PACCO BOMBA (IN SPAGNOLO)

http://terrorismoegoarca.torpress2sarn7xw.onion/2019/05/21/pacco-bomba-in-spagnolo/

Prossima traduzione in italiano

https://archive.org/details/@maldi_o_ancestral

https://archive.org/details/PaqueteBomba

http://nicevscina.torpress2sarn7xw.onion/wp-content/uploads/sites/846/2018/05/Paquete-Bomba.pdf

NUOVO PROGETTO/BLOG SULLA DIFFUSIONE DI MANUALI/VIDEO DI TERRORISMO ANTI-POLITICO

Ricevo e pubblico:

http://terrorismoegoarca.torpress2sarn7xw.onion/

http://terrorismoegoarca.torpress2sarn7xw.onion/2019/05/21/introduzione/

Introduzione

Presentiamo un nuovo progetto che si rifà al terrorismo, di un certo tipo, specifico, è che non ha che fare con la politica. Questo “concetto” è già stato espresso varie volte su blog o riviste affini, per quello che pensiamo del terrorismo. Parliamo in questo caso della corrente Terroristica Misantropica Attiva, di quella Eco-estremistica, del Nichilismo Terrorista, degli Individualisti amorali e asociali, di tutta quella “specie”, che è odiata e temuta, perchè toglie fiato alla pace, non solo quella “sociale”, ma anche quella della morale di oggi giorno. Pubblicheremo su questo blog, solo ed esclusivamente, manuali/video sugli ordigni esplosivi, quelli incendiari, le formule chimiche per produrre sostanze detonanti, ma anche manuali sulla sopravvivenza urbana e non, sulle tecniche clandestine per procurarsi documenti falsi o altro ancora… Sotto mettiamo il nostro contatto elettronico a disposizione, per eventuali interesse in materiale affine al contesto, più alcune tecniche elettroniche per riuscire ad usare meglio Tor o Tails, dato che il nostro blog usa determinate tecniche di sicurezza (naturalmente non tutto è perfetto e c’è sempre da migliorarsi)

cultoabaddon@secmail.pro

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https://darkwhite666.blogspot.com/2016/11/tor-e-tracciabile-come-eliminare-lo.html

TOR E’ Tracciabile? Come Eliminare Lo State File (Entry Guard Relays)

Quello che TOR fa è semplicemente nascondere la tua posizione, la comunicazione invece non è crittografata.
Invece di intraprendere un percorso diretto (dalla sorgente alla destinazione cercata), le comunicazioni che utilizzano la rete TOR prendono un percorso casuale attraverso molti relays che ne coprono le tracce.
Quindi, nessun attaccante situato in un dato punto del “percorso”, può dire da dove vengono i dati e dove arrivano.
Una connessione TOR di solito passa attraverso 3 Relays con l’ultimo che stabilisce la connessione effettiva alla destinazione finale cercata.
Dunque l’ultimo Exit Relays è quello che stabilisce la connessione effettiva al server di destinazione.
Quello che invece TOR non fa e non può fare è crittografare il traffico tra un Exit Relays e il server di destinazione, qualsiasi Exit Relays è in grado di intercettare il traffico che lo attraversa.
Ad esempio, nel 2007, un ricercatore di sicurezza intercettò migliaia di messaggi di posta elettronica privati ​​inviati da ambasciate straniere e gruppi per i diritti umani in tutto il mondo per spiare le connessioni in uscita di un Exit Relay.
Per proteggersi da tali attacchi si dovrebbe utilizzare la crittografia “end-to-end”.
Una buona soluzione è ovviamente la distribuzione Linux chiamata Whonix (sistema operativo) che include molti strumenti che consentono di utilizzare sistemi di crittografia durante la navigazione, l’invio di e-mail, chat, etc
Whonix che comprende due macchine virtuali (Workstation e un TOR Gateway) però non maschera l’utilizzo di TOR.
TOR cerca di nascondere i siti visitati anonimizzando l’IP ma chi di dovere (tipo un provider) sa che lo state utilizzando (non che di per sè sia illegale ma viene meno la privacy).

Infatti se non si utilizza una configurazione apposita, il vostro provider o amministratore di rete può dimostrare facilmente che vi state collegando ad un server TOR e non ad un normale sito web.
In altre parole, a meno di utilizzare un tunnel proxy / SSH / VPN configurati con TOR, il server di destinazione a cui ci si sta collegando attraverso TOR può sapere da dove proviene la vostra connessione, consultando le liste pubbliche di Exit Relays (ad esempio, utilizzando il TOR Bulk Exit List Tool di TOR Project).
Quindi, a meno che non si stia utilizzando configurazioni opzionali per impedire ciò, la soluzione ideale è Whonix che rende “uguali” tutti gli utenti quindi non è possibile identificare chi transita da un dato Exit Relay.

MAN IN THE MIDDLE E CERTIFICATI SSL
Pericolosi attacchi sono quelli detti “man in the middle“.
Con questi attacchi, il malintenzionato fa credere a due utenti/due client/due server che stanno dialogando tramite una connessione privata, quando invece l’intera conversazione è controllato da lui stesso.
Con TOR, l’Exit Relays può agire come man in the middle.
Anche in questo caso, per proteggersi da tali attacchi si dovrebbe utilizzare la crittografia “end-to-end” verificando anche l’autenticità del server.
Di solito, questo viene avviene automaticamente attraverso i certificati SSL.
Se si riceve un messaggio di eccezione di protezione come questo di sotto, si potrebbe essere vittima di un attacco man in the middle.
Messaggio che non andrebbe ignorato, a meno che non si disponga di un altro modo affidabile di verifica dei certificati del sito web.

Ad esempio, nel 2011, Comodo, una delle principali società di certificati SSL, ha riferito che un account utente con autorità di registrazione (della filiale) era stato compromesso.
E’ stato poi utilizzato per creare un nuovo account utente che ha emesso le richieste di firma per 9 certificati (7 domini): mail.google.com, login.live.com, www.google.com, login.yahoo.com (3 certificati), skype.com, addons.mozilla.org.
Poi, nel 2011, anche DigiNotar, una società olandese di certificati SSL, si vide alcuni certificati compromessi mesi prima (se non 2 anni prima).
Questo lascia ancora aperta la possibilità di un attacco man in the middle, anche quando il browser utilizza una connessione HTTPS.
Strumenti che forniscono una certa sicurezza di connessione sono Monkeysphere, Convergence e gli hidden services di TOR.
Da un lato, prevedendo l’anonimato, TOR rende più difficile eseguire un attacco di tipo man in the middle destinato ad una persona specifica.
Ma paradossalmente questo tipo di attacchi sono resi possibili utilizzando i già citati exit relays, tramite attacchi mirati ad un server specifico.
Proprio per questi motivi crittografare i messaggi è molto importante (GPG, Kgpg e Mozilla Thunderbird con TorBirdy ed Enigmail con un GPG add-on).

PERSISTENT TOR ENTRY GUARD RELAYS
TOR non può proteggerci contro la correlazione end-to-end (riferita al traffico), in cui un aggressore cerca di monitorare il vostro traffico (in altre parole i Persistent TOR Entry Guard Relays possono rendervi tracciabili).
Persistent TOR Entry Guard è usato per motivi di sicurezza da TOR, Whonix, TOR Browser (TBB) ma in alcune situazioni è più sicuro non usare il Guard Relay.
Infatti il Guard Relay raccolto dal vostro client TOR può rendere il vostro TOR attaccabile per via del fingerprint (impronte) in diversi punti di accesso, deanonimizzando la vostra connessione.
Se utilizzo TOR da casa lascio appunto un’impronta (state file), lo stesso succede utilizzandolo da un altro luogo.
Il client utilizzando la stessa Entry Guard (anche se da un’altra posizione “fisica”, cioè da un altro luogo) dà la sicurezza che i messaggi provengono dalla stessa persona che era collegata a quello specifico Guard Relay da casa (e poi in un dato luogo al di fuori di essa).
Questa tecnica è simile al tracciamento degli utenti tramite gli indirizzi MAC.

Detto in parole povere il problema è il file “state” dove sono inseriti in sequenza una serie di “Guard” usati per inviare e ricevere dati da TOR. Il primo è quello da cui ci si collega normalmente, poi ce ne sono altri predisposti per altre funzioni. Ogni “state” file ha una sequenza univoca e quindi è automaticamente tracciabile, anche utilizzando una VPN, modificando l’IP o utilizzando Whonix. Cioè ci si collega a TOR utilizzando gli stessi percorsi. Pur usando distinte identità, esse sarebbero comunque collegate al medesimo soggetto grazie allo state file.

CANCELLARE LO STATE FILE Questo problema viene risolto cancellando di tanto in tanto lo state file o utilizzando Tails (che per ogni riavvio genera uno state file diverso, rendendo impossibile il tracciamento). Per cancellare lo state file, andare nella cartella TOR Browser (con TOR non avviato), poi schiacciare su Data, TOR e poi eliminate il file “State”. Fatto ciò, potete avviare TOR e navigare.

(WEB) ATTACCO A ME (MALDICIÓN ECO-EXTREMISTA)

Ricevo e pubblico (Traduzione a cura di Mortui Mundi):

http://maldicionecoextremista.altervista.org/web-ataque-a-me/

Pubblichiamo questa nota/testo dei compas affini di Maldición Eco-extremista, che ci fanno sapere di un attacco spam contro i loro contatti email. Siamo a conoscenza che questo progetto e gli Individualisti che fieramente lo dirigono, portano avanti un guerra estremista contro il progresso umano, aspetto che contiene al suo interno, anche la morale dominante, che vorrebbe fermare l’attacco e l’attentato amorale portato avanti indiscriminatamente. Non siamo dunque stupiti che succeda questo, dato che anche alla email di Abisso Nichilista, sono arrivate varie minacce, condite dai soliti giri di parole, che sembrano vogliano offendere, ma che contengono solo il germe della sterilità mentale. Diamo dunque, la nostra totale affinità al Progetto Eco-estremista Maldición Eco-extremista, rispetto a questo tentativo ridicolo di fermarli!

Ghen/Abisso Nichilista

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ALCUNI IDIOTI HANNO ATTACCATO CON CENTINAIA DI ACCOUNT FANTASMA (SPAMS) I CONTATTI EMAIL DI MALDICIÓN ECO-EXTREMISTA. SAPPIAMO CHE LE AUTORITÀ SONO DIETRO A TUTTO QUESTO. CHE CONTINUINO A FARLO, NOI SIAMO PREPARATI.

TUTTO QUESTO NON E’ UNA NOVITÀ, POICHÉ AGISCONO ALLO STESSO MODO DA ALCUNI ANNI , HANNO PROVATO CON ATTACCHI TIPO DDoS, HANNO CANCELLATO BLOG IN SERVER DIVERSI, ECC., MA NOI SIAMO ANCORA QUI. TUTTO QUESTO NON CI FERMA, SIAMO COSTANTEMENTE ATTENTI AI LORO STRATAGEMMI, PERCHÉ LA PROPAGANDA CONTRO IL PROGRESSO UMANO
CONTINUERÀ IN UN MODO O NELL’ALTRO. SAPPIAMO CHE SONO PARTICOLARMENTE FRUSTRATI, PERCHÉ NON SONO STATI IN GRADO DI ARRESTARE NESSUNO CHE ABBIA RELAZIONE CON LE ITS IN MESSICO DAL 2011, E ORA NON RIESCONO A FERMARE L’ ESPANSIONE DELLE ITS IN SUD AMERICA ED EUROPA. I LORO DISPERATI TENTATIVI FANNO SOLO VEDERE CHE NON HANNO NULLA IN MANO E CONTINUANO A ESSERE UNA FOTTUTA BURLA.

AVANTI MAFIA DELLE ITS IN MESSICO, CILE, ARGENTINA, BRASILE, REGNO UNITO, GRECIA E SPAGNA!

AVANTI TERRORISTI NICHILISTI IN ITALIA E IN TURCHIA!

MALDICIÓN ECO-EXTREMISTA BLOG

RESISTENZA SENZA LEADER E APPARTENENZA IDEOLOGICA: IL CASO DEL FRONTE DI LIBERAZIONE DELLA TERRA (ELF)

“Un uomo che medita la vendetta, mantiene le sue ferite sempre sanguinanti.”

Nota introduttiva: Come per “Un’introduzione alle strutture organizzative terroristiche” (https://abissonichilista.altervista.org/unintroduzione-alle-strutture-organizzative-terroristiche/), pubblichiamo egoisticamente, questo testo, che parla della resistenza senza leader (o capi), e le cellule eco-terroriste dell’ELF o Fronte di Liberazione della Terra. Come per l’altro testo, come per i testi che arriveranno, prendiamo parti, pezzi, e li facciamo nostri amoralmente per propagandare il Kaos e il Terrorismo Anti-politico, anche se in questo testo sono presenti “attori”, che si potrebbero definire in qualche caso politici, ideologici, idealisti. C’è ne fottiamo dunque della censura umanista e morale, che infesta questa epoca di “cazzi mosci”. Nel testo in questione, non c’è la storia rivisitata dell’ELF, ma l’esempio di cellule clandestine senza leader di questo gruppo eco-terrorista connesso a esempi organizzativi come quelli portati avanti dal nazionalista bianco, Louis Beam.
Il testo approfondisce, quello che è un metodo, che secondo l’autore, funziona molto di più, che una struttura tradizionale e gerarchica. Ma fino a che punto?
Vogliamo fare un appunto: la scelta dell’ELF non è la scelta di un gruppo in cui tutti componenti, si conoscono, in cui ci sono incontri organizzativi, dove poi ogni cellula agisce, secondo delle direttive, secondo delle “campagne”, ma a differenza di quello che afferma l’autore, non è attuato, solo perchè l’ELF ha scelto tal metodo di resistenza senza leader, ma perchè, ci sono – o ci sono state- delle impossibilità tattiche-strategiche, e perchè la scelta si basava su idea di indipendenza “anarchica”, più che su quella strutturale.
Detto questo, per Noi, quello della resistenza senza leader è un metodo valido, ma che finisce per perdere peso, quando, non c’è un idea specifica di Autorità, all’interno della singola cellula, o che si potrebbe anche estendere ad altre cellule.
Cos’è l’Autorità? C’è un Capo e un direttivo che decide e basta? Su questo, varie forme sono diverse per gruppo, c’è chi afferma che l’autorità può essere esperienza sul campo, o semplice abilità, c’è chi dice che un Capo trascina, validi individui, in una struttura o forma, che senza questo Capo, non potrebbero sviluppare ampiamente le proprie specificità, c’è chi dice che grazie all’Autorità, il gruppo porterà colpi più vincenti, più grossi, più brutali, garantendo la “sopravvivenza” del gruppo Terroristico. C’è chi dice, che un Capo, o chi ha autorità, porterà in un gruppo, “presa bene”, farà cadere inibizioni, o limiti morali, porterà novità in campo intuitivo, o di azione, e infonderà sicurezza e un senso attivo delle cose che si vivono, e infine chi semplicemente c’è chi dice che un Capo, è un freddo assertore che da ordini (su quest’ultimo sopratutto gli ideal-moralisti).
Parafrasando sia Arca che Uomo-Mostro: si deve strappare via la “pelle” che copre la parola Autorità. Ma siamo dell’idea che il singolo gruppo Terroristico, che sviluppa la propria Autorità particolare, vede anche nelle esperienze di altri gruppi un input per agire e sperimentare.
Può un gruppo/cellula che imprime autorità, attraverso un testo o un attentato, spronare altre cellule ad agire? Certo…è un male questo? Per nulla…
Qualcuno dirà, che quest’ultima parte, è sintomo di autorità indiretta, ma ripetiamo, dipende che significato ha per alcuni il termine in questione.
Per questo, abbiamo l’idea che il termine “Autorità”, sia solo usato, come: “un Capo che comanda, acriticamente”, senza che l’Autorità sia qualcosa di più profondo, insito addentro all’uomo/animale, un atto, un azione, un modo d’essere, una metafisica dell’agire rispetto agli altri uomini/animali. Un emergere di qualcosa di particolare ma allo stesso tempo insondabile.
La nostra critica amorale si basa anche sul fatto che non avere leader, o una struttura formale- secondo l’autore del testo- possa portare a sopravvivere “di più” rispetto all’azione repressiva del potere statale.
Vogliamo fare uno esempio storico di un gruppo strutturato in maniera autoritaria, ma che aveva al proprio interno, quelle che si potrebbero chiamare anche “cellule”: l’Organizzazione Terroristica delle Brigate Rosse, gruppo che nella sua storia, ha avuto più di un migliaio di componenti (che per un posto come l’Italia, e in Europa, non è poco, paragnato alle guerriglie dell’America Latina- Tupamaros in particolare), incominciarono a formare delle “colonne” in giro per i vari fronti di guerra, portando alla luce il metodo della “compartimentazione”, che anche se era usato da un gruppo strutturato in maniera autoritaria, era simile a quello delle cellule dell’ELF, e dell’esempio che fa l’autore del testo, rispetto alla sopravvivenza di una “resistenza senza leader”, che essendo così informalmente composta, porterebbe nel non far cadere altre cellule. La differenza, è che l’ELF non era un gruppo, una struttura, ma una specifica “sigla” usata per fare un certo tipo di azioni eco-terroriste. Mentre le Brigate Rosse, erano un organizzazione, in cui i componenti si conoscevano fisicamente nella “colonna” dello stesso luogo di guerra, e periodicamente si incontravano con altre colonne di altri luoghi. Ma allo stesso tempo, usavano un metodo simile all’ELF, che era quello della compartimentazione. Ogni “colonna”, aveva più gruppi, con basi clandestine separate (perchè le BR scelserò a un certo punto di entrare completamente in clandestinità rispetto ai “movimentisti “ di Prima Linea), e ogni gruppo conosceva solo ed esclusivamente, la propria base clandestina, cosa che permetteva di non far cadere in toto tutta l’organizzazione.
Quindi anche in una struttura autoritaria, ci possono essere metodi simili usati da cellule della “resistenza senza leader”.
Infine ricordiamo: com’è finita l’esistenza di una delle cellule dell’ELF (Operazione Backfire)? Grazie a un infame/pentito, che ha portato a vari arresti, e successive defezioni/pentimenti (il “fattore umano”, rispetto al contesto assoluto, in questo caso è stato decisivo). Come ha detto K, e come succede in Grecia, egoisticamente- gli infami/pentiti devono essere fatti fuori, uccisi, ma questo senza che ci sia un tempo sicuro, un metodo sicuro, un percorso preciso e sicuro…

Ex Editori della Rivista Misantropica Attiva Estrema KH-A-OSS

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Il 19 aprile 2005 è stato celebrato il decimo anniversario dell’attentato esplosivo del Murrah Federal Building a Oklahoma City, un atto che alcuni hanno descritto come un esempio di “resistenza senza leader”.

La resistenza senza leader, è una strategia di opposizione che consente e incoraggia gli individui o le piccole cellule a compiere atti di violenza politica, totalmente indipendenti da qualsiasi gerarchia di direttivo o rete di sostegno. Sebbene Louis Beam, un Klansman con forti legami con Aryan Nations, sia quello che ha sviluppato e reso popolare il concetto di resistenza senza leader, nella speranza di creare un numero consistente di azioni violente dell’estrema destra; in tal caso, questi atti sono stati relativamente rari. La nozione di resistenza senza leader, può aver ispirato gli attentati compiuti da Timothy McVeigh e Eric Rudolph, ma finora non è riuscita a prendere piede tra gli altri razzisti di estrema destra nel modo in cui Beam immaginava.

Un altro movimento “sociale”, tuttavia, ha utilizzato la strategia della resistenza senza leader, con un grado molto più alto di successo. Il movimento radicale ambientalista – Fronte di Liberazione della Terra (ELF) in particolare – offre un esempio contemporaneo di resistenza senza leader, in azione. Sebbene le azioni dell’ELF siano meno gravi di quelli di Timothy McVeigh o di Eric Rudolph, sono state molto più numerose. James Jarboe, il principale funzionario sul terrorismo interno dell’FBI, ha collegato l’ELF a 600 atti criminali commessi tra il 1996 e il 2002, per un totale di 43 milioni di dollari di danni.

Il più distruttivo di questi è stato l’incendio di una Vail, in Colorado, che ha prodotto danni per 12 milioni di dollari. Il comunicato dell’ELF che rivendicava la responsabilità dell’incendio di Vail è stato vergato “a nome della lince”, una specie minacciata dai piani di espansione di Vail Inc., e ha inoltre avvertito che “Saremo di ritorno se questa società avida continua a sconfinare in aree selvagge e non cementificate.”

Da allora, gli attacchi in molti luoghi degli Stati Uniti sono continuati, incluso quello dell’agosto 2003, dove è bruciato un complesso di appartamenti di 206 unità che era stato costruito a San Diego, causando circa 50 milioni di dollari di danni. Più recentemente, quattro attacchi si sono verificati nel novembre e nel dicembre del 2005, tre negli Stati Uniti e uno in Grecia, causando insieme danni per 567.600. millioni. Come conseguenza di questa frequente e intensa resistenza senza leader, John Lewis, vicecapo dell’FBI e alto funzionario responsabile del terrorismo interno, ha etichettato tutto questo, come “eco-terrorismo”, insieme a “terrorismo per la liberazione animale”, e “ prima minaccia terroristica interna “nel 2005.

Finora, la letteratura accademica relativa alla resistenza senza leader, si è concentrata sull’uso come strategia efficace per evitare il rilevamento, l’infiltrazione e il perseguimento da parte del potere dello stato. In questo articolo, sostengo che la strategia della resistenza senza leader, ha un altro beneficio: è facilmente apprezzato dai movimenti sociali che mostrano un alto grado di diversità ideologica. Il movimento ambientalista radicale, a sua volta un movimento sociale incredibilmente vario, fornisce quindi un caso di studio ideale, esaminando questo vantaggio finora inesplorato della resistenza senza leader. La mia tesi principale è che la resistenza senza leader consente all’ELF di evitare l’ideologia. Eliminando tutte le ideologie, estranee a una causa molto specifica, che è quella di fermare il degrado della natura.

In effetti, l’uso della resistenza senza leader, da parte dell’ELF crea un “consenso sovrapposto” tra coloro che hanno orientamenti ideologici molto diversi, mobilitando una massa di aderenti che non sarebbe mai stata in grado di trovare l’unanimità dell’obiettivo, in un’organizzazione caratterizzata dalla tradizionale gerarchia, o struttura autoritaria. In breve, usando la resistenza senza leader, consente all’ELF e ai suoi aderenti di “credere in quello che vogliono”, pur continuando a essere mobilitati per commettere “azioni dirette” per una causa specifica.

I tentativi di Louis Beam di diffondere la resistenza senza leader, era il motivo e la realizzazione, per cui la destra radicale americana stava raggiungendo un punto basso in termini di popolarità e forza. Scrisse “nella speranza che, in qualche modo, l’America possa ancora produrre i coraggiosi figli e figlie necessari per combattere sempre più la persecuzione e l’oppressione”.

Poiché il saggio di Beam, è ancora oggi fondamentale per comprendere la resistenza senza leader, riporto una parte significativa di seguito. Beam scrive: Il concetto di resistenza senza leader, non è altro che un punto di partenza fondamentale nelle teorie dell’organizzazione. Lo schema ortodosso di organizzazione è schematicamente rappresentato dalla piramide, con la massa in basso e il capo in alto. Questo schema di organizzazione, la piramide, tuttavia, non solo è inutile, ma estremamente pericoloso per i partecipanti quando viene utilizzato in un movimento di resistenza contro la tirannia di stato. Soprattutto è così nelle società tecnologicamente avanzate in cui la sorveglianza elettronica può spesso penetrare la struttura rivelando la catena di comando. Le organizzazioni politiche antistatali che utilizzano questo metodo di comando e controllo sono facili prede per infiltrazioni governative, arresto e distruzione degli individui coinvolti. Capito questo, sorge la domanda “Quale metodo è rimasto per questa tirannia dello stato dominante?”

Un sistema di organizzazione che si basa sull’organizzazione di cellule, ma non ha alcuna direzione o controllo centrale. Utilizzando il concetto di Resistenza senza leader, tutti gli individui e i gruppi operano indipendentemente l’uno dall’altro e non si riferiscono mai a un quartier generale o a un singolo capo per esseri diretti o per le istruzioni, così come coloro che appartengono a una tipica organizzazione piramidale. Quindi, secondo la concezione originale di Beam, la resistenza senza leader, è davvero veramente efficace quando c’è una completa assenza di strutture di autorità “dall’alto”.

Simson L.Garfinkel in seguito ha sottolineato questo requisito sostenendo che le organizzazioni “hub and spoke”, sono cellule parzialmente indipendenti che ricevono comandi dall’alto, ma non si qualificano come una vera resistenza senza leader. L’Odinista David Lane ha anche contribuito allo sviluppo del concetto di resistenza senza leader. Nel suo articolo ” Wotan sta arrivando ”, Lane descrive il bisogno del suo movimento di un braccio politico formale – la cui funzione è una propaganda disseminata – così come un braccio militante clandestino, che ha chiamato Wotan (per la volontà della nazione Ariana”). Lane ha suggerito che il Wotan dovrebbe “trarre ispirazione da chi è stato educato dal braccio politico”, assicurando così che gli aderenti siano in linea ideologica con il resto del movimento.

Ha anche sottolineato, tuttavia, che: Quando un Wotan ” diventa attivo ” mette a nudo tutti i legami apparenti o dimostrabili con il braccio politico. Se è stato così sciocco da ottenere un ” appartenenza ” a un’ organizzazione, tutti i registri di tale associazione devono essere distrutti o le dimissioni presentate. I benefici di questa separazione sarebbero ovvi per i membri del movimento di Lane, che conoscono bene i pericoli associati dalle indagini dell’FBI.

Sia Beam che Lane sono stati ideologhi con un grosso ruolo, che fluivano nella destra razzista più estrema, e questo significava che volevano approvare e sostenere strategie organizzative che garantissero la conservazione e l’adeguamento delle loro prospettive ideologie in toto. Beam, per esempio, non ha dubbi, che la purezza ideologica sia mantenibile in strutture organizzative non gerarchiche, affermando: “È certamente vero che in ogni movimento tutte le persone coinvolte hanno una visione generale, conoscono la stessa filosofia e generalmente reagiscono in situazioni analoghe in modi simili “.

Una tale generalizzazione darà fastidio a qualsiasi studente serio di movimenti sociali, dove qui il sofisticato e intellettuale Beam risulta insolitamente riduttivo. Allo stesso modo, la raccomandazione di Lane di astenersi nel Wotan ” da tutti i legami apparenti o dimostrabili con il braccio politico ” crea un sistema organizzativo che dà libero dominio alle forze propulsive, di deviazione ideologica, è che minacciano tutti i gruppi ideologici; un fatto che lui o non realizza o sceglie di non menzionare. Come mostrerò qui sotto, questa conduttività di resistenza senza leader, rispetto alla diversità ideologica, minaccia di sovvertire le intenzioni di ideologi come Beam e Lane; inoltre si è dimostrata vantaggiosa per movimenti radicali ambientalisti come l’ELF, il cui unico scopo è portare avanti innumerevoli azioni, nelle quali le giustificazioni possono essere molteplici.

Resistenza senza leader nell’ELF

L’ELF ha iniziato a operare nel Regno Unito nel 1992, nato da un gruppo di Earth First!ers, che erano frustrati dall’idea della loro organizzazione di abbandonare le tattiche illegali. Nel 1997, le azioni sono presenti negli Stati Uniti e gli autori degli attentati, iniziarono a mandare le rivendicazioni agli attivisti ambientali Leslie James Pickering e Craig Rosebraugh, prima attraverso la loro casella di posta e il telefono, e poi via e-mail. Rosebraugh e Pickering avrebbero quindi agito da pubblicisti per gli attentatori, conducendo interviste con i media per pubblicizzare i comunicati. I siti Web svolgono anche un ruolo importante nelle esortazioni di azioni dell’ELF, diffondendo le linee guida per l’azione, riportando le varie azioni dirette che gli ELFer commettono e fornendo istruzioni su come eseguire correttamente le azioni dirette

L’impiego deliberato dell’ELF della strategia di resistenza senza leader è evidente dalle affermazioni fatte sul proprio sito Web: poiché la struttura ELF non è gerarchica, non vi è alcuna organizzazione o leadership centralizzata. Inoltre, non vi è alcuna “iscrizione” nel Fronte di Liberazione della Terra. In passato svariati individui hanno commesso incendi dolosi e altri atti illegali sotto il nome ELF. Individui che scelgono di fare le azioni sotto la bandiera del E.L.F. , spinti solo dalla coscienza personale. Queste sono state scelte individuali e non sono approvate, incoraggiate o approvate dalla direzione e dai partecipanti di questo sito web. Non sembra esserci alcuna comunicazione intra-movimento tra le cellule ELF, e le dimostrazioni o gli eventi in cui gli aderenti ELF potrebbero aggregarsi; queste sono marcatamente assenti

Pertanto, l’ELF non recluta membri in un’organizzazione preesistente, ma incoraggia le persone a fondare le proprie micro-cellule per portare avanti il proprio ELF. In un video introduttivo all’ELF, l’addetto al proselitismo Craig Rosebraugh consiglia: “Non c’è alcuna possibilità realistica di diventare attivi in una cella già esistente. Si deve prendere l’iniziativa; Simile a Beam, Rosebraugh sostiene la strategia di resistenza senza leader perché, a differenza delle strutture organizzative piramidali o hub-and-spoke, “se una cellula viene infiltrata o catturata dalle autorità, i membri non forniscono alcuna informazione che potrebbe portare alla cattura di altre cellule. ”

Il leader di Earth First!, Judi Bari, che ha elogiato lo sviluppo dell’ELF nel Regno Unito, ricorda anche la raccomandazione di David Lane di una separazione tra i “bracci” pubblici e clandestini del suo movimento. Scrive Bari: Earth First! Inghilterra, ha intrapreso alcuni passi necessari per separare le attività sotterranee e clandestine. Earth First !, il gruppo pubblico, ha un codice non-violento e fa blocchi di disobbedienza civile. Il Monkey-wrenching viene eseguito da [il] Fronte di Liberazione della Terra (ELF). Anche se gli Earth First!ers possono simpatizzare con le attività dell’ELF, essi non si impegnano in questo. Se siamo seri sul nostro movimento negli Stati Uniti, faremo lo stesso. Nonostante le nozioni romantiche di alcuni oltre-immaginativi fans di Ed Abbey, Earth First! è in realtà un gruppo convenzionale. Abbiamo pubblicazioni convenzionali, eventi pubblici e un rendezvous annuale con partecipazione aperta. La disobbedienza civile e il sabotaggio sono entrambe tattiche potenti nel nostro movimento. Per la sopravvivenza di entrambi le strategie, è tempo di lasciare il lavoro notturno agli elfi nei boschi.

È interessante che Bari non sostenga l’abbandono in toto del sabotaggio in sé. Piuttosto, sostiene di lasciarlo agli “elfi” per ragioni strategiche. Pertanto, l’ELF sembra esemplificare la strategia di resistenza senza leader delineata da estremisti di estrema destra come Louis Beam e David Lane, ma sotto l’egida di un quadro ideologico completamente diverso. La Figura sotto illustra come la strategia di resistenza senza leader differisce dalle altre forme di organizzazione. Le categorie sono ideal-tipiche, e ogni esemplare sarebbe quindi solo approssimativo. Inoltre, alcuni gruppi cambiano chiaramente la loro indagine societaria espressa in modo acuto da William Isaac Thomas: “Se gli uomini definiscono le definizioni come reali, sono reali nelle loro conseguenze”.

Abbiamo visto come la resistenza senza leader sia vantaggiosa per l’ELF in particolare, ma esistono molte aree di dibattito che possono essere fastidiose per le organizzazioni ambientali in generale. Prima di chiudere questo articolo, considero solo una di queste aree, la politica ambientale, qua sotto. La saggezza convenzionale è incline a considerare le preoccupazioni ambientali come già esistenti nell’ambito degli interessi politici di centro-sinistra. La presenza di organizzazioni anti-ambientaliste conservatrici come il Centro per la difesa delle imprese libere (CDFE), il movimento ” saggio uso ”, insieme alla mancanza di preoccupazione per le questioni ambientali da parte di Reagan ed entrambe le amministrazioni Bush rafforzano questa percezione. John Gray riassumeva la caratterizzazione convenzionale della relazione tra conservatorismo e ambientalismo: è giusto dire che, nel complesso, il pensiero conservatore è stato ospite di preoccupazioni ambientali negli ultimi dieci anni circa in Gran Bretagna, Europa e Stati Uniti. Soprattutto in America, le preoccupazioni ambientali sono state rappresentate come propaganda anti-capitalista sotto un’altra bandiera. Oggi, l’idea che l’ambientalismo sia una causa esclusivamente liberale continua a essere popolare, nonostante alcuni recenti sviluppi che potrebbero sfidare tali punti di vista.

Quindi, per molti, i recenti tentativi da parte dell’amministrazione Bush di aprire l’Arctic National Wildlife Refuge dell’Alaska alla trivellazione petrolifera rappresentano semplicemente un’altra incidentalità con una lunga eredità di irresponsabilità ambientale da parte dei conservatori in America. Anche se è vero che coloro che ricoprono posizioni di potere all’interno dei movimenti conservatori sono stati in gran parte antipatici alle cause ambientali, un orientamento politico conservatore in sé non è necessariamente antagonista alle preoccupazioni ambientali. Coloro che non hanno il potere nell’ala destra (e quindi di maggiore interesse per lo studio della resistenza senza leader) hanno maggiori probabilità di avere interessi e credenze che sono divergenti dal flusso principale del loro movimento. Come ha mostrato Bruce Pilbeam, una coscienza ambientale può essere coerente con la filosofia politica generale a cui i conservatori si iscrivono. Inoltre, Pilbeam ha delineato come il pensiero conservatore abbia un’affinità anche con molte qualità di ecologia profonda – la filosofia che guida il pensiero di molti ambientalisti radicali.

Questa potenziale affinità tra conservatorismo e ecologia profonda rende meno sorprendente il fatto che il partito repubblicano di Dave Foreman sia affiliato al suo sostegno alla guerra del Vietnam, e il suo lavoro come direttore della campagna per Barry Goldwater. Anche se il liberale di Earth First! Er Judi Bari ha visto “un’innata contraddizione in David Foreman” infatti, il suo esempio mostra come il pensiero conservatore possa essere associato con le preoccupazioni ambientaliste radicali per formare una visione del mondo convincente. Quindi, l’orientamento di Foreman non è solo un’anomalia, un’eccentrica eccezione alle regole generali di dove le preoccupazioni ambientaliste dovrebbero rientrare nello spettro politico. Piuttosto, esemplifica come la politica dell’ambientalismo spesso sia incommensurabile con la tradizionale distinzione sinistra = destra che di solito forma il pensiero politico.

Il riconoscimento di questa incommensurabilità fornisce anche informazioni sulle motivazioni dell’ecoteur più importante del Canada, Wiebo Ludwig. Il 19 aprile 2000, Ludwig fu condannato per aver fatto esplodere un pozzo di gas e aver ricoperto di calcestruzzo una vera da pozzo, insieme ad altre tre accuse relative agli esplosivi nel nord-ovest dell’Alberta, reati per i quali ha trascorso ventuno mesi in prigione. Due di queste accuse erano, aver danneggiato e distrutto proprietà e possessione di materiale esplosivo. Interessante, che nel commettere queste azioni dirette, Ludwig ha usato le idee che ha raccolto dal libro di Dave Foreman, “Ecodefense: A Field Guide to Monkeywrenching”; esempio: come coprire le scarpe con le calze per evitare di lasciare tracce.

Un ex predicatore della Chiesa riformata cristiana, Ludwig era intensamente conservatore su questioni sociali. Mentre era parroco della Goderich Christian Reformed Church, le sue opinioni rigide sulla “funzione” maschile e il ruolo delle donne hanno causato molta dissenso nella sua congregazione. Secondo Nikiforuk, ” chiese alle donne che lavoravano, perché non erano a casa a prendersi cura dei bambini, e le donne con una o due prole, perché non avevano generato tanti figli. Per un certo periodo del 1999 circolavano voci secondo le quali Ludwig avrebbe potuto dirigere l’ultra-conservatore Social Credit Party in Alberta. Il vecchio attivista verde, Tooker Gomberg, che era un prominente liberista, passò un po ‘di tempo in campeggio con Ludwig e riassunse i suoi sentimenti nei confronti dell’uomo come segue: mi trovo a fissare il fuoco per il sollievo, cercando di risolvere il paradosso che, sebbene quest’uomo sia un patriarcale irriducibile, un fondamentalista, anti-gay e arrogante, abbiamo poche differenze sul fronte ecologico. Oserei dire che lo ammiro? Qualche anno fa rimasi nella sua casa di campagna, dove mi meravigliai dell’autosufficienza della famiglia. Ma rimane un eroe imperfetto. Quindi, se si dovesse radunare un gruppo di ambientalisti radicali, si può presumere che le loro discussioni sulla politica sarebbero vivaci, se non reciprocamente al vetriolo. Solo con una strategia di resistenza senza leader le persone con ideologie politiche divergenti come Ludwig e Gomberg potrebbero essere mobilitate per commettere atti simili.

Conclusione

I movimenti sociali diversi tra loro come l’ambientalismo radicale e l’ambientalismo radicale americano sono in grado di impiegare la strategia di una resistenza senza leader. L’uso della strategia da parte del movimento ambientalista radicale dimostra come sia anche possibile condurre alla diversità ideologica intra-movimento. Anche se ciò che i progenitori della resistenza senza leader in questi due movimenti sociali cercano di assicurare ai potenziali seguaci (e forse a se stessi) che ciò che unisce i loro rispettivi movimenti è una condivisione-ideologia, la struttura organizzativa (o la sua mancanza) di resistenza senza leader significa che non c’è, in effetti, nessun modo di determinare se esiste effettivamente un’ideologia condivisa. Una volta che un leader del movimento sociale attua una resistenza senza leader, il movimento diventa, in un certo senso, una “creatura a sé”, e coloro che commettono azioni fanno la loro stessa volontà ideologica, completamente separati dai desideri di coloro che sono a volte considerati come i leader de facto del movimento.

Non c’è dubbio che, inizialmente, l’impulso per l’adozione da parte dell’ELF della strategia di resistenza senza leader fu identico a quello della destra radicale americana: evitare di essere scoperti dello stato, la conseguente infiltrazione e il perseguimento da parte di potenti agenzie governative. Una volta attuata, tuttavia, è diventato chiaro che la resistenza senza leader consente anche all’ELF di evitare le divisioni ideologiche eliminando tutte le ideologie estranee alla causa, particolare e specifica nell’arrestare il degrado della natura, eliminando così le opportunità di un dibattito ideologico.

In effetti, l’uso della resistenza senza leader da parte dell’ELF crea un consenso travolgente tra coloro che hanno orientamenti ideologici molto diversi, mobilizzando una massa di aderenti che non sarebbero mai stati in grado di lavorare insieme in un’organizzazione come Earth First !, che è caratterizzata da una struttura organizzativa più tradizionale. In breve, usando la resistenza senza leader, l’ELF permette ai suoi aderenti di “credere in quello che faranno” pur continuando a mobilitarli per garantire diverse azioni dirette per una causa specifica. Dalla prima stesura di questo articolo, c’è stata un emissione di arresti e accuse contro presunti aderenti dell’ELF.

COME FARE UN PACCO-BOMBA (ITS/TENDENZE TERRORISTICHE ANTI-POLITICHE)

http://maldicionecoextremista.altervista.org/manual-de-guerra/

http://nicevscina.torpress2sarn7xw.onion/manuali-video-per-luso-terroristico-e-criminale-nella-tendenza-antipoliticain-varie-lingue

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Di nuovo, e come avevamo detto anteriormente, il manuale video su come realizzare un pacco-bomba è tornato in onda.

Raccomandiamo agli individualisti interessati di scaricarlo prima che lo censurino di nuovo.

Guerra alla civilizzazione!

Avanti individualisti!

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Nota introduttiva: Postiamo e pubblichiamo fieramente questo manuale per fare, produrre, realizzare un pacco-bomba. I sinonimi non sono mai sprecati in questo caso. Le ITS (ora-Individualisti Tendenti al Selvaggio) Tendenza Terroristica Eco-estremista, fin dall’inizio del loro progetto e percorso, hanno lasciato stupefatti, molti di quelli che chiacchieravano solo, su come colpire ferire o uccidere, il tiranno di turno, questo sempre in modo idealistico. Dal loro progetto iniziale, fatto di cellule clandestine in Messico, e ora Estremistica Unione degli Egoisti Internazionale, hanno lasciato, solchi, segni profondi, di distruzione e morte, paura e incertezza; ci ha sempre affascinato il loro lato occulto e segreto, il loro avanzare e ferire i sentimenti degli umanisti che in Europa, oramai sono storia provata. Un Europa, molle, di sentimenti lacrimevoli, che mette le “x” per confutare, quello che chi Individuo con le palle, porta come distinzione, e dove non distingue un genere, ma se stesso dalla massa di merda.
Rispettando totalmente i gruppi che sono nati nella seconda parte delle ITS (è che stanno spaccando il culo a tutti; gli idealisti in Europa tremano di paura, lo affermiamo con convinzione), vogliamo comunque rendere rispetto alle prime ITS (Individualità Tendenti al Selvaggio), perché hanno istradato altri menti caotiche, con i loro Attentati estremisti, hanno creato qualcosa che prima non c’era, è che ha portato a conoscenza, quella che è un realtà singolare che è il Messico criminale, rispetto a quello che si poteva conoscere prima. Noi andiamo totalmente al di là del bene e del male, rispetto ai soliti mugugni umanisti, ma ripetiamo anche, che non vogliamo fare delle “vacanze rivoluzionarie”, tanto per fare i fighi in giro, e dire: “anche Noi abbiamo vissuto l’Inferno dei luoghi del Messico”. Sappiamo che qua, nella stragrande maggioranza dell’Europa, c’è veramente poco (tengono testa solo le “stelle decadenti” di Italia e Grecia), ma apprendiamo e comunque godiamo ampiamente di quello che ci arriva, di quello che leggiamo, di quello che abbiamo scambiato in maniera epistolare, e così di conseguenza agiamo, attentiamo.
Il Messico è una realtà singolare, specifica, con un “carattere” un attitudine, che vede la morte, lo scontro, la battaglia, il crimine, l’agire, come qualcosa di totalmente antagonista all’occidente, è come se il fatto di sapere di morire da un giorno all’altro, non avesse quella importanza cristiana che c’è qua in Europa, dove tutti pensano solo a invecchiare bene e in salute. L’invecchiare, il pensare di arrivare fino a un certa età, è tipico della mollezza umanista, che rende tutto soporifero. È come se in Messico, ci fosse un linea di sangue particolare (anche l’ISIS “fascista”, avrebbe grossi problemi a fronteggiare il crimine in questo luogo) dove si ricerca lo scontro, e la morte piuttosto che una vita futile e pacifica. Naturalmente parliamo del Messico criminale e terroristico, la massa di merda, è ovunque merda. È l’unico “concetto” universale che sappiamo esser “vero”.
Le prime ITS, hanno lasciato profondamente il segno, un solco estremistico, è anche se ora c’è la moda, nel negare, che qua in Europa, questo sia avvenuto, sappiamo invece che quei lunghi e profondi comunicati, hanno reso molte persone consapevoli, che c’era una realtà che combattendo a morte una guerra anti-umanista, contro la società tecno-industriale (e poi ampliandosi a dismisura terroristicamente) stava facendo proseliti e facendo crescere e ampliare una Tendenza: quella Eco-estremista.

Ex Editori della Rivista Misantropica Attiva Estrema KH-A-OSS

CREPA (MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA)

Ricevo e pubblico:

Distacco

Spiraglio senza luce

Antro desideroso e tenebroso

Abiura, abbandono, ripudio delle tenebre

Il mistero attanaglia gli abissi irrilevanti

Trascegliere – cavità senza speranza o alveolo di una prigione senza fine

Trasognante, demoni che rapiscono, strappano il sonno confortante

Una breccia rompe l’isolamento

Riposo e respiro, affanno e distanza

In fondo, andando a fondo, denso e intricato, pulviscolo di ossa non-umane

Tornando al primigenio, l’origine del vuoto, lacerazione e strazio

Una promessa, un progetto, scavare fino in fondo, in fondo a un buco

Abissi infondati dell’esistenza, fenditura che cola sangue, vano, vanitoso, inutile, utile, inefficace, senza speranza alcuna

Aegri Somnia, trasposizione, allucinazioni, perdita di delirio, delìquio

Cammino, avanti e indietro, alveolo di una prigione intima, chiusa all’esterno

Arcano e incomprensibile, non lo vedi, non si vede, incavo profondo, sbarrato da occhi infuocati

Distacco

Freddezza e impassibilità, no-vita, no-stalgia, presenza sacrificale, immolazione del riflesso, di ossa non-umane.

Vetta oscura, intrisa di arcani segreti, suoni oscuri, non sensibili alla presenza umana

Sommità, caduta nel tempo, disumanizzazione, assioma decomposto

Il momento declina, la distanza si avvicina a uno spettro, crepa, crepa e si apre, gorgoglio, declino, fondamento della negazione

Homo homini lupus

I volti della decadenza, spirale avvolta, intrecciata e legata da un indissolubile sogno mortale

Crepa, si apre, emerge, lacuna riempita dalla forza, frenetica, strage di desideri

Inno solitario estirpato alla guerra del caos, l’essenza di ciò che è

Nulla, nessuna cosa, antitesi tra essere e non-essere

Nihil negativum -oggetto vuoto, svanire della manifestazione del mondo

Orrore nel nulla, annientamento

Oscurità primordiale, risalendo gli abissi irrilevanti, per discendere nel pieno dell’orrore

Freddezza, il distacco inumano dall’umano

Crepa, breccia, scissa tra la vita e la morte

Schizo

PDF: “IL TERRIBILE AUTORITARIO E LA FEROCE UNIONE DEGLI EGOISTI” (MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA)

Ricevo e pubblico:

https://avyssos.altervista.org/pdf-il-terribile-autoritario-e-la-feroce-unione-degli-egoisti/

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“Il Terribile Autoritario e la Feroce Unione degli Egoisti”: mai titolo è stato più azzeccato. Il motivo che ci ha fatto pubblicare questo nuovo opuscolo, è stato l’intrinseco e profondo erigersi di un tagliente testo, che va all’attacco di quella che i stirneriani anti-autoritari dicono essere la “libertà”.

Naturalmente essendo un testo Unico noi non potremo fare di meglio. L’Affine Arca centra il punto di debolezza fondamentale degli stirneriani anti-autoritari: il pensare che esiste una libertà per tutti, che tutti lo possiamo essere, ma non vedono che nei rapporti, anche quelli quotidiani, anche nel superarsi, mentre
uno va più lento, emerge prima latente e poi preponderante l’autorità in tutte le forme e i metodi.

Le normali forme di scontro, come la gelosia, o quello di pestarsi in strada per un semaforo perso, non sono Autorità?

Perché non affrontare il tema in questione, in maniera molto più profonda…

Per questo Noi delle Edizioni Nichilistiche “Avyssos”, non riteniamo che nell’Autorità ci sia alcunché di cattivo, che piangersi addosso non serve, perché piangendo si esprime quello che alla fine si vorrebbe: prevalere sull’altro, sul tutto.

Abbiamo un profondo ed estremistico rispetto per gli Affini, quelli dispiegati in varie cellule clandestine, in giro per “l’Italia”, ma questo non ci fa minimamente cambiare idea su quello che Arca, con il suo tagliente testo ha affermato: esiste nell’Individuo singolo, l’Autorità, e questo singolo, la vuole produrre, sfogare,
portare avanti, goderne. In un modo sottile o diretto, o in altro modo, abbiamo anche Noi vissuto questa autorità, nel nostro gruppo e ne abbiamo apprezzato una sola direzione: a Noi serve per sopravvivere, senza, si scadrebbe nel “non dire”, che può anche portare alla fine di un progetto estremistico. Ma siamo totalmente Affini, in quello che Arca dice, quando sente che c’è una contrapposizione, uno scontro in atto, tra Misantropi Attivi Estremi Autoritari e stirneriani anti-autoritari, cosa che distrugge le menti e le persone, che fa ribaltare il cemento e le arterie del vivente.

Togliendo il rivestimento morale al termine “Autorità”, si toglie quel senso di malessere e fastidio che alcuni anti-autoritari sentono dentro di se. Anche se questo, non ha importanza per essi, impegnati a cercare fintamente di non calpestarsi i piedi, per Noi ha un enorme peso: provare a spezzare quel
rivestimento, quella corazza morale, che nei rapporti, esiste, come “posa”, per sentirsi apposto con la coscienza.

Il testo in fine, comunque ribadisce che non si parla esclusivamente di Unicismo Stirneriano, ma in primis dell’Egoismo Unico/Egoarca, promosso dai vari progetti Nichilistici Terroristi e Misantropici Estremi.

Uomo-Mostro

ATTACCHI TERRORISTICI-MISANTROPICI E ANTI-POLITICI ANTICRISTIANI – 9/11 FRANCESE?

Ricevo e pubblico:

La Francia è un buon terreno di sperimentazione Criminale, Terroristica, Misantropica. Noi, come i lettori di Abisso nichilista sanno, non vediamo troppo e troppe volte il nesso di un certo tipo di attentati, con la politica, l’ideale, e il solito e consuto verbo di giustizia sociale, attacchi sociali, guerra sociale. Ma non portiamo tutto questo, ad esempio per mero pensiero rivoluzionario esotico, anzi, apprendiamo varie “lezioni”, in luoghi distanti, che servono per rinforzare le esperienze criminali che i Misantropi Attivi Estremi attuano. Siamo attratti, godiamo egoisticamente e vogliamo essere sazi di esperienze, ed è per questo che apprendiamo e facciamo nostre un certo tipo di crimine. Qua nel luogo dove viviamo, ci sono molte esperienze, a cui ci possiamo riferire ma in un passato, che difficilmente tornerà. Dalla fine della seconda guerra mondiale, dal 45 e fino alla fine dei 90, l’Italia è stata attraversata da innumerevoli conflitti, sconvolgimenti, strategie di guerra fredda e non, conflitti di guerriglia, attacchi terroristici di tutti i tipi, decine di clan mafiosi e malavitosi in guerra tra di loro, assassini seriali, dove la passione bruciava e il sangue colava sui marciapiedi delle città. Detto questo, abbiamo recuperato il testo in questione, di taglio giornalistico ma molto interessante, dove viene indicato che in Francia, solo nel 2018, ci sono state migliaia di azioni distruttive contro le chiese cristiane/cattoliche, in maniera totalmente anti-politica, cosa che ha la nostra affinità, è che comunque permette di sprigionare quel Caos e quel Terrore, a cui aneliamo, e a cui facciamo spesso riferimento. Come sempre gli atti di Caos Terroristico vengono messi sotto la lente della religione ufficiale e della politica, dagli organi ufficiali dello stato, dei media, e dei vari dubbiosi, perchè fa più comodo pensare che ci sia un nemico preciso. Ogni Attentato anti-cristiano messo a segno, sembra che sia sempre riconducible allo Stato Islamico, “fascista” naturalmente.  Noi non attendiamo nessun domani, nessuna promessa di nessun tipo, e manco stiamo a sentire le prediche che cadono ogni volta nella politica, ma vogliamo godere primariamente, vedere come si sgretola la sicurezza della società, e vedere inclinare il rapporto uomo-morale…

Ex Editori della Rivista Misantropica Attiva Estrema KH-A-OSS

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Negli ultimi mesi, atti di vandalismo, incendi dolosi e profanazione di reliquie nelle chiese cattoliche sono diventati frequenti in Francia . L’ultimo grande incidente prima della tragedia di Notre-Dame de Paris è avvenuto a Parigi a marzo, quando scoppiò un incendio nella chiesa di Saint-Sulpice. Un totale di 1.063 attacchi alle chiese sono stati commessi in Francia l’anno scorso, con centinaia di attacchi “inosservati”, scrive Swiss Le Temps .

La pubblicazione dei cattolici Herald Herald, citando fonti francesi, riferisce che da febbraio in Francia sono stati registrati almeno 10 casi di vandalismo e di profanazione di chiese cattoliche. Tuttavia, secondo il deputato del Bundestag tedesco, Alice Vader (“Alternativa per la Germania”), a febbraio [in realtà] ci sono stati 47 attacchi del genere.

A marzo, quattro chiese in Francia hanno sofferto in una settimana. Il 4 febbraio, il terzo attacco in dieci giorni è stato eseguito contro la Chiesa di San Nicola a Huye, Dipartimento di Ivelines; Il 5 febbraio, Saint-Alain-de-Lavor è stata profanata, e il 6 febbraio la cattedrale di Notre-Dame-des-Enfants a Nimes, il 9 febbraio, la cattedrale di Notre-Dame a Digione.

La stampa spagnola ha reagito molto bruscamente alla diffusione del vandalismo in Francia. La profanazione delle chiese in Francia è “l’obiettivo più ovvio del vandalismo anticristiano”, scrive il giornale monarchico conservatore ABC. “Ubriachi di crudele odio, i vandali hanno dissacrato la chiesa di Notre-Dame-des-Enfants a Nimes in modo particolarmente disgustoso: hanno disegnato una croce con escrementi umani, saccheggiato l’altare maggiore e il tabernacolo e rubato i sacri doni che furono poi ritrovati tra mucchi di rifiuti“.

Ma con poche eccezioni, la stampa francese evita di dare valutazioni dure. Commenti trattenuti sulla profanazione di chiese e atti violenti contro preti cattolici francesi. “La gerarchia religiosa preferisce mantenere un silenzio modesto. La Conferenza Episcopale e alcuni individui hanno semplicemente sottolineato questa minaccia anticristiana, sperando che le autorità politiche e di polizia avrebbero fatto il loro lavoro “, osserva la ABC.

La consegna del silenzio è stata in parte violata dal rettore della cattedrale di Saint-Alain a Lavore, padre Joseph Détic. Due anziani di 17 anni della scuola locale che hanno dato fuoco alla cattedrale e hanno torto le mani della statua di Cristo in un gesto offensivo, sono stati trovati grazie alle registrazioni video del tempio. “Non sono cristiani”, ha detto padre Giuseppe dei due vandali, aggiungendo che condanna l’atto, non il popolo. E solo il portale israeliano di lingua francese Infos-israele.new ha detto che hanno profanato il tempio di St. Alain “due adolescenti musulmani” . L’edizione israeliana ha riportato anche che la chiesa di San Nicola a Hayy è stata profanata da un musulmano di 35 anni, che poi arrestato dalla polizia ha confessato il crimine.

Per quanto riguarda l’incendio nella cattedrale di Notre Dame, la polizia è incline alla versione a corto circuito. Tuttavia, Benjamin Mouton, che ha lavorato per 13 anni come capo architetto della cattedrale, è dubbioso di questa versione. In un’intervista con Agora Vox, ha detto di essere rimasto sbalordito da quello che era successo, dal momento che “è incredibilmente difficile incendiare le travi di quercia di 800 anni: ci sarebbero voluti molti piccoli pezzi di legno perché il legno si induriva come pietra”.Inoltre, secondo Mouton, nel 2010, l’intero cablaggio della cattedrale è stato aggiornato con molta attenzione, la probabilità di un cortocircuito è praticamente esclusa. Installato come sensori e protezione antincendio della cattedrale.

Particolarmente degno di nota è il messaggio del capo architetto Notre Dame che “due persone 24 ore al giorno hanno seguito i più piccoli segnali di allarme per chiamare immediatamente i vigili del fuoco se qualcosa fosse accaduto; le misure di controllo non avevano precedenti “.

[Inoltre,], sui social network francesi, molti testimoni che hanno assistito all’incendio hanno notato il colore giallo del fuoco il che indica un dispositivo incendiario e che c’erano due fonti di accensione – nel campanile e sul tetto.

Il consulente Philippe Karsenty, in un’intervista con il canale televisivo statunitense Fox News ha detto che il fuoco a Notre Dame, nonostante il fatto che nessuno è stato ucciso – [indica] una “French 11 settembre”. “Certo, la correttezza politica ci obbliga a credere che si tratti di un incidente. Questo è estremamente scioccante. Dovremmo sapere che le chiese in Francia sono vandalizzate ogni settimana “, ha aggiunto.

Sullo sfondo di tali dichiarazioni il quotidiano parigino Le Figaro ha dedicato un ampio articolo per confutare le “teorie del complotto fiorite intorno al fuoco a Notre Dame.” L’Edizione incolpa “l’estrema destra” per ciò che scrivono sui social network circa la possibilità di un attacco terroristico, senza attendere il completamento delle indagini, quando né il pubblico ministero né la polizia non credevano questa versione del nucleo.

I politici francesi, tra cui Marine Le Pen, si astengono da ogni speculazione sulle cause dell’incendio. Marine Le Pen si è limitata ad esprimere “dolore infinito e senso di perdita vertiginoso”. “Siamo tutti sbalorditi”, ha detto il leader del Partito degli imbattibili in Francia, Jean-Luc Melenchon, esprimendo “compassione per tutti coloro che sono angosciati da questo terribile spettacolo”.

Il segno islamista nel fuoco di Notre Dame de Paris era indicato solo dalla pubblicazione conservatrice di destra della Resistenza Republicaine. “I musulmani chiedono che Notre Dame sia bruciata per rappresaglia per l’attacco terroristico nell’Australian Chryscherch”, scrive il fondatore della pubblicazione, un noto avversario dell’islamizzazione dell’Occidente, Christine Tasen. Dà screenshot di tweet fatti dai musulmani che vivono in Francia e lodando l’incendio della cattedrale: “[Mettiamo una] Moschea al posto di Notre Dame. Inshallah “,” Vedo l’effetto del karma … Notre Dame muore nel fuoco “,” Questa è la risposta dell’Onnipotente con tutto questo #JesoutiensHugo “…

Esiste un’alternativa all’islamizzazione strisciante della Francia, dato che il governo Macron ha deciso di consegnare ai musulmani 50 (!) Chiese francesi?

Un analista franco-russo, Alesya Miloradovich, ha dichiarato in un’intervista alla Fondazione per la cultura strategica: “L’incendio nella principale chiesa cattolica in Francia ha evidenziato una tendenza notevole che è stata nascosta nell’ombra del guscio politico. In Francia, una generazione di cattolici, veri e credenti. Questo si riferisce principalmente alla classe media medio-alta del francese. Questi sono benestanti, famiglie numerose, i bambini frequentano scuole e masse cattoliche. Non hanno televisori in casa, leggono molto, celebrano il Natale e la Pasqua, formano il gregge di molte chiese alla periferia della città. Furono loro e i loro genitori a costituire la spina dorsale delle manifestazioni contro i matrimoni omosessuali, quando più di due milioni di persone scesero in piazza. Sappi che la Francia è viva … “

Tale previsione, tuttavia, non è ancora confermata da nulla, e le migliaia di dimostrazioni di “giubbotti gialli” si svolgono esclusivamente sotto slogan sociali e politici. Nella stampa francese non ci sono rapporti sui risultati delle azioni investigative sui numerosi fatti di profanazione dei templi. Non è chiaro se tali azioni investigative siano condotte in generale, o lo stato francese, come il sacerdote di Lavore, condanna solo le azioni, ma non le persone che le hanno commesse.

[Comunque] È improbabile che gli attacchi contro i resti del patrimonio cristiano in Francia si fermino da soli. E i politici francesi dovranno ancora decidere da che parte stare.

IL TERRIBILE AUTORITARIO E LA FEROCE UNIONE DEGLI EGOISTI (MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA)

Ricevo e pubblico:

“Tutto è insignificante, fluttuante, illusorio e fallace, come un miraggio. Puoi essere orgoglioso, saggio, e bello, ma la morte ti strapperà via dalla faccia della terra esattamente come se tu fossi stato un topo nascosto sotto il pavimento, e i tuoi posteri, la tua storia, i tuoi geni immortali bruceranno o geleranno insieme con il globo terrestre…”

Mi è stato sempre sul cazzo il pensiero di Ayn Rand, la tipica individualista con la figa nel cervello..(si diceva “cazzo per cervello”, per i poveri maschi).

Chi è Ayn Rand? Una che è ha mischiato merda e oro, oro e merda, non si capisce che cazzo volesse dalla vita…

leggete un attimo:

“Ogni grande orrore nella storia è stato commesso in nome di motivi altruistici.”

Ogni grande orrore, come la tipa in questione la definisce, è stato commesso per predominio, per godere del proprio potere, per imporre una verità, che definisse, qualcosa che non esiste…una verità assoluta.

“I grandi uomini non possono essere comandati.”

I grandi uomini, non possono essere comandati, perché vogliono comandare, e vogliono sottoporre gli altri, al loro comandamento..

E ancora:

“La diffusione del male è il sintomo di un vuoto. Ovunque vinca il male, è solo per incapacità, per il fallimento morale di coloro che evadono il fatto che non possono esistere compromessi sui principi fondamentali.”

Brava, finalmente l’hai capito, e siccome la frase di prima, sembra essere l’incontrario di quest’ultima, allora che cazzo sta a dire? I principi, i compromessi…

“Non si tratta di scegliere tra il sacrificio di sé e il dominio sugli altri, ma tra indipendenza e dipendenza [… ] L’egoista è colui che ha rinunciato a servirsi in qualsiasi forma degli uomini, che non vive in funzione loro, che degli altri non fa il primo motore delle proprie azioni, dei propri pensieri e desideri, che non ripone in essi la fonte della propria energia…”

Si, certo, invece l’egoista, quello che lotta per la vita e la morte, per conquistare e dominare l’altro, gli altri, per fare prevalere il proprio progetto Unico, sugli altri, ha rinunciato “solo” a esistere come essere umano, come costrutto idealista, fantasma-idea fissa, e invece si serve, eccome, degli altri, li ha posizionati, li ha resi sue proprietà, e ne vuole succhiare l’energia..li svuota e li usa, e poi li butta, quando e come vuole..

Qual’è la materia del contendere?

Ho preso spunto dalla tipa sopra, e approfitto degli affini, che hanno posto un testo, sulla confusione in ambito idealista rispetto a Stirner. Come “giustamente” hanno espresso, dire che Stirner è anarchico, è fare una forzatura ideologica. Ma anche su questo, posso dire, che in effetti, l’Unico di Stirner, è facilmente prendibile, perché è un libro specifico, pregno di particolarità non identificabili e di difficile ripetizione…manco l’autore in questione avrebbe potuto farne una replica, per cui, personalmente, non lo considero anarchico, ma poi me ne fotto di chi dice che lo è….

Da questo, vado avanti, e prendo occasione per polemizzare con una pagina facebook, chiamata “Anarchia senza aggettivi”.

Già in passato, se non ricordo male, ci furono, alcuni di questi idealisti, che scrissero che essi, si definivano “senza aggettivi”.

Ma l’oggetto del contendere non ha che fare esclusivamente con l’espressione generica “senza aggettivi”, ma sul fatto che la pagina in questione, suggerisce, parlando di Egoismo Unico, insistendo sul fatto che se un Individuo si definisce distintamente, diviene particolarmente specifico, e dunque, Unico; ma secondo tal esseri, essere specifici, sembra abbia a che fare con l’espressione “senza aggettivi”.

Metto subito le mani avanti, e affermo, che per me, ogni individuo nella società è un egoista, ma non è potenzialmente Unico. Quello che voglio dire, è che, il mischiare una cosa, la parola, l’aspetto di un termine rispetto a un altro, non è una cosa strana, perché come dice il miglior detto che ho mai conosciuto: “ognuno porta acqua al proprio mulino”.

Dire, che questi idealisti senza aggettivi, sono confusi, e promuovono la loro genericità con l’Egoismo Unico, non è per forza, il risultato coerente e razionale della definizione delle cose e del loro significato posto nella società.

Cioè, non mi sto buttando sulla definizione precisa e etimologica del termine “senza aggettivi”, annessa e/o contraddittoria all’Egoismo Unico.

Ma non per questo anelo, al rispetto delle parti, perché ripeto, se no cadrei in una sorta di identificazione con l’eguaglianza.

So, sappiamo, l’abbiamo affermato innumerevoli volte, che il linguaggio, è espressamente usato, per sopravvivere nella società, ma anche per prevalere egotisticamente.

Quindi, buttarsi su un dibattito amorale, per criticare aspramente il mischiare le cose, non è, e non ha, una definizione precisa, che ricade con il prodursi di linguaggio, ma è solo, e soltanto, per prevalere su l’altro o il resto dell’umanità.

Allora- sicuro- con questo, le persone, come leggeranno, questo mio esprimere il dibattito amorale? Vuoi prevalere, per cui, l’altro sta dicendo una verità, vuoi vincere sull’altro, per cui riconosci che l’espressione “senza aggettivi” è contraddittoria rispetto a “Egoismo” o “Unico”.

Non è così, riconosco che le parole, come mia crescita personale, hanno un determinato e preciso significato, ora, come lo avevano in maniera diversa, in altri contesti storici. Nel riconoscere il significato e l’espressione delle parole che determinano una frase che completa un testo, appuro esclusivamente che mi servono per arrivare a un punto focale, a un obiettivo, e non che queste determinano, che allora, se hanno un significato, hanno anche una verità oggettiva.

Se a me servono, per arrivare a un obiettivo, che è quello di prevalere, per questo, sarò in contraddizione, rispetto al fatto che affermo, che non esiste una verità oggettiva?

Per nulla, le uso, perché so che cosa significano, ma non le riconosco come verità che appura, che quello che sto dicendo, è indubbiamente qualcosa che esiste veramente.

Mi servono, le parole, il linguaggio serve, e lo uso egoisticamente, per arrivare a prevalere su un altro, o su altri, sul resto dell’umanità. Pensare o credere, che non sia così, è allora come dire che esiste una linea retta dove si pensa di poter discutere e argomentare, dove se io uso un espressione ci sia per forza di cose, il suo contrario, il famoso dualismo di base.

Come poter distruggere tutto questo? Anche qua, posso dire, che cerco di oltrepassare tale aspetto, affermando, che posso distruggere il significato di un concetto, ma se voglio distruggere il prossimo, non entro in contraddizione con la distruzione, perché porto a compimento, con le parole, e il linguaggio, la distruzione dell’altro.

A me le parole, il discorrere, il fare uscire dalla bocca un suono che in maniera articolata viene chiamato linguaggio, serve esclusivamente per vincere su, non solo chi mi si oppone, ma anche su chi voglio conquistare. Potrei andare dritto come un treno, e incominciare a produrre suoni verbali che altri non capiscono, lo farei con godimento, ma Ora, uso l’opportunità di espressioni verbali, che non riconosco come vere, ma lo faccio esclusivamente, per dominare sul resto dell’umanità.

Chi tra i vari Egoisti, Egocentrici, Egoarca, Egolatra, non ha mai pensato di dominare sul resto dell’umanità?

Io vivo in questa società, so che strategicamente usare un espressione, rispetto a un altra, mi può fare avanzare, ed è per questo che la uso, ma dire “grazie e buongiorno”, per me non significano un bel cazzo. Quante volte abbiamo sentito la locuzione “non so perché l’ho detto!” ? Questo dimostra che non esiste né verità né realtà, come sappiamo essere, ma per questo, per conquistare e godere, si deve usare il linguaggio.

Il linguaggio è solo esclusivamente un produrre di suoni, che so essere posti e posizionati in un certo modo, so che hanno un significato che porta a un risultato, che è quello che a me serve, ma dire “ho detto la verità”, riporta a come prima, dove Io sto solo affermando una verità/non verità. Per questo se sto affermando una non verità, allora esiste l’opposto che si chiama “verità”? Per nulla, perché affermare “io sto dicendo la verità”, significa che Io sto affermano qualcosa che per me è vero, ma per qualcun altro potrebbe essere totalmente falso. Non è però un sistema di appurazione della contraddizione.

Per cui la contraddizione non esiste, ma esiste il dire, che possa esistere, che ci sia un lato A e un lato B, un dritto e rovescio, un si e no, un bene e male, solo perché a Me serve, e serve perché la Mia verità prevalga su un altro.

Voglio fare una critica breve, su qualche affine, (che so accetterà), e sull’idea del relativo. Come prima esprimo la mia critica non portandola su un bene e male dualistico, ma sapendo che posso arrivare a un obiettivo egocentrico. Dire che le cose che si vedono, odono, sentono sono relative, a volte è un espressione che non fa emergere l’Unicità, non perché non si possa usare, per arrivare a centrare una vittoria, ma perché l’Unico riconosce solo se stesso, e affermare che esiste un relativo, che sia anche il Mio relativo, fa depotenziare l’Unico. L’Unico per Me non può ammettere il relativo, perché ammetterebbe che esiste qualcosa che è differente da un altro, dividendo l’unico in più parti. So che gli affini, lo usano esclusivamente come espressione diretta per prevalere, ma volevo fare questo breve assunto.

Ritorniamo a come io riconosca l’uso del linguaggio, ma non ne approvi il nucleo totale dell’espressione argomentata, che è sostanzialmente la verità enunciata in espressioni verbali. Io uso, come sopra, la parola, che forma una frase, è che finisce per totalizzare un testo, ma la prendo come un pezzo di carta che dopo posso essenzialmente bruciare. Bruciando la totalità delle espressioni che uso, mi muovo, e origino un continuo cambiamento di prospettiva. Uso un espressione verbale, solo perché so che mi serve in un contesto di un certo tipo, ma nego che sia la totalità della mia Unicità. La Mia Unicità è composta da una serie di unioni e disunioni, che per essere totalmente Mie, devono essere possedute, triturate nel profondo del mio Io.

Misantropia, Nichilismo, Terrorismo, Pessimismo, Distruzione, Egoismo, fanno parte del Mio “DNA”, sono parte integrante della mia in/esistenza, ma come li considero rispetto a sopra? Servono solo per comunicare? Oh sono qualcosa di più?

Di nuovo, si deve arrivare a questo assunto: se Io voglio dominare il resto dell’umanità, se Io voglio che la mia specificità prevalga sull’esistenza di un altro, degli altri, se questo viene “inteso”, si capisce che “giusto e sbagliato”, non valgono nulla, in confronto al mio agire.

Io esprimo il tutto e all’incontrario il tutto.

Tutto esiste e niente esiste, il contenuto di una parola è vuota ma riempito da Me, dall’agire rispetto alla società.

Misantropia, Nichilismo, Terrorismo, Pessimismo, Distruzione, Egoismo, sono parte di me stesso, perché il riconoscere la loro esistenza come definizioni, me li fa approvare, come massime espressioni, dell’agire, del vivere, del distruggere.

So che significato hanno, perché l’ho appreso nella mia crescita personale, e dato che quello che producono/distruggono, mi fa godere ampiamente, allora appartengono, a quelle che tra le definizioni, preferisco.

Sono definizioni, e hanno un significato, che io da Unico, approvo, e sopratutto, sono si, espressioni verbali, ma dato che considero l’ignoto, l’oscuro come parte integrante, di me stesso, potrei dire che ne disconosco la loro esistenza verbale, e disconoscendole, sono qualcosa che si disintegrano dentro la corazza di Me, dell’Io appartenente. Sono parte Oscura, che non è tangibile, ma che sento crescere ogni volta che i significati di queste espressioni, mi colpiscono profondamente. Disconoscere come il rifiuto di riconoscerle e rappresentarle nella realtà.

Le riconosco disconoscendole, come espressioni verbali, ma sono occultamente sperimentate dentro di me, che significa, che ho avuto sempre uno strano sentore di averle profondamente dentro la mia in/esistenza.

Qui non si tratta di razionalizzare, ma di un anagramma che percorre il profondo del mio Io, questo anagramma si unisce e disunisce dell’esistere dell’essenza distruttiva della Misantropia come il Nichilismo, il Terrorismo come il Pessimismo.

Sono dentro Me, e se nel mio percorso, sento che sono e vengono usate come espressioni essenzialmente verbali, inserite come tramite per un linguaggio convenzionale, ritorno a dire, che sono come gusci vuoti, che posso usare, come sempre, come sopra, senza passare attraverso la cosiddetta contraddizione.

Ma arriviamo al contendere del Mio dibattito amorale (uno scontro feroce senza nessuna regola):

Leggete cosa diceva Don Errico Malatesta sull’anarchismo/idealismo senza aggettivi:

«Per conto mio non vi è differenza sostanziale, differenza di principi tra “individualisti” e “comunisti anarchici”, tra “organizzatori” e “antiorganizzatori”; e si tratta più che altro di questioni di parole e di malintesi, inaspriti ed ingigantiti da questioni personali. (…) Ed in quanto all’organizzazione o alle organizzazioni nel senso del partito, vi è forse chi vorrebbe che gli anarchici restassero isolati gli uni dagli altri? Certamente che no. (…) Io dissi che “nei loro moventi morali e nei loro fini ultimi anarchismo individualista e anarchismo comunista sono la stessa cosa o quasi”. La questione, secondo me, non è dunque tra “comunisti” e “individualisti”, ma tra anarchici e non anarchici.»

È bravo il prete anarchico Malatesta…cosa direbbe il Terrorista Anarchico Émile Henry, che finì per avere un intenso dibattito con il succitato?

E gli Anarco-Terroristi Mariani, Boldrini, Aguggini, che con la strage del Diana, involontariamente lo salvarono da uno sciopero della fame, che sarebbe finito con la sua dipartita?

Dite che sono cose dimenticate, che appartengono al passato? E invece no, stiamo vedendo che sono tornate d’attualità, solo che hanno elementi in parte diversi.

Ma il mio testo, non vuole dibattere amoralmente, delle tendenze attuali nel giro anarchico, ma prendere spunto, dagli affini, per agire e declamare: fino a quando si tratta del prete-politico Malatesta, in un periodo, affermiamolo, in cui gli anarchici erano qualche milione in più di quello attuale, allora va bene, l’ha detto un personaggio, che si è salvato il culo, grazie a dei Terroristi -e ricordiamolo- Individualisti Anarchici.

Ma ora si legge, che l’anarchia senza aggettivi, viene inserita in un contesto di Egoismo Unico, ed è qua che arriva l’inghippo: perché, per come?

Non ripetendomi rispetto a sopra, mi viene il dubbio che qualcuno di questi Egoisti che si definiscono anche Unici, abbiano preso una strada sicura, portandosi dietro semplicemente il libro di Stirner.

In essi si ravvede la sicurezza dell’espressione: “Unico”.

Quindi facciamo un rapido calcolo, un Unico, per tal persone, è uno che non ha aggettivi, perché aggettivo, viene considerato l’Individuo Proprietario..se uso troppi aggettivi, esalto troppo me stesso, riconduco tutto a me stesso, posso inoltre definirmi l’Unico che davanti a se, non ha pari, ne regole, ne leggi, ne un cazzo di nulla che lo possa fermare…

Siete per caso diventati totalmente Egoisti, o state confondendo l’anarchia e l’eguaglianza con l’Egoismo Unico?

Quando ho letto, su questa pagina facebook, l’accostamento improprio di Unico e senza aggettivi, mi è sembrato di leggere il prete-politico di sopra, mi è sembrato di leggere l’aspetto politico dell’esprimersi, perché si, esiste anche il linguaggio politico, che questi “anarchia senza aggettivi”, usano a tal proposito.

Dunque, se l’Egoismo Unico, non ha aggettivi, sembra debba avere un esistenza non propria, che annulla l’Individuo Proprietario e le proprie conquiste. Debbono sapere gli affini di altri luoghi che non sia l“Italia”, che qua, ci sono innumerevoli fautori della teoria: Unicità-libertà.

Si pensa che Unicismo sia un espressione direttamente proporzionale a quello di libertà. Io non ho leggi, o stato, ne dio, ne altro..dunque questa Unicità si trasforma in una totale libertà.

Per questi transfughi dell’anarchia, la libertà personale (termine talmente impersonale, da essere usato da “cani e porci”), sembra possa essere appaiata, accostata a quella dell’Egoista Unico, o tutt’al più a Stirner.

Per cui questo Unico senza aggettivi, non anela alla conquista di nulla, se non quello di rispettare gli altri, come quello che ti arriva davanti in strada, e nel mentre che questo sconosciuto va a cena, il senza aggettivi, lo saluta, e pensa, che questa si che è libertà, non ha calpestato, non i suoi diritti come cittadino, ma come umano, con la sua esistenza di leggi e valori. Il senza aggettivo produce la sua unicità, semplicemente non facendosi incasellare- così dice di affermare- in sterili categorie, perché essendo unico e libero, che senso avrebbe definirsi specificatamente?

L’Unicità, che presuppone la conquista di qualcos’altro, si divide in più parti e in più pezzi, perché la libertà offerta all’altro, diviene una propria divisione, che diventa la divisione dell’altro, con l’altro che si divide per un altro e cosi via…

L’Unicità deve essere per forza di cose senza aggettivi, perché se no come potremo esprime una sostanziale libertà? Libertà significa essere libero o lasciare gli altri liberi di esserlo?

La libertà del presunto unico senza aggettivi, è il fatto che tutti siamo- o potremo essere-unici, non ci devono essere troppe differenze, perché la libertà ha un unico fine…qual’è? Quello di essere libero. Per essere libero, gli altri devono essere lasciati liberi di esserlo, devono poterlo scegliere, nelle condizioni adatte per farlo, e se non lo fanno, è perché forse hanno qualche idea temibile e terribile di Autorità?

L’Unicità in questo caso, diventa la libertà anti-autoritaria, di potersi esprimere, e anche se l’altro ha un idea divergente, non deve intaccare, quella che Io definisco “comunità”.

Non l’Affinità e l’Unione degli Egoisti, ma una comunità libera, con mille e più che mille clausole di chiusura nella totale predisposizione alla libertà.

Io sono Unicista, te sei unicista, noi siamo unicisti, perché usare degli aggettivi, troppo specifici, troppo personalistici?

Qua si scade, o si scadrebbe, in quella temibile e terribile Autorità, che nessuno di questi senza aggettivi vuole…

L’individuo senza aggettivi, non personalizza il proprio agire, ma rende l’Egoismo Unicista, qualcosa di così comune, da poter essere usato, da qualunque persona, si affacci all’uscio della più vicina biblioteca anarchica.

Hanno o no questi senza aggettivi, la libertà di definirsi Egoisti Unici?

Secondo la loro predisposizione a lasciare libera la libertà, certo, chi si libera può saltare sul carro dei vincitori….esiste o no in questo caso, una comunità di individui liberi, che si contrappone alla feroce e terribile Unione degli Egoisti?

Il senza aggettivo, semplifica: sei vuoi diventare libero, devi unirti con altri esseri liberi, e se non lasci libero l’altro, divieni, per forza di cose Autoritario.

Libertà e Autoritario, non possono essere posti, in nulla e in comune (da qua “comunità”), per cui chi vuole o crede che le relazioni personali e interpersonali, in giro, per strada, a casa, o da altra parte, siano autoritarie: che Io possa unirmi solo per quanto voglio, che possa sfruttare gli agi degli altri, che possa essere amico e poi ammazzare questo mio amico perché a me conviene, è da combattere.

Quindi la lotta è tra la comunità libera dei liberi unici e i feroci Autoritari che si uniscono in un amorale Unione degli Egoisti.

E tra l’Archista che persegue esclusivamente il proprio appagamento personale, e non guarda in faccia a nessuno, se non per mera strategia, e l’unico per la libertà personale, che vuole essere libero, ma lasciando la libertà agli altri di scegliere di esserlo. Certo, quando si vede cos’è l’attuale società odierna, viene qualche dubbio, che questi senza aggettivi, non siano gli ennesimi intrallazzatori politico-ideologici, che promulgano una speciale idea di morale.

Perché dunque, senza aggettivi? Proprio perché questo idealista che si unisce a una sorta di egoismo, è alla fine un semplice anti-autoritario, travestito sotto la veste di un estremista Unico. Vuole far intendere che essere liberi, significa essere Unici, ed essendo unici e liberi, si finisce per essere anti-autoritari.

Anti-autoritario significa specificatamente, non perseguo un idea, che oltrepassi il rapporto-binomio, bene/male, riconosco l’esistenza di altri unici, non come Individui da conquistare o assoggettare, o usare, o (anche) facendosi usare, ma come soggetti liberi di scegliere cosa poter fare della propria vita…anche se qua, il senza aggettivi, cade nella sua stessa trappola, perché quando c’è da fare i conti, con la censura, la morale, l’etica, e svariati e innumerevoli regole, che cadono sempre a rappresentare, quello che alla fine fa la stessa società cosi fortemente odiata, mette dei paletti degli steccati, non scelte egocentriche e specificatamente uniche, ma prese di posizioni che partono fortemente influenzate alla fine, da quelle portate avanti dalla società stessa.

In questo modo, Stirner diventa anarchico, e come qualche affine ha già espresso, il fascista o il non-anarchista, non può definirsi in nessun modo Stirneriano, o non può prendere parte a un progetto- che ne so- che si chiami “i Stirneriani fascisti”, o “Autorità Stirneriana”.

Specifichiamo che l’Egoismo Unico/Ego-arca non è per forza Stirneriano, ma è particolarmente autoritario.

Autoritario non piace? Pazienza, Stirner, non sembra comunque fosse tipicamente anti-autoritario.

Questa “libertà”, parola tanto semplice come vuota, è l’aspetto che piace così tanto a questi senza aggettivi, li sprona a far si, che anch’essi, usino una buona dose di Autoritarismo, o Archismo, facendo diventare Stirner e l’Unico, per forza anarchico.

Anti-autoritario, perché l’Unicità, presenta, per i senza aggettivi, la più grande forma di libertà, e se libertà significa, essere liberi di vivere, ci chiediamo allora dare la morte, che significa per essi? Dare la morte, significa essere autoritari, almeno che non ci sia un idealistico contenzioso, fatto di prove certe, che il morto sia, un aggressore, un soggetto che con le proprie azioni, si muove su un terreno di autoritario contro anti-autoritario.

Che succederrebbe se Io dessi la morte a qualcuno di questi senza aggettivi?! Sarei un Autoritario non più Unico, ma asservito al dominio di Uno sull’altro.

Dominio, come termine, non può avere a che fare con l’immensa trasposizione dell’Unico che diviene libero totalmente. Libertà per essere tutti liberi.

L’Autoritario è quel terribile individuo, che essendo preminente, non sorride, non è felice, non ha serenità d’animo…è un bruto senza anima, una bestia inumana.

La contrapposizione, dunque va a cadere nella semplice ma partecipe proposta di guerra all’Autorità, perché se la più grande forma di Unicità, è la libertà, la non-libertà è l’Autorità, e per essere più specifici- l’Autoritario.

L’Autoritario, l’individuo che crede nell’Autorità, quello che non ha problemi a dire “Io sono il Capo”, è allora, il soggetto che si spinge oltre, ma non perché crede a un sistema di valori che debba essere autoritaristicamente generalista, come un azienda con il proprio organico a forma piramidale, ma perché afferma, che l’autorità fa parte naturalmente dell’Individuo Egocentrico, che l’Egoismo Unico è autoritario, perché nel peregrinare, nell’incontrare altri individui, e sapendo che tutti gli individui sono egoisti, incapperà per forza di cose, in un incontro/scontro. Non c’è bisogno esclusivamente di odiare il nemico, il Misantropo Egocentrico, odia tutti, e ama se stesso, per cui, come non può incontrare o incappare in un altro individuo, e non volerlo “fare”, sopraffare, subordinare, ferire, ammazzare, renderlo schiavo o docile?

Può un Misantropo Egoarca “amare” l’altro, se ama altezzosamente se stesso?

Non si tratta del buono e del malvagio, si tratta di un Odio che è specificatamente autoritario, che è primariamente altezzoso, il Misantropo Egocentrico si considera il centro del mondo, come non può approcciare in maniera autoritaria verso l’altro, e/o non volerlo conquistare?

Non è la guerra dei poveri contro i ricchi, dei comunisti contro i fascisti, degli anti-autoritari contro gli autoritari, ma è una guerra totale- tutti contro tutti!

È dato che il Misantropo, il Nichilista, il Pessimista, il Terrorista, fanno parte del mio “DNA”, dunque riconosco l’Autorità come presupposto per vivere, ma la Mia Autorità è qualcosa di particolare, specifico, delle “giacche e le cravatte” e dei manager, posso farne solo carne morta, e non per un’idea classista, o di antagonismo politico, sia chiaro.

A che punto siamo del contendere?

Abbiamo, siamo arrivati, ad approfondire, che esistono due parti e dunque una contrapposizione: Egoista Unico temibile e terribile per una feroce Unione degli Egoisti contro egoisti anti-autoritari che pretendono che tutti si possa essere liberi.

Con questo, siamo a un buon punto, ci vuole una sana contrapposizione, perché non se ne può più di vedere, leggere, questi filippiche di gente che mischia l’Egoismo Unico, e la libertà con l’anti-autoritarismo.

Il senza aggettivi, dunque, è un anti-autoritario travestito da Egoista Unico, a volte da Stirneriano, che ha letto Stirner quando poteva, ma ne ha fatto una specie di bibbia/sermone: l’Unico ha inventato la più grande forma di Egoismo: la libertà totale.

Quando c’è da tirare fuori, la consueta omelia, questi personaggi, approfittando del vuoto, che si è creato nel loro giro, approcciano superficialmente con Stirner e con l’Unico, a volte si fanno avanti e declamano il loro amore per l’Egoismo Unico, o l’Egotismo, poche volte dicono siamo “egocentrici”…perché questo? Perché al primo approccio, seguendo le linee di condotta della morale della società che odiano, non è bello dire, “Io sono egocentrico”…egoista si, ma egocentrico risulta brutto.

Ritorniamo alle prime righe di questo dibattito amorale: quindi se affermo che il senza aggettivi è travestito da Egoista Unico, sto riconoscendo che esiste una certa categoria, che comunque sto confutando che degli individui possano definirsi Stirneriani o Egoisti Unici, quindi mi pongo su un piano simil morale?

No, invece rifiuto di posizionarmi dalla parte di chi è per la libertà, termine che comunque riconduce anche a chi dibatte con un altro o altri individui sulle influenze che l’Unico può aver dato a innumerevoli soggetti. Ma questo, questo dibattere rimane su un piano di libertà, orizzontale, o come lo si voglia definire.

Invece, pur riconoscendo che esiste un pensiero che viene definito Stirneriano, mi pongo non da un lato ne dibatto come se ci si posizionasse da una parte all’altra di un palco, ma essendo Unico, mi è impossibile dividere, e per cui impongo il mio agire.

La differenza tra chi ha scelto una presunta libertà stirneriana e che si unisce egoisticamente solo per i propri fini, è che il primo crede che esista una verità che porta a pensare di poter comunicare in maniera opposta ma orizzontale, e invece Io agisco per portare a me tutto quello che serve per prevalere. Per questo dire “Io riconosco”, non significa posizionarsi in un lato A-bene, contro il lato B-male, ma usare un frasario e una grammatica, un certo tipo di termini, la parola o una frase, esclusivamente per prevalere.

Dunque posso affermare che c’è una contrapposizione, ma come?

Perché uso tutto quello che voglio per raggiungere un obiettivo, che è quello di conquistare l’altro, la persona, che rendo oggetto, pur non riconoscendo veridicamente l’oggettività.

Se affermo una cosa, la posso s-posizionare a mio piacimento, se mi posiziono a lato, lo sto facendo esclusivamente per un interesse primario: vincere sull’altro/altri, ma non credo per nulla, di essere nel Lato A contro il Lato B.

La difformità tra queste definite così “parti” è: l’Ego-arca/Egoista Unico, non crede a nulla, se non nell’usare tutto quello che vuole, e usa il Tutto è permesso per avere la meglio su qualunque cosa voglia possedere. Mentre il senza aggettivi egoista, che cita Stirner, che legge e scrive, che si dice unico, crede nella libertà per se e per gli altri, cioè comunistizza il pensiero che partendo dall’unico, diviene un unico per tutti. Quello che è comune è il pensiero, che viene definito libero, quindi essendo libero, non può essere incasellato, ma perché questo? Perché se no darebbe un aggettivo troppo specifico, ridurrebbe tutto, non a una vera libertà, ma alla totale conquista dell’Egoista Unico, senza che ci sia un limite approvato.

E mentre questo anti-autoritario travestito da unico, si dice libero, e pensa che gli altri debbano esserlo, pone, chi invece vuole sfondare le barriere compensative dell’oggettificazione della vita, e se ne frega dei limiti, come qualcosa di Autoritario.

Io sono libero, te sei libero, tutti possiamo esserlo, ma se l’Egocentrico Unico, è Autoritario, come può dispiegarsi questa libertà? In che modo Stirner può essere “applicato” in maniera libera, se l’Autoritario non crede alla libertà?

Non crede alla libertà, perché sa, che è una realtà descritta, che nella realtà non esiste, ma che viene promossa a giudizio definitivo, perché se uno è libero, significa che anche gli altri possono esserlo. L’Egoista Unico Autoritario, pensa che tutti gli individui siano soggetti all’autorità, è che siano basicamente egoisti, ed è per questo, che previene quello che gli altri potrebbero fare a lui o che lui nella sua distruttiva volontà di potenza vuole attuare: deve conquistarli, deve prenderne l’esistenza, che sia con un sorriso, o con un coltello; quello di cui si discute è molto più sottile di quello che la superficie delle convenzioni sociali promuove. Un sorriso può essere una conquista molto più sottomessa che un coltello puntato alla gola.

Andiamo al dunque: l’Autoritario, sa che gli altri vogliono esserlo, apprende che l’altro, è un egoista, ed è per questo che quando Io dichiaro, che i senza aggettivi, alla fine sono anti-autoritari, sto affermando, che alla fine vogliono sempre imporre qualcosa a Me, ed è una sfida, una battaglia, che impone o vuole imporre una verità definitiva: i senza aggettivi, sono implicitamente autoritari nel definire la loro anti-autorità, anelano alla libertà quella vera, quella piena, di quella che loro definiscono con delle qualità maggiori, rispetto a un terribile Autoritario e la sua feroce Unione degli Egoisti.

Volendola specificare e affermarla, significa che la vogliono imporre a quello che per essi, è il nemico, ed è per questo che dicono che Stirner alla fine promuove la totale libertà.

Dicendo che l’Unico afferma la totale libertà, promuovono non una specificità per l’individuo che attacca un altro individuo, che sia alla sua altezza o no, ma che essendo liberi, per forza di cose, non ci possono essere aggettivi troppo personalistici, troppo specifici, troppo Unici. Usare troppi aggettivi, significa essere Autoritari, perché essere troppo particolari, significa voler portare a compimento una conquista, ma la totale libertà, lascia gli altri liberi di decidere, che cosa possono o vogliono avere dalla vita; possono in questo modo essere individui, che se non seguono pedissequamente lo Stato, sono particolaristici, è che ognuno di essi in potenza lo può essere.

Sono in pratica, una democrazia egualitaria di molteplici io, che dividono se stessi, per dare la giusta libertà, a quelli che loro credono, avere in sé, una specificità, una particolarità, ed è per questo, che se esiste, questa libertà come possono essere Autoritari? Si definiscono unici ma sono moltitudine, questo grazie alla parola “libertà”.

Arca

PDF: “MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA VOL.3”

Ricevo e pubblico:

https://avyssos.altervista.org/pdf-misantropia-attiva-estrema-vol-3/

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Con il 3° volume della Misantropia Attiva Estrema, continuiamo a proporre attentati, “colpi di testa”, che sembrano possano avere a che fare, minimamente con le varie dottrine che si identificano con l’anarchia, l’autonomia, l’antagonismo, ma non è così, in maniera assoluta.

Noi li consideriamo atti misantropici e nichilistici, azioni prodotte dall’odio egoistico per l’altro, per l’oggetto, per la società, azioni che hanno solo un obiettivo: la distruzione e il godimento prodotta da essa.

Anche il progetto nichilista “avyssos” vuole, come i progetti affini, che si sprigioni il caos e il terrore, per approfittarne e colpire, quello che odiamo e quello che ci preclude un pieno godimento. L’amoralismo deve prevalere, è che Noi si possa “regolare i conti”, con infami e delatori, ma anche per il piacere, che non deve avere nessun nesso con la conquista di qualcosa di definitivo.

Alcuni lettori affezionati al sanguinare dei morti e dei feriti, alle esplosioni e agli incendi, della Misantropia Attiva Estrema, ci hanno chiesto foto e immagini più dirette…diciamo a essi, che in una realtà come quella morale dell’occidente, non è facile recuperare frammenti di pezzi di cervello per terra, o arti mutilati, come della pelle bruciata, crani perforati o altro…ma garantiamo di fare meglio la prossima volta…

E con questo affermiamo, che non è solo la ricerca dell’immagine che ci deve interessare- che pur sempre ci fa godere– ma anche dell’approfondire quello che si legge e ampliare l’ottica con cui si leggono notizie che possono sembrare cose normali, cose quotidiane…provate a immedesimarvi con chi ha colpito e godere di quello che entra e esce dentro di voi, provate a colpire e attentare, per sentire come le fibre esistenziali, esplodano al contatto con l’esistente, come se la persona morta davanti a voi, ancora respiri, e voi la vogliate assolutamente morta.

Per noi ogni attentato messo a segno, è crescita in potenza misantropica e nichilistica, godimento che solo l’attimo può dare, esperienza e sperimentazione che aggiunge un tassello di crescita, ma è anche propaganda anti-umanista, specificatamente egoistica, che vede nell’atto, nell’attentato, un unione di egoisti, che vogliono solo una cosa…la caduta della società in un inferno senza legge ne morale.

Uomo-Mostro

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