PACCO-BOMBA (TRADOTTO)

Ricevo e pubblico:

http://terrorismoegoarca.torpress2sarn7xw.onion/2019/05/22/pacco-bomba-tradotto/

Materiali:
-Cavi elettrici
-Lampadina piena di polvere di fiammiferi (fosforo)
-Pila di 9 v
-Esplosivo
-Videocassetta tipo VHS o una scatola di cartone o di legno
-Tubo galvanizzato o esplosivo artigianale con miccia

È importante avere una scatola in quanto è la base, dal momento che su questo elemento il meccanismo inizierà ad essere assemblato.
La scatola può essere fatta di cartone, e l’esplosivo deve poter essere inserito dentro, come nella foto qui sotto. (Ndt, l’abbiamo posta sopra come immagine principale)

Nel caso di questa immagine, l’esplosivo è congiunto a una bottiglia di benzina attaccata al tubo, come materiale aggiuntivo, per generare il maggior danno all’obiettivo.
Si noti che l’intero meccanismo si adatta perfettamente nella scatola.
È interessante notare che questo ordigno è stato il primo pacco-bomba che le ITS hanno fatto esplodere in un’università in Messico nel 2011. Il pacco-bomba è stato indirizzato a un professore in nanotecnologia, ma è stato aperto da un curioso impiegato universitario che ha subito ustioni di primo e secondo grado sulle mani e la faccia. Il tappo del tubo ha impattato su un occhio lasciandolo guercio.

Per rompere la lampadina, che verrà successivamente riempita di polvere di fiammiferi (molto ben sbriciolati), puoi seguire le istruzioni dei jihadisti della rivista “Inspire” numero 14.

Per prima cosa, si riscalda la lampadina con un accendino, rapidamente si mette dentro un recipiente di acqua fredda perché il vetro si indebolisca, poi si rompe semplicemente con le dita o con delle pinzette e si riempie di polvere di fiammiferi (fosforo).

In questa foto si vede chiaramente tutto il meccanismo.

La lampadina riempita con polvere di fiammiferi deve essere collegata rispettivamente al cavo 2 e 3. La lampadina deve entrare all’interno del tubo galvanizzato, che sarà riempito con dinamite, polvere nera o qualsiasi altro esplosivo (il tappo del tubo deve essere perforato con un trapano per fare uscire i cavi).

Nel caso della foto, dei compas del “Circolo di Attacco Punta di Ossidiana” utilizzarono per l’ordigno esplosivo del 2014, un tubo galvanizzato da 5 pollici e ¾ con tappi dello stesso materiale.

Nella foto, il cavo 3 è libero, e questo deve essere incollato alla copertina della VHS, sotto il cavo 1 in modo che quando la videocassetta viene aperta fa esplodere il meccanismo.

Il cavo 1 è collegato alla batteria da 9 V. Come si può vedere nella foto, il cavo 1 è sbucciato e quando il pacco-bomba sarà pronto per essere chiuso, non dovrebbe essere così vicino al cavo 3. Si deve essere prudenti e evitare che il cavo 3 e 1 si uniscano, questo per evitare incidenti.

Maggiori dettagli sopra questo dettaglio dei cavi, sono nell’immagine qui sotto (che è un prototipo in cui è stato usato un esplosivo artigianale di cartone rinforzato con miccia invece di un tubo galvanizzato).

In questa foto scattata dalla stampa, è evidente che il pacco-bomba, che è stato abbandonato dalle ITS nel 2016 a Jalisco, e che si mostra sopra, non è esploso (questo perché la pila era in cattive condizioni), ma vediamo come è composto il meccanismo che detona l’esplosivo.

Per illustrare in maniera migliore l’esempio sulla posizione dei cavi, sotto proponiamo un immagine in Paint mal fatta (ahah), sulla posizione dei cavi 1 e 3.

Resti di un ordigno esplosivo di questo tipo che è esploso nel 2011, provocando ferite a due tecno-nerd in Messico (ustioni di primo e secondo grado, gravi affezioni alle gambe e al torace, perforazione polmonare e avvelenamento da gas aspirati pochi secondi dopo dell’esplosione; il solfato di ammonio è stato posto come veleno). In questa occasione è stato utilizzato un tubo galvanizzato di ¾ e da 8 pollici, con ottimi risultati.

ITS

Note:

* Si consiglia di riempire il tubo galvanizzato in una capacità di tre quarti in modo che l’esplosivo deflagri con successo; non è consigliabile riempirlo completamente.

* Puoi aggiungere altri oggetti come maggiore distruzione come la benzina (come nella prima foto), chiodi, dadi, pezzi di metallo, veleno in polvere (quando detona viene aspirata dall’obiettivo), ecc.

* Quando si chiude il pacco-bomba, si deve fare molta attenzione, che i cavi non si tocchino; si consiglia di isolare uno dei cavi nel caso in cui ciò accada.

* Di nuovo, acquista i materiali in parti diverse, non è consigliabile acquistare il tubo e i due tappi nello stesso negozio; puoi acquistare tutto separatamente e nei negozi di seconda mano; evita di acquistare materiali in grandi supermercati e luoghi in cui ci sono molte telecamere, questo in modo che non si sia rintracciabile.

PACCO BOMBA (IN SPAGNOLO)

http://terrorismoegoarca.torpress2sarn7xw.onion/2019/05/21/pacco-bomba-in-spagnolo/

Prossima traduzione in italiano

https://archive.org/details/@maldi_o_ancestral

https://archive.org/details/PaqueteBomba

http://nicevscina.torpress2sarn7xw.onion/wp-content/uploads/sites/846/2018/05/Paquete-Bomba.pdf

NUOVO PROGETTO/BLOG SULLA DIFFUSIONE DI MANUALI/VIDEO DI TERRORISMO ANTI-POLITICO

Ricevo e pubblico:

http://terrorismoegoarca.torpress2sarn7xw.onion/

http://terrorismoegoarca.torpress2sarn7xw.onion/2019/05/21/introduzione/

Introduzione

Presentiamo un nuovo progetto che si rifà al terrorismo, di un certo tipo, specifico, è che non ha che fare con la politica. Questo “concetto” è già stato espresso varie volte su blog o riviste affini, per quello che pensiamo del terrorismo. Parliamo in questo caso della corrente Terroristica Misantropica Attiva, di quella Eco-estremistica, del Nichilismo Terrorista, degli Individualisti amorali e asociali, di tutta quella “specie”, che è odiata e temuta, perchè toglie fiato alla pace, non solo quella “sociale”, ma anche quella della morale di oggi giorno. Pubblicheremo su questo blog, solo ed esclusivamente, manuali/video sugli ordigni esplosivi, quelli incendiari, le formule chimiche per produrre sostanze detonanti, ma anche manuali sulla sopravvivenza urbana e non, sulle tecniche clandestine per procurarsi documenti falsi o altro ancora… Sotto mettiamo il nostro contatto elettronico a disposizione, per eventuali interesse in materiale affine al contesto, più alcune tecniche elettroniche per riuscire ad usare meglio Tor o Tails, dato che il nostro blog usa determinate tecniche di sicurezza (naturalmente non tutto è perfetto e c’è sempre da migliorarsi)

cultoabaddon@secmail.pro

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https://darkwhite666.blogspot.com/2016/11/tor-e-tracciabile-come-eliminare-lo.html

TOR E’ Tracciabile? Come Eliminare Lo State File (Entry Guard Relays)

Quello che TOR fa è semplicemente nascondere la tua posizione, la comunicazione invece non è crittografata.
Invece di intraprendere un percorso diretto (dalla sorgente alla destinazione cercata), le comunicazioni che utilizzano la rete TOR prendono un percorso casuale attraverso molti relays che ne coprono le tracce.
Quindi, nessun attaccante situato in un dato punto del “percorso”, può dire da dove vengono i dati e dove arrivano.
Una connessione TOR di solito passa attraverso 3 Relays con l’ultimo che stabilisce la connessione effettiva alla destinazione finale cercata.
Dunque l’ultimo Exit Relays è quello che stabilisce la connessione effettiva al server di destinazione.
Quello che invece TOR non fa e non può fare è crittografare il traffico tra un Exit Relays e il server di destinazione, qualsiasi Exit Relays è in grado di intercettare il traffico che lo attraversa.
Ad esempio, nel 2007, un ricercatore di sicurezza intercettò migliaia di messaggi di posta elettronica privati ​​inviati da ambasciate straniere e gruppi per i diritti umani in tutto il mondo per spiare le connessioni in uscita di un Exit Relay.
Per proteggersi da tali attacchi si dovrebbe utilizzare la crittografia “end-to-end”.
Una buona soluzione è ovviamente la distribuzione Linux chiamata Whonix (sistema operativo) che include molti strumenti che consentono di utilizzare sistemi di crittografia durante la navigazione, l’invio di e-mail, chat, etc
Whonix che comprende due macchine virtuali (Workstation e un TOR Gateway) però non maschera l’utilizzo di TOR.
TOR cerca di nascondere i siti visitati anonimizzando l’IP ma chi di dovere (tipo un provider) sa che lo state utilizzando (non che di per sè sia illegale ma viene meno la privacy).

Infatti se non si utilizza una configurazione apposita, il vostro provider o amministratore di rete può dimostrare facilmente che vi state collegando ad un server TOR e non ad un normale sito web.
In altre parole, a meno di utilizzare un tunnel proxy / SSH / VPN configurati con TOR, il server di destinazione a cui ci si sta collegando attraverso TOR può sapere da dove proviene la vostra connessione, consultando le liste pubbliche di Exit Relays (ad esempio, utilizzando il TOR Bulk Exit List Tool di TOR Project).
Quindi, a meno che non si stia utilizzando configurazioni opzionali per impedire ciò, la soluzione ideale è Whonix che rende “uguali” tutti gli utenti quindi non è possibile identificare chi transita da un dato Exit Relay.

MAN IN THE MIDDLE E CERTIFICATI SSL
Pericolosi attacchi sono quelli detti “man in the middle“.
Con questi attacchi, il malintenzionato fa credere a due utenti/due client/due server che stanno dialogando tramite una connessione privata, quando invece l’intera conversazione è controllato da lui stesso.
Con TOR, l’Exit Relays può agire come man in the middle.
Anche in questo caso, per proteggersi da tali attacchi si dovrebbe utilizzare la crittografia “end-to-end” verificando anche l’autenticità del server.
Di solito, questo viene avviene automaticamente attraverso i certificati SSL.
Se si riceve un messaggio di eccezione di protezione come questo di sotto, si potrebbe essere vittima di un attacco man in the middle.
Messaggio che non andrebbe ignorato, a meno che non si disponga di un altro modo affidabile di verifica dei certificati del sito web.

Ad esempio, nel 2011, Comodo, una delle principali società di certificati SSL, ha riferito che un account utente con autorità di registrazione (della filiale) era stato compromesso.
E’ stato poi utilizzato per creare un nuovo account utente che ha emesso le richieste di firma per 9 certificati (7 domini): mail.google.com, login.live.com, www.google.com, login.yahoo.com (3 certificati), skype.com, addons.mozilla.org.
Poi, nel 2011, anche DigiNotar, una società olandese di certificati SSL, si vide alcuni certificati compromessi mesi prima (se non 2 anni prima).
Questo lascia ancora aperta la possibilità di un attacco man in the middle, anche quando il browser utilizza una connessione HTTPS.
Strumenti che forniscono una certa sicurezza di connessione sono Monkeysphere, Convergence e gli hidden services di TOR.
Da un lato, prevedendo l’anonimato, TOR rende più difficile eseguire un attacco di tipo man in the middle destinato ad una persona specifica.
Ma paradossalmente questo tipo di attacchi sono resi possibili utilizzando i già citati exit relays, tramite attacchi mirati ad un server specifico.
Proprio per questi motivi crittografare i messaggi è molto importante (GPG, Kgpg e Mozilla Thunderbird con TorBirdy ed Enigmail con un GPG add-on).

PERSISTENT TOR ENTRY GUARD RELAYS
TOR non può proteggerci contro la correlazione end-to-end (riferita al traffico), in cui un aggressore cerca di monitorare il vostro traffico (in altre parole i Persistent TOR Entry Guard Relays possono rendervi tracciabili).
Persistent TOR Entry Guard è usato per motivi di sicurezza da TOR, Whonix, TOR Browser (TBB) ma in alcune situazioni è più sicuro non usare il Guard Relay.
Infatti il Guard Relay raccolto dal vostro client TOR può rendere il vostro TOR attaccabile per via del fingerprint (impronte) in diversi punti di accesso, deanonimizzando la vostra connessione.
Se utilizzo TOR da casa lascio appunto un’impronta (state file), lo stesso succede utilizzandolo da un altro luogo.
Il client utilizzando la stessa Entry Guard (anche se da un’altra posizione “fisica”, cioè da un altro luogo) dà la sicurezza che i messaggi provengono dalla stessa persona che era collegata a quello specifico Guard Relay da casa (e poi in un dato luogo al di fuori di essa).
Questa tecnica è simile al tracciamento degli utenti tramite gli indirizzi MAC.

Detto in parole povere il problema è il file “state” dove sono inseriti in sequenza una serie di “Guard” usati per inviare e ricevere dati da TOR. Il primo è quello da cui ci si collega normalmente, poi ce ne sono altri predisposti per altre funzioni. Ogni “state” file ha una sequenza univoca e quindi è automaticamente tracciabile, anche utilizzando una VPN, modificando l’IP o utilizzando Whonix. Cioè ci si collega a TOR utilizzando gli stessi percorsi. Pur usando distinte identità, esse sarebbero comunque collegate al medesimo soggetto grazie allo state file.

CANCELLARE LO STATE FILE Questo problema viene risolto cancellando di tanto in tanto lo state file o utilizzando Tails (che per ogni riavvio genera uno state file diverso, rendendo impossibile il tracciamento). Per cancellare lo state file, andare nella cartella TOR Browser (con TOR non avviato), poi schiacciare su Data, TOR e poi eliminate il file “State”. Fatto ciò, potete avviare TOR e navigare.

TERROR OATH: “GIURAMENTO DI TERRORE”

Sarò la falce del mietitore
Sarò l’ombra della morte
Sarò la piaga della pestilenza
la vendetta apocalittica sarà scatenata
Vedrò la distruzione dell’uomo
Vedrò bruciare le città
Vi affogherò parassiti del cazzo
nei fiumi di un sangue putrido

giuramento di terrore
riti di sterminio dell’annientatore
nemico giurato della vita
distruttore di tutte le cose divine

Brandirò la spada del conquistatore
Sarò la fiamma purificatrice
Brandirò il martello da guerra
che colpisce il fottuto debole dalla terra
Sarò il carnefice
Ucciderò con brama e odio
Sarò l’estinzione
trasformando questo fottuto mondo in una tomba

(WEB) ATTACCO A ME (MALDICIÓN ECO-EXTREMISTA)

Ricevo e pubblico (Traduzione a cura di Mortui Mundi):

http://maldicionecoextremista.altervista.org/web-ataque-a-me/

Pubblichiamo questa nota/testo dei compas affini di Maldición Eco-extremista, che ci fanno sapere di un attacco spam contro i loro contatti email. Siamo a conoscenza che questo progetto e gli Individualisti che fieramente lo dirigono, portano avanti un guerra estremista contro il progresso umano, aspetto che contiene al suo interno, anche la morale dominante, che vorrebbe fermare l’attacco e l’attentato amorale portato avanti indiscriminatamente. Non siamo dunque stupiti che succeda questo, dato che anche alla email di Abisso Nichilista, sono arrivate varie minacce, condite dai soliti giri di parole, che sembrano vogliano offendere, ma che contengono solo il germe della sterilità mentale. Diamo dunque, la nostra totale affinità al Progetto Eco-estremista Maldición Eco-extremista, rispetto a questo tentativo ridicolo di fermarli!

Ghen/Abisso Nichilista

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ALCUNI IDIOTI HANNO ATTACCATO CON CENTINAIA DI ACCOUNT FANTASMA (SPAMS) I CONTATTI EMAIL DI MALDICIÓN ECO-EXTREMISTA. SAPPIAMO CHE LE AUTORITÀ SONO DIETRO A TUTTO QUESTO. CHE CONTINUINO A FARLO, NOI SIAMO PREPARATI.

TUTTO QUESTO NON E’ UNA NOVITÀ, POICHÉ AGISCONO ALLO STESSO MODO DA ALCUNI ANNI , HANNO PROVATO CON ATTACCHI TIPO DDoS, HANNO CANCELLATO BLOG IN SERVER DIVERSI, ECC., MA NOI SIAMO ANCORA QUI. TUTTO QUESTO NON CI FERMA, SIAMO COSTANTEMENTE ATTENTI AI LORO STRATAGEMMI, PERCHÉ LA PROPAGANDA CONTRO IL PROGRESSO UMANO
CONTINUERÀ IN UN MODO O NELL’ALTRO. SAPPIAMO CHE SONO PARTICOLARMENTE FRUSTRATI, PERCHÉ NON SONO STATI IN GRADO DI ARRESTARE NESSUNO CHE ABBIA RELAZIONE CON LE ITS IN MESSICO DAL 2011, E ORA NON RIESCONO A FERMARE L’ ESPANSIONE DELLE ITS IN SUD AMERICA ED EUROPA. I LORO DISPERATI TENTATIVI FANNO SOLO VEDERE CHE NON HANNO NULLA IN MANO E CONTINUANO A ESSERE UNA FOTTUTA BURLA.

AVANTI MAFIA DELLE ITS IN MESSICO, CILE, ARGENTINA, BRASILE, REGNO UNITO, GRECIA E SPAGNA!

AVANTI TERRORISTI NICHILISTI IN ITALIA E IN TURCHIA!

MALDICIÓN ECO-EXTREMISTA BLOG

RESISTENZA SENZA LEADER E APPARTENENZA IDEOLOGICA: IL CASO DEL FRONTE DI LIBERAZIONE DELLA TERRA (ELF)

“Un uomo che medita la vendetta, mantiene le sue ferite sempre sanguinanti.”

Nota introduttiva: Come per “Un’introduzione alle strutture organizzative terroristiche” (https://abissonichilista.altervista.org/unintroduzione-alle-strutture-organizzative-terroristiche/), pubblichiamo egoisticamente, questo testo, che parla della resistenza senza leader (o capi), e le cellule eco-terroriste dell’ELF o Fronte di Liberazione della Terra. Come per l’altro testo, come per i testi che arriveranno, prendiamo parti, pezzi, e li facciamo nostri amoralmente per propagandare il Kaos e il Terrorismo Anti-politico, anche se in questo testo sono presenti “attori”, che si potrebbero definire in qualche caso politici, ideologici, idealisti. C’è ne fottiamo dunque della censura umanista e morale, che infesta questa epoca di “cazzi mosci”. Nel testo in questione, non c’è la storia rivisitata dell’ELF, ma l’esempio di cellule clandestine senza leader di questo gruppo eco-terrorista connesso a esempi organizzativi come quelli portati avanti dal nazionalista bianco, Louis Beam.
Il testo approfondisce, quello che è un metodo, che secondo l’autore, funziona molto di più, che una struttura tradizionale e gerarchica. Ma fino a che punto?
Vogliamo fare un appunto: la scelta dell’ELF non è la scelta di un gruppo in cui tutti componenti, si conoscono, in cui ci sono incontri organizzativi, dove poi ogni cellula agisce, secondo delle direttive, secondo delle “campagne”, ma a differenza di quello che afferma l’autore, non è attuato, solo perchè l’ELF ha scelto tal metodo di resistenza senza leader, ma perchè, ci sono – o ci sono state- delle impossibilità tattiche-strategiche, e perchè la scelta si basava su idea di indipendenza “anarchica”, più che su quella strutturale.
Detto questo, per Noi, quello della resistenza senza leader è un metodo valido, ma che finisce per perdere peso, quando, non c’è un idea specifica di Autorità, all’interno della singola cellula, o che si potrebbe anche estendere ad altre cellule.
Cos’è l’Autorità? C’è un Capo e un direttivo che decide e basta? Su questo, varie forme sono diverse per gruppo, c’è chi afferma che l’autorità può essere esperienza sul campo, o semplice abilità, c’è chi dice che un Capo trascina, validi individui, in una struttura o forma, che senza questo Capo, non potrebbero sviluppare ampiamente le proprie specificità, c’è chi dice che grazie all’Autorità, il gruppo porterà colpi più vincenti, più grossi, più brutali, garantendo la “sopravvivenza” del gruppo Terroristico. C’è chi dice, che un Capo, o chi ha autorità, porterà in un gruppo, “presa bene”, farà cadere inibizioni, o limiti morali, porterà novità in campo intuitivo, o di azione, e infonderà sicurezza e un senso attivo delle cose che si vivono, e infine chi semplicemente c’è chi dice che un Capo, è un freddo assertore che da ordini (su quest’ultimo sopratutto gli ideal-moralisti).
Parafrasando sia Arca che Uomo-Mostro: si deve strappare via la “pelle” che copre la parola Autorità. Ma siamo dell’idea che il singolo gruppo Terroristico, che sviluppa la propria Autorità particolare, vede anche nelle esperienze di altri gruppi un input per agire e sperimentare.
Può un gruppo/cellula che imprime autorità, attraverso un testo o un attentato, spronare altre cellule ad agire? Certo…è un male questo? Per nulla…
Qualcuno dirà, che quest’ultima parte, è sintomo di autorità indiretta, ma ripetiamo, dipende che significato ha per alcuni il termine in questione.
Per questo, abbiamo l’idea che il termine “Autorità”, sia solo usato, come: “un Capo che comanda, acriticamente”, senza che l’Autorità sia qualcosa di più profondo, insito addentro all’uomo/animale, un atto, un azione, un modo d’essere, una metafisica dell’agire rispetto agli altri uomini/animali. Un emergere di qualcosa di particolare ma allo stesso tempo insondabile.
La nostra critica amorale si basa anche sul fatto che non avere leader, o una struttura formale- secondo l’autore del testo- possa portare a sopravvivere “di più” rispetto all’azione repressiva del potere statale.
Vogliamo fare uno esempio storico di un gruppo strutturato in maniera autoritaria, ma che aveva al proprio interno, quelle che si potrebbero chiamare anche “cellule”: l’Organizzazione Terroristica delle Brigate Rosse, gruppo che nella sua storia, ha avuto più di un migliaio di componenti (che per un posto come l’Italia, e in Europa, non è poco, paragnato alle guerriglie dell’America Latina- Tupamaros in particolare), incominciarono a formare delle “colonne” in giro per i vari fronti di guerra, portando alla luce il metodo della “compartimentazione”, che anche se era usato da un gruppo strutturato in maniera autoritaria, era simile a quello delle cellule dell’ELF, e dell’esempio che fa l’autore del testo, rispetto alla sopravvivenza di una “resistenza senza leader”, che essendo così informalmente composta, porterebbe nel non far cadere altre cellule. La differenza, è che l’ELF non era un gruppo, una struttura, ma una specifica “sigla” usata per fare un certo tipo di azioni eco-terroriste. Mentre le Brigate Rosse, erano un organizzazione, in cui i componenti si conoscevano fisicamente nella “colonna” dello stesso luogo di guerra, e periodicamente si incontravano con altre colonne di altri luoghi. Ma allo stesso tempo, usavano un metodo simile all’ELF, che era quello della compartimentazione. Ogni “colonna”, aveva più gruppi, con basi clandestine separate (perchè le BR scelserò a un certo punto di entrare completamente in clandestinità rispetto ai “movimentisti “ di Prima Linea), e ogni gruppo conosceva solo ed esclusivamente, la propria base clandestina, cosa che permetteva di non far cadere in toto tutta l’organizzazione.
Quindi anche in una struttura autoritaria, ci possono essere metodi simili usati da cellule della “resistenza senza leader”.
Infine ricordiamo: com’è finita l’esistenza di una delle cellule dell’ELF (Operazione Backfire)? Grazie a un infame/pentito, che ha portato a vari arresti, e successive defezioni/pentimenti (il “fattore umano”, rispetto al contesto assoluto, in questo caso è stato decisivo). Come ha detto K, e come succede in Grecia, egoisticamente- gli infami/pentiti devono essere fatti fuori, uccisi, ma questo senza che ci sia un tempo sicuro, un metodo sicuro, un percorso preciso e sicuro…

Ex Editori della Rivista Misantropica Attiva Estrema KH-A-OSS

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Il 19 aprile 2005 è stato celebrato il decimo anniversario dell’attentato esplosivo del Murrah Federal Building a Oklahoma City, un atto che alcuni hanno descritto come un esempio di “resistenza senza leader”.

La resistenza senza leader, è una strategia di opposizione che consente e incoraggia gli individui o le piccole cellule a compiere atti di violenza politica, totalmente indipendenti da qualsiasi gerarchia di direttivo o rete di sostegno. Sebbene Louis Beam, un Klansman con forti legami con Aryan Nations, sia quello che ha sviluppato e reso popolare il concetto di resistenza senza leader, nella speranza di creare un numero consistente di azioni violente dell’estrema destra; in tal caso, questi atti sono stati relativamente rari. La nozione di resistenza senza leader, può aver ispirato gli attentati compiuti da Timothy McVeigh e Eric Rudolph, ma finora non è riuscita a prendere piede tra gli altri razzisti di estrema destra nel modo in cui Beam immaginava.

Un altro movimento “sociale”, tuttavia, ha utilizzato la strategia della resistenza senza leader, con un grado molto più alto di successo. Il movimento radicale ambientalista – Fronte di Liberazione della Terra (ELF) in particolare – offre un esempio contemporaneo di resistenza senza leader, in azione. Sebbene le azioni dell’ELF siano meno gravi di quelli di Timothy McVeigh o di Eric Rudolph, sono state molto più numerose. James Jarboe, il principale funzionario sul terrorismo interno dell’FBI, ha collegato l’ELF a 600 atti criminali commessi tra il 1996 e il 2002, per un totale di 43 milioni di dollari di danni.

Il più distruttivo di questi è stato l’incendio di una Vail, in Colorado, che ha prodotto danni per 12 milioni di dollari. Il comunicato dell’ELF che rivendicava la responsabilità dell’incendio di Vail è stato vergato “a nome della lince”, una specie minacciata dai piani di espansione di Vail Inc., e ha inoltre avvertito che “Saremo di ritorno se questa società avida continua a sconfinare in aree selvagge e non cementificate.”

Da allora, gli attacchi in molti luoghi degli Stati Uniti sono continuati, incluso quello dell’agosto 2003, dove è bruciato un complesso di appartamenti di 206 unità che era stato costruito a San Diego, causando circa 50 milioni di dollari di danni. Più recentemente, quattro attacchi si sono verificati nel novembre e nel dicembre del 2005, tre negli Stati Uniti e uno in Grecia, causando insieme danni per 567.600. millioni. Come conseguenza di questa frequente e intensa resistenza senza leader, John Lewis, vicecapo dell’FBI e alto funzionario responsabile del terrorismo interno, ha etichettato tutto questo, come “eco-terrorismo”, insieme a “terrorismo per la liberazione animale”, e “ prima minaccia terroristica interna “nel 2005.

Finora, la letteratura accademica relativa alla resistenza senza leader, si è concentrata sull’uso come strategia efficace per evitare il rilevamento, l’infiltrazione e il perseguimento da parte del potere dello stato. In questo articolo, sostengo che la strategia della resistenza senza leader, ha un altro beneficio: è facilmente apprezzato dai movimenti sociali che mostrano un alto grado di diversità ideologica. Il movimento ambientalista radicale, a sua volta un movimento sociale incredibilmente vario, fornisce quindi un caso di studio ideale, esaminando questo vantaggio finora inesplorato della resistenza senza leader. La mia tesi principale è che la resistenza senza leader consente all’ELF di evitare l’ideologia. Eliminando tutte le ideologie, estranee a una causa molto specifica, che è quella di fermare il degrado della natura.

In effetti, l’uso della resistenza senza leader, da parte dell’ELF crea un “consenso sovrapposto” tra coloro che hanno orientamenti ideologici molto diversi, mobilitando una massa di aderenti che non sarebbe mai stata in grado di trovare l’unanimità dell’obiettivo, in un’organizzazione caratterizzata dalla tradizionale gerarchia, o struttura autoritaria. In breve, usando la resistenza senza leader, consente all’ELF e ai suoi aderenti di “credere in quello che vogliono”, pur continuando a essere mobilitati per commettere “azioni dirette” per una causa specifica.

I tentativi di Louis Beam di diffondere la resistenza senza leader, era il motivo e la realizzazione, per cui la destra radicale americana stava raggiungendo un punto basso in termini di popolarità e forza. Scrisse “nella speranza che, in qualche modo, l’America possa ancora produrre i coraggiosi figli e figlie necessari per combattere sempre più la persecuzione e l’oppressione”.

Poiché il saggio di Beam, è ancora oggi fondamentale per comprendere la resistenza senza leader, riporto una parte significativa di seguito. Beam scrive: Il concetto di resistenza senza leader, non è altro che un punto di partenza fondamentale nelle teorie dell’organizzazione. Lo schema ortodosso di organizzazione è schematicamente rappresentato dalla piramide, con la massa in basso e il capo in alto. Questo schema di organizzazione, la piramide, tuttavia, non solo è inutile, ma estremamente pericoloso per i partecipanti quando viene utilizzato in un movimento di resistenza contro la tirannia di stato. Soprattutto è così nelle società tecnologicamente avanzate in cui la sorveglianza elettronica può spesso penetrare la struttura rivelando la catena di comando. Le organizzazioni politiche antistatali che utilizzano questo metodo di comando e controllo sono facili prede per infiltrazioni governative, arresto e distruzione degli individui coinvolti. Capito questo, sorge la domanda “Quale metodo è rimasto per questa tirannia dello stato dominante?”

Un sistema di organizzazione che si basa sull’organizzazione di cellule, ma non ha alcuna direzione o controllo centrale. Utilizzando il concetto di Resistenza senza leader, tutti gli individui e i gruppi operano indipendentemente l’uno dall’altro e non si riferiscono mai a un quartier generale o a un singolo capo per esseri diretti o per le istruzioni, così come coloro che appartengono a una tipica organizzazione piramidale. Quindi, secondo la concezione originale di Beam, la resistenza senza leader, è davvero veramente efficace quando c’è una completa assenza di strutture di autorità “dall’alto”.

Simson L.Garfinkel in seguito ha sottolineato questo requisito sostenendo che le organizzazioni “hub and spoke”, sono cellule parzialmente indipendenti che ricevono comandi dall’alto, ma non si qualificano come una vera resistenza senza leader. L’Odinista David Lane ha anche contribuito allo sviluppo del concetto di resistenza senza leader. Nel suo articolo ” Wotan sta arrivando ”, Lane descrive il bisogno del suo movimento di un braccio politico formale – la cui funzione è una propaganda disseminata – così come un braccio militante clandestino, che ha chiamato Wotan (per la volontà della nazione Ariana”). Lane ha suggerito che il Wotan dovrebbe “trarre ispirazione da chi è stato educato dal braccio politico”, assicurando così che gli aderenti siano in linea ideologica con il resto del movimento.

Ha anche sottolineato, tuttavia, che: Quando un Wotan ” diventa attivo ” mette a nudo tutti i legami apparenti o dimostrabili con il braccio politico. Se è stato così sciocco da ottenere un ” appartenenza ” a un’ organizzazione, tutti i registri di tale associazione devono essere distrutti o le dimissioni presentate. I benefici di questa separazione sarebbero ovvi per i membri del movimento di Lane, che conoscono bene i pericoli associati dalle indagini dell’FBI.

Sia Beam che Lane sono stati ideologhi con un grosso ruolo, che fluivano nella destra razzista più estrema, e questo significava che volevano approvare e sostenere strategie organizzative che garantissero la conservazione e l’adeguamento delle loro prospettive ideologie in toto. Beam, per esempio, non ha dubbi, che la purezza ideologica sia mantenibile in strutture organizzative non gerarchiche, affermando: “È certamente vero che in ogni movimento tutte le persone coinvolte hanno una visione generale, conoscono la stessa filosofia e generalmente reagiscono in situazioni analoghe in modi simili “.

Una tale generalizzazione darà fastidio a qualsiasi studente serio di movimenti sociali, dove qui il sofisticato e intellettuale Beam risulta insolitamente riduttivo. Allo stesso modo, la raccomandazione di Lane di astenersi nel Wotan ” da tutti i legami apparenti o dimostrabili con il braccio politico ” crea un sistema organizzativo che dà libero dominio alle forze propulsive, di deviazione ideologica, è che minacciano tutti i gruppi ideologici; un fatto che lui o non realizza o sceglie di non menzionare. Come mostrerò qui sotto, questa conduttività di resistenza senza leader, rispetto alla diversità ideologica, minaccia di sovvertire le intenzioni di ideologi come Beam e Lane; inoltre si è dimostrata vantaggiosa per movimenti radicali ambientalisti come l’ELF, il cui unico scopo è portare avanti innumerevoli azioni, nelle quali le giustificazioni possono essere molteplici.

Resistenza senza leader nell’ELF

L’ELF ha iniziato a operare nel Regno Unito nel 1992, nato da un gruppo di Earth First!ers, che erano frustrati dall’idea della loro organizzazione di abbandonare le tattiche illegali. Nel 1997, le azioni sono presenti negli Stati Uniti e gli autori degli attentati, iniziarono a mandare le rivendicazioni agli attivisti ambientali Leslie James Pickering e Craig Rosebraugh, prima attraverso la loro casella di posta e il telefono, e poi via e-mail. Rosebraugh e Pickering avrebbero quindi agito da pubblicisti per gli attentatori, conducendo interviste con i media per pubblicizzare i comunicati. I siti Web svolgono anche un ruolo importante nelle esortazioni di azioni dell’ELF, diffondendo le linee guida per l’azione, riportando le varie azioni dirette che gli ELFer commettono e fornendo istruzioni su come eseguire correttamente le azioni dirette

L’impiego deliberato dell’ELF della strategia di resistenza senza leader è evidente dalle affermazioni fatte sul proprio sito Web: poiché la struttura ELF non è gerarchica, non vi è alcuna organizzazione o leadership centralizzata. Inoltre, non vi è alcuna “iscrizione” nel Fronte di Liberazione della Terra. In passato svariati individui hanno commesso incendi dolosi e altri atti illegali sotto il nome ELF. Individui che scelgono di fare le azioni sotto la bandiera del E.L.F. , spinti solo dalla coscienza personale. Queste sono state scelte individuali e non sono approvate, incoraggiate o approvate dalla direzione e dai partecipanti di questo sito web. Non sembra esserci alcuna comunicazione intra-movimento tra le cellule ELF, e le dimostrazioni o gli eventi in cui gli aderenti ELF potrebbero aggregarsi; queste sono marcatamente assenti

Pertanto, l’ELF non recluta membri in un’organizzazione preesistente, ma incoraggia le persone a fondare le proprie micro-cellule per portare avanti il proprio ELF. In un video introduttivo all’ELF, l’addetto al proselitismo Craig Rosebraugh consiglia: “Non c’è alcuna possibilità realistica di diventare attivi in una cella già esistente. Si deve prendere l’iniziativa; Simile a Beam, Rosebraugh sostiene la strategia di resistenza senza leader perché, a differenza delle strutture organizzative piramidali o hub-and-spoke, “se una cellula viene infiltrata o catturata dalle autorità, i membri non forniscono alcuna informazione che potrebbe portare alla cattura di altre cellule. ”

Il leader di Earth First!, Judi Bari, che ha elogiato lo sviluppo dell’ELF nel Regno Unito, ricorda anche la raccomandazione di David Lane di una separazione tra i “bracci” pubblici e clandestini del suo movimento. Scrive Bari: Earth First! Inghilterra, ha intrapreso alcuni passi necessari per separare le attività sotterranee e clandestine. Earth First !, il gruppo pubblico, ha un codice non-violento e fa blocchi di disobbedienza civile. Il Monkey-wrenching viene eseguito da [il] Fronte di Liberazione della Terra (ELF). Anche se gli Earth First!ers possono simpatizzare con le attività dell’ELF, essi non si impegnano in questo. Se siamo seri sul nostro movimento negli Stati Uniti, faremo lo stesso. Nonostante le nozioni romantiche di alcuni oltre-immaginativi fans di Ed Abbey, Earth First! è in realtà un gruppo convenzionale. Abbiamo pubblicazioni convenzionali, eventi pubblici e un rendezvous annuale con partecipazione aperta. La disobbedienza civile e il sabotaggio sono entrambe tattiche potenti nel nostro movimento. Per la sopravvivenza di entrambi le strategie, è tempo di lasciare il lavoro notturno agli elfi nei boschi.

È interessante che Bari non sostenga l’abbandono in toto del sabotaggio in sé. Piuttosto, sostiene di lasciarlo agli “elfi” per ragioni strategiche. Pertanto, l’ELF sembra esemplificare la strategia di resistenza senza leader delineata da estremisti di estrema destra come Louis Beam e David Lane, ma sotto l’egida di un quadro ideologico completamente diverso. La Figura sotto illustra come la strategia di resistenza senza leader differisce dalle altre forme di organizzazione. Le categorie sono ideal-tipiche, e ogni esemplare sarebbe quindi solo approssimativo. Inoltre, alcuni gruppi cambiano chiaramente la loro indagine societaria espressa in modo acuto da William Isaac Thomas: “Se gli uomini definiscono le definizioni come reali, sono reali nelle loro conseguenze”.

Abbiamo visto come la resistenza senza leader sia vantaggiosa per l’ELF in particolare, ma esistono molte aree di dibattito che possono essere fastidiose per le organizzazioni ambientali in generale. Prima di chiudere questo articolo, considero solo una di queste aree, la politica ambientale, qua sotto. La saggezza convenzionale è incline a considerare le preoccupazioni ambientali come già esistenti nell’ambito degli interessi politici di centro-sinistra. La presenza di organizzazioni anti-ambientaliste conservatrici come il Centro per la difesa delle imprese libere (CDFE), il movimento ” saggio uso ”, insieme alla mancanza di preoccupazione per le questioni ambientali da parte di Reagan ed entrambe le amministrazioni Bush rafforzano questa percezione. John Gray riassumeva la caratterizzazione convenzionale della relazione tra conservatorismo e ambientalismo: è giusto dire che, nel complesso, il pensiero conservatore è stato ospite di preoccupazioni ambientali negli ultimi dieci anni circa in Gran Bretagna, Europa e Stati Uniti. Soprattutto in America, le preoccupazioni ambientali sono state rappresentate come propaganda anti-capitalista sotto un’altra bandiera. Oggi, l’idea che l’ambientalismo sia una causa esclusivamente liberale continua a essere popolare, nonostante alcuni recenti sviluppi che potrebbero sfidare tali punti di vista.

Quindi, per molti, i recenti tentativi da parte dell’amministrazione Bush di aprire l’Arctic National Wildlife Refuge dell’Alaska alla trivellazione petrolifera rappresentano semplicemente un’altra incidentalità con una lunga eredità di irresponsabilità ambientale da parte dei conservatori in America. Anche se è vero che coloro che ricoprono posizioni di potere all’interno dei movimenti conservatori sono stati in gran parte antipatici alle cause ambientali, un orientamento politico conservatore in sé non è necessariamente antagonista alle preoccupazioni ambientali. Coloro che non hanno il potere nell’ala destra (e quindi di maggiore interesse per lo studio della resistenza senza leader) hanno maggiori probabilità di avere interessi e credenze che sono divergenti dal flusso principale del loro movimento. Come ha mostrato Bruce Pilbeam, una coscienza ambientale può essere coerente con la filosofia politica generale a cui i conservatori si iscrivono. Inoltre, Pilbeam ha delineato come il pensiero conservatore abbia un’affinità anche con molte qualità di ecologia profonda – la filosofia che guida il pensiero di molti ambientalisti radicali.

Questa potenziale affinità tra conservatorismo e ecologia profonda rende meno sorprendente il fatto che il partito repubblicano di Dave Foreman sia affiliato al suo sostegno alla guerra del Vietnam, e il suo lavoro come direttore della campagna per Barry Goldwater. Anche se il liberale di Earth First! Er Judi Bari ha visto “un’innata contraddizione in David Foreman” infatti, il suo esempio mostra come il pensiero conservatore possa essere associato con le preoccupazioni ambientaliste radicali per formare una visione del mondo convincente. Quindi, l’orientamento di Foreman non è solo un’anomalia, un’eccentrica eccezione alle regole generali di dove le preoccupazioni ambientaliste dovrebbero rientrare nello spettro politico. Piuttosto, esemplifica come la politica dell’ambientalismo spesso sia incommensurabile con la tradizionale distinzione sinistra = destra che di solito forma il pensiero politico.

Il riconoscimento di questa incommensurabilità fornisce anche informazioni sulle motivazioni dell’ecoteur più importante del Canada, Wiebo Ludwig. Il 19 aprile 2000, Ludwig fu condannato per aver fatto esplodere un pozzo di gas e aver ricoperto di calcestruzzo una vera da pozzo, insieme ad altre tre accuse relative agli esplosivi nel nord-ovest dell’Alberta, reati per i quali ha trascorso ventuno mesi in prigione. Due di queste accuse erano, aver danneggiato e distrutto proprietà e possessione di materiale esplosivo. Interessante, che nel commettere queste azioni dirette, Ludwig ha usato le idee che ha raccolto dal libro di Dave Foreman, “Ecodefense: A Field Guide to Monkeywrenching”; esempio: come coprire le scarpe con le calze per evitare di lasciare tracce.

Un ex predicatore della Chiesa riformata cristiana, Ludwig era intensamente conservatore su questioni sociali. Mentre era parroco della Goderich Christian Reformed Church, le sue opinioni rigide sulla “funzione” maschile e il ruolo delle donne hanno causato molta dissenso nella sua congregazione. Secondo Nikiforuk, ” chiese alle donne che lavoravano, perché non erano a casa a prendersi cura dei bambini, e le donne con una o due prole, perché non avevano generato tanti figli. Per un certo periodo del 1999 circolavano voci secondo le quali Ludwig avrebbe potuto dirigere l’ultra-conservatore Social Credit Party in Alberta. Il vecchio attivista verde, Tooker Gomberg, che era un prominente liberista, passò un po ‘di tempo in campeggio con Ludwig e riassunse i suoi sentimenti nei confronti dell’uomo come segue: mi trovo a fissare il fuoco per il sollievo, cercando di risolvere il paradosso che, sebbene quest’uomo sia un patriarcale irriducibile, un fondamentalista, anti-gay e arrogante, abbiamo poche differenze sul fronte ecologico. Oserei dire che lo ammiro? Qualche anno fa rimasi nella sua casa di campagna, dove mi meravigliai dell’autosufficienza della famiglia. Ma rimane un eroe imperfetto. Quindi, se si dovesse radunare un gruppo di ambientalisti radicali, si può presumere che le loro discussioni sulla politica sarebbero vivaci, se non reciprocamente al vetriolo. Solo con una strategia di resistenza senza leader le persone con ideologie politiche divergenti come Ludwig e Gomberg potrebbero essere mobilitate per commettere atti simili.

Conclusione

I movimenti sociali diversi tra loro come l’ambientalismo radicale e l’ambientalismo radicale americano sono in grado di impiegare la strategia di una resistenza senza leader. L’uso della strategia da parte del movimento ambientalista radicale dimostra come sia anche possibile condurre alla diversità ideologica intra-movimento. Anche se ciò che i progenitori della resistenza senza leader in questi due movimenti sociali cercano di assicurare ai potenziali seguaci (e forse a se stessi) che ciò che unisce i loro rispettivi movimenti è una condivisione-ideologia, la struttura organizzativa (o la sua mancanza) di resistenza senza leader significa che non c’è, in effetti, nessun modo di determinare se esiste effettivamente un’ideologia condivisa. Una volta che un leader del movimento sociale attua una resistenza senza leader, il movimento diventa, in un certo senso, una “creatura a sé”, e coloro che commettono azioni fanno la loro stessa volontà ideologica, completamente separati dai desideri di coloro che sono a volte considerati come i leader de facto del movimento.

Non c’è dubbio che, inizialmente, l’impulso per l’adozione da parte dell’ELF della strategia di resistenza senza leader fu identico a quello della destra radicale americana: evitare di essere scoperti dello stato, la conseguente infiltrazione e il perseguimento da parte di potenti agenzie governative. Una volta attuata, tuttavia, è diventato chiaro che la resistenza senza leader consente anche all’ELF di evitare le divisioni ideologiche eliminando tutte le ideologie estranee alla causa, particolare e specifica nell’arrestare il degrado della natura, eliminando così le opportunità di un dibattito ideologico.

In effetti, l’uso della resistenza senza leader da parte dell’ELF crea un consenso travolgente tra coloro che hanno orientamenti ideologici molto diversi, mobilizzando una massa di aderenti che non sarebbero mai stati in grado di lavorare insieme in un’organizzazione come Earth First !, che è caratterizzata da una struttura organizzativa più tradizionale. In breve, usando la resistenza senza leader, l’ELF permette ai suoi aderenti di “credere in quello che faranno” pur continuando a mobilitarli per garantire diverse azioni dirette per una causa specifica. Dalla prima stesura di questo articolo, c’è stata un emissione di arresti e accuse contro presunti aderenti dell’ELF.

COME FARE UN PACCO-BOMBA (ITS/TENDENZE TERRORISTICHE ANTI-POLITICHE)

http://maldicionecoextremista.altervista.org/manual-de-guerra/

http://nicevscina.torpress2sarn7xw.onion/manuali-video-per-luso-terroristico-e-criminale-nella-tendenza-antipoliticain-varie-lingue

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Di nuovo, e come avevamo detto anteriormente, il manuale video su come realizzare un pacco-bomba è tornato in onda.

Raccomandiamo agli individualisti interessati di scaricarlo prima che lo censurino di nuovo.

Guerra alla civilizzazione!

Avanti individualisti!

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Nota introduttiva: Postiamo e pubblichiamo fieramente questo manuale per fare, produrre, realizzare un pacco-bomba. I sinonimi non sono mai sprecati in questo caso. Le ITS (ora-Individualisti Tendenti al Selvaggio) Tendenza Terroristica Eco-estremista, fin dall’inizio del loro progetto e percorso, hanno lasciato stupefatti, molti di quelli che chiacchieravano solo, su come colpire ferire o uccidere, il tiranno di turno, questo sempre in modo idealistico. Dal loro progetto iniziale, fatto di cellule clandestine in Messico, e ora Estremistica Unione degli Egoisti Internazionale, hanno lasciato, solchi, segni profondi, di distruzione e morte, paura e incertezza; ci ha sempre affascinato il loro lato occulto e segreto, il loro avanzare e ferire i sentimenti degli umanisti che in Europa, oramai sono storia provata. Un Europa, molle, di sentimenti lacrimevoli, che mette le “x” per confutare, quello che chi Individuo con le palle, porta come distinzione, e dove non distingue un genere, ma se stesso dalla massa di merda.
Rispettando totalmente i gruppi che sono nati nella seconda parte delle ITS (è che stanno spaccando il culo a tutti; gli idealisti in Europa tremano di paura, lo affermiamo con convinzione), vogliamo comunque rendere rispetto alle prime ITS (Individualità Tendenti al Selvaggio), perché hanno istradato altri menti caotiche, con i loro Attentati estremisti, hanno creato qualcosa che prima non c’era, è che ha portato a conoscenza, quella che è un realtà singolare che è il Messico criminale, rispetto a quello che si poteva conoscere prima. Noi andiamo totalmente al di là del bene e del male, rispetto ai soliti mugugni umanisti, ma ripetiamo anche, che non vogliamo fare delle “vacanze rivoluzionarie”, tanto per fare i fighi in giro, e dire: “anche Noi abbiamo vissuto l’Inferno dei luoghi del Messico”. Sappiamo che qua, nella stragrande maggioranza dell’Europa, c’è veramente poco (tengono testa solo le “stelle decadenti” di Italia e Grecia), ma apprendiamo e comunque godiamo ampiamente di quello che ci arriva, di quello che leggiamo, di quello che abbiamo scambiato in maniera epistolare, e così di conseguenza agiamo, attentiamo.
Il Messico è una realtà singolare, specifica, con un “carattere” un attitudine, che vede la morte, lo scontro, la battaglia, il crimine, l’agire, come qualcosa di totalmente antagonista all’occidente, è come se il fatto di sapere di morire da un giorno all’altro, non avesse quella importanza cristiana che c’è qua in Europa, dove tutti pensano solo a invecchiare bene e in salute. L’invecchiare, il pensare di arrivare fino a un certa età, è tipico della mollezza umanista, che rende tutto soporifero. È come se in Messico, ci fosse un linea di sangue particolare (anche l’ISIS “fascista”, avrebbe grossi problemi a fronteggiare il crimine in questo luogo) dove si ricerca lo scontro, e la morte piuttosto che una vita futile e pacifica. Naturalmente parliamo del Messico criminale e terroristico, la massa di merda, è ovunque merda. È l’unico “concetto” universale che sappiamo esser “vero”.
Le prime ITS, hanno lasciato profondamente il segno, un solco estremistico, è anche se ora c’è la moda, nel negare, che qua in Europa, questo sia avvenuto, sappiamo invece che quei lunghi e profondi comunicati, hanno reso molte persone consapevoli, che c’era una realtà che combattendo a morte una guerra anti-umanista, contro la società tecno-industriale (e poi ampliandosi a dismisura terroristicamente) stava facendo proseliti e facendo crescere e ampliare una Tendenza: quella Eco-estremista.

Ex Editori della Rivista Misantropica Attiva Estrema KH-A-OSS

CREPA (MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA)

Ricevo e pubblico:

Distacco

Spiraglio senza luce

Antro desideroso e tenebroso

Abiura, abbandono, ripudio delle tenebre

Il mistero attanaglia gli abissi irrilevanti

Trascegliere – cavità senza speranza o alveolo di una prigione senza fine

Trasognante, demoni che rapiscono, strappano il sonno confortante

Una breccia rompe l’isolamento

Riposo e respiro, affanno e distanza

In fondo, andando a fondo, denso e intricato, pulviscolo di ossa non-umane

Tornando al primigenio, l’origine del vuoto, lacerazione e strazio

Una promessa, un progetto, scavare fino in fondo, in fondo a un buco

Abissi infondati dell’esistenza, fenditura che cola sangue, vano, vanitoso, inutile, utile, inefficace, senza speranza alcuna

Aegri Somnia, trasposizione, allucinazioni, perdita di delirio, delìquio

Cammino, avanti e indietro, alveolo di una prigione intima, chiusa all’esterno

Arcano e incomprensibile, non lo vedi, non si vede, incavo profondo, sbarrato da occhi infuocati

Distacco

Freddezza e impassibilità, no-vita, no-stalgia, presenza sacrificale, immolazione del riflesso, di ossa non-umane.

Vetta oscura, intrisa di arcani segreti, suoni oscuri, non sensibili alla presenza umana

Sommità, caduta nel tempo, disumanizzazione, assioma decomposto

Il momento declina, la distanza si avvicina a uno spettro, crepa, crepa e si apre, gorgoglio, declino, fondamento della negazione

Homo homini lupus

I volti della decadenza, spirale avvolta, intrecciata e legata da un indissolubile sogno mortale

Crepa, si apre, emerge, lacuna riempita dalla forza, frenetica, strage di desideri

Inno solitario estirpato alla guerra del caos, l’essenza di ciò che è

Nulla, nessuna cosa, antitesi tra essere e non-essere

Nihil negativum -oggetto vuoto, svanire della manifestazione del mondo

Orrore nel nulla, annientamento

Oscurità primordiale, risalendo gli abissi irrilevanti, per discendere nel pieno dell’orrore

Freddezza, il distacco inumano dall’umano

Crepa, breccia, scissa tra la vita e la morte

Schizo

PDF: “IL TERRIBILE AUTORITARIO E LA FEROCE UNIONE DEGLI EGOISTI” (MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA)

Ricevo e pubblico:

https://avyssos.altervista.org/pdf-il-terribile-autoritario-e-la-feroce-unione-degli-egoisti/

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“Il Terribile Autoritario e la Feroce Unione degli Egoisti”: mai titolo è stato più azzeccato. Il motivo che ci ha fatto pubblicare questo nuovo opuscolo, è stato l’intrinseco e profondo erigersi di un tagliente testo, che va all’attacco di quella che i stirneriani anti-autoritari dicono essere la “libertà”.

Naturalmente essendo un testo Unico noi non potremo fare di meglio. L’Affine Arca centra il punto di debolezza fondamentale degli stirneriani anti-autoritari: il pensare che esiste una libertà per tutti, che tutti lo possiamo essere, ma non vedono che nei rapporti, anche quelli quotidiani, anche nel superarsi, mentre
uno va più lento, emerge prima latente e poi preponderante l’autorità in tutte le forme e i metodi.

Le normali forme di scontro, come la gelosia, o quello di pestarsi in strada per un semaforo perso, non sono Autorità?

Perché non affrontare il tema in questione, in maniera molto più profonda…

Per questo Noi delle Edizioni Nichilistiche “Avyssos”, non riteniamo che nell’Autorità ci sia alcunché di cattivo, che piangersi addosso non serve, perché piangendo si esprime quello che alla fine si vorrebbe: prevalere sull’altro, sul tutto.

Abbiamo un profondo ed estremistico rispetto per gli Affini, quelli dispiegati in varie cellule clandestine, in giro per “l’Italia”, ma questo non ci fa minimamente cambiare idea su quello che Arca, con il suo tagliente testo ha affermato: esiste nell’Individuo singolo, l’Autorità, e questo singolo, la vuole produrre, sfogare,
portare avanti, goderne. In un modo sottile o diretto, o in altro modo, abbiamo anche Noi vissuto questa autorità, nel nostro gruppo e ne abbiamo apprezzato una sola direzione: a Noi serve per sopravvivere, senza, si scadrebbe nel “non dire”, che può anche portare alla fine di un progetto estremistico. Ma siamo totalmente Affini, in quello che Arca dice, quando sente che c’è una contrapposizione, uno scontro in atto, tra Misantropi Attivi Estremi Autoritari e stirneriani anti-autoritari, cosa che distrugge le menti e le persone, che fa ribaltare il cemento e le arterie del vivente.

Togliendo il rivestimento morale al termine “Autorità”, si toglie quel senso di malessere e fastidio che alcuni anti-autoritari sentono dentro di se. Anche se questo, non ha importanza per essi, impegnati a cercare fintamente di non calpestarsi i piedi, per Noi ha un enorme peso: provare a spezzare quel
rivestimento, quella corazza morale, che nei rapporti, esiste, come “posa”, per sentirsi apposto con la coscienza.

Il testo in fine, comunque ribadisce che non si parla esclusivamente di Unicismo Stirneriano, ma in primis dell’Egoismo Unico/Egoarca, promosso dai vari progetti Nichilistici Terroristi e Misantropici Estremi.

Uomo-Mostro

LE BESTIE DI SATANA, LA SETTA DEGLI ORRORI

Ricevo e pubblico:

Le Bestie di Satana, furono “ufficialmente” un gruppo che agì, tra la fine degli anni 90 e l’inizio del magnifico nuovo secolo, così pregno di robotizzazione. Come innumerevoli volte specificato, quello che è il racconto/storia, o quello che è stato scritto su questo gruppo- anche a livello internazionale- è sempre basato su tante e troppe certezze. Le Bestie di Satana erano un gruppo clandestino Terroristico Satanista, appartenente alla Tendenza Estremistica del Satanismo Acido. Svariati omicidi con rituali furono perpetrati, in una zona come quella di Varese, pregna di boschi e montagne oscure, dove poter agire indisturbati. Su questa Tendenza, ne abbiamo letto di ogni, molti a dire che non è mai esistita, che era costituita solo da tossici, che non era o è il vero Satanismo…da parte di chi, naturalmente? Dalle chiese ufficiali sataniste (in Italia in questo caso, dato che da una della chiese arriva il testo di riferimento), che proteggendosi dietro la morale fottuta, devono sempre dirigere tutto verso la capibilità di atti, che non possono essere facilmente inquadrati. Approfittiamo di questo, per dire, che c’è chi ha inviato delle email “minacciose” ad Abisso Nichilista, dato che sta risentendo degli innumerevoli testi e attentati amoralistici e anti-politici da noi posti sul sito affine;  e per questi moralisti-idealisti, Noi rispondiamo quanto segue: non fermerete mai la nostra Passione Terroristica e Misantropica, il Nostro Godimento Egocentrico, non riuscirete mai a fermare con la vostra fottuta censura quello che vogliamo declamare a chiare lettere, e “senza peli sulla lingua”, questo deve essere ben chiaro… Per fermarci, dovete farci fuori, o dovete sperare che ci estinguiamo totalmente. Per finalizzare, postiamo questo testo, che parla di questo gruppo Terroristico Satanista, chiamato giornalisticamente “Bestia di Satana”, non per dovere di cronaca, ma perché da Egoisti Unici, vogliamo, che con questi atti passati, si sprigioni il Kaos Terroristico e Amorale! Per la caduta della società e l’ergersi di una gloriosa era distopica!

Ex Editori della Rivista Misantropica Attiva Estrema KH-A-OSS

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La storia di questo gruppo viene alla luce la notte fra il 23 e il 24 gennaio 2004 quando a Golasecca, piccolo paesino del Varesotto, alle porte di Somma Lombardo, i Carabinieri scoprono, all’interno di una serra costruita accanto ad un simpatico chalet circondato dal bosco, il corpo con il viso sfigurato di Mariangela Pezzotta, 27 anni, figlia di un esponente di spicco di Forza Italia.

Mariangela è stata tramortita con una fucilata che, come dirà in seguito uno degli investigatori, “le ha cancellato il volto” ed è stata poi selvaggiamente uccisa a badilate e a bastonate in testa, che le hanno fracassato il cranio.

I Carabinieri, nella camera da letto dello chalet antistante la serra del ritrovamento, trovano anche un enorme cero che brucia ancora dopo più di dodici ore e, vicino al letto disfatto, una strana statuetta evocante strani culti esoterici che i ragazzi chiamano “il militante”.

Tutto comincia, quando il custode della stamperia STS chiama il 112 perché in strada c’è un giovane con i jeans sporchi di terra e fango, chiamato Andrea Volpe, che urla come in preda al delirio e si dimena prendendo a calci le autovetture parcheggiate.

I Carabinieri lo fermano e gli chiedono spiegazioni.

Il ragazzo comincia a farfugliare di essere stato aggredito, insieme alla sua ragazza, da un branco di malviventi.

Nel frattempo arrivano sul posto anche i genitori del ragazzo che, preoccupati, chiedono al figlio cosa sia successo.

Andrea ricomincia a raccontare. Stavolta, però, fornisce una versione dei fatti un po’ diversa dalla precedente: parla di una ragazza in pericolo che è rimasta sola sul luogo dell’aggressione.

I Carabinieri, arrivati sul posto indicato loro dal Volpe, trovano una Fiat Uno color argento incastrata in un muretto circostante, senza nessuno al posto di guida e, poco più avanti, una Honda Accord con al posto di guida, china sul volante, Elisabetta Ballarin viva ma sotto l’effetto evidente di droga e psicofarmaci.

I Carabinieri scoprono che la Fiat Uno appartiene ad Annamaria Pe, moglie di un noto esponente di Forza Italia e madre di Mariangela Pezzotta.

Dopo le prime cure prestate ad Andrea Volpe ed Elisabetta Ballarin presso il vicino ospedale di Varese, Elisabetta parla alla madre di Andrea, insieme a loro in ospedale, dell’omicidio della Pezzotta e dell’occultamento del suo cadavere che è nascosto nella serra dello chalet della sua famiglia nel bosco di Golasecca.

Questi i fatti, secondo la ricostruzione di Volpe:

La sera del 23 gennaio 2004, sera di luna nuova, Mariangela Pezzotta viene raggiunta al cellulare da Andrea volpe, suo ex fidanzato, che le dice di raggiungerlo subito nello chalet dei Ballarin a Golasecca per restituirgli una videocassetta.

Raggiunto lo chalet, Mariangela nota subito, scorgendo gli sguardi di Andrea ed Elisabetta, che i due ragazzi hanno fatto uso di droga e che non l’hanno chiamata solo per la videocassetta.

Andrea, infatti, fa un cenno con la testa ad Elisabetta che immediatamente si reca in un’altra stanza tornando con in braccio un fucile.

Posizionandosi davanti al portoncino d’ingresso, Elisabetta sbarra l’unica via d’uscita a Mariangela, tenendola sotto tiro.

Andrea, invece, tira fuori dalla tasca dei suoi jeans una Smith & Wesson calibro 38 e la punta al viso di Mariangela.

I due cominciano a litigare e Andrea spara un colpo diritto in faccia alla ragazza.

Mariangela cade con la testa sul tavolo.

Il sangue le esce dalla bocca.

“Senza pietà continua l’eliminazione per la pulizia totale, donando la cenere del nemico a colui che siede al trono”, recita Volpe mentre Mariangela è agonizzante.

Ma c’è di più.

C’è molto di più.

Dopo aver sparato a Mariangela, Volpe ne beve il sangue senza battere ciglio, con una tranquillità, freddezza e lucidità paragonabili soltanto al glaciale distacco emotivo dallo stesso mostrato durante il suo racconto.

Non sapendo cos’altro fare, Andrea Volpe chiama Nicola Sapone il quale, giunto sul posto si arrabbia con i due amici perché Mariangela non è ancora morta e grida loro “Non sapete neanche uccidere una ragazza!”

Poi, Andrea, Nicola ed Elisabetta trascinano il corpo sanguinante di Mariangela nella serra antistante lo chalet e lì la uccidono sotterrandone frettolosamente il corpo nel fango.

L’omicidio di Mariangela è stato consumato in quello che, considerati i fatti, è ormai tristemente soprannominato “lo chalet degli orrori”.

Due giovani, Andrea Volpe, 30 anni ex fidanzato della vittima, e la sua nuova compagna, Elisabetta Ballarin, 19 anni, vengono arrestati.

Successivamente, finisce in manette anche Andrea Sapone, amico di Volpe.

Dopo essere stato arrestato, Volpe inizia a collaborare con gli inquirenti ed inchioda, inspiegabilmente, tutti gli altri membri della setta: perché è di una setta che sta parlando Volpe. Più tecnicamente, di un gruppo satanico denominato “Bestie di Satana”.

Motivando il suo gesto, Volpe racconta che, non essendo entrato da molto nel gruppo, al pari degli altri adepti che lo hanno preceduto, si deve sottoporre ad un rito d’iniziazione: deve uccidere per poi bere il sangue di una vittima sacrificale.

E lui lo fa.

Uccide Mariangela Pezzotta e ne beve il sangue, come se fosse la cosa più naturale del mondo.

I fatti conducono gli inquirenti verso la pista del disagio e di una devianza giovanile caratterizzata da abituale utilizzo di droghe e alcool.

Tuttavia, alludendo alle frequentazioni e agli interessi dei personaggi coinvolti, s’inizia a pensare al cosiddetto “satanismo acido” ovvero a quella particolare tipologia di culto satanico, tipicamente giovanile, in virtù del quale, secondo la classificazione di M. Introvigne, già presidente e fondatore del CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni) il culto del diavolo è semplicemente una scusa per operare eccessi e deprivazioni.

I riti di questa tipologia di culto, infatti, si basano sull’uso di sostanze stupefacenti ed alcool, associato ad orge e pratiche sessuali blasfeme caratterizzate da abusi psicologici e sessuali operati a danno degli adepti e non.

L’arresto contribuisce a dare nuovo slancio alle indagini riguardanti il caso della scomparsa di due giovanissimi frequentatori del gruppo di Volpe: Fabio Tollis di 16 anni e Chiara Marino di 19.

Questi, la sera della scomparsa, si trovano con alcuni amici in un noto pub metal di Milano, il Midnigth, situato in Porta Romana e conosciuto come luogo di ritrovo per giovani satanisti.

È la sera del 17 gennaio 1998.

Intorno alle 23.30 i due escono insieme dal locale dicendo di andare a fare una telefonata. Fabio telefona al padre Michele e gli dice che quella sera non sarebbe tornato a casa.

Il padre, però, nota uno strano tono di voce nel figlio e cerca di carpirgli più notizie nel tentativo di scoprire la ragione del mancato rientro ma Fabio riattacca il telefono ed interrompe la comunicazione.

Michele Tollis allora, preoccupato per il figlio, prende la macchina e si precipita al Midnigth, dove più volte aveva accompagnato il figlio dai suoi amici ed era venuto a riprenderlo.

Ma del figlio e dei suoi amici non c’era già più traccia.

Pare che, subito dopo la telefonata al padre, Fabio sia salito in macchina con Andrea Volpe e Nicola Sapone seguito da un’altra macchina, con a bordo Chiara Marino e Mario Maccione.

Da quel momento non si hanno più notizie né di Fabio né di Chiara: sono come spariti nel nulla e i loro assassini diffondono la voce di una probabile loro fuga d’amore.

Il 28 maggio 2004, i loro corpi senza vita verranno ritrovati nei pressi di un cimitero, a sei anni di distanza, in una buca, profonda circa due metri, scavata nei boschi di Somma Lombardo, a Golasecca, nei pressi di Varese.

Chiara, prima di essere uccisa, subisce abusi sessuali da parte di tutti i membri della setta, compreso Fabio Tollis il quale dopo gli abusi su Chiara intuisce che il rito messo in atto è un omicidio rituale ed è, quindi, prevista la morte della ragazza.

Ma nel tentativo di difendere Chiara e di strapparla alla morte, debolezza non tollerata dal gruppo, perde la vita anche lui massacrato a martellate in testa e a coltellate.

Fra Giugno e Luglio 2004, gli inquirenti danno seguito ad una notevole ondata di arresti: dei tre omicidi sono accusati Volpe (già in carcere per l’omicidio di Mariangela Pezzotta) e Nicola Sapone, accorso sul luogo dell’omicidio di Mariangela su richiesta dell’amico Volpe.

Per la morte di Tollis e della Marino sono arrestati anche Pietro Guerrieri (detto Wedra), Mario Maccione, Eros Monterosso, Paolo Leoni (detto Ozzy) e Marco Zampollo, mentre Elisabetta Ballarin è accusata per il solo omicidio della Pezzotta.

Viene arrestato anche Pietro Guerrieri, un tossicomane di vecchia data con il cervello già cotto dalla cocaina nonostante la giovane età. Si scopre infatti che proprio a lui, il 15 gennaio 1998, Andrea Volpe aveva dato l’ordine di andare nei boschi di Somma Lombardo per scavare una fossa profonda due metri: “non fare domande, vai e scava” gli disse Volpe “la fossa servirà per raccogliere il sangue durante il sacrificio rituale che faremo la notte di plenilunio”.

In manette finisce anche Massimino Magni, magazziniere ventiquattrenne che ai tempi dei delitti era minorenne, come lo era, d’altronde, anche Mario Maccione.

Le cronache mettono tragicamente in luce l’appartenenza degli arrestati e delle vittime ad un gruppo nato informalmente intorno al 1995 ed auto denominatosi “Bestie di Satana”, costituito da giovani tra i 16 ed i 29 anni coinvolti in questioni di alcol e droga ed interpreti, con una band musicale, di una frangia estrema del filone heavy metal e death rock.

Dai diari di alcuni dei protagonisti di questa triste e sconcertante vicenda emerge l’interesse di questi ragazzi per il mondo del mistero, dell’occulto e delle ritualità cerimoniali sataniche.

I genitori di Chiara Marino raccontano che la stessa Chiara aveva allestito, nella sua stanza, un piccolo altare adornato da candele nere ricoperto da un telo con disegnati una stella a cinque punte, un grosso piede di caprone ed un teschio.

L’uccisone di Chiara Marino e di Fabio Tollis sembrerebbero, dunque, realmente trovare collocamento in un contesto satanico sebbene, la sera dell’omicidio i due ragazzi siano stati colpiti con armi da taglio e corpi contundenti e gettati uno sopra l’altro nella buca del ritrovamento, scavata alcuni giorni prima da Pietro Guerrieri.

Pare che la decisione sia stata collettiva: Chiara doveva essere sacrificata perché voleva uscire dal gruppo e perché “somigliava troppo alla Madonna”, per questo è stata scelta come vittima sacrificale da offrire alla Bestia durante un rito satanico da compiere nei boschi di Somma Lombardo la notte di luna piena del 17 gennaio 1998.

Fabio, invece, è stato ucciso perché non sarebbe stato in grado di reggere all’omicidio della sua ragazza e perché colpevole di voler scalare i vertici della setta sostituendosi a Volpe e a Sapone.

La ferocia del duplice omicidio è sconcertante quanto mostruosa.

A Chiara vuole dedicarsi personalmente Nicola Sapone che la uccide a pugnalate.

Mentre Fabio, alto un metro e novanta, viene bloccato alle spalle dagli altri due amici e ucciso a coltellate e a colpi di mazza.

Ma i due ragazzi, pur se agonizzanti, non sono ancora morti.

Allora Sapone, per non udire più i loro rantoli, gli mette in bocca dei grossi ricci di castagno e li sgozza; poi, intinge una sigaretta nel sangue e se la fuma.

Ma non è tutto.

Dopo averli precipitati nella fossa, urinando sui corpi agonizzanti di Fabio e Chiara gli assassini beffeggiano “E ora, zombi, camminate se potete!” e Nicola Sapone, che ancheggia soddisfatto sulla fossa dove ha appena sepolto i suoi amici, urla: “Zombie, adesso siete soltanto degli zombie”.

Quella notte sul luogo del delitto erano dunque presenti Nicola Sapone, Andrea Volpe e Mario Maccione.

Secondo la ricostruzione fornita dagli inquirenti gli omicidi vengono compiuti “con due coltelli, uno dei quali, per la foga si è spezzato nel corpo delle vittime” racconta Pietro Guerrieri (soprannominato Wedra) che aiutò a preparare il delitto e che nei mesi successivi fu ricoverato per disturbi mentali: “Una martellata?… Una? Mario Maccione gliene avrà date ottanta”.

Poi ha avuto luogo la “dissacrazione dei poveri resti in un’orgia di sangue, l’oltraggio finale costituito dall’urinare sui cadaveri”.

Prima di uccidere Fabio e Chiara nel bosco di Somma Lombardo, però, le Bestie di Satana avevano già cercato di eliminare i due ragazzi.

Il primo tentativo fu effettuato nel Parco Sempione, nel centro di Milano, dove il gruppo si ritrovava. “Chiara doveva essere eliminata perché l’avevano indicata gli spiriti”, racconta Massimino Magni, uno dei pentiti che da anni è uscito dalla setta e che adesso ha deciso di raccontare tutto.

“Una sera hanno riempito una bottiglia di barbiturici per darli da bere a Chiara, stordirla e portarla in una zona di Milano frequentata da tossicodipendenti… qui, disse Volpe, le avrebbero fatto un’iniezione di eroina per causarne il decesso da overdose e quindi fare apparire la morte un incidente…” Però il piano andò a monte, un attimo prima dell’iniezione letale, probabilmente a seguito del passaggio di una pattuglia dei carabinieri.

Ma le Bestie di Satana ci riprovarono.

Una volta dissero a Fabio e Chiara che Satana voleva che avessero un rapporto sessuale. Li fecero salire sulla Renault 4 di Guerrieri nel cui serbatoio erano stati posizionati alcuni petardi. L’auto finì carbonizzata, ma non esplose e i due ragazzi si salvarono.

Tre omicidi, tre giovani vittime ed una setta che, senza concrete motivazioni, non dà vie di scampo.

Purtroppo, però, le Bestie di Satana non si macchiano solo di questi tre delitti.

A questa setta vengono attribuiti anche altri omicidi, tutti avvenuti nel Varesotto, nella zona fra Somma Lombardo, Golasecca e Malpensa. Ad esempio, quello di Andrea Ballarin operaio di ventidue anni che, il 6 maggio 1999, viene trovato impiccato sulle scale del cortile della sua vecchia scuola media.

E ancora quello di Angelo Lombardo, 28 anni, trovato bruciato nel cimitero di Legnano nel dicembre dello stesso anno.

A Legnano il 5 maggio 2004 trova la morte, impiccato, Luca Colombo, amico di Nicola Sapone.

Morte alquanto misteriosa, è anche quella di uno degli “anziani” della setta, Andrea Bontade di 20 anni, il “traditore” che, pur avendo scavato insieme agli altri la fossa nella quale sarebbero stati sepolti Chiara Marino e Fabio Tollis, la notte del massacro non si presentò all’appuntamento e che morì misteriosamente in un incidente d’auto avvenuto tra Somma Lombardo e Gallarate poche ore dopo un incontro con Sapone, accusato di averlo indotto al suicidio.

Bontade, umiliato e drogato per mesi dai compagni, si uccide la notte del 21 settembre 1999, schiantandosi ad altissima velocità con la sua auto.

La sua auto finì schiantata contro un muro alla velocità di 180 Km/h e, quello che venne inizialmente considerato un incidente dovuto all’uso di alcol e droghe, venne poi considerato un suicidio data la mancanza di alcun segno di frenata sull’asfalto.

Pare che il più desideroso della morte di Bontade fosse Marco Zampollo, il quale aveva deciso anche il giorno in cui Andrea avrebbe dovuto morire: la notte della festa della Luna, prevista per Luglio. Ma, poi, quella data saltò e la sera del 21 Settembre Sapone, salendo in macchina con Bontade, gli disse senza mezzi termini “O lo fai tu, o lo facciamo noi”.

Più tardi, quella stessa notte, lo schianto fatale.

È Volpe a svelare i retroscena di alcuni di questi strani suicidi.

Per ciò che riguarda Andrea Ballarin, che nonostante il nome non ha alcun legame di parentela con Elisabetta Ballarin. , per esempio, dice che durante i primi mesi del 1999 Nicola Sapone decretò la sua morte a seguito di un litigio avuto con lui in un Bar di Somma Lombardo.

L’onta subita, a parere di Sapone, “doveva essere lavata col sangue” ed essendo Ballarin un soggetto depresso, simulare il suo suicidio sarebbe stato un gioco da ragazzi.

Per questo “io, Leoni e Sapone aspettammo Ballarin nel cortile della nostra ex scuola all’una di notte” racconta Volpe “Sapone lo minacciò con un machete, gli mise in faccia uno straccio imbevuto di etere per addormentarlo, poi lo portammo davanti alla scuola e lo impiccammo”.

Omicidi/suicidi dunque, perpetrati con strategie di manipolazione mentale talmente efficaci e sofisticate da far pensare che dietro le azioni di queste giovani menti si nascondesse l’abilità di professionisti tanto intelligenti e preparati quanto crudeli e spregiudicati.

L’inquietante denominatore comune è che i morti sono tutti giovani che conoscevano e frequentavano Andrea Volpe.

Questi delitti dunque, e forse anche molti altri su cui ancora si sta indagando, portano un’unica, inquietante firma: quella delle Bestie di Satana.

Secondo le testimonianze acquisite durante il processo, è nell’estate del 1996 che il gruppo prende una brutta piega iniziando a comportarsi come una vera e propria setta.

Poi viene l’epoca del sangue e dei delitti.

Fabio Tollis e Chiara Marino, membri di un gruppo affascinato dal satanismo, vengono condannati a morte ed assassinati dai loro amici la notte del 18 Gennaio 1998.

A massacrarli a coltellate e martellate Nicola Sapone, Mario Maccione e Andrea Volpe, che hanno confessato durante il processo ed ottenuto, per questo, degli sconti di pena.

Secondo l’accusa, anche Paolo Leoni, Eros Monterosso, Pietro Guerrieri e Marco Zampollo sapevano: sarebbero anzi i mandanti occulti del delitto, i “sacerdoti del rito”, anche se di ciò non vi è prova al di fuori delle dichiarazioni dei testimoni.

“La figura carismatica della setta era Ozzy…” dice Massimino Magni, ex membro del gruppo “posso dire che sicuramente Ozzy, Eros Monterosso e Marco Zampollo hanno contribuito all’eliminazione di Fabio e Chiara” anche se la notte dell’omicidio Ozzy nel bosco non c’era.

“La morte di Chiara Marino era stata decisa da tempo perché si era allontanata dal gruppo e poteva essere pericolosa… e poi Maccione, che durante le sedute cadeva in trance e diceva di comunicare con Satana, sosteneva che Chiara incarnava la Madonna”.

È proprio Leoni, ex fidanzato di Chiara, che si occupa di “farla rientrare nel gruppo per attuare il proposito criminoso”.

E Fabio?

Secondo i magistrati Maccione l’avrebbe voluto uccidere perché appariva titubante nella progettazione dell’omicidio e perché lo emulava nella visione dei demoni.

Insomma, era un rivale da eliminare.

Sarà la tenace determinazione di Michele Tollis, padre di Fabio, unita alle fondamentali confessioni di Volpe, ad aprire gli occhi agli inquirenti e a far ritrovare i poveri resti di Fabio e Chiara, dopo sei lunghissimi e dolorosissimi anni.

Michele Tollis si presenta spontaneamente dai Carabinieri dopo aver letto sul giornale dell’omicidio di Mariangela Pezzotta e, soprattutto, dopo aver letto i nomi di Andrea volpe e Nicola Sapone.

Ha con sé un voluminoso fascicolo in cui sono raccolti i frutti delle sue minuziose indagini sulla scomparsa, risalente a sei anni prima, di suo figlio Fabio e della sua amica Chiara Marino.

Nel suo fascicolo i nomi ci sono tutti. Oltre a quelli di Andrea Volpe e Nicola Sapone ci sono anche quelli di Paolo leoni, Eros Monterosso, Mario Maccione, Marco Zampollo e Pietro Guerrieri.

Vengono rintracciati ed interrogati tutti i ragazzi menzionati.

“Le Bestie di Satana”, che Michele Tollis aveva nominato ed accusato della scomparsa del figlio, esistevano davvero e la setta satanica era attivamente operante già da tempo nella zona.

Dalle indagini ne è emersa la probabile struttura organizzativa composta presumibilmente da tre livelli:

il Nucleo, composto proprio da questi ragazzi, con pochi soldi in tasca ma disposti anche ad uccidere;

la Protezione formata da un gruppo di persone selezionate che proteggeva il Nucleo ed era a conoscenza delle azioni criminose compiute dai suoi membri;

e poi i Fiancheggiatori, professionisti affermati, forse, in grado di manipolare sapientemente le menti e le azioni dei giovani componenti del Nucleo.

Andrea Volpe è il primo a svelare l’esistenza di un gruppo superiore che lui chiama Setta degli X.

Dopo mesi d’indagini, confessioni, ritrattazioni e ricostruzioni parte, finalmente, il processo “ai ragazzi di Satana” e al loro gruppo satanista.

Contro le Bestie di Satana si sono finora svolti numerosi processi.

Nel primo, con rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena, svoltosi presso il Tribunale di Busto Arsizio vicino Varese, il 22 febbraio 2005 sono stati condannati Andrea Volpe a 30 anni e Pietro Guerrieri a 16 anni di prigione ed è stato assolto Mario Maccione, minorenne all’epoca dei fatti, che, però, davanti ai giudici dei minori di Milano, l’11 aprile 2005, si è visto affibbiare 19 anni di galera per l’omicidio di Fabio Tollis e di Chiara Marino.

È stato assolto in secondo grado Massimiliano Magni, anch’egli minorenne all’epoca dei fatti e, il 23 Febbraio 2006, la Corte d’Appello del Tribunale dei Minori ha ridotto a sedici anni la pena detentiva per Maccione (il quale ha annunciato in aula di essersi pentito dei delitti compiuti), mentre condanna Magni a nove anni di carcere.

Il 21 Giugno 2005 si apre invece il processo in Corte d’Assise per tutti gli altri imputati, compreso Andrea Basciu, estraneo ai delitti, ma accusato di essere complice nell’avere coperto la vicenda dell’incendio di un auto di proprietà di una persona che aveva avuto una lite con Volpe, ad opera dello stesso Volpe e di Elisabetta Ballarin.

Il processo si conclude il 31 Gennaio 2006 con la condanna a due ergastoli con tre anni di isolamento diurno per Nicola Sapone, ventisei anni per Paolo Leoni e Marco Zampollo, ventiquattro anni per Eros Monterosso e ventiquattro anni e tre mesi per Elisabetta Ballarin, l’ex fidanzata di Andrea Volpe.

Il processo d’appello svoltosi dall’8 al 15 Maggio 2007 presso la Corte d’Assise d’Appello di Milano si conclude invece con la condanna all’ergastolo per Nicola Sapone e Paolo Leoni e pene pari a ventinove anni e tre mesi per Marco Zampollo, ventisette anni e tre mesi per Eros Monterosso e ventitre anni per la Ballarin.

La sentenza conferma dunque le condanne di primo grado per Sapone, mentre inasprisce la pena per Leoni, Zampollo e Monterosso.

Unico sconto per Elisabetta Ballarin, che si vede ridurre la pena detentiva di un anno.

Il 25 Ottobre 2007 le Sezioni penali unite della Corte di Cassazione confermano il giudizio emesso dalla Corte d’Appello di Milano il 16 Giugno 2007 nei confronti di Andrea Volpe, che prevede la riduzione della pena da trenta a vent’anni di reclusione rispetto al processo celebratosi con rito abbreviato.

La Cassazione ha inoltre confermato la riduzione di pena da sedici anni a dodici anni e otto mesi per il coimputato di Volpe, Pietro Guerrieri.

Volpe, il “pentito” numero uno, è sbalorditivamente il “grande assente” del processo, nonostante la sua vomitevole brama di protagonismo.

Additato dalle difese come unico mandante responsabile degli omicidi, sembra voglioso solamente di ottenere sconti di pena.

Bestie di satana, atto finale.

Si chiude così una pagina giudiziaria inquietante, una vicenda che ha sconvolto non solo Busto Arsizio, il Varesotto, Golasecca e Varese, ma l’Italia intera.

I delitti delle Bestie di satana hanno costituito un unicum, un caso da manuale, e per questo hanno richiamato l’attenzione di psicologi, esorcisti, sociologi e criminologi di tutto il mondo.

Trattasi di tre omicidi anomali, inquietanti, assurdi e brutali, associati a due induzioni accertate al suicidio e ad altre morti sospette che gli inquirenti non sono ancora riusciti a ricollegare con certezza al gruppo. Nonostante la mole d’indizi, documentazione e testimonianze…

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