà totale, la vera Verità, l’incognito non conosciuto dall’essere umano, e getta nella spazzatura tutto l’idealismo e la menzogna creati dall’uomo e dai suoi concetti razionali.

“La Natura non conosce forme o concetti, né (…) di specie, ma solo una X inaccessibile e indefinibile per l’uomo”

È così che l’autore del testo descrive e promuove la struttura che rappresenta il mito della Scienza.

La Natura stessa, è sempre in costante cambiamento, è in costante movimento, tuttavia, l’uomo razionale, quello moderno, crea una strutturazione concettuale dalla sua stessa coscienza antropomorfica e vuole avere una spiegazione articolata in modo complesso.

In questa era moderna, infine stiamo assistendo, come sopra scritto, un aspetto che ora vado a prendere come esempio: il progetto del Grande Collisore di Adroni, uno degli esperimenti più grandi e più ambiziosi che si possano ricordare, che (menzionando solo uno dei suoi progetti scientifici), per mezzo di macchine trasformano gli atomi in energia sotto delle reazioni imposte. I ricercatori cercano di simulare un piccolo “Big Bang”, per spiegare come da questa grande esplosione vari parti abbiano lasciato il posto alla galassia, alla terra e ad altri oggetti e alle manifestazioni che esistono nell’universo.

E, prima di tutto, affermo chiarire, che per questa asserzione non mi affido alla teoria del Big Bang riversata dai centri di ricerca in cui sciamano gli scienziati, no, chiunque conosca la visione del mondo dei vari gruppi umani antichi (che siano del tipo cacciatore-raccoglitore o delle civilizzazioni “primitive”), può vedere che nella stragrande maggioranza di questi, si parla di creazione per mezzo di una cosa che assomiglia a una grande esplosione, a un’enorme scia di luce accecante, ecc.

Ritornando al tema.

In questo caso, gli scienziati pensano erroneamente che come esseri umani siamo il centro dell’Universo, hanno sentito il bisogno di provare nel creare una dimostrazione, che solo la Natura è stata in grado di realizzare, secondo le proprie linee guida, con il suo modo unico e sconosciuto di muoversi.

Detto questo potremmo affermare che, come diceva anche Nietzsche, la causa della ricerca di risposte per gli schiavi dello scientismo è di soddisfare la loro salute mentale, perché le presunte risposte che incontreranno, non sono che semplici invenzioni della conoscenza limitata che l’umano possiede.

Per rispondere ambiguamente alle domande che vengono a pesare sulle nostre teste, l’umano razionale usa il proprio intelletto.

Secondo l’autore del testo, l’intelletto “non è altro che una risorsa degli esseri più infelici, più delicati, più effimeri”.

Questa facoltà umana è preceduta dall’arte di fingere; finzione che è come uno scudo degli uomini deboli, dei meno preparati a sopravvivere, è coperta dal “inganno, dall’adulazione, dalle menzogne e dal raggiro, come l’ipocrisia, la simulazione , vivendo come in un effetto alieno, nel mascherarsi, nel convenzionalismo fallace, portando avanti la commedia avanti, per sé e per gli altri, in una sola parola: nel costante volteggiare della cosiddetta “Vanità”.

Questa distinta vanità di cui gli scienziati del suddetto progetto, e altri, dimostrano, è che è molto evidente il credere di essere la Natura stessa e nel cercare di realizzare una delle manifestazioni più importanti da cui hanno origine le cose come le conosciamo.

Concetti antropomorfici

L’essere umano moderno è obbligato a vivere nella società, ad essere spalla a spalla, avendo a che fare con le persone della stessa specie, è così che per mezzo del linguaggio sono dettate le leggi della validità delle cose, così che l’uomo possa vivere in pace all’interno della società senza entrare in conflitto costante con gli altri, deve adattarsi a quel bisogno di coesistenza con certi concetti, come “verità” e “menzogna”. Ha inventato queste parole così preziose per l’umano razionale e le ha dotate di certezza convalidante, dando luogo a valide designazioni, una delle tante fantasmagorie antropomorfiche.

L’uomo ha sempre desiderato conoscere la verità, dagli antichi pensatori, allo studioso più incallito di qualsiasi materia, religione o disciplina; questo è occultato dalla Natura, che la nasconde e di fronte a questo nascondiglio, viene ulteriormente oscurato dai concetti del intelletto dell’uomo.

Si può intravedere l’attacco arbitrario dell’uomo razionale contro il Vero, nella sua falsa capacità di catalogare la verità con la menzogna. Oggi, come ai tempi di Nietzsche, ciò che è vero risulta essere falso e viceversa. È chiaro che le opinioni espresse su questo argomento possono assumere connotazioni molto diverse da un individuo all’altro, ma seguendo il contesto di questo saggio, ciò che realmente è il Vero è ciò che la Natura mantiene, ciò che l’Universo nasconde di “grezzo” ma allo stesso tempo nel limitato intellettualismo umano. Per esempio, dire che il cielo è blu è una metafora, perché non è una verità, la metafora del cielo azzurro l’abbiamo creato noi, con le nostre capacità cognitive elementari: individuali e collettive. Ma una cosa è catalogare qualcosa di vero che è piuttosto una metafora, e un altro è sapere veramente perché il cielo è di quel colore. Abbiamo dato anche il genere alle cose, il cielo blu, il genere maschile, perché il cielo è maschile? Non è una verità, è una metafora, possiamo davvero catalogare l’essenza delle cose mettendo nomi, colori, generi e così via? No, ciò che creiamo sono più che fantasmi, qualcosa che non esiste nel piano della Natura, concetti supportati dal linguaggio che si perpetua sotto regole di delimitazioni costruite dalla conoscenza umana.

“Pensiamo di conoscere qualcosa delle stesse cose quando parliamo di alberi, colori, neve e fiori: tuttavia, abbiamo solo metafore di cose che non corrispondono affatto alle entità reali. Allo stesso modo in cui il rumore viene presentato come una configurazione della sabbia, la misteriosa X delle cose viene presentata come uno stimolo nervoso, quindi come un’immagine e infine come suono. La verità è, allora, che la genesi del linguaggio non presiede alla logica e che tutto il materiale con cui l’uomo lavora e costruisce in seguito, è dedicato alla verità; il ricercatore, il filosofo, viene, se non viene dal regno dell’Utopia, in tutto i casi non arriva dall’essenza delle cose. “

L’uomo razionale

La società è piena di umani razionali (poiché non include solo scienziati). Sono coloro che vogliono che tutto sia pianificato, si nascondono dietro il falso manto della sicurezza, pensano che se avanzeranno nel loro pensiero totale, avranno il risultato desiderato di quello che hanno pianificato. È così che l’umano razionale si è sviluppato fin dall’infanzia, sotto i falsi concetti usati nella società e nel nucleo familiare. Poiché possiamo solo aspirare ad ammirare la superficie delle cose, il significato non conduce alla Verità, non conduce a nulla, perché la “verità” come la conosciamo è solo un’espressione adeguata dalle norme stabilite dall’umano.

È qui che la Scienza si predispone alle banali domande senza risposta e fa sì che la sua luce accechi completamente l’umano razionale, unendolo in una falsa sicurezza sotto false concettualizzazioni in una realtà falsa, creata e superficiale.

Il razionale è convinto che la sua conoscenza vada oltre, che il suo intelletto lo abbia portato a posizionarsi come il centro dell’Universo, per quanto prudente come quanto infelice!

Il razionale teme l’ignoto, scrive Nietzsche, poiché previene sempre tutto, indicando che se qualcosa va al di là del suo controllo e della sua cura, dovrà essere scagliato nell’abisso che la Natura ha preparato per esso. Per il razionale, il cambiamento è un cammino spaventoso con lacune sconosciute che lo portano in un luogo al di fuori della sua visione prevedibile. E poiché questo essere effimero cerca sempre di razionalizzare tutto, non ama la vita come è, ha sempre delle linee guida e dei limiti imposti per se stesso, in una parola, è infelice.

L’era moderna

Nietzsche chiede, Che sa l’uomo, in definitiva, di se stesso? Il campo scientifico ha un grande panorama che copre molti argomenti, dalle scienze alla medicina, alla fisica, alla chimica, alla biologia, all’ingegneria genetica, alle nanotecnologie, alla neurologia, alla geo-ingegneria, ecc. Tutte e ciascuno di queste materie ha una genealogia che fino ad ora ha voluto rispondere a molte delle domande mai risposte prima. In ognuno di esse vengono trattati i tecnicismi, che sono quei falsi concetti di cui ho parlato, dati dall’uomo, che cercano di dare un nome a qualcosa di sconosciuto all’essere umano.

Nel corso del XXI secolo, la Scienza ha avuto una svolta significativa nei suoi vari rami, tali progressi frenetici hanno lasciato sbalordita la società dei razionali.

Oggi, è diventato generalizzante credere tutto della Scienza, di ciò che chiacchiera, e stupirci delle innovazioni quotidiane e dei loro studi dettati dal vile intelletto umano, siamo caduti in una realtà ancora più falsa e atroce di cui Nietzsche ha scritto nel 1873 (anno in cui fu pubblicato il testo di riferimento).

Ecco perché la sua critica allo scientismo ha una validità enorme e solida in questa epoca moderna.

Che cosa sa allora l’uomo di se stesso? Attraverso la Scienza si può conoscere solo ciò che si vuol sentire, vaga concettualizzazione illusoria di ciò che siamo realmente, niente di più, perché su un piano più reale, non sappiamo nulla, solo ciò che inventiamo e percepiamo come il “reale”.

La Natura è sempre stata e sarà lontana dalle leggi governate dalla matematica e dalla fisica, perché queste due cose sono solo invenzioni umane entro i parametri della realtà artificiale.

La medicina, ad esempio, sa, per quanto possibile, che i vasi sanguigni, devono essere dilatati in modo che il sangue raggiunga il cuore e il cuore possa pomparlo in modo che le funzioni corporee abbiano un vantaggio generale, ma che cos’è questo? Forse è qualcosa di reale? È reale nella conoscenza della Scienza, perché per la Natura non significa niente.

L’astrofisica ha battezzato come “materia oscura” quella materia invisibile che non emette abbastanza radiazioni nell’universo, gli astrofisici hanno basato ipotesi e costruito teorie sulle possibili cause della loro origine, che è solo un esempio dei concetti che l’umano razionale ha inventato per cercare di trovare la risposta a questo enigma, i suoi occhi sono accecati dall’egocentrismo e la Natura giustamente occulta la verità.

L’ingegneria genetica è andata oltre, ha proposto la crio-conservazione come metodo per rianimare una persona dopo la morte congelandola con elio liquido, ridandogli nuovamente vita. Questa è la paura che invade l’umano razionale di cui Nietzsche ha parlato, poiché non può controllare la sua morte, si avventura sperando che la Scienza possa rianimarlo dopo un periodo di tempo, è così che vuole essere prevedibile con la sua vita e persino con la sua morte.

Le statistiche sono una delle scienze che vengono utilizzate come strumento per l’umano razionale, cercando di allontanare la propria vita il più lontano possibile dal pericolo, dalle situazioni dannose e controproducenti, basate su vari studi, che generano diverse raccomandazioni guidate, a causa del falso senso di sicurezza. Tutto questo è riprodotto dai mass media che li trasmettono al ricevente, l’umano razionale, colui che vuole evitare a tutti i costi l’ignoto, colui che rifiuta i cambiamenti, che pensa di proteggersi con la sua prudenza di ciò che gli sfugge dalle proprie mani.

Gli esperti in sismologia, quotidianamente innovano macchine, che prevengono scosse e terremoti in aree specifiche, con un tempo infinito, lavorano su progetti sufficientemente precisi per evitare possibili tragedie umane. La Scienza ha lasciato il posto a nuove tecnologie che mirano a una possibile costruzione di una macchina come quella a cui anelano i sismologi, ma ciò che gli sfugge dalle mani, è che la Natura non è prevedibile: quando si manifesta essi non sentiranno neanche un leggero movimento, gli aghi delle macchine non misureranno nulla, perché la forza della Natura finisce sempre per cadere su cosiffatte previsioni umane.

Con questi esempi attuali, intendo porre una domanda a coloro che negano stupidamente l’evidenza, per cui, la critica di Nietzsche allo scientismo è valida oggi?

L’uomo intuitivo

Mentre l’umano razionale è seduto sul cardine della sua conoscenza, razionalizzando e temendo il cambiamento che lo porta in luoghi sconosciuti, e fuori dalla sua lungimiranza. L’uomo intuitivo attraversa le montagne con ciò che è necessario per vivere, ha capito che la Natura e l’Universo sono in continua evoluzione, sono irregolari e imprevedibili. Ha capito che se razionalizza ogni aspetto del suo muoversi, diventa schiavo della monotonia di routine dell’uomo razionale. Lascia dietro questi legami e accetta ciò che è il presente. La felicità lo accompagna, ma il dolore lo travolge più dell’uomo razionale, perché essendo irrazionale, non sa come apprendere dalle lezioni, né le prende come esperienza.

Anche così, l’uomo intuitivo è posizionato sopra il razionale, e anche di molto:

“L’uomo intuitivo, che si sviluppa nel mezzo di una cultura, deriva dalle sue stesse istituzioni, a parte la difesa con la propria colpa, un flusso costante di chiarezza, cielo sereno e redenzione”.

“Non presenta un volto umano mutevole, e rabbrividisce, ma, in un certo senso, è una maschera degna immutabile; non grida, nemmeno la sua voce è alterata; quando una cupa nube tempestosa cade su di esso, si avvolge nel suo mantello e si allontana con un passo lento “.

È l’uomo intuitivo su cui Nietzsche si basa, per l’elaborazione del suo termine di Oltreuomo, colui che non teme ciò che la Natura gli consegnerà nell’ignoto, che accetta i cambiamenti della vita e si affida alla felicità in senso extra-morale.

“Durante tutta la sua vita, l’uomo di notte è ingannato nei sogni, senza che mai il sentimento morale sia riuscito a impedirlo, quando, dicono, ci sono persone che per forza di volontà sono riuscite a smettere di russare”

Chikomoztoc, Autunno 2015

MISANTHROPIC MIGHT: “MENSCHENHASSER”

1. War
2. Menschenhasser
3. Doomsday
4. Fallen Kingdom
5. Touched by Fire
6. Sunset in Hell
7. Human Scum
8. Becoming the Misanthrope

NIENTISMI III (MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA)

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Nota introduttiva: L’uomo del sottosuolo, il nichilista- ma anche altri estremisti- vive la propria “liberazione” attraverso la sofferenza provocata dal fatto di negare le leggi del mondo caduco. Nega le leggi, perché non le riconosce, ed è per questo non riconoscendo la natura umana delle cose e degli oggetti provati, soffre in fondo al proprio abisso personale, soffre in maniera profonda. Questa sofferenza, come per ogni altra nostra parola, non deve essere confusa, con la vittimizzazione o la moralizzazione, ma come elevazione dell’individuo che sente che rigetta il mondo come è composto. Pur, alcuni di noi, essendoci distanziati dal nichilismo (anche se come frammento rimane nel Nostro Misantropismo Attivo Estremo), abbiamo posto questo testo, perché riteniamo importante approfondire il mondo come lo vede l’uomo del sottosuolo, quell’individuo, che rigettando le leggi morali e giuridiche del mondo, si apparta in se stesso, e prova ed esperimenta prove fisiche e mentali, non perché ritiene di non impazzire, ma perché al di dentro di esso, c’è il germe della rivolta, contro tutto quello che lo vuole far uscire, dal suo antro occulto e segreto. L’uomo del sottosuolo è geloso del suo antro occulto, ed è per questo che arriverebbe a uccidere, nessuno deve mettersi in mezzo, tra lui, e il suo mondo popolato da demoni e particolarità che solo esso conosce profondamente. Ma è anche il Raskolnikov che progetta di uccidere l’usuraia, non per esclusivamente problemi di soldi, ma per sperimentare l’oltreuomo. È in ogni Raskolnikov, che si dica, c’è l’uomo del sottosuolo, che progetta come criminale, che parla con il proprio demone, che si nutre di oscurità, è che ha accanto il coltello, come l’ascia, la pistola come la lettera bomba. È quando uccide l’usuraia, fonda la sua esistenza, con l’anima della persona davanti a se morta, risucchiandone l’essenza. L’uomo del sottosuolo, per cui, è un individuo che non solo è particolare, ma che vuole sperimentare, che vuole assaporare la vittoria e la sconfitta, che si muove imperterrito nella propria piccola stanza, alla ricerca del proprio momento, accanto a se, ha la sua arma personale, ma non per questo, esce imperterrito, come se nulla fosse, a uccidere..per esso, prima di provare la gloria e la brama di assassinare un essere umano, c’è la parte ritualistica, dove feconda, cresce, istante dopo istante, come qualcosa che sale intensamente dalle proprie viscere, l’idea, e parla, con il proprio demone, e quando arriva il momento agisce. Questo è l’uomo del sottosuolo, non soffre per gli altri, per l’umanità, ma soffre perché esso stesso, deve arrivare a un punto di non ritorno, perché lo sente, perché brama il proprio desiderio, perché cresce e si sviluppa la voglia di uccidere un altro essere umano, per uccidere il risentimento o la coscienza, che come pulviscolo inesistente, potrebbe assoggettarlo, e farlo ritornare su un piano di normalità, è dato che odia la normalità, e odia l’umanità, deve per questo sentire che la propria sofferenza emerga e spezzi la fragile quotidianità. Nell’uomo del sottosuolo, non ci sono piani pre-programmati, ma cresce tutto lentamente e intensamente, come la vita davanti a se scivola inesorabilmente dentro l’abisso del non-ritorno.

Accettando provvisoriamente la visione del mondo secondo cui il libero arbitrio è regolato dalle leggi, e quindi anche l’opinione etica secondo cui dobbiamo volontariamente permettere che il libero arbitrio sia governato da leggi, Dostoevskij considera le conseguenze di questa posizione, finché alla fine è guidato al paradossale salto di negare tutto in una sola volta. Questa è la forma finale della sua resistenza contro la razionalità scientifica e il suo confronto con i principi del socialismo. Dato un singolo desiderio “di base”, “tutti i sistemi e le teorie esploderanno in mille pezzi”.

Dietro tutte queste idee c’è una metafisica. Dostoevskij dice che tutto questo, normalmente contraddice la ragione, e che questo non è solo salutare, ma spesso ammirevole. Un essere umano, afferma, può persino deliberatamente impazzire per non dare la vittoria alla ragione. La volontà si oppone alla ragione perché “due volte due è quattro non è più vita ma è solo l’inizio della morte”. In altre parole, la volontà alla vita si oppone alla ragione. Scrive della “filosofia” di “l’uomo che ha vissuto nel sottosuolo per quarant’anni” come segue:

La ragione è una cosa eccellente, non c’è dubbio, ma la ragione è solo ragione e può solo soddisfare la facoltà razionale dell’uomo, mentre la volontà è una manifestazione di tutta la vita, cioè di tutta la vita umana, compresa la ragione e tutti gli impulsi. E anche se la nostra vita, in questa sua manifestazione, è spesso senza valore, tuttavia è la vita nonostante e non semplicemente l’estrarre radici quadrate. Dopo tutto, ora, per esempio, voglio naturalmente vivere, al fine di soddisfare tutte le mie facoltà per la vita, e non semplicemente la mia facoltà razionale, cioè, non semplicemente un ventesimo di tutte le mie facoltà per la vita. Cosa sa la ragione? La ragione sa solo ciò che è riuscita a imparare (alcune cose forse non le imparerà mai, è anche se questo non è tuttavia di conforto, perché non dirlo francamente?) E la natura umana agisce nel suo complesso, con tutto ciò che è in essa, consciamente o inconsciamente e anche se fosse che qualcosa va storto, vive. (VIII)

Coloro che “escono dal grembo della natura”, abbiamo notato prima, sono definite persone normali e la razionalità è la misura della loro normalità. La loro natura è regolata dalla ragione, tale da “giustificare facilmente” le loro azioni, e sulla base di tale giustificazione sono in grado di agire in pace con se stessi. In questa misura sono idealisti sotto copertura; se la ragione diventasse autocosciente in essi, e la loro attività autocosciente come attività della libertà con un ideale, si potrebbe quindi parlare del loro idealismo in maniera palese.

Una volta che la ragione ha il pieno controllo della propria natura e la necessità governa l’anima sistematicamente all’interno e si estende alla società e al mondo esterno, allora il socialista è in grado di apparire sulla scena come il realista che porta i progetti per il palazzo di cristallo. Il socialista afferma che vi è libertà nell’atto stesso di erigere il proprio palazzo di cristallo e di sottomettersi al sistema di necessità. Il passaggio dall’idealismo dell’individuo normale al realismo del socialista è un cambiamento naturale, almeno per quanto riguarda il controllo della ragione o l’illuminazione dell’intelletto. Di certo, naturalmente, l’individuo normale “si arrende onestamente”.

Ma quando le cose vanno così lontano, il nichilista che vive nel sottosuolo si fa avanti per respingere la resa assoluta. Per colui la cui casa e il cuore, è il mondo sotterraneo, chissà cosa vuol dire vivere al fondo della coscienza intensificata e contemplare con l’occhio del nientismo: l’unica via è affermare il diritto alla libertà della volontà, anche nel volere l’assurdo assoluto.

Solo in questo modo si può prendere parte alla vita “nel suo complesso”, che si trova al di là della pallida ragione. Il nichilista, un intellettuale radicale per il quale il razionalista normalmente è ottuso, si rivela come un sostenitore della “naturalezza” dell’attività umana nel suo insieme contro il razionalismo radicale dei socialisti.

L’intensità dell’intelletto che nasce dalla contemplazione con l’occhio del nientismo si unisce alla “volontà di vivere” totalmente irrazionale, al di là del razionalismo. Questa volontà alla vita può essere chiamata una salute selvaggia. Potrebbe essere alla portata della “vita” a livello fondamentale data la notevole vicinanza, dove ha le proprie radici tra Dostoevskij e Nietzsche.

La ragione, una qualità della “persona del futuro” progressista, è fondamentalmente una cosa del passato quando si confronta la volontà nel fenomeno della vita nel suo insieme. Solo “sa ciò che è stato appreso fino ad ora”. Questo tipo di paradosso, che si applica a tutte le forme di razionalismo, evidenzia la differenza tra razionalismo e nichilismo. Il nichilista prende posizione su un nientismo metafisico che è al di là di ogni razionalismo e tuttavia si manifesta come volontà di libertà irragionevole o volontà di vita al di là di ogni razionalismo. Nelle parole dell’uomo del sottosuolo : “Per gli uomini come noi, la bizzarria può essere veramente più vantaggiosa di qualsiasi altra cosa sulla terra”.

Stavrogin in “I Demoni” sperimenta afferrando improvvisamente un uomo per il naso a un raduno sociale e lo trascina per la stanza. Tale bizzarria testimonia un abisso interiore del nientismo che può irrompere nella propria vita quotidiana in qualsiasi momento.

Anche l’uomo del sottosuolo, esposto all’umiliazione quando la donna che ama gli fa visita per la prima volta, pensa in se stesso: “Non dovrei scappare, vestito come sono nella mia vestaglia, ovunque mi portino i piedi, e arrivi quello che deve arrivare? “Preso dai legami dell’amore, la insulta con le parole:” Lascia che tutto il mondo crolli, finché io prenda il mio tè ogni volta che voglio”.

Le ordina: “Per quanto mi riguarda, ho bisogno di pace” (parte seconda, IX e X). La scomparsa e la sua uscita dalla casa nella vestaglia sono due aspetti dello stesso nientismo, un nientismo alla base della “vita”. Dire che la vita è il punto in cui il razionalismo viene rotto in una dimensione in cui l’interno e l’esterno sono la stessa cosa, significa che la vita stessa è in continuo processo. Dostoevskij esprime paradossalmente l’idea stessa:

forse l’unico obiettivo sulla terra per cui l’umanità si sforza risiede in questo incessante processo di raggiungimento, o in altre parole, nella vita stessa, e non particolarmente nell’obiettivo che, naturalmente, deve essere sempre due volte due fa quattro, questa è una formula, e dopotutto, due volte due fa quattro non è più vita, signori, ma è l’inizio della morte. (IX)

Realmente raggiungere l’obiettivo sarebbe terribilmente comico. “Due volte due è quattro” è uno stato di cose insopportabile che rende beffa degli esseri umani. Tuttavia, orientarsi direttamente verso l’obiettivo è normale, pacifico e sicuro. Dalla prospettiva di Dostoevskij, gli esseri umani amano la sofferenza tanto quanto la pace e la sicurezza.

L’essere umano è un animale creativo, ma che ama la distruzione e il caos. La vita che è processo significa che interrompe continuamente la propria stabilità e fa male a se stessa.

Inoltre, se lo scopo della vita è nella vita stessa piuttosto che qualcosa di esterno alla vita – se il suo scopo sta nel processo stesso piuttosto che alla sua fine – allora il lavoro di costruire la vita come un “ingegnere civile” e il lavoro di rottura in fondo sono ugualmente fondamentali. La sofferenza appartiene alla creatività della vita e l’autocoscienza dipende dall’essere così strutturata nella vita.

Il dolore è l’origine della coscienza; qui sta l’unità fondamentale, riconosciuta sia da Nietzsche che da Dostoevskij, dalla salubrità della vita e dalla malattia della coscienza. Dostoevskij arriva così al problema dell’origine della coscienza attraverso il suo stesso percorso, un problema toccato da Fichte, Novalis, Kierkegaard, Nietzsche e altri recenti “filosofi della vita” nei loro rispettivi modi. Questo “percorso” è il confronto con il “palazzo di cristallo”.

Nel palazzo di cristallo la sofferenza è persino impensabile; la sofferenza significa dubbio, significa negazione, e quale sarebbe il bene di un palazzo di cristallo se potesse esserci qualche dubbio al riguardo? Eppure sono sicuro che l’uomo non rinuncerà mai alla vera sofferenza, cioè alla distruzione e al caos. Perché, dopo tutto, la sofferenza è l’origine della coscienza. . . .

La coscienza è la più grande disgrazia per l’uomo, eppure so che l’uomo la ama e non vorrebbe rinunciarvi per nessuna soddisfazione. La coscienza, ad esempio, è infinitamente superiore a due volte due fa quattro. Una volta che hai due volte due fa quattro, non c’è più niente da fare o da capire. Non rimarrà nulla se non quello di imbottigliare i tuoi cinque sensi e immergerti nella contemplazione. Mentre se ti
attacchi alla coscienza, anche se raggiungi lo stesso risultato, puoi almeno annunciarti a volte, e questo, comunque, ti ravviverà. (IX)

La contemplazione con i cinque sensi bloccati” è stato il cuore dell’idealismo da Platone a Hegel, ma per l’uomo del sottosuolo che vive nell’apogeo regolamentato dalla legge della scienza e del socialismo la tecnica rappresenta l’ultima risorsa per la resistenza dell’autocoscienza- uno stato di cose radicalmente paradossale.

Ora l’autocoscienza sorge dal fondo del nientismo, di cui né gli individui normali né la scienza né il socialismo possono essere consapevoli, un nientismo in cui sia il fare che il conoscere hanno portato a una fine in senso essenziale. L’uomo del sottosuolo chiama il palazzo di cristallo un “formicaio”, adatto per gli animali domestici (aux animaux domestiques): “Preferirei che la mia mano fosse avvizzita piuttosto che mettere anche solo un singolo mattone a un tale edificio” (X).

La frase richiama l’osservazione del nichilista Bazarov che cerca di distruggere il vecchio sistema sociale e le autorità, ma sostiene che “non è compito degli dei far cuocere mattoni”. La sua autocoscienza egoistica progettò un edificio sociale per sé e per i suoi seguaci, i nuovi “dei”, con mattoni che avevano dei “pazzi”, che cuocevano per loro.

L’autocoscienza nel nichilista del sottosuolo, al contrario, contrappone questo tipo di edificio alla contemplazione attraverso l’occhio del nientismo e della volontà alla vita. Qui per la prima volta vediamo un nichilismo veramente nichilista che attraversa una nuova dimensione. Andre Gide ha sicuramente avuto ragione nel chiamare “Memorie dal sottosuolo”, la chiave di tutte le opere di Dostoevskij.

In precedenza in questo capitolo, afferrando il “Bazarov” di Turgenev come una sorta di prisma, ho tentato di analizzare alcuni momenti all’interno del caos del nichilismo russo e ho provvisoriamente distinto quattro aspetti: lo spirito scientifico e la sua visione del mondo realistica, la moralità socialista, l’egoismo e il fanatismo. Con “Memorie dal sottosuolo”, tuttavia, ci imbattiamo in una radicale ironia diretta contro tutti questi elementi. La visione scientifica del mondo e la morale socialista cercano di trasformare le persone in chiavi di pianoforte e animali da gregge, come una resistenza estrema contro cui Dostoevskij propone la contemplazione del sottosuolo e la libertà di volontà assolutamente irrazionale.

Per quanto riguarda il fanatismo, sottolinea la necessità che tutte le azioni siano ridotte ad inerte inerzia. L’egoismo del desiderio di potere, il desiderio di diventare gli dei di una “nuova società” facendo sparire gli altri, viene negato da un egoismo basato sul vero “nientismo”. In questo modo le varie sfaccettature del nichilismo russo apparso in “Bazarov” sono sottoposti a una negazione paradossale, risultante in un nichilismo di proporzioni sempre più profonde.

Nel passaggio al vero nichilismo che si verifica nel protagonista di “Memorie del sottosuolo”, la fuga dal mondo delle leggi di ferro attraverso la contemplazione sotterranea inibisce il movimento nel mondo reale. Il mondo reale sta davanti all’uomo del sottosuolo come un ostacolo, un muro impenetrabile. Nel frattempo, dietro di lui il mondo dell’ideale non torna più.

La base del nientismo non può che essere un vicolo cieco di “inattività”. Il primo passo lontano dal nichilismo come inerzia contemplativa e verso il nichilismo che cerca di affermarsi attraverso la violazione delle leggi del mondo reale, sembra venire con “l’azione” di Raskolnikov in “Delitto e castigo”.

In questo modo il nichilismo salta fuori dal sottosuolo dentro il mondo reale. Il nientismo assume il significato positivo della negazione del mondo e delle sue leggi, e il nichilista viene a porsi su un egoismo egotista più profondo. In altre parole, il nichilismo diventa più consapevole.

Allo stesso tempo, il nientismo diventa un problema per se stesso, che appare come un complesso di autoaffermazione più profonda e di un più profondo dubbio personale, di illimitata speranza e disperazione, di un senso infinito di potere e di impotenza.

TEMPIO DELLA LUCE NERA (TDLN)

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Il Tempio della Luce Nera (TDLN) è un tempio internazionale dedicato alla Corrente 218 e alla Tradizione Anti-Cosmica del Luciferianesimo / Satanismo. Il Tempio è una manifestazione ed espressione delle forze contraddittorie e acosmiche del Lato Oscuro e rappresenta una nuova forma adirata del Sentiero della Mano Sinistra Gnostica.

La tradizione rappresentata dal TDLN può essere meglio descritta come l’essenza dello Gnosticismo Anti-Cosmico espressa attraverso le forme sinistre del Diabolismo tradizionale. Nella nostra tradizione, gli Oscuri (Dèi e Dee di Sitra Ahra) rappresentano l’impulso antiarconico del Deus Absconditus e l’aspetto manifestato della seconda emanazione sinistra dall’Ain Sof. Quindi, per noi, Satana-Lucifero è la prima e più alta manifestazione della Luce Nera, e l’oppositore e il distruttore della prigione cosmica / struttura causale stabilite dal tiranno demiurgo.
All’interno del TDLN sono studiate e praticate molte forme di sistemi magici, paralleli tra loro, poiché è nostra convinzione che le chiavi che sbloccheranno le porte della prigione degli arconti cosmici si diffonderanno attraverso molte e diverse tradizioni esoteriche. Il nostro obiettivo principale è quindi quello di riscoprire, ricreare, adattare e creare le forme antinomiche di pratica spirituale che condurranno l’adepto alla Gnosi, accelerando la rivoluzione verso la Pienezza Unica che era prima dell’ordine del Caos e della caduta nella causalità.

L’alta pratica magica e spirituale all’interno del TDLN viene così modellata in modo da condurre l’iniziato ad un incontro concreto e diretto con il Divino dentro e fuori. Le forme più usate e focalizzate all’interno del nostro lavoro rituale sono quelle che appartengono alla magia cerimoniale Qliphoth e alla demonologia basata sul grimorio.

Ma la nostra tradizione contiene anche elementi di molti altri sistemi di espressione magica, come quelli connessi al Culto Babilonese di Tiamat, le forme Draconiane di Setianismo Tifonico, forme Nefilim di Stregoneria Tradizionale, sistemi Necrosophic di stregoneria, alcune forme estreme di tantrismo sul sentiero della mano sinistra e molte altre tradizioni magiche che possono aiutare l’iniziato a liberarsi dalle catene dell’ordine imposto e dalla restrizione cosmica.

La missione di tutte le manifestazioni pubbliche del TDLN , sia sul Web che attraverso diverse forme di pubblicazioni, è quella di far conoscere e promuovere il sistema religioso Caosophico / Caos-Gnostico, con l’obiettivo di raggiungere solo quei pochi che hanno gli occhi per vedere l’essenza dietro le forme presentate e le orecchie per ascoltare la chiamata senza voce della vera Forza Divina, sia dall’interno che dall’esterno.

Ma poiché il Tempio è un’istituzione esoterica e iniziatica, chiusa agli estranei, accogliamo con favore solo i contatti con coloro che comprendono e abbracciano pienamente il Sentiero della Luce Nera.

Poiché il TDLN ha raggiunto il numero predeterminato di fratelli e sorelle integralmente iniziati, l’appartenenza è chiusa.

Inoltre è ancora nostro dovere raggiungere e offrire una guida ai pochi che portano in sé le Fiamme Nere dello Spirito acosmico.

Quindi, mentre non offriamo l’iniziazione all’Inner Sanctum in questo momento, offriamo ancora parti rilevanti degli insegnamenti della Caosofia che crediamo possano condurre gli eletti dei nostri Dei all’illuminazione della Luce Nera. I testi presentati su questo sito hanno lo scopo di testare i lettori, confondere la debole maggioranza e guidare ai pochi che rimangono i valori spirituali, più nascosti, i punti di ingresso nel cuore stesso della Corrente 218.

Un motivo secondario per la manifestazione esterna della Tradizione Anti-Cosmica è di contrastare l’impurità senza essenza e materialistica che si diffonde nel nome di Satana e Satanismo. Presentando una forma spirituale e tuttavia aspramente antinomica di Luciferismo Gnostico, speriamo di contribuire alla creazione di soluzione visibili al volgarismo predicato dagli uomini atei.

Current 218

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ELENCO DEGLI ATTACCHI CRIMINALI CON GRANATE IN SVEZIA (MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA)

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1993
Un uomo dall’Azerbaijan tiene in ostaggio 82 persone con due granate a mano su un aereo dirottato all’aeroporto di Stoccolma Arlanda.

2002-2012
Quattro granate a mano esplodono sotto delle macchine a Göteborg tra il 2002 e il 2006 (una nel 2002 e nel 2004 e due nel 2006). Gli attacchi vengono collegati al gruppo locale dei Bandidos fondato e guidato da Mehdi Seyyed. Seyyed viene condannato a nove anni di prigione per i due attacchi nel 2006.

Due attacchi esplosivi o tentati (uno nel 2011, uno nel 2008), vengono segnalati come conseguenza di granate a mano, tra i 22 attacchi con granate a Malmö tra il 2008 e il 2011.

2013
Il 9 giugno, a Malmö, una granata a mano esplode in una discarica su Ramels väg,
danneggiando diverse auto.

Il 14 settembre, a Malmö, due persone vengono ricoverate in ospedale dopo che una granata a mano esplode a Köpmansgatan.

Il 9 novembre, a Malmö, un ordigno esplode nella tromba delle scale di un edificio di assemblaggio in Norra Grängesbergsgatan.

2014
Il 26 gennaio, a Malmö, una granata a mano viene lanciata nella finestra di una casa di famiglia a Seved. L’ordigno doveva essere lanciato in un altro appartamento. La famiglia composta da tre elementi, dichiara la polizia, è probabilmente sopravvissuta solo perché il padre è riuscito a chiudere la porta della camera da letto in tempo.

Il 15 Aprile, a Malmö, un granata a mano esplode fuori un ristorante in Adelgatan.

Il 6 maggio, a Malmö, un uomo viene gravemente ferito dopo che una granata è lanciata nel suo appartamento a Estlandsgatan. La granata viene gettata dagli assalitori in un appartamento sbagliato (dichiara la polizia).

Il 19 maggio, a Malmö, una granata esplode a Seved danneggiando otto auto e diversi edifici.

2015                                                                                                                                         Il 7 febbraio, a Sollentuna, una granata esplode nella tromba delle scale di un condominio di Edsberg.

Il 23 aprile, a Malmö, un ristorante è danneggiato da una granata a mano esplosa ad Adelgatan.

Il 21 maggio, a Uppsala, due granate a mano esplodono dopo essere stato gettate nel nightclub Birger Jarl.

Il 12 giugno, a Malmö, due passanti rimangono feriti quando una granata esplode a
Rasmusgatan, Seved.

Il 16 giugno, a Malmö, un’esplosione si verifica ad Almgården vicino a Rosengård.

Il 21 luglio, a Malmö, un uomo rimane ferito dopo che una granata esplode all’esterno di una sala comunale a Norra Grängesbergsgatan.

Il 23 luglio, Malmö, una granata è esplode sotto un’auto a Limhamn, danneggiando auto e edifici vicini.

Il 24 luglio, a Malmö, una granata esplode in un ufficio del servizio sociale e danneggia le auto vicine.

Il 20 giugno, a Malmö, due granate vengono lanciate in un condominio a Kroksbäck, ma non riescono a detonare. 60 persone sono evacuate.

Il 13 luglio, a Malmö, una granata a mano esplode davanti a una residenza di famiglia ad Augustenborg.

Il 15 luglio, a Malmö, una granata esplode nei pressi di una abitazione ad Arlöv.

Il 17 luglio, a Malmö, tre auto vengono danneggiate dopo un’esplosione a Branteviksgatan.

Il 21 luglio, a Malmö, un uomo rimane ferito dopo che una granata esplode all’esterno di una sala comunale a Norra Grängesbergsgatan.

Il 23 luglio, a Malmö, una granata è esplode sotto un’auto a Limhamn, danneggiando auto e edifici vicini.

Il 24 luglio, a Malmö, una granata esplode in un ufficio del servizio sociale e danneggia le auto vicine.

Il 26 luglio, a Malmö, una granata esplode in un parcheggio a Värnhem, danneggiando dieci macchine e distruggendo diverse finestre di case.

Il 5 agosto, a Trelleborg, una granata a mano esplode dopo essere stata gettata in un ufficio del servizio sociale.

Il 9 agosto, a Malmö, una granata a mano esplode in una zona residenziale a Möllevången, con trenta finestre frantumate nell’esplosione.

Il 20 agosto, a Botkyrka, una granata a mano esplode dopo essere stata lanciata contro un furgone della polizia con quattro agenti di polizia all’interno della zona di Tumba.

L’11 settembre, a Borås, una granata a mano esplode in una zona residenziale di Hässleholmen, distruggendo diverse finestre.

Il 13 ottobre, a Göteborg, una granata a mano esplode a Biskopsgården danneggiando sei appartamenti.

L’11 novembre, a Landskrona, l’esterno di una casa e diverse auto vengono danneggiate in un attacco con una granata a mano.

Il 2 dicembre, a Uppsala, una granata a mano esplode nel nightclub Birger Jarl.

Il 27 dicembre, a Helsingborg, un locale notturno di Bruksgatan subisce ingenti danni in una raffica di ordigni esplosivi.

2016
Nel 2016 ci sono stati circa 40 attacchi con granate a mano in Svezia.

Il 27 gennaio, a Landskrona, diverse auto vengono danneggiate e le finestre vanno in frantumi dopo che una granata a mano esplode a Tränggatan.

Il 12 febbraio, a Göteborg, due granate esplodono in nove minuti, in appartamenti e in due luoghi diversi (Lunden e Angered).

Il 22 marzo, a Uppsala, una granata a mano esplode dopo essere stata gettata sul balcone di un appartamento.

Il 28 marzo a Stoccolma, due granate a mano esplodono nel centro di Stoccolma, danneggiando gli ingressi e l’esterno di una discoteca e di un ristorante.

Il 6 aprile a Stoccolma una granata esplode, dopo essere stata gettata in un ristorante a Jakobsberg.

L’11 aprile, a Uppsala, un uomo ferito viene ricoverato in ospedale dopo che una granata a mano, esplode in un parcheggio di Stenhagen.

Il 17 aprile, a Landskrona, una granata a mano esplode dopo essere stata gettata in un appartamento, possibilmente contro un bersaglio casuale.

Il 18 maggio, a Malmö, una granata a mano causa ingenti danni dopo essere stata gettata in una villa a Fosie, probabilmente contro un bersaglio casuale.

Il 7 giugno, a Botkyrka, una granata a mano esplode nel centro di Fittja.

Il 7 giugno, a Botkyrka, un uomo viene ferito da una scheggia dopo che una granata esplode all’esterno di un edificio per uffici a Slagsta.

Il 23 giugno, a Tomelilla, una granata a mano esplode davanti a una villa.

Il 24 giugno, a Uppsala, una granata a mano esplode in un ristorante pizzeria.

Il 9 luglio, a Sollentuna, una granata esplode mentre armi automatiche sparano in una zona residenziale, in mezzo a quattro sparatorie nella città in due giorni.

Il 12 luglio, a Botkyrka, una granata esplode dopo essere stata lanciata sotto una macchina parcheggiata a Tumba.

Il 28 luglio, a Malmö, una granata a mano esplode, lanciata da alcuni assalitori davanti a un appartamento.

Il 22 agosto, a Göteborg, una granata a mano esplode in un appartamento a Biskopsgården, uccidendo un bambino di 8 anni Yuusuf Warsame arrivato da Birmingham, Inghilterra. L’attacco viene collegato a una faida in corso tra i membri della comunità somala di Göteborg, in quanto una persona che è stata condannata per la sparatoria in un pub di Göteborg nel 2015 aveva preso la residenza nell’appartamento.

Il 4 settembre, a Göteborg, una o due granate esplodono sul balcone dell’appartamento di un anziano disabile, creando un buco e distruggendo diverse finestre. La granata viene gettata indiscriminatamente nell’appartamento, in una zona di una gang.

Il 23 ottobre, a Malmö, una granata a mano esplode nei pressi di un garage e vicino a un’auto a Husie.

Il 28 ottobre, a Landskrona, una granata a mano esplode in un ristorante pizzeria.

L’11 novembre, a Malmö, una granata a mano esplode dopo essere stata lanciata in una compagnia di noleggio auto, situata adiacente a una stazione di servizio.

Il 15 novembre, a Västerås, una granata a mano esplode in un negozio di parrucchiere. Si pensa che l’attacco sia parte di un estorsione.

Il 21 novembre, Ängelholm, una granata esplode vicino a un condominio, facendo esplodere diverse finestre.

Il 30 novembre, a Solna, una granata a mano esplode dopo essere stata gettata in un balcone di un appartamento. Una persona in quel momento era in piedi in cucina. La persona esce dall’appartamento illesa, mentre il balcone viene distrutto e molte finestre si frantumano. L’evento è legato alla criminalità organizzata.

Il 15 dicembre, a Göteborg, una granata a mano esplode causando danni a due appartamenti a Biskopsgården.

2017
Il 1 ° gennaio, a Katrineholm, una granata viene lanciata dentro la stazione di polizia locale. L’entrata, parecchie finestre e tre macchine parcheggiate nelle vicinanze vengono danneggiate.

Il 13 febbraio, a Södertälje, una granata a mano esplode in una zona residenziale, dove un imprenditore, che recentemente aveva subito un estorsione, ha gli uffici.

Il 28 febbraio, a Malmö, una persona viene ferita da una scheggia e ricoverata in ospedale dopo che una granata esplode all’esterno di una abitazione a Lindängen.

L’11 aprile, a Linköping, una granata a mano viene lanciata su un balcone.

Il 7 luglio, a Stoccolma, una granata a mano esplode in un negozio in una zona residenziale di Spång.

Il 21 luglio, a Uppsala, una granata a mano esplode in un ristorante.

Il 23 luglio, a Halmstad, una granata a mano esplode in un parcheggio e danneggia cinque macchine.

Il 2 settembre, a Märsta, una granata a mano esplode in un ristorante. Nessuna persona viene ferita.

Il 6 settembre a Stoccolma una granata a mano esplode in un edificio residenziale nella zona di Östermalm.

Il 18 settembre, a Göteborg, una granata a mano esplode dopo essere stata scaraventata in un appartamento a Biskopsgården.

Il 28 settembre a Varberg, una granata a mano esplode danneggiando una villa nel centro di Varberg.

Il 13 ottobre, a Malmö, una granata a mano esplode in un edificio residenziale.

Il 18 ottobre, a Helsingborg, una granata a mano distrugge l’entrata della stazione di polizia locale. Quaranta finestre esplodono per la detonazione.

Il 21 ottobre a Stoccolma, una granata a mano esplode in una macchina nel centro di Solna.

Il 27 novembre, a Uppsala, una granata a mano viene lanciata contro una macchina della polizia fuori dalla loro stazione. Nessuna persona è ferita, ma diverse auto sono danneggiate nell’esplosione. Un sospetto viene arrestato.

Il 3 dicembre, a Göteborg, una granata esplode fuori da una abitazione a Hisingen.

2018                                                                                                                                          Il gennaio, a Stoccolma, un uomo di 60 anni viene ucciso e una donna di 45 anni rimane ferita dopo che una granata esplode all’esterno della stazione della metropolitana di Vårby gård. La granata viene accidentalmente raccolta dall’uomo, dopo essere stata abbandonata a lato della strada.

Il 21 gennaio, a Göteborg, una granata a mano esplode dopo essere stata lanciata attraverso la finestra in una casa a Biskopsgården in cui erano presenti sette persone. L’attacco viene collegato a conflitti tra gang, per cui ci sono stati diversi attacchi con granate tra gang rivali nel dicembre dell’anno precedente.

L’8 febbraio, a Stoccolma, le finestre esplodono e un’auto viene danneggiata quando una bomba a mano esplode all’esterno della casa di un impiegato della banca che è coinvolto nelle indagini su casi di frode e come assistente della polizia in casi legati alla criminalità organizzata.

Nell’agosto 2018, due uomini di Uppsala vengono arrestati per aver lanciato delle granate a casa di un impiegato della banca che indagava su casi di frode.

Il 7 settembre 2018 un granata a mano viene lanciata in un ristorante a Göteborg.

Continua…

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