IL SOLIPSISMO IN RELAZIONE ALL’INTERSOGGETTIVITÀ

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Husserl riferisce il problema del solipsismo con la teoria dell’intersoggettività quando segnala, nell’epilogo alle Idee che nelle esposizioni prime della fenomenologia trascendentale la mancanza: […] la presa di posizione esplicita sul problema della solipsismo trascendentale, cioè, sull’ intersoggettività trascendentale, sul riferimento essenziale del mondo.

Husserl stabilisce due modi di intendere il problema del solipsismo in relazione con l’esperienza dello sconosciuto. Questi due modi possono essere ricondotti nelle due forme di solipsismo presentato.

Da una parte, il solipsismo può significare esclusivamente il mondo costituito in me, cioè, il porsi la possibilità di immaginare che un individuo, che esiste solo in un mondo circostante, non rimette nel massimo minimo il suo senso di essere ad altri. D’altra parte, il solipsismo sembra essere inevitabile, mentre il mondo che è per me, esaurisce il suo senso di essere solo a partire dalla coscienza dell’individuo meditante. In altre parole, se il mondo estrae il suo senso a partire dalla mia coscienza, allora come evitare il solipsismo?

A partire, da questa considerazione, Husserl espone una possibile obiezione: Se il mondo è solo il sistema di poli di intenzionalità immanente di quello che è chiamata esperienza obiettiva, questo è, mi è immanente, anche se cade l’idea da un mondo identificabile verso l’infinito nella mia immanenza in verifica concordante, allora sono un solus ipse.

Attenendoci a questa doppia considerazione, può stabilirsi che il primo modo di capire il solipsismo è piuttosto gnoseologico, mentre il porsi dell’individuo che non rimette i suoi sensi costituiti ad altri individui, equivale a dire che tutti i sensi che possiede sono costituiti esclusivamente e solo a partire da lui, ma ciò non implica che non esistano altri individui costituenti.

D’altra parte, può stabilirsi che il secondo modo di considerare il solipsismo è piuttosto metafisico, dato che la questione è del porsi in termini se esiste un’altra coscienza che sia anche datrice di senso.

Possiamo anteporre, come lo fa lo stesso Husserl che la risposta a questa situazione si trova nel fatto che il mondo si rivelerà, una volta che la riduzione trascendentale sia eseguita completamente come “unità delle mie esperienze, ma non come mera unità delle mie esperienze (effettive e possibili naturalmente) bensì nel suo senso proprio secondo l’unità dell’esperienza intersoggettiva.

Si deve ricordare che la V. Meditazione incomincia con il problema del solipsismo, con quella “obiezione che potrebbe sembrare seria” e ciò si deve alla conseguenza della IV Meditazione, come segnala Ricoeur, è che il senso del mondo finisce essendo solo un esplicitazione dell’ego, l’esegesi della sua vita concreta.

Questa situazione monadologica implica che l’ego assorba in sé stesso tutte le differenze. Se il senso dell’altro si costituisce in e a partire da me, si pone il problema se l’altro ego conserva vicino a me , tuttavia, un’originalità, una specificità.

Cercando di fare di fronte a questa difficoltà, Husserl deve conciliare due esigenze apparentemente opposte. Da una parte, deve portare a termine la riduzione fino alla sua esecuzione finale e mantenersi nella costituzione del senso “un altro” e a partire da me, e, per l’altro, se vuole costituire l’altro in quanto tale, senza annullare la sua alterità, deve tenere in conto l’originalità, la specificità dell’esperienza dell’altro, precisamente come esperienza di un altro io distinto al mio.

Avendo esposto il problema in relazione con l’esperienza dell’altro, si analizzerà di seguito come la fenomenologia confuta tanto il solipsismo metafisico come al solipsismo gnoseologico.

DICOTOMIA DIONISIO-APOLLO

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Il pensatore tedesco, realizza la sua meditazione circa la visione dell’uomo rispetto alla vita da un’ottica duale, prendendo come riferimento due elementi mitologici della Grecia antica, egli si riferisce alle figure di Dionisio ed Apollo, il primo rappresenta il dio dei campi, del vino, della festa, mentre il secondo è il dio archetipo di bellezza, ordine, razionalità. Nella sua analisi Nietzsche, espone la polarità tra le visioni di mondo a partire da entrambe le lenti, dionisiaco ed apollineo.

Spirito Apollineo: Formale, Armonia, Razionalità, Intelletto, Immobilità, Morte, Cerca di comprendere al mondo

Spirito Dionisiaco: Creativo, Esaltazione, Forza vitale, Istinto, Divenire, Vita, Accetta il mondo

La visione del mondo degli uomini divaga tra queste due versanti, la grandezza della tragedia greca, esperienza, semplicità e creatività propria dello spirito dionisiaco si è visto spostata dalla decadenza razionalista dello spirito apollineo, in mani dei post-socratici, e tutti quelli che anelano alla trascendenza, disintegrando la natura e la vita.

La depressione del pensiero occidentale sorge col cambiamento dalla tragedia greca alla filosofia della razionalizzazione. L’uomo deve ritornare alla visione dionisiaca che non è più che, la libertà dei pre-metafisici, l’accettazione del caos e il caso propri della vita, rinunciando alle consolazioni esistenziali offerto dalle religioni, che fanno si che l’uomo sia reciso dalla strada verso il quale deve dirigersi, verso l’Übermensch.

DICOTOMÍA DIONISIO-APOLO

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UN BREVE TESTO-SULLA LOTTA A MORTE TRA L’INDIVIDUO DIONISIACO:MAI PRONO AL FINALISMO- ALL’IMMUTABILITÀ DELLA VITA- E  DELL’ASSOLUTO- E L’INDIVIDUALITÀ APOLLINEA:EGO-RAZIONALE- FISSA E IMMOBILE  NELLA SUA ARMONIA FATTA DI  VALORI COMUNI E EGUALI.

El pensador alemán, realiza su meditación acerca de la visión del hombre con respecto a la vida desde una óptica dual, tomando como referencia dos elementos mitológicos de la Grecia antigua, él se refiere a las figuras de Dionisio y Apolo, el primero representa el dios de los campos, del vino, de la fiesta, mientras que el segundo es el dios arquetipo de belleza, orden, racionalidad. En su análisis Nietzsche, expone la polaridad entre las visiones de mundo a partir de ambos lentes, dionisíaco y apolíneo.

Espíritu Apolíneo: Formal, Armonía, Racionalidad, Intelecto, Inmovilidad, Muerte, Intenta comprender al mundo

Espíritu Dionisiaco: Creativo, Exaltación, Fuerza vital, Instinto, Devenir, Vida, Acepta al mundo

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OLTRE L’ASSOLUTO-VERSO L’IM-POSSIBILE

 NON ESISTE

«Poiché dell’eterno ritorno aveva la visione che conosciamo, per l’intensità dei sentimenti Nietzsche rideva e tremava insieme. Pianse troppo: erano lacrime di esultanza. Percorrendo la foresta lungo il lago di Silvaplana, si era fermato vicino a una enorme roccia che si elevava a forma di piramide, non lontano da Surlej. Immagino di arrivare io stesso alla sponda del lago, e, immaginandolo, piango.

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L’INESSENZIALITÀ DELL’IO INDIVIDUALE ALL’APPARIRE DELLA VERITÀ

INESSENZIALITÀ DELL’IO INDIVIDUALE

 

 

 

 

 

 

 

 

Se però ci rivolgiamo alla parola veritativa, quella non inquinata dalla fede e resistente a ogni confutazione, se, insomma, ascoltiamo quella che Severino chiama la parola del destino, la verità che sentiremo sarà un’altra.Ponendo rimedio ad alcune ambiguità lessicali presenti nella stesura originaria dello scritto Studi di filosofia della prassi – quale l’uso di verbi coniugati alla primapersona singolare: «Io sono nella verità» –, Severino avverte della possibilità di cadere in pericolosi fraintendimenti:

 Può sembrare che, in queste pagine, l’‘io’ sia la forma della verità, il punto di vista al cui interno la verità si colloca. Ma si intenda che io, che ‘posseggo’ la verità, ‘sono originariamente incluso nella struttura originaria dell’assoluto vero’, e cioè, daccapo, che il soggetto autentico del pensiero che pensa la verità non sono ‘io’ (come ‘individuo’, ‘ente particolare’, ‘io empirico’ – o anche ‘gruppo sociale’, ‘classe’, ‘popolo’, ‘chiesa’), ma la verità stessa

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NUOVO PROGETTO NICHILISTA: “ABYSSUS ABYSSUM INVOCAT”

Nuovo progetto Nichilista Individuale da parte dell’Affine Orkelesh.

“Abyssus abyssum invocat” prende ispirazione dai fautori del blog Terrorista Nichilista e criminale “Pyrodex” ma in primis dai fondatori della casa editrice Nechayevschinaed. -Nechayevshchina e Via Negationis- che ha dato al Nichilismo -spacciato per roba per studenti- un connotato Terrorista e criminale, sorto attraverso l’egoismo individuale, per pisciare e sputare sulle ceneri di questa società infame.

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FIAMME ALTE CHE SBRICIOLANO CREPUSCOLI

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DAL NUOVO SITO NICHILISTA PUBBLICO EGOISTICAMENTE ABYSSUS ABYSSUM INVOCAT

Fiamme alte che sbriciolano crepuscoli.

L’eclisse del tempo “chiama” me, per rendergli onore.

Il velo della mia idea è nascosto da un arcano quesito:

L’ordine delle cose esiste?

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NUOVO PROGETTO NICHILISTA: “IL CERCHIO SELETTIVO”

SELETTIVO

RICEVO E PUBBLICO IN MANIERA COMPLICE E AFFINE:

IL CERCHIO SELETTIVO

“Il cerchio selettivo” prende ispirazione affine dal defunto “Abisso Nichilista”, non per proseguire in maniera “metastorica” il proprio proposito (senza -in sintesi -continuare immutabile nel tempo qualcosa che è morto e non può rinascere), ma per appropriarsi dell’unico progetto nichilista, che ha espresso la radicalizzazione dell’idea nichilistica, l’approfondimento dell’oscuro e insondabile io interno, nella caverna del pensiero, la visione estrema e amorale a confronto della “pace sociale” della società-massa, negando nel frattempo la visione esclusivamente permeata dai libri di storia, da una certa lettura didattica, dalla noiosa riproposizione delle solite introduzioni su come e perché è nato il c.d.“nichilismo”…


Il progetto Nichilista egoarchico “Il Cerchio Selettivo”, nasce esclusivamente, per attaccare la modulazione letterale della parola, e distruggerla, apportando testi propri e presi da altri autori.
Parola che rientra nell’idea della metafisica dell’uomo, secondo una serie di regole morali e una visione dei valori che ripercorrono l’immutabile pensiero universale.
Il nostro progetto vuole distruggere la piena espressione di un vuoto significato della “parola”, appoggiando nel frattempo indirettamente (cioè senza pubblicare comunicati o altro) l’estremismo nichilista -settario, con un brivido nella schiena, e l’affinità nel cuore per questi feroci e sfrontati individui che sfidando le leggi della società-massa.

Gli editori del progetto Nichilista egoarchico “Il cerchio selettivo”.

 

 

 

REDUÇÃO INTERSUBJETIVA

SOLIP

Através da epoché fenomenológica, o ego se desvela como ego transcendental, atitude tal que coloca o eu numa relação intencional com as estruturas noético-noemáticas da consciência. Nesse sentido, “a epoqué irá delimitar, então, na subjetividade, o próprio, conhecimento – o transcendental – separando-o dos estados mundanos, da tese natural, das relações cotidianas, do mundo e dos outros”

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EM TORNO DO CONCEITO DE SOLIPSISMO:ABORDAGEM EPISTEMOLÓGICA

SOLIP

 

A busca pela verdade, ou por uma evidência fundamental que pudesse sustentar as demais coisas, foi vista pelos filósofos sempre como uma possibilidade alcançável. Mas para se obter algo indubitável é preciso o uso de alguns recursos metodológicos apropriado com a finalidade de garantirem que tal empreitada tenha êxito.

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