INDIVIDUO-IDEA CORPOREO/IN-CORPOREO

Parliamo dell’importanza che Stirner conferisce al corpo, al corporale. Bene, questa importanza è ridotta all’ideale e all’individuo. In effetti, Stirner metterà in evidenza l’irrealtà delle idee (come Hume e Bacon) nel senso che non sono in grado di incarnare, quindi mancano di esistenza. “Nessuna idea ha un’esistenza, perché nessuno è capace di essere incarnato.”

L’individuo, d’altra parte, possiede un corpo, ha un’esistenza, un’esistenza reale, non un’esistenza come l’esistenza della libertà o dell’umanità, o dell’amore o dell’odio. L’egoista sa molto bene che queste sensazioni esistono solo in lui. Esistono per lui. Lui non esiste per loro. Ora, dove possiamo trovare questa contrarietà, corporeo / in-corporeo, nella modernità? Stirner riprenderà il cogitare cartesiano per mostrare come la modernità non abbia reso l’individuo, l’uomo in particolare, più che un fantasma.

Descartes ha sottolineato, “cogito, sum”, “penso, esisto”. Stirner afferma, che questa verità, per Descartes significa “che il mio pensiero è il mio essere e la mia vita, che non ho altra vita oltre la mia vita spirituale, né altra esistenza che la mia esistenza di spirito, in breve, che sono assolutamente spirito e nient’altro che spirito o pensiero. Così arriviamo a supporre il corpo, l’esistenza, per mezzo del pensiero.

Stirner dirà su questo: “Hai supposto Te stesso? Sì, ma non sono Io che suppongo, è il mio modo di pensare. Il mio Sé è precedente al mio pensiero, ne consegue che nessun pensiero precede il mio pensiero, o che il mio pensiero non ha ipotesi. Perché se io sono un’ipotesi in relazione al mio modo di pensare, questa assunzione non è il compito del pensare, non è un sotto-pensiero, ma è la stessa posizione di pensare e pensare in sé, o spirito pensante “.

Con questo Stirner rifiuta il pensiero cartesiano e lo vede solo come l’ideale cristiano. La sua riduzione dell’individuo pensante al pensiero è di arrivare all’idea, dell’in-corporeo.

Il pensiero cartesiano porta all’immagine di un Io in-corporeo, a un Io che è tutto pensato, ma non alla carne; che è tutto spirito, ma non ossa. Il suo razionalismo non è altro che un nuovo idealismo con un altro oggetto, la ragione.

Questa evoluzione delle idee, dell’incorpororeo, dell’individuo, Stirner la presenta nella visione della storia, nella quale egli definiva alcuni vecchi (realisti) e altri moderni (idealisti). E mentre entrambi hanno a che fare con il divino, arrivano a lui per le vie più opposte. Vediamo come succede questo.

LA GUERRA DI TUTTI CONTRO TUTTI

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Ora che si è acquisito, all’interno del percorso stirneriano, il portato metafisico del proprietario, l’ultimo passo concerne la risoluzione sociale della spinosa questione della proprietà:

  “Secondo l’opinione dei comunisti, la comunità deve essere la sola proprietaria. Al contrario: io sono il proprietario, gli altri non mi danno niente, ma io mi accordo semplicemente con altri a proposito della mia proprietà. […] Io sono proprietario, ma la proprietà non è sacra. Questo vuol dire che sono solo possessore?

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NITRUM FLAMMANS

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RIPUBBLICO NICHILISTICAMENTE  AFFINE:

FACENDO UNA DANZA DI MORTE NICHILISTA, E UNA INVOCAZIONE A CERBERO, “PYRODEX” SI TRASFERISCE QUA SOPRA…NITRUM FLAMMANS

 

 

 

 

L’ABISSO CHIAMA UN ABISSO

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NECHAYEVSHCHINAED

AFFINE NICHILISTICAMENTE -DA OGGI IL SITO CRIMINALE TERRORISTA NICHILISTA “NECHAEYVSHCHINAED” TORNA A PUBBLICARE MATERIALE– ESCLUSIVAMENTE SELETTIVO -ATTRAVERSO I SUOI “MODI E TEMPI” -SENZA SEGUIRE L’ONDA “COLLETTIVISTA” DI “CHICCHESIA”.

“POI CHE DURO È SOLTANTO CIÒ CH’È NOBILE”

E CHE CERBERO SIA CON I MIEI AFFINI!

 

 

DESLINDE DEL ÚNICO DE STIRNER

DESLINDO

Como decíamos en el capítulo primero, el individuo de Stirner es el egoísta, el propietario, el Único. ¿Y cuál es el sentido del Único? Desarrollarse él. Como también señalábamos el concepto ordinario de individualismo, de individuo, de egoísta, se escapa a la interpretación stirneriana, mas también lo hace el pensamiento filosófico, en tanto no ve al individuo sino como doctrina. En efecto, podemos encontrar en Ferrater Mora dos concepciones de individualismo referentes al individuo tomado como individuo ,humano, pues allí se expone el individualismo como una “doctrina según la cual el individuo – en cuanto “individuo humano”- constituye el fundamento de toda ley”. Estas dos concepciones son una positiva y otra negativa. La positiva se acerca a la definición de persona(individualismo personalista).

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LA REPETICIÓN HEIDEGGERIANA DE LA PREGUNTA POR EL SER

ASPIRAZIONE AL CULMINE

Ya en el comienzo de Ser y Tiempo Heidegger comenta que lo que ha envuelto a la metafísica desde Aristóteles en adelante, es aquella especie de “olvido voluntario” que se ha ramificado a toda esta disciplina y con ello no ha hecho más que “repetir”, mantener, de un modo u otro, lo dicho con respecto a esta materia, por Aristóteles.
De esto se sigue que es en este autor donde se asienta la atención ya que “la filosofía aristotélica es el comienzo de toda filosofía más tardía”, es decir, entre otras cosas, la primera articulada más rigurosamente, y la que acopió todo pensamiento, más menos, importante o, si se quiere, filosófico-científico.

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UNIVERSAL ABSTRACTO

ASPIRAZIONE AL CULMINE

 

 

 

 

 

 

Ahora bien, si tomamos todo lo dicho, pasando por Platón hasta Aristóteles. Comentando a los abstracto” (comentada fugazmente más arriba) y a la de “negación”. En efecto, todos quienes han tratado de dar con aquel principio, si bien han discutido, discrepado en su número o realidad material o inmaterial, han estado de acuerdo en que debe, por necesidad, ser universal, pues tiene que ser causa de todo.

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EL INDIVIDUO ANTES QUE LAS IDEAS

CULMINACIÓN

 

 

 

 

 

 

 

Cuando pensamos en la metafísica, en metafísica, imposible es no traer al pensamiento la obra del filósofo estagirita, Aristóteles. Obra que sólo pasa a llamarse de tal modo luego de la clasificación de Andrónico de Rodas en el siglo I. En esta obra Aristóteles lo que se propone tratar es, como bien señala Ferrater Mora, “el ser en tanto que ser”; y como es la ciencia que estudia las primeras causas, debe ser llamada filosofía primera, “la cual era la ciencia del ser simplemente como tal, como existente, en oposición al ser como dotado de cualidad, cantidad, etc.”, es decir, exento de las categorías que les son propias a los entes.

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CULMINACIÓN ±

CULMINACIÓN

 

 

 

 

 

 

 

Para comprender mejor esto, veamos lo que dice Bruno Bauer, acerca de la Reforma y el comentario de Stirner a las palabras de Bauer: “La Reforma –dice Bruno Bauer- fue, ante todo, el divorcio teórico entre el principio religioso y el arte, el Estado y la ciencia, es decir, su liberación de las potencias con las que había estado íntimamente ligado durante los primeros tiempos de la Iglesia y la jerarquía de la Edad Media;

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HABT NUR DEN MUT DESTRUKTIV ZU SEIN…

DESTRUKTIV ZU SEIN

 

 

 

 

 

 

307.Wie glücklich war ich als Kind, wenn ich, auf grüner Matte hingestreckt, von duftigen Frühlingslüften angeweht in den blauen Himmel hinaufblickte und von meiner glänzenden Zukunft träumte. Ein grosser Herr musste ich werden und mit Sechsen fahren, Gold aus dem Wagen streuen mit vollen Händen, und angebetet werden von der beglückten Menge des armen staunenden Volkes, Feenpaläste und Alhambras bauen und in blühenden Gärten mich von rosigen Mädchen bedienen lassen.

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