TEITANBLOOD: “ GOLE DORMIENTI DELL’ANTICRISTO”

Con la violenza indolente delle parole silenziose, i sermoni di sale giungeranno dall’oltre, lingue a doppio taglio più affilate della spada, infestando il grembo intatto del Mistero non pronunciato. Visione concessa dall’oscurità assoluta da un caldo fervore, battezzata nella siccità attraverso le catacombe della vita, dove tutti i nervi e le menti si dissolvono.

Le bocche cucite ora parlano di verità sfigurate. Gole dormienti dell’Anticristo.
Piena del dono della salvezza, l’imago ritorna alla larva mentre un cane ritorna al suo vomito e il Signore ritorna alla sua festa.

Benevoli sono le ferite di un amico, ferite lavate nell’urina caustica e le profezie annerite.

Preziosa è la visione del Signore è la morte dei suoi fedeli servitori, soffocati da mille serpenti e mezzi ancora più sanguinosi.

Stalla! ripugnanza dal peccato, fede al riparo, parole dalle spade, salvezza dal suo sangue.

Mieti! Semi sterili, cicatrici sbadiglianti, arti sparsi, si consuma la luce di cui sopra.
Le preghiere ardenti ora soffocano sotto il Signore. Sotto il suo nome e il nostro Dio.
Contorcono! Tutte le leggi in profondità rosse convulsive, tutte le acque che vedono, tutti gli orrori raccolti.

Castigo! i dannati a benedire, gli eletti a maledire, il lebbroso a spogliarsi, l’ultimo sacrificio.

Gole dormienti dell’Anticristo.
In segno di ringraziamento per le ferite redenti, il Figlio ritorna al seme genitoriale perché ha fame e noi gli diamo da mangiare, perché ha sete e noi gli diamo da bere.

Purificare! Come le fauci della Terra bestiale, pugnalano le tue costole. Santificare! Con i tuoi polmoni che bruciano di zolfo nel lago infuocato.

Le tombe aperte hanno temuto e tremato, le effigi intagliate si sono sciolte sotto le acque. Grandi lodi sputavano tra i denti stretti, esaltando il rigore celeste dagli escrementi di Dio.

E l’oscurità era tutto, e tutto era buio … e il sangue corrotto si riversava dai cieli senza fondo.

Dagli occhi affamati che bramano l’aldilà fino al naso accecato dal puzzo della disperazione, dal muso avido del fumo della disintegrazione alla bocca vendicativa del fuoco purificatore introdotto alla ragione.

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